Un drop al Camp Nou. Un sogno? Non più

Il rugby sbarca nel tempio del Barcellona calcio. Il mio articolo per il sito di Radio R101

La casa del Barcellona. Il Camp Nou per il mondo è questo. Però, a metà aprile, i 98mila posti dell’enorme catino della capitale catalana saranno a disposizione del rugby. Francese tra l’altro. Perché la federazione transalpina ha ufficializzato che nel fine settimana che cade intorno al 15 aprile in quello stadio verrà giocata la partita tra il Perpignan e il Racing Metro di Parigi.
Quanti di quei 98mila posti si riempiranno non è dato saperlo, il sold-out è praticamente fantascienza. La scelta del Perpignan non è casuale: squadra pirenaica, la più “spagnola” tra quelle francesi. Un bel match sotto il profilo tecnico e una bella conquista per il rugby, che comunque da questa vicenda avrà da guadagnarci. E sarà bello chiedere qualcosa alla numerosa colonia italiana che milita nel XV parigino.

Affaire francese per Wilko

La federazione inglese qualche settimana fa ha fatto sapere che i giocatori inglesi che aspirano ad una convocazione per i mondiali 2015 dovranno giocare in Premiership. Ma il numero 10 inglese ha fatto sapere che vuole rimanere in Francia. Da Right Rugby:

Della questione avevamo intuito già qualcosa: non occorreva essere veggenti, ma giusto seguire quel vecchio adagio per cui “follow the money”. Jonny Wilkinson ha espresso il desiderio di rimanere in Francia con il Tolone, stando alle dichiarazioni del coach del club transalpino Philippe Saint-Andre. E il rumor è arrivato dopo che la Rugby Football Union ha messo in chiaro che per la Coppa del Mondo 2011 verranno selezionati solo i giocatori che militano nelle società inglesi. Il contratto di Wilko con il Tolone scade in estate, a quel punto l’apertura sarebbe free agent e comunque convocabile, dal momento che non avrebbe legami con parti straniere. Tutto al condizionale, ovviamente, perché se le parole di Saint-Andre trovassero conferma ufficiale, Martin Johnson non dovrebbe opzionare il numero 10.
Rimangono sempre le famose “circostanze eccezionali” del caso, ma nel frattempo registriamo le parole del diretto interessato che ha detto di voler “voler fare bene e un anno e mezzo fa ho fatto una scelta (Tolone) per continuare in questo senso“. “Sono contento dove sto“, ha aggiunto e allora la storia appare fin troppo chiara.
D’altronde, coach Johnson si è portato avanti da quando è allenatore dell’Inghilterra, facendo giocare altra gente nel ruolo di Wilkinson – che prima scelta non è – come nel caso di Tobey Flood del Leicester Tigers, che nel proprio club manco è schierato ad apertura, quanto piuttosto a primo centro. In compenso sempre Wilkinson sarà con tutta probabilità nel gruppo del prossimo Six Nations, infortuni permettendo.
D’altra parte, l’inglese ha dato molto alla nazionale: ok il drop che è valso il Mondiale 2003 prima di fare i conti con i troppi guai fisici, ma c’è anche la prestazione al torneo di quattro anni dopo in Francia quando, tornando a disposizione del mister Brian Ashton, ha permesso all’Inghilterra di volare in finale contro il Sud Africa, dopo averle prese di santa ragione dagli stessi Springboks nella fase a gironi. A questo punto potrebbe benissimo scegliere di godersi il resto della carriera solo a livello di club e nel frattempo tenere casa sotto il caldo sole del sud della Francia. Non gli mancheranno di certo il freddo e la pioggia di Newcastle.

Back to the future: un a.d. anche per la Femi-Cz

Novità a Rovigo, ce le comunica direttamente la società rossoblu:

Continuando nel processo di rafforzamento della struttura societaria il CdA della Rugby Rovigo Delta, nella seduta di lunedì 13 dicembre u.s. ha nominato Amministratore Delegato l’ing. Antonio Zambelli.
La decisione di affiancare la figura del Presidente con un A.D. è in linea con gli obbiettivi che la Società si è data fin dalla sua fondazione, con particolare riferimento alla necessità di attuare una gestione economica ed organizzativa attenta alle previsioni di bilancio e che riesca a porre le basi per un solido futuro. Radicare sempre di più la propria presenza nel territorio e, soprattutto, sviluppare in maniera proficua i legami con il mondo imprenditoriale, rimangono punti fondamentali.

Travagli, di nuovo tuttonero (padovano)

Comunicato del Petrarca Padova:

Gradito ritorno a Padova per Pietro Travagli. Mediano di mischia di 29 anni, già al Petrarca nel 2002/2003, vanta 9 presenze in nazionale. Fermo dalla scorsa stagione per un infortunio al ginocchio, Pietro si è accordato con il Petrarca, pur essendo consapevole della notevole concorrenza che troverà nel ruolo, esercitata dai giovani Alberto Chillon e Alessandro Billot, che si stanno ben comportando. Comunque l’obiettivo principale della stagione per Travagli sarà quello di dimostrare di essere tornato in  in piena efficienza fisica e di mettersi a disposizione dei tecnici Presutti e Bot, i quali avranno un eventuale scelta in più come italiano d formazione nella mediana. Le sue condizioni saranno dunque verificate accuratamente nel corso di questa settimana con visite mediche e test fisici, nel frattempo comunque Travagli è aggregato al gruppo. In caso di esito positivo sarà disponibile al cento per cento dal 27 dicembre.

 

La felicità perduta di Asti

Christian Marchetti di solorugby.org ci racconta della crisi dell’Asti Rugby

L’ennesima società in crisi o, più semplicemente, il periodo più nero di una piazza un tempo felice? Parliamo dell’Asti Rugby 1981, rappresentante piemontese nel girone 2 di Serie A. La storia recente – appena domenica scorsa – riferisce di una sconfitta dura da digerire (5-39 contro il Grande Milano); addirittura di una rissa tra i giocatori Nicolas Epifani ed il nazionale Under 19 Rosario Sciortino; infine delle dimissioni immediate dal ruolo di allenatore del mito Wim Visser (ex azzurro, uno scudetto con L’Aquila, tre con Treviso).
A dire il vero, da quanto si apprende oggi sull’edizione astigiana de “La Stampa”, gli episodi di domenica non sarebbero altro che il drammatico riflesso di una crisi. Che a sua volta affonda le sue radici in estate, con l’abbandono di due storici dirigenti come Enzo Carafa e Alberto Binello e l’uscita dello sponsor Cesin. La patata bollente è allora toccata al nuovo presidente Roberto Bocchio, a quanto pare però alle prese con le casse esangui.
Al momento il team piemontese occupa la penultima posizione in campionato. Il futuro? Un pozzo pieno di problemi.