Niente Natale, siamo inglesi

Rugby 1823 ci presenta la prossima giornata di Premiership

Torna dopo la pausa europea il massimo campionato inglese. Sperando che il maltempo non fermi l’Aviva Premiership (l’ultimo turno fu funestato dalla neve con quasi tutti i match rinviati), l’attenzione è concentrata sulla capitale, Londra, dove andranno in scena due derby ad alta tensione. Domenica 26 appuntamento a Wembley, per Saracens-London Wasps, mentre lunedì ci si sposta a Twickenham per Harlequins-London Irish.

Due sfide importantissime in chiave playoff, con tre delle quattro formazioni londinesi (e dintorni) in piena lotta per un posto al sole. Ad approfittare della doppia battaglia fratricida potrebbero essere i Northampton Saints, chiamati alla non facile trasferta a Gloucester, e i Leicester Tigers, in casa contro dei non invincibili Sale Sharks. Match importante anche a Bath, dove padroni di casa ed Exeter non vogliono perdere l’ultimo treno per i piani alti. Chiude il programma la sfida salvezza tra Newcastle e Leeds. Un successo dei Falcons rischia di condannare con larghissimo anticipo Leeds alla retrocessione.

Aviva Premiership – Undicesimo turno
Bath – Exeter Chiefs
Saracens – London Wasps
Newcastle Falcons – Leeds Carnegie
Gloucester – Northampton Saints
Leicester Tigers – Sale Sharks
Harlequins – London Irish

Aviva Premiership – Classifica
Northampton 37; Leicester 31; London Irish, Saracens 29; London Wasps 27; Gloucester 26; Exeter, Harlequins 22; Bath 19; Sale 14; Newcastle 10; Leeds 3

Cose che succedono nel dicembre 2010

Un bella analisi da Right Rugby

Potremmo metterla giù in questo modo: “It’s the end of the game as we know it?”. I tempi cambiano, la gente si adegua e gli indizi non mancano. Basta dare un’occhiata ad alcuni gesti di alcune partite dello scorso week end: giocatori che parlano troppo, giocatori che dopo il fischio arbitrale continuano nell’azione, ma non per inerzia quanto piuttosto per dispetto, allontanando il pallone una volta arrestata la corsa con un pedata gratuita, giocatori che si sbracciano per sottolineare un fallo o un comportamento poco sportivo. Le telecamere a bordo campo evidenziano il tutto, la stampa ne parla e le querelle tengono banco per qualche ora: per fortuna non per tutta la settimana, come ci insegna tristemente il calcio.
Il rugby, appunto, starà mica diventando come il football? No, tendiamo a tranquillizzare gli animi perché comunque siamo di fronte a due mentalità e tipi di gioco molto diversi tra di loro. Certo rimane il fatto che negli ultimi dieci anni abbiamo assistito alla stesura di nuovi capitoli della palla ovale. E non c’entrano le trovare di marketing del proprietario dello Stade Francais, quel Max Guazzini che mostra estro e genialità dal momento che lui quello deve fare, vendere il prodotto nel quale investe denaro e tempo. Sarebbe strano non lo facesse. Più che altro c’è un’altra squadra della quale abbiamo già parlato e sulla quale ritorniamo, i London Saracens, che hanno nel loro coach, il sudafricano Brendan Venter, un marchio da esportazione.
Evitando accuratamente di tirare in ballo Josè Mourinho, Venter ha sfrontatezza e un dna politicamente scorretto che lo hanno messo nei guai “giudiziari” più volte. A maggio non poteva essere a Twickenham per la finale della Premiership tra Sarries e Leicester Tigers a causa di uno scazzo in tribuna contro i Northampton Saints nei riguardi di una spettatrice. Settimana scorsa ha protestato a suo modo contro la European Rugby Cup per le scelte arbitrali – un malumore diffuso in tutto l’ambiente europeo, mica solo nel club londinese. E così, nella perfida Albione, hanno provato a trovare un paragone e lo hanno pescato in Graham Taylor, ex manager dell’Inghilterra di calcio tra il 1990 e il 1993, uno che con i media ingaggiò battaglia da subito, a causa dei risultati della sua nazionale. Taylor è figlio di un cronista sportivo per lo Scunthorpe Evening Standard ed è cresciuto guardando le partite dalla tribuna stampa: lì ha capito come gira il mondo dell’informazione. E in particolare come ragionano i giornalisti. Per fare un esempio dei giorni nostri, Ivan Zazzaroni commenta la scomparsa del ct Enzo Bearzot scrivendo su Libero che il friulano badava sì alle marcature e alla difesa, ma affidava a Gaetano Scirea e Antonio Cabrini il compito di lanciarsi in avanti. Chiunque ne capisca un 5% di balun, intuisce che a un qualsiasi libero e terzino tocca fare anche quello in campo. Dicesi: alzare il baricentro della squadra.
Ecco, Taylor aveva imparato questo genere di cose, frequentando alcuni pennivendoli. Tornando a Venter, il suo boss è tale Ed Griffiths, che in Sud Africa ha lavorato per quotidiani, magazine e televisioni, seguendo la World Cup del 1995. Sorge allora non un dubbio, ma una conclusione logica: il caro Venter può contare su uno spin doctor, quelli che nella politica si muovono dietro le quinte per rendere il più cool possibile l’immagine dei candidati per i quali lavorano.
La coppia Venter-Griffiths sa come gira il mondo della stampa e ne approfitta. Anche questa cosa è un segno dei tempi che sono radicalmente cambiati. Se in Nuova Zelanda la federazione chiede ai cronisti di collaborare con gli All Blacks, evitando di sottoporli ad inutili pressioni alla vigilia di un anno cruciale, nell’Emisfero Nord i Saracens sono gli ambasciatori di un nuovo atteggiamento che contrasta con la compostezza delle Unions di quassù.
E’ pur sempre una questione di immagine, anche quando si tratta di fare gli scontrosi, i fastidiosi, gli antipatici. Sotto sotto, Venter alza il sopracciglio e apre parole per dare forma alle lamentele di molti addetti ai lavori e non è un caso che nella maggior parte dei casi, sia alle prese con polemiche sui metri di giudizio arbitrarli, una costante delle ultime competizioni. Tanto che quando arrivano i Test Match o i Mondiali, l’argomento si trasforma nella big issue di turno: Sud contro Nord, gente nei raggruppamenti e mischie disordinate, uomini che non si levano dopo aver placcato e mani a caccia di palloni nelle ruck già formate. E la linea del fuorigioco che non si sa mai in che punto venga tracciata.
Chiedetelo al coach degli Springboks Peter de Villiers. Ne sa qualcosa anche lui.

Rovigo compra: arrivano Van Niekerk e Luigi Milani

Umberto Nalio ci racconta tutto dalle pagine de Il Resto del Carlino – Rovigo

LA FEMI-CZ Rugby ha messo a segno due colpi al mercato di riparazione. Da gennaio, salvo imprevisti dell’ultima ora, alla corte di Polla Roux saranno aggregati al gruppo il pilone Luigi Milani ed il centro Joe Van Niekerk. Del primo si sapeva già da tempo, mentre
il secondo è frutto di una trattativa degli ultimi giorni. “Gigi” Milani, pilone sinistro, arriva in prestito dagli Aironi ed oltre alle tante presenze in campionato, vanta anche 9 caps con
la Nazionale A. Classe ’84 è nato all’Aquila, società nella quale ha mosso i primi passi nei mondo della palla ovale, arrivando fino alla prima squadra; con la maglia nero verde ha esordito nel campionato 2004/05, collezionando sette presenze. L’anno successivo è stato
presente 13 volte, trasferendosi poi a Viadana dove già nella prima stagione scende in campo in 10 partite, migliorando con 15 caps nel campionato successivo, andando anche in meta per due volte. Nell’ultimo Super 10 le presenze sono state solo 6, con anche tanta
sfortuna, che non lo ha certo risparmiato neppure in questo primo scorcio di stagione.
Milani ha un contratto biennale con gli Aironi e da Viadana si dicono certi di un suo ritorno ai livelli che gli sono consoni: «E’ un giocatore — afferma Franco Tonni — molto forte
fisicamente e dotato di ottima tecnica. Purtroppo gli infortuni hanno condizionato l’inizio dell’avventura in Celtig League e va a Rovigo per recuperare a pieno, pronto a tornare per il prossimo campionato. Anche sotto il profilo umano è un ragazzo d’oro».
Pure Juan Cruz Legora, che ha giocato con lui all’Aquila per due stagioni, lo definisce forte e molto migliorato alla corte del Viadana.
L’altro acquisto viene dal Casinò di Venezia, società con la quale ha disputato anche due campionati giovanili, guadagnandosi la card di giocatore di formazione. Si tratta del 21enne
Van Niekerk, sudafricano di Bloemfontein, centro potente che punta sempre alla profondità. Nel Super 10 edizione 2009/10 ha giocato 10 partite, andando in meta una sola volta. Poi un infortunio al ginocchio lo ha tolto dal campo e rientrando solo in occasione dell’ultimo turno dell’Eccelenza.
Sicuramente due acquisti importanti, che vanno a coprire dei vuoti nello scacchiere rosso blu. Mancano ancora le firme ai contratti, ma dovrebbe essere solo questione di ore per l’ufficializzazione. Resta però aperto l’interrogativo sulle reali condizioni fisiche dei due giocatori, ambedue provenienti da lunghi periodi di fermo.

Un XV russo tra i maori

Tournée neozelandese per la Russia, che il prossimo settembre parteciperà per la prima volta ai Mondiali di Rugby, che si svolgeranno proprio in Nuova Zelanda. A gennaio la nazionale russa affronteràle province neozelandesi di Taranaki e South Canterbury. La Russia nei Mondiali è nel girone C, lo stesso di Australia, Stati Uniti, Irlanda e della nazionale italiana.

A scuola con Villepreux e Skelly

Didattica F.I.R. comunica le prossime iniziative di aggiornamento tecnico organizzate sul territorio.
Pierre Villepreux continuerà le sue visite ai comitati Italiani con due incontri in Sicilia il 25 gennaio ed in Campania il 27 gennaio. Le sedi e gli orari dei due corsi saranno comunicati prossimamamente.
Richard Skelly, Rugby Development Manager della federazione Neozelandese, sarà invece in Veneto il 21 febbraio ed in Lombardia il 22 febbraio. Le sedi e gli orari dei due corsi saranno comunicati prossimamamente.
Le iscrizioni ai corsi, valevoli come aggiornamento di Primo e Secondo livello, potranno essere effettuate presso i Comitati regionali che sono sede degli incontri.