Il video di fine anno di Gavazzi: tra il Fight Club e le cavallette (uniche assenti)

Il 2019 inizia con la rubrica “L’angolo del Vile” e con un protagonista assoluto

Cose che ho imparato dal video di fine anno del presidente della FIR Alfredo Gavazzi:

– Prima regola del Top 12: non parlate mai del Top 12

– Seconda regola del Top 12: non dovete parlare mai del Top 12

– Già che ci siete: non parlate nemmeno del Seven
– I conti in ordine e il tesoretto lasciato da Dondi sono una leggenda metropolitana, tipo lo sbarco dell’uomo sulla Luna
– Non è vero che tra il 2008 e il 2012 il mondo è stato travolto da una profonda crisi economica, altrimenti Dondi non avrebbe potuto lasciare i conti in ordine e un tesoretto. Ah, già, scusate, quella è una leggenda metropolitana
– E comunque i conti in ordine e il tesoretto si sono autodissolti. Hanno fatto tutto da soli
– La crisi economica, in ogni caso, ha fatto sentire i suoi effetti solo dopo la metà di settembre del 2012
– Quando fate un videomessaggio tenete le mani in posizione tale da impallare la faccia per il maggior tempo possibile, magari agitandole anche
– Oggi il rugby è su tutte le tivvù però non vi dico a quanto ammontano i contratti
– Se volete sapere a quanto ammontano i contratti, fatevi eleggere dall’opposizione, diventate consigliere federale e poi chiedetemi i contratti: comunque vi dirò di no
– Oggi il Top 12 è in streaming sul canale YouTube della FIR per scelta e non perché le televisioni tradizionali non se lo filavano di pezza
– Oggi il rugby è su tutte le tivvù ma conoscere i dati di ascolto è come chiedere il numero di telefonino di Emily Ratajkowski
– La colpa è dell’amministrazione precedente
– Se anche l’amministrazione precedente era la mia amministrazione allora la colpa va a data alla prima dove non facevo il presidente
– Nell’ultimo caso prefigurato sorvolare sul fatto che probabilmente ero comunque consigliere federale
– Sono stati i comunisti
– Sono stati i venusiani
– E allora il piddì????!!!!111!!!??111
– “Penso che il discorso fatto con la franchigia Zebre sia importante”. Ovvero prima “privatizzarle” mettendole in mano agli stessi che avevano lasciato scheletri dagli Aironi in poi e quindi riprendersele totalmente sul groppone quando stavano per fallire (ma va?)
– Il Sei Nazioni 2018 è stato una ciofeca ma temo moltissimo per quello 2019
– Il Top 12 non esiste!
Un suggerimento al presidente Gavazzi: la prossima volta tiri in ballo anche le cavallette, che fanno sempre la loro porchissima figura.
Buon anno eh
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31 risposte a "Il video di fine anno di Gavazzi: tra il Fight Club e le cavallette (uniche assenti)"

  1. Rabbidaniel

    Non hai fatto al ruttino, chiaramente percepibile al minuto due, che è la dichiarazione più limpida che abbia rilasciato.

  2. fracassosandonà

    Se l’opposizione perfida avesse montato un’intervista del genere sarebbe stata considerata manipolazione. S’è fatto intervistare da un amico dopo un lauto pranzo. Cose che capitano. Ma che non puoi pubblicare sulla pagina fb della federazione che presiedi.

  3. Giovanni

    …secondo me è molto più facile ottenere il numero di telefonino di Emily Ratajkowski…
    A proposito di cavallette, hai dimenticato che “c’è stata una grande morìa delle vacche…come voi ben sapete!”.
    Buon 2019 🙂

  4. gian

    dimentichi i magazzini che, probabilmente, contenevano derrate alimentari per un paio di generazioni, che sono andate a male per colpa del riscaldamento globale (o delle cavallette?!?!?!?!?!?!?!), che hanno fatto un negativo di qualche centinaio di migliaio di euro, in sede di bilancio

  5. Hrothepert

    Paolo, io; che sono neutrale, non “ideolodicamente schierato e quindi lucido nel giudicare; nel video del Mago G., ho trovato anche tante parole di buon senso, volevi che dicesse le solite cavolate, alla…Brunel, che partivamo per giocarci il 6Ns? Invece, personalmente, ho apprezzato il realismo di giudicare il nostro livello, in comparazione con i nostri competitors, con obiettività e per quello che è; così come ho trovata positiva la franchezza di dire che, per migliorarsi ulteriormente, servirebbero investimenti per i quali non ci sono le risorse.
    Non so se il video che hai postato è parziale o meno, nella sua durata, e forse avrebbe potuto parlare anche del Pro 12 (tanto caro ai nostalgici del Rugby “pane e salame” e “alla viva il parroco”) ma penso che si sia limitato a parlare del movimento di elite (nazionali Maggiore, Under e Femminile e franchigie), ma allora avrebbe dovuto affrontare il discorso anche dei campionati minori, del movimento giovanile, del rugby didattico e di base, per quanto il Seven, probabilmente un Presidente Federale due parole avrebbe dovuto dirle, per quanto in italia del Seven non importi una cippa anessuno!!!!
    Sicuramente sulle mani hai ragione!!!
    Comunque dal tono del tuo articolo traspare un’ acidità, dovuta ai bagordi delle feste, peggiore di quella che sta colpendo me!!! 😉 😀

    1. Nuvole!

      Non capisco perché snobbare il massimo campionato nazionale, tanto caro ai nostalgici di quando in Italia giocavano Campese, Green, Small, Mehrtens, Knox, Gould, Kirwan, Zinzan Brooke, Naas Botha, Guy Pardies, Brabow, Fabio Gomez, Cameron Oliver, Chester Williams, eccetera. Tutta gente che amava il rugby “pane e salame” e “viva il parroco”, evidentemente.

      Adesso nemmeno nelle franchigie super-sovvenzionate a spese di tutto il movimento si vedono giocare elementi di livello internazionale come i suddetti…. toh, forse Leonard alle Zebre qualche stagione fa.
      Chissá dove si andranno a prendere i giocatori per le franchigie… sicuramente nel cappello a cilindro di qualche mago…

      1. Hrothepert

        @Nuvole, forse ti è sfuggito il fatto che, quando questo fior fiore di campioni, veniva a giocare in Italia, il Rugby negli altri paesi era dilettantistico, qui invece, con il sistema delle sponsorizzazioni e dei falsi rimborsi, a questi giocatori venivano corrisposti emolumenti non disprezzabili (o pensi davvero che venissero qui a giocare perchè si volevano misurare in un torneo di un movimento la cui nazionale disputava la…Coppa FIRA?!?!) e che, adesso che nei paesi rugbysticamente evoluti c’ è il professionismo, a giocare in italia ci vengono isolani e giocatori dell’ emisfero sud di terzo livello, non vengono più nemmeno gli argentini e infatti si vede dal livello degli equiparati e naturalizzati che arrivano in Nazionale.

      2. Nuvole!

        @Hro, non mi é sfuggito nulla: il campionato italiano era all’epoca un po’ quello che é oggi quello del Giappone (gli stranieri pagati e i locali per la maggior parte amatori, ai quali se tutto andava bene si trovava un impiego compatibile, per esempio in banca).
        Non capisco peró cosa centri questo con il fatto di snobbare il campionato nazionale invece di sostenerlo. Evidentemente sei convinto che ci siano dei tecnici maghi che possono tranquillamente produrre i giocatori in accademia e mandarli direttamente in una franchigia, senza passare da un campionato nazionale.
        In Scozia, per esempio, visto che il livello del campionato nazionale era ancora piú basso di quello italiano, la SRU adesso finanzia pesantemente (nel senso che i fondi SRU sono la prima fonte di entrata) TUTTE le squadre del massimo campionato nazionale, per esempio, dando una forte stabilitá e certezza di introito alle societá. Secondo te lo fanno perché pensano che sia un campionato inutile e da snobbare?

      3. Teo 33

        Bel commento ..aggiungo Whayne Smith , Andy Aden, Wheton, Ashton ( sperando di non aver trasformato i nomi)…Dominguez, Low,Milano,Pertile,Gardner….

      4. Hrothepert

        @Nuvole, è vero in Scozia è così, ma in Scozia, a parte il fatto che chi sponsorizza la Nazionale, per contratto, sponsorizza anche le franchigie, a differenza di qui, hanno rivoluzionato il sistema, impostandolo ad uso e consumo dell’ alto livello; i club sono equamente divisi e, in struttura piramidale, fanno parte di una delle franchigie, qui ognuno vuole continuare a curare il proprio orticello e anche, se invece di frutti verdure prelibate, gli da soltanto rape amare, è contento così.
        Io non dico che il domestic va snobbato, anzi gli andrebbe prestata quell’ attenzione di cui in Scozia (ammesso che ci sia l’ intenzione di volerlo fare, da una parte, e di accettarlo, dall’ altra.), ma montare un caso, perchè il Presidente Federale non ne ha parlato, in un discorso di fine anno, veloce e sintetico, dove ha superficialmente toccato i temi che riguardano gli impegni federali, mi sembra una forzatura, tanto per farla.

      5. Nuvole!

        @Hro
        In Scozia la SRU e le franchigie PRIMA portano i soldi e gli allenatori ai club del campionato nazionale, e POI chiedono.
        In Italia mi sembra che le richieste vengano prima (e normalmente in cambio di nulla) e anche i soldi accordati arrivano QUANDO e SE la FIR paga. É un po’ diverso… che dici?

    2. Luca

      E tu saresti neutrale e lucido nel giudicare?
      Mah!!
      Cioè sostieni che un presidente non dovrebbe parlare del suo campionato perchè non è di elite, mentre sue parole del seven si? Stai scherzando vero?
      Franchezza e obiettività è sempre apprezzata, ma allora se servono risorse per competere, perchè spende tutti quei soldi per uno staff da lui voluto e cercato? Poteva darlo ad un allenatore italiano…
      Dai parla come se fosse appena arrivato.

      Un bel tacer non fu mai scritto…

      1. Hrothepert

        Io non sono un fan del Mago G. e quando ci fu il caso della privatizzazione delle Zebre lo attaccai (per quello che vale!!) pesantemente, ma sono stato educato a basarmi sui fatti e su quello che gli altri dicono, senza stare a fare continuamente le pulci a qualcuno, semplicemente perchè sono “ideologicamente” dall’ altra parte!!!
        Tutto questo scandalo in questo video di fine anno io non riesco a vedercelo, si è limitato a parlare degli aspetti generali che conernano la Federazione (e in questo può stonare la mancanza di un accenno alla Nazionale di Seven); te hai mai visto un Presidente Federale del calciopalla, che, in un’ intervista di fine anno, parla del campionato di Serie A, o quello della FIS che parla delle gare delle Società e degli Sci Club???
        Le valutazioni sul Top 12 spetterebbero a un presidente di Lega (che non esiste), o agli “attori” che operano in quel palcoscenico.

      2. Il punto vero è che parla di 4icostituire il patrimonio finanziario della FIR come se lui non c’entrasse nulla.
        E il Top12 rimane il campionato più importante organizzato e gestito dalla federazione

    3. Giovanni

      Scusami Hro, ma a parlare di importanza del Campionato Italiano di Rugby è stato proprio il presidente ed a più riprese:
      “L’Eccellenza è e rimane centrale nei piani di Fir, l’ultima tappa di un percorso formativo che parte dai Centri di Formazione e passa per le Accademie.” (presentazione Eccellenza 2015-2016, fonte: https://www.repubblica.it/sport/rugby/2015/10/06/news/campionato_eccellenza_al_via-124487677/)
      “Il campionato italiano d’Eccellenza continua a rappresentare l’ultimo, fondamentale passo nel nostro processo dei giovani atleti coinvolti nel processo di formazione, con le Accademie e con i Centri di Formazione” (presentazione Eccellenza 2017-2018, fonte: https://www.onrugby.it/2017/09/13/eccellenza-presentata-a-milano-ledizione-numero-ottantotto/)
      “La direzione intrapresa dal TOP 12 dal punto di vista sportivo – ha esordito Alfredo Gavazzi – rappresenta per noi un cambiamento strategico. L’ampliamento del Campionato a dodici squadre e la contestuale modifica della denominazione sono fattori volti a dare una precisa identità a una competizione che vuole e deve mantenere un ruolo centrale nelle progettualità federali, costituendo l’ultima, importantissima fase del progetto di formazione della FIR” (presentazione Top12 2018-2019, fonte: https://www.federugby.it/index.php?option=com_content&view=article&id=12310:top-12-presentata-a-milano-la-nuova-stagione-201819&catid=359:top-12&Itemid=912&jjj=1546459371693).
      Dunque, qualunque sia l’opinione che noi appassionati possiamo averne (pane&salame o…caviale&champagne), è chiarissimo il pensiero del massimo rappresentate del nostro rugby, sul ruolo che il campionato deve avere nel corso della filiera di sviluppo dei nostri migliori giovani, basata sulla sequenza Accademie-Under20-Campionato-Franchigie. Alla luce di ciò, non ti sembra curioso che durante il suo discorso di fine anno non ne abbia fatto accenno alcuno, nemmeno en passant…?
      P.S.: il video è lo stesso pubblicato dalla FIR sulla propria pagina ufficiale Facebook: https://www.facebook.com/Federugby/videos/1035316209985386/

  6. Francesco Ricci

    Mah… In sintesi, dobbiamo migliorare, per migliorare bisogna investire, ma accidenti a chi s’è fregato la trippa per i gatti…

  7. Mr Ian

    Io non do tanto la colpa a lui che è un caso patologico ma piace ai club tanto da rivotarlo; quanto al media manager o chi si occupa della comunicazione in federazione.
    Per mandare in rete un video del genere le cose sono due, o è veramente convinto delle parole del presidente, allora mi fermo e ammetto che veramente in Italia per il rugby non c’è futuro.
    Oppure è un sabotatore in combutta con pronti al cambiamento con lo scopo di fare collezionare figure di merda al presidente.

  8. Dvd

    Se ci sono questi personaggi è colpa dei club.
    Ho visto cose alla cena del comitato lombardo che voi umani non potete immaginare.
    Presidenti di ” famosi” club che tiravano osso per la giacchetta per avere qualche euro.
    Questa presidenza è il perfetto ritratto dei dirigenti di club italiani.
    Non ci salverà neanche l’Europa

  9. Queo Magro

    Concordo su tutto con il tuo articolo, solo una cosa però fa perdere di stile il tutto ed é il “vile” nel nome della rubrica. Attaccare le persone offendendo quando si tratta di politica (perché questo è) non é ne corretto ne maturo. Per il resto non ho capito perché abbiano girato un video che, come il tuo articolo fa notare, affronta molte questioni in maniera superficiale e non ne sfiora altre. Auguri di buon anno.

  10. fabiogenova

    Francamente non capisco il senso di questo messaggio di fine anno. Va d moda e quindi voleva farlo anche lui?
    Più che quello che ha detto, è importante quello che non ha detto. Perchè dopo aver più o meno affermato che in Giappone abbiamo tenuto testa all’avversario nella prima partita e abbiamo dominato la seconda, non c’era più bisogno di dare credito ad alcun altra esternazione.
    E allora, ecco alcune cose che non ha detto, oltre alla marca della grappa che aveva ingollato fino a due minuti prima.
    1. Lo staff tecnico lo ritiene adeguato, ma verrà rinnovato il contratto a COS? e se sì, con quali compiti?
    2. I responsabili dell’alto livello che sono lì da quando io ero piccolo, rimangono al loro posto anche per il 2019?
    3. Il dissesto economico finanziario è un qualcosa che è accaduto in FIR come una legge di natura o c’è qualche responsabilità manageriale attribuibile alla dirigenza?
    4. Il peso politico della FiR, la cui spada ha dimostrato il suo fulgore con l’esclusione dell’italiano che più di tutti meriterebbe il Sei Nazioni, cioè l’arbitro Mitrea, è quello che Gauzere ha mostrato urbi et orbi a Padova contro l’Australia?
    5. I migliori giovani che sono sbarcati in nazionale nell’ultimo anno, non provengono dall’Accademia Fir, che avrebbe dovuto cannibalizzare la quasi totalità dei nuovi talenti nostrani. Quanti altri Centri di Formazione permanente, che non ci faccian mai cambiare idea sulle cose e sulla gente, ci servono per tirare su qualche giovane virgulto su una popolazione di 60 milioni di abitanti?
    Infine, solidarietà totale a Cimbrico. Non solo perchè è genovese e quindi gli voglio bene anche solo per questo, ma perchè gestire la comunicazione della nazionale più sconfitta delle federazioni affiliate al Coni è un lavoro che richiede una straordinaria capacità di trasformare l’aceto in vino. Qualche volta ce la fa. Ma chi conosce il vino, e soprattutto l’aceto, sa che un sommelier può consigliarti una bottiglia solo se ne ha almeno una buona in cantina.
    Buon anno a tutti.

  11. Vittorio Pesce

    Non entro nel merito degli argomenti di questo video surreale (@Hro il link e’ al canale uficiale Fir, se qualcuno ha manipolato e’ una serpe in seno)
    Ma vivaddio siamo nell’ era della comuncazione e da questo punto di vista questi 6 min e rotti sono il compendio di cio’ che NON si deve fare.
    Dimentichiamo per un attimo che questa persona in stato confusionale sia il Presidente di una Federazione Sportiva.Supponiamo sia un consulente finanziario o un chirurgo.
    Seriamente, voi affidereste i vostri sudati risparmi o vi fareste operare al cuore da un Signore che parla e gesticola come quello visto nel video?
    Se la risposta e’si, contattatemi in privato che vengo a trovarvi, ho degli ottimi investimenti da proporvi 😉

  12. Nuvole!

    “Il Sei Nazioni 2018 è stato una ciofeca ma temo moltissimo per quello 2019”
    Non lamentiamoci anche quando é onesto e aperto nelle sue dichiarazioni.

  13. Pingback: Sei Nazioni 2019, per l’Italia una missione quasi impossibile. Quasi. | Il Grillotalpa

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