Stranieri, eleggibili, giocatori di formazione italiana: il caso Lenarduzzi come paradigma

Andrea Nalio per Il Resto del Carlino di Rovigo

L’INGAGGIO di Rhys Lenarduzzi da parte dei Rovigo, oltre ad offrire allo staff tecnico rossoblu una validissima alternativa all’apertura (o come estremo), ha in realtà
evidenziato l’ennesima contraddizione di un movimento italiano che aspira ad un professionismo in realtà ancora molto distante. Il caso del giovane utility back, ripercorrendo i passi che ne hanno portato all’ingaggio, ne è un esempio.
La dirigenza rossoblu individua Lenarduzzi come rinforzo ideale per la linea veloce. Lo
status del giocatore, australiano di nascita ma convocato per la Nazionale italiana di rugby a 13, consiglia (giustamente) il Rovigo a chiedere informazioni circa le modalità di utilizzo dei ragazzo. Rientra tra i quattro stranieri da presentare a referto o tra i 19 giocatori di formazione italiana? Da qui, pare che la risposta ricevuta dalla Fir sia stata: «Lenarduzzi è
eleggibile per la Nazionale italiana e, secondo le nuove norme, può giocare anche all’apertura».
Poche parole che, se da un lato hanno rassicurato Rovigo circa la possibilità di utilizzare Rhys come vice-Duca, dall’altro non hanno chiarito appieno la posizione dell’italo-australiano. Il quale, secondo norme federali, non è di formazione italiana e pertanto
considerato straniero a tutti gli effetti. Lo status di eleggibile per la Nazionale italiana gli permetterà di giocare numero dieci in Eccellenza (in base alle decisioni del consiglio avvenute il 22 luglio 2011, considerato che Rhys ha compiuto 22 anni la settimana
scorsa e la regola prevede per gli eleggibili un’età massima di 23 anni) ed eventualmente diventare un’opzione futura anche per la Nazionale maggiore. Ma non risolverà il problema del Rovigo che, in caso di un suo utilizzo, dovrà rinunciare ad uno tra Mahoney, Basson, Seveail’i ed il pilone in arrivo.
Una grana imprevista che, se da un lato getta luce su una norma ancora poco chiara, dall’altro sottolinea come la volontà del rugby italiano di intraprendere in maniera decisa la strada dei professionismo rallenti pericolosamente dinanzi un bivio banale, ma specchio della situazione attuale.

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9 risposte a Stranieri, eleggibili, giocatori di formazione italiana: il caso Lenarduzzi come paradigma

  1. gsp ha detto:

    c’e’ poco da esser sorpresi per Rovigo, le regole sono ed erano chiare. Lenarduzzi, puo’ giocare apertura ma conta come straniero. Come lo erano per Socino(?) all’epoca.

    detto questo, io personalmente ho sempre ritenuto le regole sulla formazione abbastanza assurde ed inutili. per me conta solo se hai passaporto o sei eleggibile (con tanti dubbi morali sulle limitazioni alla libera circolazione dei lavoratori). tra l’altro una regola come questa, per cui, cittadini con lo stesso passaporto, si trovano in condizioni diverse difficilmente potrebbe sopravvivere allo scrutinio delle istituzioni europee.

  2. Andrew ha detto:

    Ragazzi dovete martellare di piu contro Carlo Checchinato, è uno che negli hanno ha rovinato centinaia di persone. Subisce attacchi all interno della fir da anni eppure è sempre li. Contratto da 110 mila euro fino al 2014. Ha fatto del male a giovani giocatori illudendoli, non conosce le regole, e come disse Nick Mallett pensa solo a se stesso a costo di bruciare chiunque ci sia intorno.

  3. mario ha detto:

    Le regole sono tutt’altro che chiare. Infatti è stato necessario chiedere un chiarimento ufficiale. E i dubbi rimangono anche dopo. D’accordissimo che siano assurde. Se un giocatore può giocare in nazionale allora deve poter giocare anche in campionato e in qualsiasi ruolo. Altrimenti (come avviene da anni ) la nazionale non rappresenta il rugby del paese. E non si risolvono i problemi di carenza di giocatori per ruolo.

    • malpensante ha detto:

      Le regole non sono chiare solo per i comuni mortali, ma abbiamo a portata di mano un oracolo che invece concepisce una logica dove uno è straniero ma può giocare in un ruolo riservato agli italiani. Fossi nel Grillo, lo metterei subito sotto contratto come esegeta ufficiale.

      • gsp ha detto:

        Infatti lenarduzzi, ha probabilmente passaporto italiano e non e’ quindi straniero.

  4. xnebiax ha detto:

    io non l’ho capita… forse sono stupido… ma se ha il passaporto italiano perché conta come straniero? se é cresciuto all’estero perchè conta comr di formazione italiana e puó giocare apertura? perchè é sotto i 23 anni e quindi ancora in formazione???
    La regola sará anche chiara, ma non di certo logica.
    Ma se lo chiamano in nazionale emergenti, diventa italiano anche per il club, vero?

  5. Marco ha detto:

    Regole molto adattabili a situazioni e convenienze della federazione, per costruire una nazionale allo sbando creano regole per poter utilizzare chiunque. Parlano di franchigie e di accademie per poi creare queste situazioni.Abbiamo fatto una nazionale con gli scarti di altre nazioni, e i risultati si vedono!! invece di valorizzare i nostri giovani bastano poche partite per diventare un giocatore italiano.

  6. Filippo ha detto:

    è una regola di merda e basta…non c’è tanto da discutere… lo si può schierare all’apertura ma bisogna rinunciare a uno degli altri stranieri…solo perchè comunque tutti li temono…buffoni

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