L’Australia inizia l’operazione Rugby Championship: i primi 27 convocati

Ovviamente non c’è nemmeno un giocatore dei Reds, impegnati nei play-off di super Rugby, in compenso ci sono ben 13 giocatori dei Waratahs.
Il ct wallabies Robbie Deans ha convocato 27 giocatori per il primo stage di preparazione in vista del Rugby Championship che scatta il 18 agosto. Le novità pià importante sono i ritorni di Drew Mitchell e Lachie Turner. Assenti per infortunio il capitano James Horwill, Wycliff Palu, James O’Connor e Christian Lealiifano. Tre i debuttanti assoluti: Nick Cummins, Mitch Inman e Paddy Ryan.
I giocatori si troveranno a Sydney per una tre giorni di alenamenti a partire dal 24 luglio.

Convocati: Kurtley Beale (Melbourne Rebels), Adam Ashley-Cooper (NSW Waratahs), Drew Mitchell (NSW Waratahs), Lachie Turner (NSW Waratahs), Nick Cummins (Western Force), Cooper Vuna (Melbourne Rebels), Rob Horne (NSW Waratahs), Mitch Inman (Melbourne Rebels), Pat McCabe (Brumbies), Bernard Foley (NSW Waratahs), Berrick Barnes (NSW Waratahs), Nick Phipps (Melbourne Rebels), Nic White (Brumbies), Ben Mowen (Brumbies), David Pocock (Western Force), Michael Hooper (Brumbies), Dave Dennis (NSW Waratahs), Kane Douglas (NSW Waratahs), Cadeyrn Neville (Melbourne Rebels), Hugh Pyle (Melbourne Rebels), Sitaleki Timani (NSW Waratahs), Sekope Kepu (NSW Waratahs), Benn Robinson (NSW Waratahs), Ben Alexander (Brumbies), Paddy Ryan (NSW Waratahs), Stephen Moore (Brumbies), Tatafu Polota-Nau (NSW Waratahs).

Ufficiale, Rowland Phillips è l’head coach di Viadana

L’allenatore gallese rimane nel mantovano: nella nuova stagione sarà infatti il responsabile della panchina del Viadana in Eccellenza.
Il 46enne era il coach degli Aironi e ha rifiutato alcune offerte inglesi pur di tornare in quello stretto lembo di terra lombardo a uno sputo dall’Emilia: “Sono felice di tornare in Italia – ha detto alla BBC – sono sicuro che sarà una grande sfida”.

 

L’Australia ribolle, tra salary cap aggirati e scontri tra federazione e franchigie

La federazione australiana ha aperto una inchiesta su una non meglio precisata franchigia di Super Rugby che avrebbe pagato almeno un suo giocatore aggirando i divieti sul salary cap. A rivelarlo è il The Sun-Herald e l’ARU ha confermato la notizia mantenendo però sotto stretto silenzio i nomi di club e atleta.
In pratica il giocatore sarebbe stato pagato in parte non direttamente dalla franchigia come prevedono le regole stabilite dalla federazione, ma anche da una province. Un pagamento avvenuto in contanti, senza lasciar traccia documentale, finito nelle tasche del giocatore: aggirando così le norme sul tetto agli stipendi ed evadendo le relative tasse.
Pare che però questo non sia l’unico tentativo di aggirare il salary cap avvenuto in Australia  negli ultimi tempi: una franchigia avrebbe cercato di  sottoscrivere un contratto di sponsorizzazione per poter pagare sottobanco un giocatore che senza un “ritocco” al suo ingaggio se ne sarebbe andato.
Il 23 luglio a Sydney si terrà una riunione della federazione che si occuperà di questi casi, anche se in realtà il piatto forte del summit saranno i rapporti – molto tesi – tra l’ARU e Rebels, Western Force e Waratahs.

La foto del giorno: Francia, All Blacks, Adidas e “i quasi”…

Proseguono le polemiche in Nuova Zelanda sulle nuove divise della Francia, come già vi avevo raccontato qualche giorno fa. Sui blog down-under circolano anche cose divertenti e decisamente ironiche. Come questa…

Il film di Rourke su Gareth Thomas quasi al via, il primo ciak a febbraio

Se ne parla da tanto, ora siamo arrivati al momento di quagliare sul serio: il film di Mickey Rourke su Gareth Thomas inizierà ad essere girato il prossimo febbraio.
Lo ha detto lo stesso attore/regista americano durante una serata di beneficenza a Newport, in Galles.
Rourke però non si è sbottonato e non ha detto chi sarà il protagonista della pellicola: inizialmente doveva essere lui stesso ad interpretare l’ex capitano della nazionale gallese, ma qualche mese fa ha mollato il colpo dopo essersi reso conto che la preparazione fisica per lui sarebbe stata troppo dura. Non lo avrebbero invece frenato gli oltre 20 anni di differenza, per “superare” i quali era pronto a sottoporsi a diversi interventi di chirurgia estetica,