Nascono le Zebre, ora è ufficiale

dall’ufficio stampa FIR

La Federazione Italiana Rugby ha ufficializzato oggi il nome, la sede e lo staff tecnico della squadra che militerà nel Rabodirect PRO12 ed in Heineken Cup nella stagione sportiva 2012/2013 in sostituzione degli Aironi Rugby.
La FIR, in onore al glorioso club ad inviti del Nord Ovest fondato nel 1973, ha deciso di attribuire alla neonata formazione il nome “Zebre”.

Logistica
Le Zebre avranno a Parma la propria sede sociale e la città ducale ospiterà, presso gli impianti dello Stadio “XXV Aprile” di Moletolo attualmente in fase di ampliamento, gli incontri di Rabodirect PRO12 della neonata formazione.

Staff tecnico
Direttore sportivo: Roberto Manghi
Direttore tecnico: Christian Gajan
Allenatori: Vincenzo Troiani, Alessandro Troncon
Team Manager: Fabio Ongaro
Preparatore atletico: Massimo Zaghini
La direzione sportiva è stata affidata a Roberto Manghi, 53 anni, direttore generale e guida tecnica del Rugby Reggio nel campionato d’Eccellenza 2011/2012; Manghi ha già ricoperto in passato il ruolo di general manager del Gran Parma e di direttore sportivo della Rugby Parma, raggiungendo i play-off del massimo campionato con entrambi i club ducali.
Christian Gajan, su indicazione del Commissario Tecnico Jacques Brunel, ha invece assunto il ruolo di direttore tecnico della franchigia: il 55enne allenatore francese, già in possesso di una profonda conoscenza del rugby italiano avendo rivestito il ruolo di capo-allenatore alla Benetton Treviso dal 1998 al 2000 ed al VeneziaMestre nella stagione 2008/09, vanta un curriculum internazionale di alto profilo.
In carriera, Gajan ha allenato lo Stade Toulousain – di cui è stato anche giocatore – con cui ha vinto il massimo campionato francese nel 2000/01 mentre con il Castres Olympique, che ha allenato a più riprese, ha conquistato nel 2003 l’European Shield.
Gli allenatori che affiancheranno Gajan alla guida delle Zebre saranno Vincenzo Troiani, che dopo aver guidato la Rugby Parma nel Super 10 2005/2006 raggiungendo i play-off e vincendo la Coppa Italia ha svolto tutta la trafila come tecnico delle Nazionali giovanili ed è al momento impegnato presso l’Accademia U18 “Lorenzo Sebastiani” di Roma, e l’ex mediano di mischia dell’Italia Alessandro Troncon, dal 2007 e sino all’RBS 6 Nazioni 2012 assistente allenatore della Nazionale, dove è stato responsabile dei trequarti.
Fabio Ongaro, tallonatore della Nazionale ritiratosi dalla scena dei test-match nel marzo scorso a margine della vittoria sulla Scozia, ha assunto invece il ruolo di Team Manager dopo aver annunciato in giornata il ritiro dall’attività agonistica.
Infine Massimo Zaghini, quest’anno all’Accademia FIR “Ivan Francescato” di Tirrenia dopo aver collaborato in estate alla preparazione estiva alla Rugby World Cup “Nuova Zelanda 2011”, è stato scelto per ricoprire il ruolo di preparatore atletico.

Bollesan torna a placcare e ferma la Nuova Franchigia: “Zebre? Vedremo…”

“Cosa ho provato quando ho sentito la notizia? Tristezza, ma non tanta alla fine. Ho provato soprattutto sorpresa. Insomma, come si fa a dare quel nome, Zebre, a una società che non ha nulla a che spartire con lo spirito di quello che noi abbiamo creato? E come si fa a dare quel nome senza interpellare le persone che in qualche modo ne sono ancora responsabili oggi?”.
Un combattente Marco Bollesan lo è sempre stato. E questa cosa delle Zebre non la manda giù. Già, le Zebre. Bollesan le fondò nel 1973 assieme al mai abbastanza compianto giornalista Pierluigi Fadda e a Renato Tullio Ferrari. Un club a inviti, non territoriale: cuore a Milano ma si andava a giocare ovunque. Impossibile e inutile ricordare qui la loro attività, che con il passare degli anni andò scemando fino a fermarsi del tutto alla metà degli anni ’90.
“Ci siamo fermati – mi dice Bollesan – sostanzialmente per motivi economici. Invitare i giocatori, farli viaggiare, ospitarli…. insomma, era diventato un costo che senza sponsor non era possibile sostenere. E poi il professionismo ha reso tutto più difficile: i club devono essere avvisati tempo prima, c’è bisogno di assicurazioni. Insomma, come ti muovi paghi. E io non ce la facevo a starci dietro”.
Ma il marchio…
“Il marchio c’è ed è registrato. Ora voglio capire, vedere cosa succederà e poi parlare con Dondi: il presidente mi deve spiegare questa cosa. Di certo non sono intenzionato a non dire nulla. O a fare nulla”.
Inutile giraci attorno, questa cosa ti fa male…
“Sì, mi fa male. Non sono d’accordo con quanto fatto. Gli Aironi erano una cosa, le Zebre un’altra. Le tradizioni ogni tanto bisogna seguirle, c’è necessità di farlo. Loro evidentemente pensano di poter fare quello che vogliono, ma si sbagliano, non credo proprio che le cose andranno così lisce”.
Ti sei chiesto perché darsi proprio quel nome? Perché tra tanti che potevano essere adottati la scelta è caduta proprio su quello?
“Vogliono sfruttare una tradizione, che le Zebre avevano 30 anni fa e che hanno ancora oggi. Credo che l’intenzione sia quella di darsi un briciolo di immagine, di appeal. E anche un po’ di storia. Ma noi eravamo una roba diversa. Siamo durati anni, e anche se da tempo non facciamo nulla torno a dire che siamo ancora qui. Ormai alcune società nascono e muoiono in 15 giorni…”.

Fatta l’Italia anti-Pumas: un solo esordiente. La rivoluzione, se l’aspettavate, è rimandata

dall’ufficio stampa FIR

Jacques Brunel, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Rugby, ha annunciato la formazione che sabato (ore 15.40 locali, 20.40 in Italia) affronterà l’Argentina all’Estadio Bicentenario di San Juan nella prima tappa del tour estivo nelle Americhe.

Un solo esordiente in campo dal primo minuto, il pilone sinistro Alberto De Marchi, ma tante novità nel XV titolare il cui capitanato, con Sergio Parisse ancora in fase di recupero, viene affidato da Brunel al seconda linea Marco Bortolami, che guida l’Italia per la trentottesima volta in carriera.

La linea arretrata è inedita e con un’età media di ventitrè anni: Luke McLean parte nella posizione di estremo e con i suoi 37 caps all’attivo è ampiamente il più esperto dei trequarti Azzurri per la partita di San Juan. Ad affiancarlo nel triangolo allargato Brunel conferma Venditti, metaman italiano nell’ultimo RBS 6 Nazioni, che fa coppia all’ala con Tommaso Benvenuti, visto a secondo centro nel Torneo.

Conferma a primo centro per Alberto Sgarbi, già titolare della maglia numero dodici in tre incontri del Sei Nazioni, mentre a secondo centro Roberto Quartaroli conquista il suo quarto cap internazionale a tre anni esatti di distanza dalla sua ultima apparizione con la maglia dell’Italia.

In regia il CT azzurro si affida alla coppia che ha guidato l’Italia in febbraio e marzo con Kristopher Burton mediano d’apertura ed Edoardo Gori in maglia numero nove a coordinare la mischia.

Ed anche nel pack proposto da Brunel non mancano le novità, con Robert Barbieri che rileva dall’indisponibile Parisse la maglia numero otto – posizione in cui ha giocato spesso in stagione con la Benetton Treviso – e divide il reparto con i due flanker veterani Mauro Bergamasco (alla novantesima apparizione) ed Alessandro Zanni.

A gestire la rimessa laterale Brunel schiera, insieme al capitano di giornata Marco Bortolami, un altro specialista come Antonio Pavanello, alla sua seconda volta da titolare in Nazionale mentre in prima linea, insieme all’esordiente De Marchi sul lato sinistro, partono dall’inizio Martin Castrogiovanni come pilone destro e Carlo Festuccia tallonatore. Per il numero due abruzzese il cap numero cinquantadue arriva ad oltre un anno dall’ultima uscita internazionale, a marzo 2011, in occasione della vittoria del Flaminio contro la Francia.

Due gli esordienti in panchina, il tallonatore della Femi-CZ Rovigo Davide Giazzon ed il pilone Lorenzo Romano, mentre completano la lista dei ventidue il seconda linea Joshua Furno, il flanker Simone Favaro, il mediano di mischia Tito Tebaldi – anche lui assente in azzurro da quasi due anni – l’apertura Riccardo Bocchino e l’utility back Giulio Toniolatti.

A San Juan i Pumas e gli Azzurri si sfidano per la diciottesima volta. Il bilancio è di cinque vittorie italiane, undici dei sudamericani ed un pareggio. L’ultima vittoria azzurra è datata 2008, 12-13 a Cordoba, mentre nell’ultimo scontro diretto nel novembre 2010 al Bentegodi di Verona la vittoria era andata all’Argentina per 16-22.

Direzione di gara affidata al francese Garces, che ha arbitrato l’Italia una sola volta in carriera,  lo scorso febbraio all’Olimpico di Roma contro l’Inghilterra.

Questa la formazione dell’Italia:

15 Luke MCLEAN (Benetton Treviso, 37 caps)

14 Giovanbattista VENDITTI (Aironi Rugby, 4 caps)*

13 Roberto QUARTAROLI (Aironi Rugby, 3 caps)*

12 Alberto SGARBI (Benetton Treviso, 17 caps)

11 Tommaso BENVENUTI (Benetton Treviso, 17 caps)*

10 Kristopher BURTON (Benetton Treviso, 14 caps)

9 Edoardo GORI (Benetton Treviso, 13 caps)*

8 Robert BARBIERI (Benetton Treviso, 21 caps)

7 Mauro BERGAMASCO (Aironi Rugby, 89 caps)

6 Alessandro ZANNI (Benetton Treviso, 63 caps)

5 Marco BORTOLAMI (Aironi Rugby, 93 caps) – capitano

4 Antonio PAVANELLO (Benetton Treviso, 7 caps)

3 Martin CASTROGIOVANNI (Leicester Tigers, 85 caps)

2 Carlo FESTUCCIA (Banca Monte Parma Crociati, 51 caps)

1 Alberto DE MARCHI (Aironi Rugby, esordiente)

a disposizione

16 Davide GIAZZON (Femi-CZ Vea Rovigo, esordiente)

17 Lorenzo ROMANO (Aironi Rugby, esordiente)

18 Joshua FURNO (Aironi Rugby, 2 caps)

19 Simone FAVARO (Aironi Rugby, 10 caps)*

20 Tito TEBALDI (Aironi Rugby, 14 caps)

21 Riccardo BOCCHINO (Estra I Cavalieri Prato, 12 caps)*

22 Giulio TONIOLATTI (Aironi Rugby, 10 caps)

*è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato”

Ongaro dice stop: “Una partita con il Casale e poi basta rugby giocato”

dall’ufficio stampa FIR

Fabio Ongaro, 81 caps con la Nazionale Italiana Rugby, il tallonatore ad aver vestito in più occasione la maglia numero due dell’Italia, ha annunciato oggi il ritiro dal rugby con effetto immediato all’età di 35 anni.

Ongaro si era ritirato dal rugby internazionale il 17 marzo scorso, dopo aver giocato titolare nella partita vinta per 13-6 contro la Scozia all’Olimpico di Roma.

E’ la decisione giusta al momento giusto, ho avuto la fortuna di giocare in grandi club, mi sono tolto molte soddisfazioni sia in Italia che all’estero, ho vissuto una meravigliosa avventura con la maglia della Nazionale ma a 35 anni credo sia arrivato il momento di dire basta, lasciare spazio ai tanti giovani di qualità che si stanno affacciando nel ruolo. Ringrazio tutti, allenatori, dirigenti e compagni di squadra, che in questi anni hanno contribuito a far sì che quella che era la mia grande passione potesse diventare anche il mio lavoro, un privilegio che non capita a tutti. Mi piacerebbe giocare ancora una partita con la maglia del Casale, il club dove ho iniziato la mia avventura nel rugby e con il quale sarebbe emozionante, all’inizio della prossima stagione, scendere in campo un’ultima volta” ha dichiarato Fabio Ongaro

Roma, un campo da rugby e una follia da 33 milioni di euro

Una storia incredibile…. da Il Fatto Quotidiano

A Roma nasce la Città del Rugby. Il rugby, però, ci starà un po’ stretto. Si tratta infatti di un’opera da 33 milioni di euro (importo coperto al 95% dal Comune di Roma con garanzia fideiussoria), nellaquale però è previsto un solo campo da rugby e per giunta non regolamentare. Nell’ultimo progetto esecutivo architettonico del più costoso tra i Punti Verde Qualità di Roma Capitale (concessioni gratuite per 33 anni di aree verdi da parte del Comune, garanzia fideiussoria complessiva di 600 milioni di euro) le misure stabilite per il campo da gioco sono 86 metri di lunghezza per 56 di larghezza, ben al di sotto dei limiti minimi regolamentari (119 in lunghezza e 66 in larghezza). Per il campo da rugby irregolare è prevista anche una tribuna di 300 posti a sedere: “A cosa serve visto che non si potranno disputare le partite?” si chiede Federico Siracusa, vicepresidente del Consiglio del XII Municipio. Il progetto mastodontico per il centro sportivo sorgerà a Spinaceto, periferia ovest della città, e rischia di diventare una cattedrale nel deserto.

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