Test-match: infortuni e cambi, le ultime dalle squadre

IRLANDA
Ko Keith Earls, il ct Declan Kidneey chiama Gavin Duffy. Earls rimane però con il gruppo visto che potrebbe essere recuperabile per la terza sfida agli All Blacks.

INGHILTERRA
Mike Brown non ce la fa e torna a casa per un guaio al pollice. Al suo posto il ct Stuart Lancaster ha chiamato Nick Abendanon.
L’Inghilterra, per la seconda sfida al Sudafrica non potrà contare nemmeno nemmeno su Brad Barritt, costretto ad una piccola operazione chirurgica all’occhio. Il centro potrebbe però tornare a disposizione per la gara numero 3 con gli springboks.

SCOZIA
Niente Sean Lamont e Joe Ansbro per le Fiji, alle prese con guai che dovrebbero però risolversi presto. Sicuro, a questo punto, il debutto di Tim Visser con la maglia della nazionale scozzese.

I Pumas e un ko che mette a nudo il nostro movimento. Ci siamo seduti su un divano?

Credo che lo si possa dire già ora, purtroppo: il tour delle Americhe non potrà che avere un bilancio negativo. Potremo anche battere Canada e Stati Uniti – anzi, dobbiamo farlo – ma non sono quelle due partite che possono dare un segno alla spedizione. E il fatto di battere le due formazioni nordamericane con risultati più o meno larghi è poco più di un dettaglio e due vittorie ora sono davvero il minimo sindacale, con tutto il rispetto per i nostri avversari.
La partita che doveva dare un significato complessivo a questo mese di giugno era quella di San Juan contro l’Argentina e l’abbiamo persa. E perdere con l’Argentina ci può anche stare: loro sono al numero 7 del ranking mondiale, noi all’undicesimo posto (e temo che dopo questo fine settimana la Scozia ci superi), tanto per dire, basterebbe questo. Il punto è come perdi, e noi sabato sera abbiamo perso proprio male.

E il ko di San Juan diventa in qualche modo pardigmatico, simbolico. Ci dice a che punto sta il nostro movimento. Sabato sera abbiamo perso contro una squadra formata da un numeroso gruppo di giovani di belle speranze prese per mano da qualche giocatore di grandissima esperienza. Perché è vero che a guidare i padroni di casa c’erano un certo Contepomi e tal Roncero (a proposito, un pilone 35enne che fa una meta degna di un centro di 25 anni. Questo dovrebbe dire qualcosa sulla nostra difesa…), e che con loro c’erano giocatori che militano in Europa in club importanti (Biarritz, Agen, Sale Sharks, Exeter), ma la maggior parte militavano in club che si chiamano Tucuman, Rosario, SIC, Cordoba, Newman, Belgrano o Pucarà. Il ct argentino Phelan ha infatti deciso che i 24 giocatori che faranno parte della rosa-base del Rugby Championship verranno usati poco o nulla in questo mese di test-match: stiamo parlando di Amorosino, Imhoff, Leguizamón, Figallo, Rodríguez, Lobbe, Bustos, Agulla, Ayerza e Juan Martín Hernández. Giusto per citarne solo alcuni. Quella che ha messo ko l’Italia magari non sarà la “squadra B”, ma di sicuro non la rivedremo molto presto. Certo, anche gli azzurri lamentavano qualche assenza – Parisse su tutti – ma non sono paragonabili a quelle argentine.
Il discorso va però allargato. Tra le grandi del mondo rugbistico il movimento italiano e quello argentino sono quelli con i margini di crescita più ampi. Però uno ha imboccato da tempo la strada giusta e l’altro sembra essersi un po’ smarrito, o forse seduto. Difficile capirne i perché: da una parte abbiamo un’Argentina che nel 2007 arriva terza al Mondiale, quattro anni più tardi arriva ai quarti di finale del torneo iridato, buttata fuori dalla squadra che si laureerà campione. Una partita equilibratissima per un’ora, poi la meta all blacks che rompe l’inerzia (e se vi ricordate l’azione di quella meta i biancocelesti sono arrivati a un niente da un intercetto che avrebbe loro spalancato le porte della marcatura. E oggi parleremo di un’altra storia). Nel frattempo i Pumas hanno costruito una U20 che ai mondiali di categoria in corso in Sudafrica ha battuto nel giro di pochi giorni Francia e Australia. Il tutto senza che la nazionale maggiore abbia mai partecipato in pianta stabile a un qualche torneo di rilievo. Ora lo farà con il Rugby Championship, e per tutti nel giro di 2/3 anni saranno dolori veri.
Vogliamo parlare dei club? Da noi c’è un torneo semi-professionistico o blandamente professionistico e due franchigie che giocano nel professionismo vero. In Argentina ci sono tornei magari importanti (la Copa Personal o l’URBA) ma il professionismo è lontano anni-luce e i giocatori fanno altro nella vita. Di fatto il movimento argentino il professionismo non lo conosce se non nella sua ristretta, ristrettissima, élite. La stessa IRB non fornisce il numero dei tesserati: andate sul sito del board internazionale, cercate le Union, trovate l’Argentina e vedrete segnato uno “0”. L’Italia invece può contare su 71.494 tesserati e 1.103 club. Ora, è chiaro che l’Argentina non è ferma al palo e che nel paese sudamericano il rugby gode di una certa tradizione, però i Pumas possono contare su un bacino demografico che è più ristretto rispetto al nostro per circa 20 milioni di unità. Eppure la loro “produzione” di giocatori è qualitativamente superiore alla nostra. Perché?
Le risposte sono molteplici, ma io credo che il tutto si possa in qualche modo far convogliare in una sorta di mood che il movimento italiano ha preso dopo l’ingresso nel Sei Nazioni. E’ come se si fosse accontentato di entrare nella festa che conta e ora gli basti rimanerci senza grossi patemi e senza grosse ambizioni. Siamo nel gruppo, la cosa ci basta e abbiamo perso “appetito”. Gli argentini invece sembrano avere molta più fame di noi (e alle nostre spalle dovremmo guardarci da nordamericani, romeni e georgiani…). Intendiamoci, non parlo dei giocatori, che quando scendono in campo danno tutto quello che hanno. E Brunel fa quello che può con il materiale che ha in mano.
Il problema sta nella testa, nel cuore e nello scheletro del nostro movimento. La FIR? Certo, ha la “colpa” – a mio personalissimo parere – di aver ristretto la sua visuale solo alla Nazionale, lasciando troppo perdere quello che le sta attorno e che però è quello che dà la linfa (o dovrebbe dare) al gruppo azzurro. Forse ci si è accontentati dell’allargamento numerico del movimento, quasi che dalla quantità dovesse per forza di cose uscire anche la qualità. E un po’ di qualità sicuramente c’è, ma non basta. Non basta perché servono giocatori ma servono anche tecnici, arbitri, dirigenti all’altezza. L’Argentina ha un ct argentino, noi nemmeno ci proviamo ad averne uno italiano. L’Argentina ha la capacità e l’umiltà di chiamare un certo Graham Henry a darle una mano con il suo Alto Livello.
Da troppo tempo poi i tecnici delle nostre nazionali “minori” sono protagonisti di un continuo riassestamento, quasi che con le stesse tessere si continui a cercare di comporre lo stesso puzzle. Che però rimane sempre incompleto. Qua e là si inserisce qualche tessera nuova ma anche qui i risultati non arrivano, anche perché più che un problema di tessere è un problema di puzzle.
La Fir dicevo, certo, ma non è che i club italiano abbiano meno colpe. Ovvio che ci siano delle eccezioni, ma il panorama generale è quello che è. E così i giocatori latitano e i risultati non arrivano. Quando potremo sperare di giocarci un Mondiale Juniores come quello che stanno facendo i Pumitas?
C’è bisogno di una scossa elettrica, di una frustata che percorra tutto il nostro movimento, da capo a piedi. Questione di uomini? Forse, di sicuro questione di obiettivi e atteggiamento. Che i 70mila dell’Olimpico per la Scozia sono un risultato semplicemente sbalorditivo (l’ho scritto più volte), ma dobbiamo rimettere le cose al posto giusto: quei 70mila non sono e non devono essere il risultato a cui tendere, devono essere il riflesso e la logica conseguenza dei risultati ottenuti sul campo. Che latitano da tanti, troppi anni. O ci vogliamo accontentare di 2-3 vittorie l’anno?

U20 e U16, i campioni sono Amatori Parma e Benetton Treviso

dall’ufficio stampa FIR

AMATORI  PARMA E BENETTON TREVISO SI AGGIUDICANO I TITOLI DI CATEGORIA.

Amatori Parma e Benetton Treviso festeggiano mentre Petrarca Padova e Unione Rugb Capitolina escono sconfitte dalla finale dopo aver disputato un esaltante stagione, senza comunque demeritare.

Lo spettacolo non è mancato e il folto pubblico accorso ha potuto assistere a due emozionanti partite.

A Modena l’Amatori Parma centra il successo battendo il Petrarca Padova con il punteggio di 17-13 e si laurea campione d’Italia per la categoria Under 20.  Partita dai due volti. Con la prima frazione tutta in mano ai ragazzi del Petrarca Padova che dopo 5 minuti andavano in meta con la seconda linea Trevisan.  Sul 8-0 (drop di Mercanzin al 15) era Renzetti (parma) a ridurre lo score con una  meta di ottima fattura. La ripresa era gestita dall’Amatori Parma che riusciva a segnare due mete con Quaranta e Kouassy per il momentaneo 17-8. Sul finale la meta di Fiorita portava il risultato sul 17-13 finale.

A Firenze, la Benetton Treviso supera l’Unione Rugby Capitolina per 15-10 e si aggiudica la Coppa Mario Lodigiani per la categoria Under 16.

Modena,

AMATORI PARMA – PETRARCA PADOVA  17-13   (05-08)

AMATORI PARMA: Taddei, Eid Shadi, Greco, Marchiori, Maghenzani, Torri, Renzetti (69′ Orlandini), Scalvi (58′ Dall’Asta), Della Ragione(41′ Andreozzi),  Kouassi, Chiappini, Brunelli, Quaranta, Silva, Cerasti.
A disposizione:  Rampini, Dall’Asta, Andreozzi, Caminada, Orlandini, Mattoccia, Spaggiari.
Allenatore:De Rossi Marco

PETRARCA PADOVA:  Covi, Borgato (57′ Ponchia), Bellini, Casalini, Dalle Carbonare, Mercanzin(69′ Menegetti), Soffiato (23′ Negrin), Fiorita (48′  Peruzzo), Boccardo, Chimera, Longhin, Trevisan, Motolese, Ragazzi,
Franceschetto.   A disposizione:  Peruzzo, Zebele, Negrin, Gutierrez Cevallos, Meneghetti, Ponchia, Baruffato.
Allenatore: Zulian Andrea

MARCATORI: al 5′ mt. Trevisan nt (0-5), 15′ Drop Mercanzin (0-8), 35′
mt Renzetti nt. (5-8), 40′ mt. Quaranta nt. (10-8), 53′ mt. Kouassi
tr. Taddei (17-8), 71′ mt.Fiorita nt (17-13).
Risultato Finale Amatori Parma 17
Petrarca Padova  13
Arbitro: Filippo Bertelli
Segnalinee: Francesco Russo e Luigi Sorrentino
Quarto Uomo: Mariolino Filizzola
Spettatori 750
Campo in perfette condizioni
Tempo perturbato
Note. Cartellini Gialli. 32′ Chimera (PD), 60′ Dall’Asta

 

Treviso vince il Trofeo Mario Lodigiani

Firenze – Stadio Padovani – domenica 10 giugno 2012 ore 17.00

Con un ottimo secondo tempo la Benetton Treviso fa sua la finale Under 16 dell’edizione 2012 del Trofeo Mario Lodigiani. Le due compagini hanno regalato un gran bello spettacolo al folto pubblico che al Padovani di Firenze ha fatto da cornice ad una partita che si è risolta negli ultimi minuti di gioco, quando sul 10 a 10 con una bella invenzione di Iannone il Treviso ha realizzato la meta della vittoria.

Ritmo alto fin dalle prime battute. L’Unione Capitolina si affida al gioco alla mano e ai calci di spostamento di Panunzi. Quest’ultimo al 10′ trova il varco nella difesa trevigiana e segna tra i pali per il 7 a 0 dopo aver trasformato. La reazione del Treviso si concretizza con il calcio piazzato di Masato che accorcia le distanze al 17′. Qualche errore di troppo in attacco rende poco efficaci le successive iniziative biancoverdi e porta il match in una fase di equilibrio. Allo scadere una travolgente azione della Capitolina viene fermata irregolarmente ad un passo dalla meta da Russo, cartellino giallo per lui e si va al riposo.

Il secondo tempo si apre con un Treviso arrembante, che mette sotto pressione la difesa romana. Al 12′ è il bel calcio di Iannone a lanciare l’estremo Russo in meta con una volata da 50 metri. Trasforma Masato per il pareggio (10 a 10). Sulla parità l’incontro si accende e si vedono belle azioni da entrambe le parti. Negli ultimi minuti di gioco nasce da un’iniziativa di Iannone la bella meta di Ferraro che regala al Treviso la vittoria e il Trofeo Mario Lodigiani.

UNIONE RUGBY CAPITOLINA – BENETTON TREVISO RUGBY: 10-15 (10-3)

Marcatori: p.t.: 9′ m Panunzi tr Panunzi (7-0); 17′ cp Masato (7-3); 30′ cp Panunzi (10-3)s.t.: 12′ m Russo tr Masato (10-10); 26′ m Ferraro (10-15).

BENETTON TREVISO RUGBY: Russo, Riato, Bellio, Buzzan, Geromel, Iannone, Masato, Bottaro (16′ p.t. Serrotti), Carraretto, Cavallo, Bison, Bianchini, Makelara, Ferraro, Ceccato. A disp.: Rugger, Gerotto, Matteazzi, Balzi, Casellato, Zanussi

All.: Russo – Gasparini

UNIONE RUGBY CAPITOLINA: Panunzi, Bartoccini (5′ s.t. Colasanto), Masetti, Schiavo, Caraang, Colitti, Piccinetti, Ercolani, Bonifacio, Bonini, Mantegazza, Diana, Berardi, Nobili, Senesi. A disp.: Fratini, Ciocci, D’Ambrosio, Casarosa, Innocenti, Pianigiani.
All.: Ianni – Pompili

Arbitro: Rizzo (Ferrara)

Gdl: Muscio, Masetti

Quarto uomo: Mariotti.

Note: 30′ p.t. c. giallo Russo; 11′ s.t. c. giallo Diana – Spettatori 700

Test-match: la sfida tra gli avversari di domani dell’Italia la vince il Canada, USA ko 28-25

A Kingston, Ontario, sabato sera si sono affrontate le due squadre che l’Italia affronterà nelle prossime due settimane- Hanno vinto i padroni di casa 28 a 25.

Canada 28
Tries: Evans, Hearn, Carpenter
Cons: Pritchard 2
PGs: Pritchard 3

U.S.A. 25
Tries: Hume, Paterson, Lavalla
Cons: Holder 2
PGs: Holder 2

Canada (Name – club team, home town)
1 Hubert Buydens – Prairie Wolf Pack (Saskatoon, SK)
2 Ryan Hamilton – British Columbia (West Vancouver, BC)
3 Andrew Tiedemann – Prairie Wolf Pack (St. Albert, AB)
4 Brett Beukeboom – Ontario Blues (Lindsay, ON)
5 Tyler Hotson – London Scottish RFC (Vancouver, BC)
6 Nanyak Dala – Prairie Wolf Pack (Saskatoon, SK)
7 Chauncey O’Toole – The Rock (Belleisle, NB)
8 Aaron Carpenter (C) – Plymouth Albion (Brantford, ON)
9 Sean White – Unattached (Victoria, BC)
10 Matt Evans – Cornish Pirates (Duncan, BC)
11 Ciaran Hearn – The Rock (Conception Bay South, NL)
12 Mike Scholz – Ontario Blues (Oakville, ON)
13 D.T.H. van der Merwe – Glasgow Warriors (Victoria, BC)
14 Sean Duke – British Columbia (Vancouver, BC)
15 James Pritchard – Bedford Blues (Parkes, Australia, NSW)

Reserves
16 Jason Marshall – Stade Aurillacois (North Vancouver, BC)
17 Tom Dolezel – Ontario Blues (London, ON)
18 Jebb Sinclair – London Irish / Stormers (Charters Settlement, NB)
19 Tyler Ardron – Ontario Blues (Lakefield ON)
20 Kyle Armstrong – Ontario Blues (Whitby, ON)
21 Phil Mackenzie – London Welsh RFC (Oakville, Ontario)
22 Jeff Hassler – Prairie Wolf Pack (Okotoks, AB)

Head Coach: Kieran Crowley
Assistant Coaches: Geraint John, Neil Barnes, Clive Griffiths
Strength and Conditioning: Matt Barr
Athletic Therapists: Carla Brash, Carrie Smith
Doctor: Dr. Joe Lemoine
Performance Analyst: Peter Huigenbois
Manager: Gareth Rees
Assistant Manager: Mark Winokur

U.S.A.
1 Mike MacDonald
2 Chris Biller
3 Eric Fry
4 Louis Stanfill
5 Brian Doyle
6 Scott Lavalla
7 Andrew Durutalo
8 Todd Clever (C)
9 Mike Petri
10 Will Holder
11 Luke Hume
12 Andrew Suniula
13 Paul Emerick
14 James Paterson
15 Chris Wyles

Reserves
16 Derek Asbun
17 Shawn Pittman
18 Tom Katzfey
19 Taylor Mokate
20 Shaun Davies
21 Roland Suniula
22 Colin Hawley

Coach Mike Tolkin
Manager Tristan Lewis

Referee: Marius Jonker, South Africa

Samoa mette le mani sulla Pacific Nations Cup

Samoa batte Fiji e si lancia verso la vittoria finale. Ultimo ostacolo – tra una settimana – il Giappone ultimo in classifica

05 Jun, 17:10 Samoa 20-18 Tonga Nagoya Municipal Mizuho Park Rugby Ground, Nagoya
05 Jun, 19:10 Fiji 25-19 Japan Nagoya Municipal Mizuho Park Rugby Ground, Nagoya
10 Jun, 12:10 Fiji 26-29 Samoa Prince Chichibu Memorial Stadium, Tokyo
10 Jun, 14:10 Japan 20-24 Tonga Prince Chichibu Memorial Stadium, Tokyo
17 Jun, 14:10 Samoa Japan Prince Chichibu Memorial Stadium, Tokyo
23 Jun, 15:40 Tonga Fiji Churchill Park, Lautoka
Team W D L PTS
Samoa 2 0 0 8
Fiji 1 0 1 5
Tonga 1 0 1 5
Japan 0 0 2 2