I Brumbies che proveranno a fermare il Galles

I Brumbies martedì affrontano a Canberra il Galles. Scelto il XV con cui la franchigia australiana di Super Rugby scenderà in campo, una formazione che approfittando delle assenze dei giocatori convocati nella nazionale wallabies presenta tantissime novità. Anche per non rischiare infortuni prima della parte decisiva della regular season del massimo torneo per club dell’emisfero sud

1. Ruaidhri Murphy,2. Anthony Hegarty,3. Scott Sio,4. Leon Power,5. Ben Hand (c),6. Peter Kimlin,7. Colby Faingaa,8. Ita Vaea,9. Ian Prior,10. Zack Holmes,11. Kimami Sitauti,12. Andrew Smith,13. Tevita Kuridrani,14. Cam Crawford,15. Robbie Coleman

Replacements: 16. Siliva Siliva,17. Jean-Philippe (JP) Pradaud,18. Dylan Sigg,19. Fotu Auelua,20. Beau Mokoputo,21. Tom Cox,22. Jesse Mogg

Emergenti alla Nations Cup, il XV per il Portogallo

dall’ufficio stampa FIR

Gianluca Guidi, responsabile tecnico della Nazionale Italiana Emergenti, ha annunciato la formazione che martedì alle 15.00 italiane (streaming su http://tv.gsp.ro), all’Arcul de Triumf di Bucarest, affronterà il Portogallo nella seconda giornata dell’IRB Nations Cup.

Gli “Emergenti” azzurri, capitanati dal flanker della Femi-CZ Vea Filippo Cristiano, approcciano la partita contro la prima rappresentativa lusitana dopo il convincente 33-17 ottenuto nel match inaugurale contro la Russia dopo un inizio di primo tempo complesso e disordinato, che aveva portato l’Italia a concedere tre mete in pochi minuti, costringendo gli uomini di Guidi a rimontare dal 17-5

“Errori che non vogliamo ripetere contro il Portogallo, una squadra che sa muovere bene la palla al largo e che vorrà di certo riscattare il 41-9 con cui è stata sconfitta dai Jaguars argentini nella loro prima partita. Davanti hanno atleti di esperienza che hanno fatto il 6 Nazioni B, noi dovremo risolvere i problemi di inesperienza visti nel primo tempo con la Russia e giocare il nostro miglior rugby. Rispetto alla prima giornata partiamo con un paio di novità dal primo minuto, abbiamo lavorato molto in questi giorni e sono certo che possiamo continuare a progredire gara dopo gara” ha detto Gianluca Guidi.

Questo la formazione dell’Italia Emergenti:

15 Paolo BUSO (Aironi Rugby, 1 cap)

14 Andrea BACCHETTI (Femi-CZ Vea Rovigo, 2 caps)

13 Denis MAJSTOROVIC (Estra I Cavalieri Prato)

12 Matteo PRATICHETTI (Aironi Rugby, 24 caps)

11 Tommaso IANNONE (Benetton Treviso)*

10 Alberto CHIESA (Estra I Cavalieri Prato)*

9 Alberto CHILLON (Petrarca Padova)*

8 Nicola BELARDO (Estra I Cavalieri Prato)*

7 Filippo CRISTIANO (Femi-CZ Vea Rovigo)*

6 Emiliano CAFFINI (Banca Monte Parma Crociati)*

5 Filippo CAZZOLA (Estra I Cavalieri Prato)*

4 Leandro CEDARO (Mont de Marsan)

3 Dario CHISTOLINI (Gloucester Rugby)

2 Andrea MANICI (Banca Monte Parma Crociati)*

1 Andrea LOVOTTI (Cammi Calvisano)*

a disposizione

16 Enrico CECCATO (Benetton Treviso)

17 Carlo FAZZARI (Benetton Treviso)

18 Enrico TARGA (Petrarca Padova)*

19 Marco BARBINI (Petrarca Padova)*

20 Michael WILSON (Femi-CZ Vea Rovigo)

21 Guglielmo PALAZZANI (Cammi Calvisano)

22 Joe VAN NIEKERK (Femi-CZ Vea Rovigo)

all. Guidi

Test-Match, primo week-end: il XV ideale

Le scelte di Planet Rugby

15 Israel Dagg (New Zealand)
14 Alex Cuthbert (Wales)
13 Jean de Villiers (South Africa)
12 Felipe Contepomi (Argentina)
11 Julian Savea (New Zealand)
10 Dan Carter (New Zealand)
9 Will Genia (Australia)
8 Kieran Read (New Zealand)
7 David Pocock (Australia)
6 Willem Alberts (South Africa)
5 Sam Whitelock (New Zealand)
4 Richie Gray (Scotland)
3 Jannie du Plessis (South Africa)
2 Tatafu Polota-Nau (Australia)
1 Rodrigo Roncero (Argentina)

E quelle di Rugby365

15 – Israel Dagg (New Zealand)
Bubbling under: Leigh Halfpenny (Wales)

14 – Alex Cuthbert (Wales)
Bubbling under: Zac Guildford (New Zealand)

13 – Jean de Villiers (South Africa)
Bubbling under: Jonathan Davies (Wales)

12 – Sonny Bill Williams (New Zealand)
Bubbling under: Francois Steyn (South Africa)

11 – Julian Savea (New Zealand)
Bubbling under: Bryan Habana (South Africa)

10 – Dan Carter (New Zealand)
Bubbling under: Berrick Barnes (Australia)

9 – Will Genia (Australia)
Bubbling under: Aaron Smith (New Zealand)

8 – Kieran Read (New Zealand)
Bubbling under: Pierre Spies (South Africa)

7 – David Pocock (Australia)
Bubbling under: Richie McCaw (New Zealand)

6 – Willem Alberts (South Africa)
Bubbling under: Dan Lydiate (Wales)

5 – Nathan Sharpe (Australia)
Bubbling under: Richie Gray (Scotland)

4 – Eben Etzebeth (South Africa)
Bubbling under: Brodie Retallick (New Zealand)

3 – Adam Jones (Wales)
Bubbling under: Euan Murray (Scotland)

2 – Bismarck du Plessis (South Africa)
Bubbling under: Rory Best (Ireland)

1 – Tony Woodcock (New Zealand)
Bubbling under: Gethin Jenkins (Wales)

Ranking IRB: l’Italia scivola dietro la Scozia

Inevitabile dopo il ko con i Pumas e la vittoria degli scozzesi in Australia… Canada subito dietro di noi: venerdì notte partita delicatissima per gli azzurri.

1(1) NZLNEW ZEALAND 91.43
2(2) AUSAUSTRALIA 86.42
3(3) RSASOUTH AFRICA 84.97
4(4) ENGENGLAND 82.99
5(5) WALWALES 82.89
6(6) FRAFRANCE 81.91
7(7) ARGARGENTINA 80.36
8(8) IREIRELAND 79.85
9(10)  SAMSAMOA 77.23
10(9) TGATONGA 76.19
11(12)  SCOSCOTLAND 75.86
12(11) ITAITALY 74.08
13(13) CANCANADA 72.92
14(15)  GEOGEORGIA 70.26
15(16)  FJIFIJI 69.91
16(14) JPNJAPAN 68.34
17(17) USAUSA 65.63
18(18) ROMROMANIA 64.54
19(20)  ESPSPAIN 61.63
20(21)  NAMNAMIBIA 61.24
21(22)  RUSRUSSIA 61.07
22(19) URUURUGUAY 60.95
23(23) BELBELGIUM 59.17
24(24) CHLCHILE 58.32
25(25) PORPORTUGAL 57.75

Universo Leinster, robe (per noi) da fantascienza

Come ogni lunedì ecco a voi la rubrica “Mischia aperta” di Antonio Liviero per Il Gazzettino

Le buone squadre vincono la Heineken Cup. Ma solo le grandi lo fanno più di una volta, magari due di fila. Come il Leinster, 3 coppe in 4 anni. Un record. Un impero costruito
in 10 anni superando ostacoli che sembravano insormontabili. All’inizio dell’era professionistica a Dublino le beccavano dalle squadre italiane. I modelli irlandesi erano altri, a Limerick come a Belfast. Coniugavano territorio, identità, passione e spirito guerriero.
La capitale al contrario era dispersiva e fredda, scontava il fascino di città cosmopolita
orientata più agli affari. Certo dal suo sistema scolastico e dalle università uscivano fior
di talenti come Hickie, Dempsey e O’Driscoll. Ma al vecchio stadio di Donnybrook non andavano più di 200 abbonati e la squadra era composta da molti avvocati e medici animati
dal sacro spirito amatoriale delle elite per le quali il rugby era soprattutto un passatempo.
E’ da lì che sono partiti, avviando un processo di radicamento nella provincia e di
identificazione nella squadra: una struttura, nella quale lavorano una quarantina di persone
tra tecnici, osservatori e impiegati, tiene legami stretti con una settantina di club e non più solo con le università e i college, tradizionale fucina del rugby dublinese. La base dei giocatori è stata considerevolmente allargata, mentre al vertice della piramide, per la
formazione, è stata posta l’Academy del Leinster, che lavora d’intesa con quelle storiche
del Trinity College e dell’Ucd.
Risultato: nel giro di poche stagioni gli abbonati sono passati da 200 a 12.500, in uno
stadio più grande come l’Rds Arena, attirando l’attenzione di grossi sponsor come la Canterbury e la Banca d’Irlanda con la quale è stato firmato un contratto da 6 milioni di euro per 4 stagioni. Degli stipendi dei giocatori, come per le altre 3 franchigie, si fa carico la
federazione anche se i club di Celtic mantengono l’autonomia nella gestione sportiva e
tecnica. Poi ci sono stati i premi: 3 milioni dalla Erc per la coppa vinta, rabboccati da
un milione della federazione. È così che il budget dai 5 milioni del 2003 è arrivato ad
avvicinare quelli dei maggiori club francesi, che superano i 20. Un progetto non ancora
concluso: sono state attivate collaborazioni con l’università per la formazione e la ricerca
in aree come scienze dello sport e della nutrizione. Un accordo che prevede l’accesso alle strutture sportive universitarie, piscina olimpionica compresa.
Grazie anche alla donazione di 2,5 milioni da parte di un ricco tifoso, è stata individuata
un’area di 10mila metri quadrati per il trasferimento di accademia, uffici e servizi, con palestre e una pista di 45 metri indoor, sale video, centri di idroterapia e crioterapia,
ristorante. E si pensa a un piano di marketing e merchandising per massimizzare il sostegno dei tifosi: secondo un recente studio un milione di persone ora si identifica col
Leinster. Una “Blue army”per sfruttare la quale non basta uno stadio ma servono idee e
iniziative.
Insomma, dietro il gioco scintillante del gruppo di Joe Schmidt c’è un impero, programmato
per durare e dominare. Con l’obiettivo di trasferirne gli effetti sulla nazionale, come
già accaduto con il Munster.