Gli USA pensano rosa

Dalla pagina facebook di Brendan Wallace

USA Rugby (federazione statunitense) ha annunciato la creazione di un percorso aggiornato per aiutare a sviluppare il talento delle sue atlete d’elite e migliorare il sistema di ricerca e monitoraggio delle atlete più giovani. Il percorso istituisce un sistema di accademie a livelli differenziati. A livello di Seven gli Stati Uniti inizieranno con l’ospitare un evento internazionale 7s il mese prossimo a Las Vegas con almeno sei squadre invitate. Il “Women’s International USA 7s” si svolgerà in concomitanza con il noto e prestigioso Las Vegas 7s l’ 11/12 Febbraio e vedrà la partecipazione oltre che delle USA Eagles: di Canada, Francia, Spagna, Olanda e Brasile con un paio di altre squadre ancora da aggiungere. L’inclusione della Spagna e del Brasile, campioni d’Europa e del Sud America, dovrebbe essere garantire una competizione di alta qualità.

Il “women’s high performance” (WHP) così si chiama il piano strategico elaborato da USA Rugby comprende inoltre una serie di raduni i annuali per le atlete d’elite e trials per la ricerca di nuove giocatrici con continuità annuale. L’obiettivo è permettere alle ragazze di giocare il più possibile ad alto livello. L’accademia si occuperà anche del “coaching” per permettere di sviluppare allenatori e allenatrici sempre più specializzati nel gioco e nel rugby femminile a 7 ed a 15. Il percorso comprenderà poi un forte intervento nelle scuole con la creazione di apposite accademie per il rugby nelle High School e nei college e la collaborazione stretta con tutti i club a tutti i livelli per tutta la stagione. Verranno ristrutturati i calendari e saranno create competizioni All-Star a tutti livelli (un sistema per raggruppare le giocatrici migliori a livelli diversi e farle crescere assieme). I Trials verranno effettuati per le selezioni a cadenza trimestrale. Questo lavoro verrà fatto sia per il 7s (in prospettiva olimpica), sia più a lungo termine per il 15 in previsione della Coppa Del Mondo 2014 in Nuova Zelanda.

Il progetto include poi la creazione di una rete di allenatori/osservatori che interverranno nei Club e che faranno capo direttamente all’Head Coaches of all National Teams, ed al Women’s High Performance Director. Per il momento gli Stati Uniti sono ancora alla ricerca di un allenatore e responsabile della nazionale dopo il ritiro di Kathy Flores dopo la Coppa del Mondo. Il nuovo ciclo di sviluppo “WHP” prenderà il via da questo mese. Le atlete che sono state identificate nelle scuole durante l’anno precedente saranno invitate ad un “Trial Elite Camp”. Questo raduno sarà per tutti le atlete U20 e senior.Il primo “Elite Camp” si terrà a Lakeland, in Florida, dal 14 al 17 gennaio. Dal mese di gennaio 2012 sarà aggiunto un raduno parallelo per U20 e Juniores. Dopo ogni raduno di gennaio saranno comunicate le atlete che entreranno a far parte delle due accademie “Elite” e “Sviluppo” per le senior ed “High School” e “Collegiate” per le Juniores. Le atlete selezionate in queste Accademie riceveranno una continua valutazione e sviluppo durante il corso dell’anno. Nel 2011, partiranno la “Senior” e la “Collegiate Academies” mentre la “High School Academy” aprirà i battenti a partire dal 2012.

Treviso: il XV biancoverde per l’Ulster

Dall’uffico stampa del Benetton Treviso

Partirà questa sera alla volta di Belfast, in Irlanda del Nord, la truppa del Benetton Treviso che domani, alle 19:05 locali, sfiderà al Ravenhill la formazione biancorossa dell’Ulster.
Franco Smith, nel corso della conferenza stampa odierna e dopo l’ultimo allenamento presso il Centro Sportivo “La Ghirada” ha annunciato la formazione che scenderà in campo.
Come nel match dell’andata, lo scorso 26 novembre, il tecnico sudafricano punta sulla carta del doppio mediano, riproponendo Kris Burton come estremo e affidandosi a Willem De Waal all’apertura.
Proprio contro l’Ulster, l’ex numero 10 di Western Province aveva fatto il suo esordio a Monigo con la maglia biancoverde, nel giorno anche delle tante assenze dei Nazionali impegnati il giorno dopo nell’ultimo test match autunnale contro Fiji.
Il triangolo allargato sarà, poi, completato da Ludovico Nitoglia ed Andrew Vilk, mentre è confermata la giovane coppia di Marca composta da Alberto Sgarbi e Tommaso Benvenuti. Con Tobias Botes che partirà dalla panchina, assieme anche a Gonzalo Garcia, la mediana è completata da Fabio Semenzato. In mischia, conferme per Manoa Vosawai ed Alessandro Zanni, ma con Marco Filippucci preferito a Paul Derbyshire.

Assente capitan Antonio Pavanello, il suo posto in seconda linea in coppia con Corniel Van Zyl è preso da Gonzalo Padrò, mentre la fascia di capitano passa a Leonardo Ghiraldini che farà reparto assieme a Lorenzo Cittadini ed Ignacio Fernandez Rouyet.

Questo quindi il XV di partenza:

15 Kristopher Burton
14 Ludovico Nitoglia
13 Tommaso Benvenuti
12 Alberto Sgarbi
11 Andrew Vilk
10 Willem De Waal
9 Fabio Semenzato
8 Manoa Vosawai
7 Alessandro Zanni
6 Marco Filippucci
5 Corniel Van Zyl
4 Gonzalo Padrò
3 Lorenzo Cittadini
2 Leonardo Ghiraldini
1 Ignacio Fernandez Rouyet

A disposizione:

16 Franco Sbaraglini
17 Augusto Allori
18 Pedro Di Santo
19 Valerio Bernabò
20 Paul Derbyshire
21 Francesco Minto
22 Tobias Botes
23 Gonzalo Garcia

Cardiff-Aironi: Robertson subito titolare

Dall’ufficio stampa degli Aironi

E’ il debutto da titolare di Kaine Robertson la grande novità nella formazione dei Montepaschi Aironi che domani sera al Cardiff City Stadium (ore 20,30 italiane, diretta scritta su www.magnersleague.com, arbitra lo scozzese Peter Allan) affronterà i Blues.

Dopo aver conquistato 6 punti nelle ultime quattro uscite tra Heineken Cup e Magners League, gli Aironi cercheranno di proseguire nel loro processo di crescita anche in casa della quinta in classifica, nonché semifinalista della passata stagione in cui vinse anche la Challenge Cup.

La formazione vede comunque molti volti nuovi rispetto a quella dei due derby contro Treviso. Oltre a Robertson, infatti, tra i trequarti torna titolare Gilberto Pavan nel ruolo di primo centro, mentre in mediana turno di riposo per Tebaldi e spazio a Pablo Canavosio con Michael Wilson in panchina. In terza linea Favaro e Krause saranno i flanker con Nick Williams numero 8. Coppia inedita in seconda linea: la squalifica di Bortolami e la volontà di concedere un po’ di riposo a Geldenhuys (comunque in panchina) danno spazio a Carlo Del Fava, che ritorna dal primo minuto dopo l’infortunio subito in Nazionale e due spezzoni di gara contro Treviso e rileverà per l’occasione anche i gradi di capitano, e a Joshua Furno, sempre positivo quando chiamato in causa in questa stagione. In prima linea, invece, confermati Staibano e Ongaro, torna titolare Totò Perugini con Aguero in panchina assieme a Redolfini e Ferraro.

LA FORMAZIONE

MONTEPASCHI AIRONI: 15 Julien Laharrague; 14 Kaine Robertson, 13 Rodd Penney, 12 Gilberto Pavan, 11 Matteo Pratichetti; 10 James Marshall, 9 Pablo Canavosio; 8 Nick Williams, 7 Gareth Krause, 6 Simone Favaro; 5 Carlo Del Fava (cap), 4 Joshua Furno; 3 Fabio Staibano, 2 Fabio Ongaro, 1 Salvatore Perugini. (A disp.: 16 Luigi Ferraro, 17 Matias Aguero, 18 Luca Redolfini, 19 Quintin Geldenhuys, 20 Josh Sole, 21 Michael Wilson, 22 Gabriel Pizarro, 23 Paolo Buso). All. Phillips.

 

 

Il ct? No, meglio un vero Direttore di Movimento

E’ questa l’opinione di Duccio Fumero di Rugby 1823. Leggiamola

Visto che il segreto di Pulcinella non è più tale e senza stare tanto a discutere su tempismi e opportunità (sono convinto che se prima dei TM fosse folle parlare di dopo-Mallett, ora sarebbe ridicolo far finta che tutto vada bene così), affrontiamo con largo anticipo la questione Brunel. Mentre l’Italia ovale si prepara al Sei Nazioni e punta decisa ai Mondiali, vediamo come il prossimo quadriennio possa essere migliore dei precedenti.

Se Jacques Brunel verrà messo a capo della nazionale italiana con le stesse condizioni dei suoi predecessori, da Johnstone in poi, allora nulla cambierà. Certo, potranno esserci risultati migliori o peggiori rispetto a Mallett, vi potrà essere un gioco più bello, o forse no, e potremo toglierci qualche soddisfazione, o subire qualche cocente delusione. Ma il succo non cambierà. Il coach della nazionale resterà un’entità avulsa dal movimento, un dipendente strapagato senza reali poteri di cambiare la situazione, magari pure condizionato nelle poche scelte che avrebbe a disposizione.
Pensiamo a Mallett. Allenatore dell’Italia, con uno staff tecnico mediocre e non all’altezza di una nazionale d’elite che gli è stato imposto dal suo datore di lavoro, senza voce in capitolo per quel che riguarda Accademie, campionato o franchigie. Certo, lui le sue opinioni le esprimeva, ma a titolo puramente personale. E inascoltato il più delle volte. Pensiamo, invece, a Kirwan in Giappone. Coach della nazionale, l’ex All Black ha in mano quasi per intero il movimento nipponico e gestisce, con idee e sul campo, ogni innovazione e rivoluzione del rugby giapponese. Un director of rugby con un’idea futuristica che faccia crescere professionalmente la palla ovale in una nazione con poca tradizione rugbistica. A stretto contatto con gli altri tecnici, Kirwan lavora con e per il movimento, non solo per la nazionale. Con un progetto, guardando non solo all’oggi, ma anche e soprattutto al domani.
Ecco, di questo l’Italia ha bisogno. Non di un coach rinchiuso nel suo bel ritiro in riva al lago, che va a vedere qualche match di Celtic League, ma poi ritorna nell’ombra. Senza possibilità (né volontà) di proporre e fare. Jacques Brunel deve arrivare in Italia con la libertà di proporre e fare, dalle Accademie alle franchigie, dal campionato d’Eccellenza alla programmazione della nazionale. Deve poterlo fare con gente di cui si fida e in cui crede. Come Serge Milhas, se i rumors sono confermati. E, in ottica di far crescere i tecnici italiani, sia lui a girare, a studiare, a valutare e a proporre quei tecnici, e ce ne sono checché ne dica Mauro Bergamasco, validi e moderni per affiancarlo o per dar loro ruoli importanti. Sia lui il motore meritocratico del movimento e non altri dottoroni.

Ecco, il cambio d’allenatore sarà un toccasana per l’Italia solo in questo caso. Se si crede in lui e si lascia che sia lui a portare avanti un progetto. A quel punto si può parlare di riconferme al di là dei risultati (vedi paragone con Gatland tanto amato nei commenti del blog), se i risultati veri si vedono anche al di fuori della nazionale. Se, invece, Jacques Brunel sarà solo una marionetta in mano ai soliti maneggioni che vogliono mantenere lo status quo di mediocrità del movimento per paura di “perdere la cadrega”, beh, allora non c’è tecnico che tenga (a questo proposito ascoltate attentamente la terza parte dell’intervista rilasciata da George Coste a Radio R101 ieri). Che si chiami Brunel, Mallett, Coste, Loffreda, White o Henry. E tra quattro anni saremo ancora qui a discutere se Brunel ha fatto più o meno mete di Mallett, se è migliorata la difesa o peggiorato l’attacco, se l’Italia ora resiste 76′ invece dei 75′ della gestione precedente. E magari avremo la memoria corta e selettiva e racconteremo favole come qualcuno ama fare ora.

 

Verso l’Ulster: Il peggior nemico del Benetton? Il Benetton…

Il coach dei biancoverdi parla prima della trasferta irlandese di Celtic League. La firma è di Ennio Grosso, il giornale invece è Il Gazzettino di Treviso

Questa mattina la rifinitura e nel tardo pomeriggio la partenza per l’Irlanda. Domani a Belfast, sul terreno del mitico Ravenhill Stadium, inizio alle 19.05 locali (le 20.05 in Italia), il Benetton affronterà l’Ulster in quella che in calendario è la tredicesima giornata della Magners League. Una sfida che fa tornare subito alla mente quella di un mese e mezzo fa quando, a Treviso, i bianchi irlandesi si imposero 19-9, segnando tre mete su altrettanti errori del Benetton. «In questo momento il peggior nemico del Benetton è il Benetton stesso, non tanto chi ci sta di fronte – sostiene Franco Smith – aver battuto due volte gli Aironi è stato importante, ma il nostro obiettivo principale è vincere all’estero. Contro l’Ulster non sarà come dover scalare un muro, ovvero affrontare una formazione come il Munster, ad esempio, ma sarà pur sempre una sfida molto impegnativa». Che partita ti aspetti? «Mi attendo una partita molto fisica, perché l’Ulster è compagine molto forte fisicamente che attua una difesa ferrea. All’andata noi abbiamo avuto un possesso maggiore e loro hanno dovuto placcare il doppio di noi

Tre errori di Treviso hanno fruttato tre mete per gli irlandesi… «E’ vero, l’Ulster è compagine molto esperta che sfrutta ogni indecisione avversaria e così è successo anche nella partita di Treviso, nella quale non abbiamo giocato male, ma certe disattenzioni ci sono state fatali». Gli irlandesi non vincono in Magners League proprio dalla gara di Treviso… «Un aspetto che non mi interessa più di tanto. Ho visto che il loro tecnico ha cercato di recuperare un po’ tutti i giocatori della rosa, puntando su una squadra d’esperienza, con molti Internazionali: per loro vincere sarebbe importante, ma anche per noi». In effetti McLaughlin, Head Coach della formazione di Belfast, ha convocato tutti i 4 sudafricani che aveva lasciato a riposo nell’ultimo incontro di Limerick contro il Munster, ossia il pilone Botha, la seconda linea Muller, il flanker Wannenburg e il trequarti Pienaar, ma pure il centro Trimble. Per quanto riguarda invece il Benetton, solo dopo l’allenamento di questa mattina Smith scioglierà ogni dubbio, pare comunque possibile il rientro di De Waal, non utilizzato nelle ultime due uscite della franchigia vene
sarebbe importante, ma anche per noi». In effetti McLaughlin, Head Coach della formazione di Belfast, ha convocato tutti i 4 sudafricani che aveva lasciato a riposo nell’ultimo incontro di Limerick contro il Munster, ossia il pilone Botha, la seconda linea Muller, il flanker Wannenburg e il trequarti Pienaar, ma pure il centro Trimble. Per quanto riguarda invece il Benetton, solo dopo l’allenamento di questa mattina Smith scioglierà ogni dubbio, pare comunque possibile il rientro di De Waal, non utilizzato nelle ultime due uscite della franchigia veneta.