SISIFO, IL PODCAST: LA PUNTATA NUMERO 9

Il Sei Nazioni 2022 si chiude con una vittoria storica (e meritatissima) a Cardiff, dove per 80 minuti la nazionale guidata da Kieran Crowley gioca una partita esemplare esplorando i propri limiti e mettendo fine a una striscia infinita di sconfitte.
In questa edizione una prova simile l’avevamo vista solo a Parigi, nella prima giornata, e solo per un tempo. Speriamo che sia una svolta vera e non un exploit. Ma questo ce lo dirà il tempo.
Un fine settimana che poi si chiude con la vittoria azzurra in Galles anche della nostra selezione U20.
Ne parlo (di questo, ma anche della vittoria francese e di molto altro) con Vittorio Munari…

16 pensieri su “SISIFO, IL PODCAST: LA PUNTATA NUMERO 9”

  1. Non sono d’accordo con Vittorio, quando dice “non capisco come Adams non abbia placcato Capuozzo: è una cosa che ha del ridicolo”. Il nostro estremo stava arrivando verso di lui in piena velocità ed aveva due opzioni di corsa, interna ed esterna: in una situazione del genere, con un giocatore lanciato ed in grado di piazzare dei secchi cambi di direzione, non è per nulla facile placcare. A me quel tipo d’azione ha ricordato una meta che ci fece Jason Robinson al Flaminio tanti anni fa, quando arrivò al limite dei nostri 22 in piena velocità, fece una finta e battè all’esterno in uno contro uno il nostro ultimo difensore. Anche Shane Williams faceva azioni così: giocatori con caratteristiche simili, dopo i primi 3-4 appoggi, diventano difficilissimi da fermare. Per me è stato più grave che Adams, partendo quasi da fermo e rientrando verso l’interno, abbia potuto eludere tre placcaggi nostri.
    D’accordissimo invece su Padovani che ha giocato un’ottima partita dall’inizio alla fine, prezioso anche sui palloni alti dove ha contribuito a togliere un po’ di pressione da Capuozzo. Molto interessanti le considerazioni sull’evoluzione che sta avendo l’interpretazione del ruolo dell’apertura; mi sarebbe piaciuto sentire cosa ne pensa dei tanti piccoletti (Villiere, Hansen, Gibson-Park, Capuozzo, ovviamente Dupont) protagonisti nel corso del torneo e che hanno aggiunto un po’ di imprevedibilità al rugby ipertattico che si vede negli ultimi anni.
    Infine, per me la delusione è stata la Scozia (sorry @Hrothepert), perchè alla vigilia veniva indicata da molti come il terzo incomodo tra Francia ed Irlanda ed era reduce da un ottimo torneo lo scorso anno. Questa edizione avrebbe dovuto essere quella della definitiva maturazione ed invece, a parte la vittoria sull’Inghilterra (e senza il blackout di Cowan-Dickie chissà…) non hanno mai brillato, Russell malissimo, ma anche altri son rimasti al di sotto delle attese.

    1. @Giovanni, al netto del piacere che mi fa il sapere che i “vecchi” forumisti, anche a distanza di, ormai, parecchi anni continuano a ricordarsi tra di loro 😉 ; come non essere daccordo con te, anche se personalmente non ritenevo che la Scozia avesse le qualità per contendere, con probalità di successo, il torneo a questa Francia, che ritengo sia, in questo momento, l’ unica formazione dell’Emisfero Nord a potersela realmete giocare, in ottica Coppa del Mondo, con Sud Africa e Nuova Zelanda, anche io mi aspettavo che avesse raggiunto una maggior continuità di prestazioni e di risultati, tanto da portarla a giocarsi (anche se da sfavorita) lo status di seconda potenza del Torneo con l’ Irlanda e invece, come hai giustamente evidenziato, non riesce a schiodarsi dal ruolo di “mina vagante”, si in grado, nella giornata di grazia, di poter battere, o comunque giocarsela con, chiunque ma non in grado di fare il successivo step.

    2. Aspetta @Giovanni (sempre un piacere rivedere i “vecchi” come dice Hro qui sopra), Adams non è quello che Capuozzo mette a sedere (quello credo sia Tompkins). Adams è quello a cui sfugge in piena corsa, quando si infila tra lui e Faletau e quasi incespica. Non so se anche Munari li abbia confusi, ma ecco Adams era quello li 🙂
      E comunque, parlando di momenti “eroici”, eroico anche Ruzza che prova a tenere il passo di Capuozzo e Padovani (ed era li pronto se c’era necessità di pulire in ruck).
      Perfettamente d’accordo su Adams che segna troppo facile, un po’ come Graham a Roma settimana scorsa. Li dobbiamo migliorare, ma almeno qui abbiamo incassato senza perderci d’animo come sarebbe stato facile negli ultimi 10 minuti.

    3. @Hrothepert, @LiukMarc: il piacere di ritrovarvi è ovviamente reciproco.
      @LiukMarc: Ok, avevo equivocato io: credevo che Adams fosse quello battuto in 1vs1, invece è quello tra le cui mani sguscia il nostro estremo, prima d’involarsi lungo l’out e…si, in tal caso son d’accordo: errore grave, perchè dopo non lo prendi più. Buon per noi.
      @Hrothepert: che dicono le leggendarie “insulse”…? 🙂

      1. Tra figli sopraggiunti, pandemie e invecchiamenti, sono diventate molto meno…nocive e mi lasciano molto tranquillo; ti dirò, quelle poche volte che, ormai, le incontro, mi fa quasi piacere!!!!! 😀

  2. Quello che dice Munari, una volta di più, mi sembra sia molto sensato: non pensiamo di aver svoltato per questa vittoria. E aggiungo non pensiamo che i risultati dell’u20 significhino un futuro garantito da tier 1. Mi godo il momento, e intanto spero.

  3. Non c’e’ alcun dubbio che l’Italia sabato ha strameritato, con l’Italia che concordo ha fatto quello che doveva fare bene, senza strafare senza perdere concentrazione e fiducia, piazzando quando doveva, occupando il territorio bene, difendendo egregiamente.

    La questione ora e’ pero’ costruire su questo, non fare l’errore post Sud Africa a Firenze di pensare che tutto e’ risolto ed il futuro sara’ sicuramente glorioso.

    Concordo con Munari su Adams…errore incredibile, assolutamente indecente ma da dire  che il triangolo gallese in difesa ha ballato tutta la partita, al di la’ del placcaggio salvameta su Ioane dello stesso Adams.Sul Galles e la supponenza, puo’ essere, ma tutto parte dalle scelte di formazione di Pivac che erano di loro supponenti come se la partita fosse stata gia’ vinta e si che questo galles con esclusione della partita con la Francia possiamo dirlo tranquillamente ha fatto abbastanza pieta’ questo 6N. 

  4. La mia visione delle altre post 6N e guardando al futuro.

    Francia: son fortissimi, niente da dire, hanno un pack impressionante per potenza ed abilita’ ed una 3/4 che puo’ creare gioco dal nulla. Questo 6N ha mostrato poi una squadra matura e solida metlamente. Messa in difficolta’ non ha mai svaccato, ha sempre trovato come reggere e reagire. La difesa e’ di una solidita’ incredibile, la mischia ordinata puo’ spaccare qualsiasi avversario. Forse i lineouts non sono ancora solidissimi ma meglio di un tempo. Ntamack secondo me e’ l’emblema poi della maturita’ di questa squadra, non ha regalato giocate incredibili come in altre finestre ma durante l’arco di tutto il torneo e’ stato solido e concreto. Si parla molto di Galthie’ ed Edwards, ma non si parla del lavoro che la FFR ha fatto per riportare la Francia al top. Hanno buttato a mare i modelli alla Toulon di Boudjellal ed hanno imposto il sistema dei JIFF rimettendo ai club la responsabilita’ della formazione e sviluppo in funzione della Nazionale.Hanno fatto accordi per i giocatori d’interesse nazionale, pagando ai club qualcosa ma garantendo di aver miglior accesso a quei giocatori chiave per la Nazionale.Insomma hanno ribilanciato i bisogni della Federazione-Nazionale rispetto a quelli dei clubs, e questi sono i risultati dopo un po’ di anni di queste politiche. Bravi.Tutto molto bene, io vedo pero’ solo un problema oggi, e’ questa squadra all’apice ora? Dove possono migliorare a parte i lineouts?  Mantenere questo livello per 18 mesi e vincere la RWC non e’ cosi’ facile.

    Irlanda: un buon secondo posto, ma un torneo per me che lascia molte domande. Partiti bene, giocando anche un gran bel rugby e mostrando che la nuova filosofia e’ nelle corde dei giocatori, pero’ alcuni difficolta’ evidenziate nell’arco del torneo. 
    C’e’ un problema contro squadre fisicamente potenti come Francia, Inghilterra e sicuramente sara’ il caso dei Boks, devono lavorare su comeaggirarli perche’ fronteggiarli coi kg e muscoli non e’ fattibile. C’e’ un problema piloni di riserva, dietro Porter-Furlong siamo corti per partite come i quarti di finale di un Mondiale.
    Faz ha cambiato molto e dato spazi a nuovi giocatori ma resta ancorato ad alcune scelte in panca discutibili. Per me gente come Bealham, Treadwell, POM, Murray non sono impact players, sono ottimi se ci sono da gestire 10-15 punti di vantaggio, ma se sono dietro non sono quelli che possono dare la scossa. Ha perso la chance questo 6N di dare quegli spazi in panchina ad impact players che magari possano diventare vera competizione per i titolari. Di positivo c’e’ una gran difesa al momento, in questo torneo in 5 partite abbiamo concesso solo 4 mete contro le 7 dei francesi…4 mete in 5 partite di 6N son veramente poche!

    Inghilterra: squadra in alto mare, non siamo come per gli ABs di novembre davanti ad una squadra a meta’ del percorso per il mondiale per me ma davanti ad una squadra chiaramente in difficolta’. Perso il blocco dei Saracens dominanti in Europa EJ sembra essere andare un po’ a tentativi.
    Ha un pack da primissima fascia, ha due prime linee, profondita’ di seconde da Sud Africa, e ottime terze in abbondanza, con quel pack puo’ dominare i set pieces contro quasi tutti.
    I problemi pero’ sono e tanti sulla 3/4. Mancano per me centri in grado di aiutare veramente il gioco, la sensazione e’ che si sia li’ a sperare che Tuilagi si ristabilisca perche’ non ci sono alternative affidabili. Marcus Smith e’ un fenomeno ma al momento la’ dietro sembra predicare nel deserto e quando tornera’ Farrell bisogna capire come farli convivere…Farrell a 12 con Smith 10 possono coesistere o possono essere come acqua ed olio e non combinarsi? Mallins, Furbanks, Stewart sono veramente il meglio che c’e’ nel triangolo?

    Scozia: squadra che sembra essere regredita rispetto agli ultimi anni. Per me son passati dall’essere un outsider credibile ad essere di nuovo una mina vagante che puo’ si battere una big ma non e’ in grado d’infilare 3-4 partite di livello. In difesa dopo la prima con gli inglesi non hanno ripetuto grandi prestazioni sui BD, mancava Ritchie? Si ma non puo’ essere lui a cambiare cosi’ le sorti. In attacco fiammate qua e la’ ma manca la capacita’ di tenere la pressione sull’avversario a lungo, si va sulle invenzioni di Russell ed Hogg, se uno dei due e’ fuori forma (come Russell questo 6N) tutto crolla. Durante l’arco di tutto il torneo le occasioni son state tutte estemporanee, non erano frutto di pressione continua ma di giocate singole e sporadiche. Il pack sui set pieces e’ solido, puo’ offrire piattaforme di gioco, devono trovare piu’ solidita’ e continuita’.

    Galles: Con la Francia hanno imbroccato la lettura tattica del match ma a conti fatti sembra essere stata una mosca bianca rispetto al trend di questa squadra. Le tante assenza pesano fino ad un certo punto, ma confermano che c’e’ un problema qualita’ non da poco in questo Galles. Mancano seconde linee di livello, senza Tipuric hanno un problema a 7 bello grosso, e come l’Inghilterra sembrano non avere un primo centro di qualita’ che aiuti nel gioco. Con queste lacune avere Rees Zammitt e Adams serve a poco perche’ li servi poco e male. La difesa non e’ terribile, alla fine solo 8 mete concesse, ma il problema e’ segnare per loro. Come gli Inglesi hanno marcato solo 8 mete nel torneo che son veramente poche per poter aspirare a vincere. 

  5. Sui mediani novelli registi.
    Vero, al punto che negli ultimi anni ci sono state tanti tentativi di conversione da 10 a 9 (nelle 18 e 20) ma non sono andate a buon fine (qui da noi), non tutte perlomeno.

    Se un 9 ha oltre che visione anche il piede intelligente e non limitato alle candele, si guadagna uno step di gioco e conseguentemente si velocizza tutto.
    Di 10 attaccanti puri che son anche buoni difensori) ne abbiamo già di buoni (lo stesso Garbisi ma anche Marin o Rizzi).

    In attesa che arrivi il m.m. (acronimo di mediano messia) mi accontento di vedere che anche in nazionale, come in Benetton, si inizia ad avanzare con due linee di attacco.
    Per me è già un passo enorme in avanti.

    Grazie come sempre a Munari. Ma è scontato.

    1. Carissimo @mamo.
      Sul 9 è da qualche anno che lo diciamo.
      L’esempio concreto ce lo abbiamo in casa. Duvenage ha tirato fuori al suo arrivo il Treviso.
      Fiducioso per il futuro perché di 9 giovani con queste skill ne abbiamo

  6. Come al solito, grazie mille per l’analisi Paolo e Vittorio.
    Una considerazione sull’Italia, una volta passata la sbornia da vittoria insperata… Verissimo che tutti sono andati a cercare il loro 100%, pero onestamente se non ci fossero stati i due guizzi di Capuozzo secondo me avremmo assistito ancora una volta ad una sconfitta onorevole. E non parlo solo del fatto che si sia segnato, ma proprio di un’attitudine che i nostri giocatori non sono capaci di avere, quella sicurezza che ti porta a provare nel caso del rilancio e la voglia di provare a vincere a tutti i costi dell’utima azione. Ripensando a quella touche all’ingresso dei 22 persa, proprio quando ti stai giocando una chance di provare a vincere, ecco per me quella è sintomatica della poca sicurezza nei propri mezzi. Per me per i ragazzi italiani in quel momento eravamo distantissimi dal Galles, ben 6 punti, mentre per Capuozzo eravamo a solo 6 punti dal Galles…. e per questo ci ha provato ed è sempre stato lucido per andare a cercare i 7 punti mandando Padovani in mezzo ai pali.

  7. Che dire, sarà perché ho cominciato con il rugby quando Vittorio Munari vinceva scudetti col Petrarca, ma davvero ha detto tutto quello che volevo dire io. Però…come dimenticare un tale pomeriggio? Finalmente l’Italia ha giocato come vorrei giocasse sempre: 1) difesa; 2) calciare con competenza; 3) imprevedibilità. Forse ancora più che la meta, l’azione che mi ha commosso è stato il contrattacco che ha portato al piazzato del 15-14: counter dall’area di meta, Lamaro che calcia! e bene! quasi Pablo Matera! Fischetti che arriva primo nei ventidue avversari. Ero contento solo così. Altre due cose. Avete fatto bene a lodare Edoardo Padovani. Al di là di ogni giudizio, Padovani ha visto la sua avventura all’estero pregiudicata da una sola partita, o meglio da una sola azione: un pallone su cui non so se neanche Superman sarebbe arrivato prima del rimbalzo. Ogni tanto, arriva la seconda chance. Da ultimo, Callum Braley. In puntate precedenti ho visto parecchie critiche anche prima della gara con la Scozia (dove ha fatto due errori sanguinosi, certo); sinceramente, per me, è il migliore mediano che abbiamo in dotazione. Ah, dimenticavo. Che goduria vincere contro il Galles, che è una dei paesi del 6N che più ci ha snobbato ed osteggiato in tutti questi anni (e ricordatevi che, non a caso, proprio contro il Galles Jean Prat invitò i suoi compagni a tenere duro ancora cinque minuti, “perché questi sono anni che ci prendono per il culo”).
    PS avevo scritto “di là”, prima di vedere che si può scrivere anche “di qua”. Mi fa piacere rivedere nomi che c’erano già prima della tormenta. Manca ancora Fracasso, ma so che sta benissimo.

  8. Per fortuna anche la previsione “Questi ultimi 10 minuti ci fanno più male che bene” contro la Scozia è stata disattesa 😉

  9. Paolo ti leggo e ascolto sempre volentieri.
    Non scrivo perché purtroppo la moderazione di ogni commento rende poco fluide le conversazioni, ho presente com’è andata e so che ne sei stato costretto.
    Oggi piccola tirata di orecchie, come non ricordare il migliore 6 nazioni di sempre. Femminile 2019, con 3 vittorie e 1 pareggio raggiunsero il secondo posto con una storica vittoria con bonus sulla Francia
    Un caro saluto

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