Semifinali d’Eccellenza, quelle delle ragazze e finale di Serie A: una domenica tutta italiana

Nel pomeriggio quattro partite decisive per i nostri tre tornei nazionali più importanti. Qui il programma completo

Occhi puntati su Padova oggi, dove alle 17 (diretta web su The Rugby Channel) allo Stadio Plebiscito si gioca il derby per antonomasia numero 159, un Petrarca-rovigo che spalancherà le porte della finalissima d’Eccellenza per una delle due contendenti, finalissima per cui ieri ha già strappato il biglietto il Calvisano.
Si parte dal 33-18 di due settimane fa del Battaglini, un risultato che mette i rossoblu in posizione di assoluto vantaggio, ma di sicuro la squadra di Cavinato ce la metterà tutta per battere gli avversari di sempre e per strappare loro il diritto di giocarsi la finale.

Petrarca: Menniti-Ippolito; Fadalti, Favaro, Benettin, Rossi; Nikora, Su’a; Afualo, Conforti (cap.), Nostran; Salvetti, Michieletto; Rossetto, Ferraro, Scarsini
a disposizione: Borean, Marchetto, Irving, Trotta, Targa, Francescato, Belluco, Capraro
Rovigo: Basson; Barion, Majstorovic, McCann, Torres; Rodriguez, Chillon; De Marchi, Lubian, Ruffolo (cap.); Parker, Boggiani; Iacob, Momberg, Muccignat
a disposizione: Cadorini, Balboni, Bordonaro, Cicchinelli, Ortis, Loro, Mantelli, Biffi

 

Per la finale della Serie A, quella che mette in palio un posto per l’Eccellenza 2017/2018 si va invece a Parma, al Sergio Laffranchi, dove alle 17 scendono in campo i Medicei e L’Aquila. Diretta streaming in esclusiva sull’App ufficiale FIR, in differita si potrà vedere anche su The Rugby Channel.

Medicei: Santillo; Lubian, Rodwell, Cerioni, Citi; Newton, Taddei; Bottacci, Boccardo, Meyer; Ippolito (cap), Maran; Battisti, Broglia, Cesareo.
A disposizione: Rios, Reale, Cosi, Fanelli, Cemicetti, Savia, Casini, Zileri
L’Aquila: Cozzi; Caiazzo, Erbolini, Angelini, Giorgini; Di Marco, Carnicelli; Basha, Canulli, Gentile; Cerasoli, Cialone (cap); Montivero, Rettagliata, Schiavon§
A disposizione: Fusco, Barducci, Vaschi, Ponzi, Speranza, Laperuta, Palmisano, Rossi.

 

In conclusione ricordo che oggi si giocano anche le semifinali della Serie A femminile: il comunicato FIR

Parte alle 15.30 di domenica 21 maggio, a Colorno e Monza, il rush finale al titolo di Campione d’Italia di Serie A Femminile 2017, con il turno d’andata delle semifinali.
A contendersi il pass per la Finale del 3 giugno al PataStadium di Calvisano saranno da un lato Rugby Colorno e Frascati Rugby Club, dall’altro le protagoniste delle ultime due sfide-scudetto, con il Rugby Monza 1949 che riceverà le campionesse in carica del Valsugana Rugby Padova.
A Colorno direzione di gara affidata a Francesca Giuliani di Milano, mentre a Monza l’arbitro sarà l’internazionale pratese Barbara Guastini.

Serie A Femminile – semifinali andata – 21.05.17 – ore 15.30

Rugby Colorno v Frascati RC 2015 arb. Giuliani (Milano)
AS Rugby Monza 1949 v Valsugana Rugby Padova arb. Guastini (Prato)

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Calvisano in finale, in Europa a sorridere sono Exeter, Wasps, Racing 92 e Munster

Campionato Italiano Eccellenza 2016-2017, Semifinale di ritorno, Calvisano (BS), Peroni Stadium, 20/05/2017, Patarò Rugby Calvisano v Rugby Viadana. Foto: Roberto Bregani

Al San Michele Viadana viene travolta 47 a 17. In finale di Pro12 va la Red Army, in quella di Premiership Exeter (che supera i Saracens) e le Vespe (che resistono ai Tigers). Northampton si giocherà lo spareggio per un posto in Champions Cup

Partiamo ovviamente dall’Italia. Polemiche o meno il Calvisano ha dimostrato che oggi è una squadra molto più forte del Viadana. Una settimana fa a sorpresa erano stati gli uomini di Frati a imporsi allo Zaffanella 18 a 12, questo pomeriggio non c’è stata quasi mai storia e alla fine il tabellone dice 47 a 17, con una prima frazione chiusa sul 40 a 3. Calvisano che vola con merito in finale – che giocherà tra le mura amiche il prossimo sabato – e che attende ora il ritorno tra Petrarca e Rovigo in programma domenica. Il tabellino dell’ufficio stampa FIR:

Calvisano – Viadana 47-17
Marcatori: p.t. 11’ m. Pettinelli tr. Minozzi (7-0); 16’ m. Paz tr. Minozzi (14-0); 26’ cp. Finco (14-3); 31’ m. Novillo tr. Minozzi (21-3); 35’ m. Minozzi (26-3); 36’ m. Minozzi tr. Minozzi (33-3); 42’ m. Bruno tr. Minozzi (40-3); s.t. 11’ m. Manganiello tr. Ormson (40-10); 21’ m. Tizzi tr. Ormson (40-17); 34’ m. De Santis Gia. tr. Minozzi (47-17) 
Patarò Calvisano: Minozzi; Bruno (27’ st. De Santis Gia.), Paz (14’ st. Chiesa), Lucchin, Susio (25’ st. Dal Zilio); Novillo, Semenzato; Tuivaiti, Pettinelli (13’ st. Archetti), Giammarioli; Andreotti, Cavalieri (9’ st. Zanetti); Riccioni (7’ st. Costanzo), Morelli (cap, 10’ st. Luus), Panico (3’ st. Rimpelli)
all. Brunello
Rugby Viadana 1970: Manganiello (18’ s.t.) Tizzi; Bronzini A. (23’-38’ pt. Tizzi), Brex, Finco, Amadasi (21’ st. Cipriani); Ormson, Frati M. (25’ pt. Gregorio); Grigolon (8’ st. Orlandi), Denti And. (23’-30’ st. Grigolon, 39’ st. Caila), Du Plessis (31’ st. Grigolon); Caila (18’ st. Anello), Krumov; Brandolini (32’ pt. Garfagnoli), Scalvi (21’ st. Silva), Denti Ant. (21’ st. Cafaro)
all. Frati F.
arb. Blessano (Treviso)
g.d.l. Rizzo (Ferrara), Laurenti (Bologna)
quarto uomo: Brescacin (Treviso)
TMO: Roscini (Milano)
Cartellini: 16’ p.t. giallo Ormson (Viadana); 42’ p.t. giallo Amadasi (Viadana)
Man of the Match: Minozzi (Patarò Calvisano)
Risultato andata: Viadana v Calvisano 18-12 (4-1)
Calciatori: Minozzi (Patarò Calvisano) 6/7; Finco (Rugby Viadana) 1/1; Ormson (Rugby Viadana) 2/2.
Note: 3000 spettatori circa. Giornata afosa, terreno in ottime condizioni. In tribuna il Presidente FIR Gavazzi, il Presidente Onorario Dondi,  il vice-presidente Perugini, gli Azzurri Ghiraldini, Zanni, Pratichetti M., Mandelli, Scanavacca, Appiani, Cittadini, Lovotti.

 

Guinness Pro12: la finalissima sarà Munster-Scarlets. Dopo la sorpresa di ieri sera con la squadra di Llanelli che ha superato il Leinster a Dublino, la Red Army non si fa sorprendere dagli Ospreys e li doma al Thomond Park per 23 a 3 con le mete di Saili, Zebo e Conway. Ospiti che smuovono il loro tabellone solo con un piazzato di Biggar nei primi minuti dell’incontro.

 

In Inghilterra la sorpresa si chiama Exeter, che al termine di una partita di grandissimo spessore batte i campioni uscenti dei Saracens che solo una settimana fa si sono laureati – pardon, confermati – campioni d’Europa. Al Sandy Park finisce 18 a 16, un risultato che dice moltissimo sull’andamento della gara, giocata sempre punto a punto e con il primo tempo chiuso in perfetta parità: 6 a 6. Decisiva la meta si Sam Simmonds all’ultimo secondo che regala la finale di Premiership a Michele Campagnaro e soci.
Nell’altra semifinale grande paura per i dominatori della stagione (almeno finora) gli Wasps, che alla Ricoh Arena di Coventry riescono a superare Leicester e a mettere le mani sulla finale al 78′ grazie alla meta di Bassett che fissa il risultato sul 21 a 20. I Tigers avevano sofferto nella prima fase della partita ma erano poi riusciti a girare le cose a loro favore tanto da arrivare sul 16 a 20 a un nulla dal fischio finale. Poi la zampata di Bassett.

 

Capitolo Francia: il Racing 92 espugna Montpellier e si guadagna la semifinale dopo che ieri sera il Tolone ha battuto il Castres. I parigini si sono imposti 22 a 13 dopo un ottimo primo tempo segnato dalle mete di Nakarawa e Thomase mentre nella ripresa hanno respinto il tentativo di ritorno dei padroni di casa.
Questo il quadro delle semifinali del Top 14:
26 maggio: La Rochelle-Tolone
27 maggio: Clermont-Racing 92

 

Chiudiamo con i playoff per lo spareggio di Champions Cup. I Saints raggiungono in “finale” lo Stade Francais battendo il Connacht per 21 a 15 in una partita comunque combattuta al Franklin’s Garden.

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Semifinali e play-off ovunque: dall’Eccellenza al resto d’Europa una giornata da dentro-fuori

Alle 16 si gioca il ritorno della semifinale del massimo campionato italiano tra Calvisano e Viadana, ma semifinali sono in programma anche nel Pro12 tra Munster e Ospreys (gli Scarlets hanno violato Dublino: Leinster eliminato ieri sera) e in Inghilterra: Exeter-Saracens Wasps-Tigers. Nel Top 14 Tolone ha vinto il primo barrage, oggi tocca a Montpellier-Racing. Infine i play-off per la Champions Cup: lo Stade Francais batte i Cardiff Blues, oggi Northampton-Connacht

Si fa presto a dire semifinali, che oggi ce n’è davvero una tonnellata. Iniziamo da casa nostra, da Calvisano, dove oggi si gioca alle 16 (diretta web su The Rugby Channel) il ritorno della semifinale d’Eccellenza tra la squadra di casa e il Viadana. All’andata la squadra allenata da Filippo Frati si è imposta 18 a 12, poi ci sono state le polemiche per il ricorso presentato proprio dai gialloneri per il caso della sostituzione di Paz, vicenda che si è conclusa con un nulla di fatto proprio ieri pomeriggio quando la FIR ha respinto il tutto e annunciandolo con un comunicato che proprio chiarissimo non è.
Oggi però parlerà il campo che indicherà la prima finalista della stagione 2016/2017 (domani il ritorno tra Petrarca e Rovigo). Le formazioni:

Calvisano: Minozzi; Bruno, Paz/De Santis, Lucchin, Susio/Chiesa; Novillo, Semenzato; Tuivaiti, Pettinelli, Giammarioli; Andreotti, Cavalieri; Riccioni, Morelli (cap), Panico
a disposizione: Luus, Rimpelli, Zanetti, Archetti, Consoli, Dal Zilio, De Santis/Zdrilich, Costanzo.
Viadana: Manganiello; Bronzini, Brex, Finco, Amadasi; Ormson, Frati; Grigolon, Denti And., Du Plessis; Caila, Krumov; Brandolini, Scalvi, Denti Ant
a disposizione:  Silva, Cafaro, Garfagnoli, Orlandi, Anello, Gregorio, Cipriani, Tizzi.

 

Ora andiamo in Europa. Partiamo dalla Guinness Pro12, che ieri sera ha scelto la sua prima semifinalista che a sorpresa sono gli Scarlets: la squadra di Llanelli vince a Dublino contro il Leinster 24 a 15. Gallesi in inferiorità numerica per tutto il secondo tempo per l’espulsione al 37′ di Steff Evans e che sono protagonisti di una prova superba: prima squadra nella storia del Pro12 a vincere una semifinale fuori casa.
Oggi invece tocca a Munster-Ospreys, che alle 19.15 italiane (diretta tv su Eurosport 2) scendono in campo al Thomond Park in una partita che si annuncia equilibratissima. Red Army che gioca in casa e che parte con qualche favore del pronostico in più, ma i gallesi sono squadra molto tosta e da prendere con le pinze. Padroni di casa che se non vogliono sorprese devono indirizzare il prima possibile la gara su un terreno a loro congeniale, ma dovranno in ogni caso soffrire parecchio.

Munster: 15 Simon Zebo, 14  Andrew Conway, 13 Francis Saili, 12 Rory Scannell, 11 Keith Earls, 10 Tyler Bleyendaal, 9 Conor Murray, 8 CJ Stander, 7 Tommy O’Donnell (c), 6 Peter O’Mahony, 5 Billy Holland, 4 Donnacha Ryan, 3 John Ryan, 2 Niall Scannell, 1 Dave Kilcoyne
Riserve: 16, Rhys Marshall, 17 James Cronin, 18 Stephen Archer, 19 Jean Deysel, 20 Jack O’Donoghue, 21 Duncan Williams, 22 Ian Keatley, 23 Jaco Taute.
Ospreys: 15 Dan Evans, 14 Keelan Giles, 13 Kieron Fonotia, 12 Ashley Beck, 11 Tom Habberfield, 10 Dan Biggar, 9 Rhys Webb, 8 James King, 7 Justin Tipuric, 6 Sam Underhill, 5 Alun Wyn Jones (c), 4 Bradley Davies, 3 Rhodri Jones, 2 Scott Baldwin, 1 Nicky Smith
Riserve: 16 Scott Otten, 17 Paul James, 18 Dan Suter, 19 Lloyd Ashley, 20 Olly Cracknell, 21 Brendon Leonard, 22 Sam Davies, 23 Josh Matavesi

 

Capitolo Inghilterra, oggi si giocano entrambe le semifinali di Premiership. Alle 15 e 30 al Sandy Park di Exeter arrivano i Saracens freschissimi vincitori della Champions Cup (per il secondo anno consecutivo). Gara che vorrebbe i rossoneri partire con il pronostico dalla loro parte, ed effettivamente sembrano avere più esperienza ed organizzazione, ma i Chiefs in regular season alla fine hanno raccolto 7 punti più di loro… Michele Campagnaro parte dalla panchina.
Alle 18 e 15 tocca a Wasps-Leicester Tigers. Alla Ricoh Arena di Coventry la bilancia sembra meno equilibrata con le vespe che hanno chiuso la stagione regolare al primo posto e con quasi 20 punti più degli avversari, ma la partita secca può diminuire il gap. Gara tutta da gustarsi.

Exeter Chiefs: 15 Phil Dollman, 14 Jack Nowell, 13 Ian Whitten, 12 Ollie Devoto, 11 James Short, 10 Gareth Steenson (c), 9 Stuart Townsend, 8 Thomas Waldrom, 7 Don Armand, 6 Kai Horstmann, 5 Geoff Parling, 4 Dave Dennis, 3 Harry Williams, 2 Luke Cowan-Dickie, 1 Ben Moon
Riserve: 16 Jack Yeandle, 17 Carl Rimmer, 18 Tomas Francis, 19 Mitch Lees, 20 Sam Simmonds, 21 Will Chudley, 22 Henry Slade, 23 Michele Campagnaro
Saracens: 15 Alex Goode, 14 Chris Ashton, 13 Marcelo Bosch, 12 Duncan Taylor, 11 Chris Wyles, 10 Owen Farrell (c), 9 Richard Wigglesworth, 8 Billy Vunipola, 7 Jackson Wray, 6 Michael Rhodes, 5 George Kruis, 4 Maro Itoje, 3 Vincent Koch, 2 Jamie George, 1 Mako Vunipola
Riserve: 16 Schalk Brits, 17 Titi Lamositele, 18 Petrus Du Plessis, 19 Jim Hamilton, 20 Schalk Burger, 21 Ben Spencer, 22 Alex Lozowski, 23 Mike Ellery (40)

Wasps: 15 Kurtley Beale, 14 Christian Wade, 13 Elliot Daly, 12 Jimmy Gopperth, 11 Willie Le Roux, 10 Danny Cipriani, 9 Joe Simpson, 8 Nathan Hughes, 7 Thomas Young, 6 James Haskell, 5 Matt Symons, 4 Joe Launchbury (c), 3 Phil Swainston, 2 Ashley Johnson, 1 Matt Mullan
Riserve: 16 Tommy Taylor, 17 Simon McIntyre, 18 Marty Moore, 19 James Gaskell, 20 Guy Thompson, 21 Dan Robson, 22 Alapati Leiua, 23 Josh Bassett
Leicester Tigers: 15 Telusa Veainu, 14 Adam Thompstone, 13 Mathew Tait, 12 Owen Williams, 11 Peter Betham, 10 Freddie Burns, 9 Ben Youngs, 8 Luke Hamilton, 7 Brendon O’Connor, 6 Mike Fitzgerald, 5 Graham Kitchener, 4 Dom Barrow, 3 Dan Cole, 2 Tom Youngs (c), 1 Ellis Genge
Riserve: 16 George McGuigan, 17 Greg Bateman, 18 Fraser Balmain, 19 Ed Slater, 20 Mike Williams, 21 Sam Harrison, 22 Jack Roberts, 23 Matt Smith

 

Attraversiamo la Manica e sbarchiamo in Francia. Qui nel fine settimana si giocano i barrage: ieri sera Tolone e Castres sono scesi in campo al Mayol e i rossoneri si sono imposti 26 a 22 nonostante due cartellini gialli grazie alle mete di Deboulbès e Halfpenny. Partita di grandissima intensità con le due squadre che hanno lottato punto a punto per tutti gli 80 minuti.
Oggi è la volta di Montpellier-Racing92, con le dominatrici della stagione regolare La Rochelle (che se la vedrà ora proprio con il Tolone) e Clermont che attendono già in semifinale. Montpellier ha avuto una stagione più regolare rispetto a quella dei parigini, con tanti alti e bassi dentro e fuori dal campo, ma i biancocelesti (che hanno afferrato i play-off all’ultimo respiro con una meta di Dan Carter) sono pur sempre i campioni in carica e hanno una squadra di altissimo livello. Montpellier che potrà contare sulla imprevista presenza del sudafricano Jacques du Plessis che era stato squalificato per 4 settimane ma lo stop è stato annullato dalla Commissione Disciplinare per un vizio di forma, un errore fatto dalla stessa LNR.

Montpellier: Michel – Nagusa, Immelman, F. Steyn, Nadolo – W. Du Plessis, Paillaugue – Galletier, Spies, Ouedraogo (cap.) – Willemse, Jac. Du Plessis – Guillamon, B. Du Plessis, Fichten.
Riserve: Géli, Nariashvili, Mikautadze, Qera, White, D. van der Merwe, Catrakilis, Jan. Du Plessis.
Racing92: Dulin – Rokocoko, Chavancy, Laulala, Imhoff – (o) Carter, (m) Machenaud (cap.) – Le Roux, Masoe, Nyanga – Nakarawa, Grobler – Tameifuna, Lacombe, Afatia.
Riserve: Chat, Ben Arous, Carizza, Claassen, Hart, Tales, Thomas, Ducalcon

 

Tutto finito? No, perché ci sono anche i playoff di qualificazione alla prossima Champions Cup. Ieri sera a Parigi lo Stade Francais ha superato i Cardiff Blues con un largo 46-21 nonostante i gallesi avessero chiuso il primo tempo a ridosso di Sergio Parisse e compagni (14-10). Ora i transalpini aspettano il risultato della gara di oggi per scoprire con chi dovranno vedersela nella finale dei play-off: alle 16 inglesi al Franklin’s Garden di Northampton i Saints ospitano il Connacht.

Northampton Saints: 15 Ahsee Tuala, 14 Ben Foden, 13 Nafi Tuitavake, 12 Luther Burrell, 11 George North, 10 Harry Mallinder, 9 Nic Groom, 8 Louis Picamoles, 7 Teimana Harrison, 6 Jamie Gibson, 5 Christian Day, 4 Courtney Lawes, 3 Kieran Brookes, 2 Dylan Hartley (c), 1 Alex Waller
Riserve: 16 Mikey Haywood, 17 Campese Ma’afu, 18 Gareth Denman, 19 Api Ratuniyarawa, 20 Tom Wood, 21 Lee Dickson, 22 Sam Olver, 23 Rory Hutchinson
Connacht: 15 Tiernan O’Halloran, 14 Niyi Adeolokun, 13 Danie Poolman, 12 Craig Ronaldson, 11 Cian Kelleher, 10 Jack Carty, 9 Kieran Marmion, 8 John Muldoon (c), 7 Jake Heenan, 6 Sean O’Brien, 5 Andrew Browne, 4 Quinn Roux, 3 Finlay Bealham, 2 Dave Heffernan, 1 Denis Buckley
Riserve: 16 Shane Delahunt, 17 JP Cooney, 18 Conor Carey, 19 Ultan Dillane, 20 Naulia Dawai, 21 Caolin Blade, 22 John Cooney, 23 Matt Healy

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ROCK RUCK RUGBY: di Eccellenza, coppe e cose celtiche. E il nostro “grazie” a Carlo Festuccia

Di nuovo dietro ai microfoni, di nuovo con la cuffia in testa: il Grillotalpa e Antonio Raimondi tornano con il podcast ovale più bello che c’è.
Temi della puntata sono le semifinali celtiche, una analisi della finale di Champions Cup che ha visto trionfare ancora una volta i Saracens. Con Vittorio Munari parliamo del lunghissimo momento di stasi del nostro movimento, per le semifinali di Eccellenza graditissimo ospite è Umberto Casellato. Infine una chiacchierata con Carlo Festuccia, che ha da poco annunciato l’addio al rugby giocato ma di cui sentiremo prestissimo di nuovo parlare dalle nostre parti…
Qui sotto potete ascoltare o scaricare la puntata. Per il supporto tecnico si ringrazia come sempre PES!

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Il ricorso “Specchio riflesso”: l’Eccellenza al tempo della scuola materna

Oggi sarò davvero breve, ma prima una sorta di disclaimer: questo piccolo articolo/sfogo viene pubblicato senza nomi e senza riferimenti a società specifiche. Chi lo desidera può fare una bella ricerca in Rete e trovare tutti i dettagli che vuole. A me qui oggi interessa sottolineare un po’ lo stato e il clima delle cose nel massimo torneo nazionale, non il chi ha fatto/detto cosa. Non voglio additare nessuno e non provateci nemmeno a darmi una qualche bandiera. E’ un piccolo episodio, per carità, non va elevato a sistema, però fa comunque riflettere. Parecchio.

Ieri su un quotidiano ho trovato questa dichiarazione: «Per me le partite si chiudono al fischio finale – ha commentato il presidente del XXXXXX XXXXXXXXX XXXXXXX -, ma visto che i nostri avversari non hanno adottato lo stesso tipo di misura, abbiamo deciso di fare ricorso al giudice sportivo per tutelare i nostri giocatori e segnalare due episodi, a nostro parere gravi (…). Visto che a XXXXXXX hanno voluto mettere la partita sul binario legale, abbiamo ritenuto anche noi che fosse il caso di tutelare i nostri diritti».

Quindi, se ho capito bene, una società (molto importante) ha deciso di presentare un ricorso su alcuni episodi avvenuti durante quella che finora è stata la partita più importante della sua stagione perché l’altro club (ancora: molto importante) nei giorni dell’immediato dopogara ha presentato un ricorso contro di lei ma su un’altra vicenda. Quindi, se continuo a capire bene, non si è fatto ricorso perché qualche norma è stata violata (cosa che sarebbe stata legittima – magari fatta prima – e cosa che invece ritiene l’altra società coinvolta) ma perché gli avversari ne hanno presentato un altro.
Bene, ma non benissimo.

ps: il ricorso presentato per dispetto – diciamo così – è stato dichiarato inammissibile dalla FIR

ps2: Caso Paz. La FIR ha emesso un comunicato in cui si dice che il protocollo per le concussion è molto importante, è in fase sperimentale e che “è senza alcuna rilevanza sui risultati degli incontri”. Sul serio.

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Le Zebre e il loro futuro: più che entusiasmo servirebbe realismo

Il vicepresidente Rizzardi annuncia grandi piani a breve a medio-lunga scadenza, ma probabilmente fa il passo più lungo della gamba

No fallimento, no liquidazione, no libri in tribunale. E no anche al concordato in bianco che inizialmente era stato indicato come ipotesi per l’iter burocratico che dovranno seguire le Zebre per diventare le “nuove” Zebre, quelle della stagione 2017/2018.
Ora il mantra in casa bianconera è riclassificazione del debito. Io non sono un laureato in economia e mi sono affidato a san Google per capire un po’ i termini esatti di quella definizione e da quello che ho capito si tratta di una riorganizzazione del bilancio con una diversa distribuzione delle voci che lo compongono. Questo è quello che ho capito, ma quello che so anche se non sono un laureato in economia è che se i soldi non ci sono non te li puoi inventare. E a naso – ma è solo una specie di intuizione personale eh, nulla di più – direi che se si è arrivati a questo punto è perché anche i maquillage della finanza creativa hanno già fatto tutto quello che potevano fare. Ovviamente lecita, s’intende.

A indicare la nuova via è il vicepresidente delle Zebre Carlo Rizzardi a Rugbymeet. Una intervista di un paio di giorni fa abbastanza curiosa in cui il numero due bianconero parla anche di ripianamento dei debiti in tre esercizi, in cui sottolinea che “il personale sarà mantenuto nelle posizioni e nei numeri attuali” e dove annuncia un “piano industriale della durata di tre anni. È previsto un aumento di capitale e ci sono importanti novità in vista”.
Un calendario importante e non è che io voglia rompere le scatole a prescindere, però stiamo parlando di società calata in una realtà che non ha mai consentito di fare quelle cose che il vicepresidente si prefigge. Una realtà che almeno per la prossima stagione sarà la stessa degli ultimi 5 anni (ma Rizzardi si dice sicuro che alla fine le Zebre resteranno in Emilia per 3 anni). Magari a Parma ci sono imprenditori e aziende che non vedono l’ora di investire nel rugby e finora non l’hanno fatto solo perché non sapevano di poterlo fare, però è uno scenario che oggi definirei improbabile.
E l’aumento di capitale? Chi lo dovrebbe finanziare? Rizzardi dixit: “chi aderirà al nostro progetto di rilancio, a cominciare dai club satelliti fino alle realtà industriali del territorio. Stiamo inoltre lavorando a un piano di sinergia con i club che forniranno alle Zebre i permit players e a uno stretto rapporti con l’università di Parma”. Ovvero club medio-piccoli, quelle realtà industriali di cui abbiamo già detto e che non si sono mai viste (purtroppo, sia chiaro) e le società d’Eccellenza che come è noto hanno soldi che escono da ogni dove.

E l’Università di Parma? Perché? Ecco la spiegazione: “i  giocatori che si divideranno fra campo, studio e periodi di formazione presso le aziende aderenti al progetto”. Un po’ stage, un po’ di studio e un po’ di professionismo all’acqua di rose, ma non si sa in quali percentuali. Che sono però più chiare sul risparmio sugli stipendi degli atleti, dal 20 al 30% (“4 o al massimo 5 giocatori stranieri di alto livello, ai quali riconoscere ingaggi di ammontare in linea con l’oggettivo valore di mercato. Ma accanto a loro, un gruppo di 30 italiani che pagheremo secondo il loro effettivo valore, senza gonfiare ingaggi, senza sopravvalutare nessuno. Come è accaduto per il passato”).
Chiara anche la quota privati che sarà raggiunta da qui a tre anni, ovvero due milioni e 500mila euro. Chiara sempre per Rizzardi s’intende, però quella è una cifra che i privati non sono mai riusciti a tirar fuori per le Zebre, in tutti questi anni. Nemmeno sommando stagione dopo stagione.
E poi la FIR che sta mettendo assieme rosa e staff tecnico ma che ancora sa poco e nulla di questo piano perché verrà informata “nei prossimi giorni”. E alla quale verrà chiesta “la garanzia del finanziamento di 4,5 milioni per tre anni” ma che dovrà dare – nelle speranze di Rizzardi – “la giusta quota di autonomia organizzativa”.

Mi rendo conto di aver usato parecchio sarcasmo, probabilmente troppo, e Rizzardi e le Zebre non me ne vogliano. Ma il fatto è che non riesco a vedere i motivi di tutto questo entusiasmo, di questo ottimismo. Il panorama in cui si muovono i bianconeri è lo stesso degli ultimi anni, di qualche mese fa, ed è un panorama asfittico, con poche opzioni, in cui quelli che hanno i soldi guardano altrove. E lo dico/scrivo con reale e sincero rammarico, intendiamoci. Capisco l’entusiasmo di Rizzardi, ma forse oggi le Zebre avrebbero bisogno di realismo, che lo scenario tratteggiato dal vicepresidente bianconero è quantomeno sovrastimato. Parere personalissimo. Essere smentito non mi spiacerebbe nemmeno un po’, ma succederà?

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Problemi da emisfero sud: Australia, un paese che sta “dimenticando” il rugby a 15?

Un documento ufficiale del governo del paese down under dice che il rugby (union) non è nella lista dei 20 sport più praticati

Parliamo spesso, spessissimo di Italia e del suo movimento. Cosa ovviamente inevitabile, ma questo continuo guardarsi l’ombelico ci fa perdere – a volte – il panorama generale in cui si muove il nostro rugby. E a volte anche altri, con nomi (storie, tradizioni) ben più blasonati, passano dei brutti quarti d’ora. Ok, problemi diversi, un po’ come quello che era abituato al filetto e deve magari accontentarsi di un taglio meno nobile mentre noi siamo dalle parti della scelta tra toast e tramezzino.
L’Inghilterra – ad esempio – ha passato qualche anno di crisi da risultati agonistici, la Francia deve registrare meglio il rapporto club-federazione, Irlanda e Scozia hanno messo mano a una produzione (bruttissima parola, ma rende l’idea) di giocatori forse quantitativamente non all’altezza della bisogna. Ci sono i sudafricani, bravissimi a complicarsi la vita da soli. Chi non sembra avere mai problemi, o quasi, è la Nuova Zelanda, ma dalle quelle parti hanno dovuto aspettare 20 anni per vincere un Mondiale pur presentandosi ogni volta al nastro di partenza da favoritissimi. Qualche meccanismo da oliare c’era anche lì, quindi. Va da sé che si tratta di un elenco fatto su due piedi, che questi sono solo alcuni dei problemi che attanagliano qualsiasi movimento. Il paradiso in terra, anche ad Ovalia, non esiste.

C’è poi il caso Australia. Sono capitato per caso su un documento dell’Australian Sports Commission, l’ufficio governativo che si occupa di gestire la pratica sportiva in senso lato nella terra dei canguri. Sul sito ufficiale si legge che “11,3 million Australian adults participate in sport or physical activity three or more times per week” e che “17 million Australian adults participate in a sport or physical activity every year”. Senza dimenticare i più piccoli: “3,2 million Australian children participate in organised sport or physical activity outside of school”, il tutto un paese dove lo sport è parte integrante di (quasi) ogni tipo e livello di scuola. Il contrario di quanto avviene alle nostre latitudini. Ah: l’Australia ha in tutto 24 milioni di abitanti: la percentuale di chi pratica sport in maniera abituale e continua è quindi molto elevata.

Un quadro favorevole (eufemismo) alle discipline sportive. Come è messo il rugby? Male. Malissimo. Perché abbiamo sempre detto che il nostro amato sport deve battagliare con il calcio, il football australiano e – ovviamente – il rugby a 13. Ma l’AusPlay survey, ovvero il documento di cui sopra, ci dice che la situazione in cui si trova a dibattere l’ARU è molto più complicata. Guardate un po’ pure voi:

Rugby a 15 presente solo tra i bambini e nella parte bassa della classifica. C’è poi la classifica aggregata, diciamo così, sotto la dicitura “Club sport (Adults and Children combined) Top activities che vi presento nell’ultimo update di fine aprile:

Dove è il rugby a 15? Secondo il numero di All Rugby in edicola ora è addirittura al 24° posto. Possibilissimo. Non conosco le dinamiche demografiche e culturali della società australiana, ma come dicevo prima stiamo parlando di una realtà in cui lo sport è largamente praticato e in cui non manca certo una cultura sportiva. Dice: sì, ma una cosa è dover fare a gomitate in un panorama di questo tipo, un’altra è dover guerreggiare con un mostro a mille teste come il calcio in un paese con poca cultura sportiva e ove si fa sport solo fuori dalla scuola. Vero, ma l’intenzione non era quella di fare un paragone Italia/Australia, ma di presentare un aspetto (non l’unico) che negli ultimi anni sta minando uno dei movimenti-cardine del rugby mondiale.

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