SISIFO, IL PODCAST: LA PUNTATA NUMERO 8

“Scalini oscuri” è una espressione che il mio ospite di oggi, Vittorio Munari, usa due volte a proposito delle sfide che deve affrontare il nostro movimento. Una espressione – a mio parere – azzeccatissima.
Oggi partiamo dagli ultimi 10 minuti contro la Scozia, che faremmo bene a prendere e a mettere sul tavolo, ma in un angolo. Sempre IMHO. E comunque non ci fermiamo lì.
Dai, ascoltate e condividete…

7 pensieri su “SISIFO, IL PODCAST: LA PUNTATA NUMERO 8”

  1. E’ esplosa la Capuozzo-mania…dopo la Garbisi-mania, la Minozzi-mania, la Licata-mania, la Canna-mania, la Allan-mania…sempre alla ricerca del salvatore della Patria ovale, siam fatti così…

    L’unica costante è che non riusciamo a fare a meno di subire mete da intercetto: quante ce ne siamo fatte fare negli ultimi anni? Magari, oltre a gioire degli ultimi dieci minuti, male non farebbe riflettere su statistiche tipo questa.

  2. Gli ultimi dieci minuti, sono quello che nello sport americano si chiama “Garbage Time”. Ciò che avviene durante quel periodo conta a fini statistici e poco più.

  3. Detto subito fuori partita con i compari, Galles v Francia era stata la piu’ bella partita del torneo fino ad oggi, al di la’ degli errori, le poche mete ecc e’ stata una partita tatticamente splendida, con un Galles che ha saputo toccare parecchi nervi scoperti della Francia che pero’ ha dimotsrato di essere molto solida e capace di reggere alle diffcolta’ e comunque portarla a casa.

    Il rosso di Ewels e’ rosso sulla base dei protocolli a cui gli arbitri devono attenersi, se Ewels si abbassava un minimo non era rosso. Giusto vorrei ricordare che il risultato di quello scontro e’ che Ryan ha una concussion perche’ Ewels non si abbassa di un minimo e gli da una testata, manco una spallata.

    Al di la’ del rosso, la partita di Twickenham per me conferma cose che si erano gia’ capite nelle prime 3.Irlanda: soffre terribilmente avversari fisicamente “esuberanti”, lo si era visto a Parigi lo si e’ visto confermato a Twickenham. Di positivo c’e’ che mentre a Parigi l’Irlanda ha continuato a provare a giocare con sfondamenti degli avanti andando a sbattere contro una squadra fisicamente piu’ potente, a Londra si e’ visto molto di piu’ un tentativo di “aggirare” l’avversario, di giocare sulle skills e la continuita’ piu’ che sulla forza. E questo per me conferma una cosa che Sexton ha detto a fine partita: “due anni fa l’Irlanda questa partita l’avrebbe persa”. Verissimo, due anni fa (ma anche la scorsa stagione per me) l’Irlanda avrebbe smesso di giocare, si sarebbe chiusa a riccio calciando tutto e sperando di pescare qualche punizione calciabile.

    Sabato no, sabato hanno continuato a crederci e provarci, han continuato a voler giocare il rugby che provano a giocare da Novembre ed hanno avuto ragione.Quello che e’ mancata sabato principalmente e’ stata la precisione nell’esecuzione. Senza fare discorsi “se” c’e’ da dire che ci sono state almeno 3-4 occasioni che non sono andate a meta per l’ultimo passaggio/offload non andato a buon fine. Si puo’ parlare in qualche caso di decision making nell’offload discutibile, ma nella maggior parte dei casi son stati palloni persi in avanti di un niente. Come detto sopra e’ da Novembre che abbiamo spinto forte su questo tipo di gioco, e non aver smesso di farlo Sabato in difficolta’ conferma che la squadra crede nel progetto, e personalmente sono convinto che continuando su questa strada gli errori diminuiranno.

    Capitolo mischia…tutti i riflettori su Furlong, ma la mischia e’ un lavoro collettivo. Si e’ visto prima di tutto che senza Porter ci son problemi a loosehead. Healy non ha la potenza di un tempo ed i problemi son stati suoi come di Furlong.
    Sinkler ha spaccato Healy sabato scorso, motlo spesso si e’ visto Sinkler riuscire ad “aprire” HEaly cioe’ a creare separazione tra Healy e Sheehan. Sinkler andava benissimo sotto il binding tra Healy e Sheehan e poi con la spinta andando in salita separava Healy da Sheehan e separandoli a quel punto riusciva ad “isolare” ed attaccare Sheehan che oggi come oggi non e’ uno scrummager pronto per queste sfide (ne parlo dopo).

    Una volta che Sinkler faceva sto gioco (e si potrebbe parlare di un paio di spinte storte sue) George e Genge attaccavano Furlong mettendolo sotto. Genge di suo ha praticamente sempre usato il mestiere, facendo un piccolo step a lato per poi attaccare Furlong in maniera al limite del regolamento in termini di angolo di spinta…bravo Genge a non farsi beccare e son pochi i piloni sinistri che possono dire di aver sopraffatto furlong col mestiere e l’astuzia.

    Volendo cpomunque WR con le immagini di sabato scorso e con un Castro a supporto potrebe fare un bel workshop di un’ora abbondante sulla mischia agli arbitri.

    Altrpo fattore, la seconda linea dietro Furlong, non dava il supporto e la spinta adeguata.

    Tornando su Sheehan, e’ andato spesso sotto contro un George superiore a lui in mischia, bisogna dire che Sheehan come tallonatore ha un fisico non in linea coi canoni del ruolo, e’ alto 191 cm quando di solito i Tallonatori sono tra i 179-184 cm, solo i solitamente Boks tendono ad avere tallonatori cosi’ alti e Sheehan fa fatica a trovare una posizione per dare spinta adeguata in mischia al momento.
    Facendo un parallelo con un altro ruolo mi ricorda quando Toner soffriva la sua altezza ad inzio carriera. Come Toner ha dovuto lavorare motlo per migliorare in mischia, stesso dovra’ fare Sheehan, il potenziale ce l’ha.

    1. Mi permetto di dire la mia (da ignorante) su due punti che sollevi:
      – il rosso a Ewels se si abbassava e lo prendeva di spalla c’era non una ma tre volte (per me). In questo caso – e mi trovo d’accordo con Munari – è proprio il “testa contro testa” che mi fa pendere più verso uno scontro di gioco. A meno che Ewels non abbia grossi tratti di masochismo. Anche perchè, a quel punto, allora farei rivedere a World Rugby l’intervento su Fusco a Dublino e chiederei spiegazioni.
      – L’Irlanda soffre l’intensità fisica perchè è cosi che (per me, in buona parte) vince lei le partite. Se ti mette sotto fisicamente, se vince lo scontro e la battaglia dell’intensità, ciao, tanti saluti a casa e vedi verde tutta la settimana. Ma se fisicamente le togli abbrivio, la contieni e riesci perfino a prevalere in certe fasi (come la mischia chiusa inglese) allora son loro che vanno in affanno. Se poi trovi arbitri che fischano (e Reynal gliene ha fischiate di ogni sabato), a maggior ragione.
      Concordo sulla bellezza della partita del Millennium, dritta al paio (per me) con quella di Twickenham. Altro sport per noi.

      1. Liuk scusa ma Ewels e’ un 2m di altezza, non si abbassa di un minimo nel cercare il pacaggio colpisce in facciadi un avversari con la testa…piaccia o meno quello in linea coi procolli e’ rosso senza se e senza ma….se stiamo ancora a pensare a volontarieta’ o meno allora non abbiamo letto e compreso i protocolli dati agli arbitri, e cche sta a lui abbssarsi. Ffaccio notare che poi non c’e’ neanche alcuna scusante di un Ryan che si abbassa, Ewels va alto senza alcun tentativo di evitare un colpo alla testa….di nuovo e’ 2 metri non 1.50!

        Non hai capito cos’ho scritto sull’Irlanda. L’Irlanda non e’ una squadra fisicamente esuberante, gli 8 davanti non sono grossi come francesi, sud africani ed inglesi, (Beirne e’ una seconda piccola per i canoni intenrazionali, Van de Flier e’ una terza piccola per i canoni attuali) e guarda caso due su tre li hanno afforntati nel 6N e le hanno prese. Nonostante il gap di pura e semplice potenza, con l’Inghoilterra in possesso hanno avuto il 79% delle ruck di durata sotto i 3 secondi perche’ comunque son riusciti ad usare il pallone velocemente grazie alla tecnica no alla potenza, non subemto eccessivamente l’intensita’ fisica in ruck o se preferisci battendola con la rapidita’, infatti hanno creato diverse occasioni che non hanno saputo sfruttare (alemno 3-4 occasioni da meta vanificate nll’ultimo offload) ma hanno perso le battaglie di potenza della mischia ordinata ed hanno perso la battaglia sui lineout dove Itoje ha fatto valere tecnica e potenza.
        L’intensita’ nelle ruck l’hanno saputa fronteggiare usando la velocita’ nei set pieces no. Poi possiamo dire tante cose, ma l’Inghilterra a conti fatti ha creato si e no una mezza occasione da meta, l’Irlanda divere, ne ha segnate 4 e mancate come gia’ datto altre 3-4 sull’ultimo passagio. Siam qua a celebrare un’Inghilterra che a conti fatti ha perso 5-0, 2 anni fa avrebbe vinto questa partita oggi no perche’ l’Irlanda comunque ha saputo fare altre cose che non sapeva fare 2 anni fa…e nonostante abbia vinto la battaglia dei set pieces.

  4. Io sono un grande fan dei bagni di realtà e docce di umiltà. E’ anche vero che mi sembra non siamo il paese dove farlo sia facile o automatico. Dire che qualcosa non va per colpa nostra è quasi un’offesa imperdonabile (e la si può traslare su N problemi del paese, e ben oltre lo sport), o appunto un “tradimento alla patria” come dici tu.
    Nel mio piccolo, mi viene da dire anche che se non parliamo di quei 10 minuti si rischia davvero che si chiuda baracca e burattini, perchè chi ha seguito il rugby e riempito gli stadi negli ultimi 20 anni ormai lo fa con sempre maggiore fatica. E senza quei 10 minuti non lo fa più nessuno.
    Il che non vuole – non può volere – dire non guardare in faccia la realtà.
    Li però serve farlo innanzitutto come dice Munari capendo che giochiamo in un torneo dove siamo 10 piste dietro gli altri, e poi facendo un bell’esame di “cosa mi manca rispetto agli altri” e “cosa devo fare per iniziare a produrlo”. E lì di anni ne abbiamo persi a iosa. E i gradini oscuri e faticosi c’è il rischio che pochi abbiano voglia di salirli.

  5. Che l’intensità di gioco, sia essa difensiva o in attacco, la si acquisti più facilmente nel pro14 e in Premier credo sia innegabile.
    Però.
    Il campionato francese ci ritorna un Garbisi completamente imballato, quello inglese un Fuser che è rimasto tale e quale a quel giocatore a cui ho voluto (e voglio) un gran bene. Niente di più.
    Dalla Premier ci siam presi un Braley che fin dall’inizio è apparso lento come la passione (siamo in quaresima) al punto da essere soprannominato Braleipo.

    Non so. Sarà.

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