Cruden, altri due anni con la NZRU e i Waikato Chiefs

Il 23enne mediano d’apertura ha rinnovato il contratto con la federazione neozelandese e con la franchigia della Nuova Zelanda del nord.
Il rinnovo è di due anni e scadrà quindi alla fine del 2014. Facile immaginare che ne seguirà un altro: se Aaron Cruden se ne andasse dalla madre patria perderebbe la possibilità di essere convocato per i Mondiali del 2015. Certo, davanti a lui continuerà probabilmente ad esserci un certo Dan Carter, però…

 

Aironi, Melegari rilancia ancora il progetto

da “La Voce di Mantova”

«Questa vittoria è il risultato della crescita iniziata dalla trasferta con gli Ospreys – commenta l’head coach Rovvland Phillips. Sono molto felice per la disciplina, per il cuore, per la durezza messa nei placcaggi. Per come durante la settimana la squadra ha lavorato per curare quei dettagli che alla fine hanno fatto la differenza. Per 70′ abbiamo giocato
molto bene, con intelligenza. Munster ha avuto 10′ di grande pressione, ma anche nella touche finale abbiamo dimostrato grande concentrazione e attitudine». (…)
Soddisfatto anche il presidente Silvano Melegari: «Siamo in un paese calciofilo e questo
ci porta a volere risultati immediati. Questo però non è possibile per gli Aironi, che sono ancora una società giovane entrata in una competizione di altissimo livello. La vittoria paradossalmente lascia il rammarico per le ultime due sconfitte, perchè potevamo vincere
anche contro Dragons e Leinster. anche se in quei casi sono intervenuti vari fattori tra cui l’arbitraggio. Per il futuro stiamo già ultimando il progetto per il prossimo biennio con opzione per gli altri quattro anni, anche in accordo con la F’ederazione. Questo dimostra la nostra e la mia volontà di continuare»

Fotogallery: storia di un Galles-Italia, tutto al femminile

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Stuart o Nick? Nick o Stuart? E se l’Inghilterra li prendesse entrambi?

Questa settimana avremo il nome del nuovo ct della nazionale inglese. Finalmente, che non se ne può più. Se ad inizio Sei Nazioni le chance del ct ad interim Stuart Lancaster non erano oggettivamente moltissime, con il passare delle settimane sono cresciute continuamente. Perché Lancaster ha fatto un buon lavoro: la sua squadra ha sofferto ma vinto contro Scozia e Italia, ha giocato abbastanza bene (ma perso) con il Galles e poi è andata ad espugnare lo Stade de France contro una formazione decisamente più esperta: i Bleus in campo a Parigi mettevano assieme 623 caps – altri 215 seduti in panchina – contro i 188 del XV inglese iniziale. E hanno vinto giocando benissimo, annullando i padroni di casa nel primo tempo e resistendo alla loro rimonta. Nonostante l’inesperienza e forse una minor “cattiveria” sono stati capaci di colpire i francesi nel loro momento migliore con la meta di Croft. Una partita, quella di Parigi, che mette Lancaster in pole position verso la panchina inglese che dovrà arrivare al Mondiale di “casa” del 2015. D’altronde la squadra lo segue a occhi chiusi e se ne andrebbe all’inferno se solo il ct lo chiedesse.
Che fare quindi? Confermare il “giovane” Lancaster e mettere alla porta l’esperto Mallett? In realtà a Londra e nella RFU sono in molti ad avere l’idea di tenerseli entrambi: Lancaster in panca e Mallett come director of rugby. Una idea affascinante e intelligente. Certo tutto dipende dalle ambizioni di Nick: si accontenterà di stare dietro a una scrivania?

Video: dopo Aironi-Munster, la conferenza stampa di Phillips e Melegari