Sei Nazioni: tutte le statistiche prima della seconda giornata

Malati di numeri, cifre e dati di ogni tipo? Pensate che il rugby si possa a ridurre (anche) a questo?
Bene, a questo link c’è pane per i vostri denti: tutte le statistiche di squadre, atleti e partite prima del secondo turno del Sei Nazioni 2011.

 

Spine azzurre: che fine ha fatto Benvenuti?

Insieme a Gori è stato il volto nuovo azzurro a novembre per i test-match. Partito titolare quasi sempre anche se impiegato come ala, lui che nasce ed è un centro. Poi la convocazione per il Sei Nazioni, ma di Tommaso Benvenuti non c’è traccia nella lista dei giocatori che tra campo e panchina il ct Mallett ha portato al Flaminio per l’Irlanda e non c’è nemmeno tra quelli che stanno prendendo parte alla trasferta inglese.
E’ infortunato? Non risulta. Magari non sta attraversando un momento di grande brillantezza dopo una prima parte di stagione davvero sorprendente. E il coach azzurro avrà le sue buone ragioni: il torneo è ancora lungo e Tommaso avrà le sue opportunità. Oppure: Masi, Garcia, Sgarbi e Canale garantiscono una quantità di placcaggi maggiore di quella che può offrire Benvenuti.
Tutto vero. Però il rischio è quello di sempre, e cioè di limitarsi a un tipo di gioco conservativo, che pensa soprattutto a non prenderle. Non si dice di farlo partire titolare, ma un uomo con le caratteristiche di Benvenuti negli ultimi venti minuti della partita con l’Irlanda avrebbe fatto comodissimo. E, secondo me, pure a Londra.

Tra Twickenham e Buckingham Palace: la favola di Mike e della principessa Zara Anne

Massimo Calandri per La Repubblica

Aristocratica per tradizione, l’Inghilterra ovale ha deciso addirittura di affidare i gradi di capitano ad un prossimo membro della famiglia reale. Domani a lanciare la carica contro la squadra azzurra sarà Mike Tindall, massiccio trequarti dei bianchi della Rosa e futuro sposo di Zara Anne Elisabeth, figlia della principessa Anna e del capitano dei Dragoni Mark Phillips. Mike e Zara, una coppia di sportivi accomunati da un amore sconfinato come il numero di cartelle mediche e di radiografie che li riguardano. Tindall, trentunenne centro del Gloucester e campione del mondo nel 2003, è un bestione dal cranio rasato e pieno di cicatrici, con un naso storto come un arrivo in salita del Giro. Laprincipessina Zara, 29 anni, dodicesima in linea di successione, è un’amazzone biondina ed elegante, campionessa europea di salto nel 2005 e argento mondiale a squadrenel2006: due annifa ai Giochi olimpici di Pechino si era rotta la clavicola in una caduta che aveva costretto all’abbattimento del suo cavallo. I due stanno insieme da almeno cinque anni: si erano conosciuti durante i Mondiali di rugby australiani, al termine dei quali Mike – smaltita una sbornia portentosa – si era presentato a Buckingham Palace insieme al resto della squadra per il tè pomeridiano offerto ai campioni dalla nonna della ragazza, l’anziana signora che regna da quasi sessant’anni. Il fidanzamento ufficiale è stato pubblicato il 21 dicembre nella rubrica Engagements, le nozze seguiranno di qualche mese l’altro matrimonio della Casa reale, quello tra William e Kate Middleton. «Adesso voglio concentramisolo sull’Italia, lasciamo stare le mie questioni private», ha tagliato corto ieri pomeriggio il capitano inglese di questo Sei Nazioni. Per una volta a Twickenham l’Italia non parte sfavorita, almeno in linea dinastica. Perché un nobile ce lo abbiamo anche noi, e per discendenza diretta. È Andrea Lo Cicero, il Barone. Parte dalla panchina, e giura che non farà riverenze.

Alberto Sgarbi, l’azzurro di cui non si parla

Il migliore nel trittico novembrino. Forse il migliore in campo una settimana fa al Flaminio. Ma Sgarbi non finisce mai sotto l’occhio delle telecamere.
La Gazzetta dello Sport, la firma è di Andrea Buongiovanni

La collina è sempre la stessa, quella di Richmond, Londra sudoccidentale: il Tamigi scorre lento ai suoi piedi, Twickenham è all’orizzonte. C’è pace ed eleganza. E un po’ di pioggerellina, of course. E’ qui, come da tradizione, che l’Italia fa base in vista della sfida all’Inghilterra. La delegazione è arrivata ieri sera dopo l’annuncio, alla Borghesiana, della formazione titolare per il match di domani. Rispetto alla sfida all’Irlanda, ci sono quattro novità, ma non grandi sorprese. La mediana, inedita, è composta da Orquera apertura (preferito a Burton) e Canavosio n. 9 (con Gori fuori gioco). E’ la tredicesima coppia proposta nei 33 incontri della gestione Mallett, la ventottesima dall’ultima volta di Dominguez-Troncon (otto anni e 89 partite fa), a conferma che il problema è irrisolto. In terza linea Bernabò, col rientrante Barbieri in panchina, rimpiazza l’infortunato Sole, in seconda Del Fava spedisce Dellapè tra le riserve. Mentre salgono a otto i giocatori non di formazione italiana, il resto della squadra, reparto arretrato al completo, è confermato. Personaggio A partire dal primo centro Alberto Sgarbi, la nota più lieta dell’esordio romano. Il 24enne trevigiano, unico azzurro, è stato addirittura inserito nel XV ideale della prima giornata del Torneo di Midi Olympique, bibbia ovale francese. La sua partita, del resto, con tanto di clamoroso placcaggio salva meta ai danni di Sexton, è stata grande. «Difendere — minimizza da uomo tutta sostanza — conta quanto attaccare. Ho fatto il mio dovere». Il campo parla per lui: Alberto, fisicaccio da 1.91 per 104 kg, non è un chiacchierone. Ma, al decimo cap della carriera e a sette mesi dalla Coppa del Mondo, la maglia n. 12, nonostante la concorrenza, sembra avere un padrone. «Non sono un titolare inamovibile — si affretta a dire — sfrutto le occasioni e ringrazio chi mi dà fiducia». Arrivato al rugby a 12 anni, tra Villorba, Pieve di Soligo, Conegliano e Mogliano ha girato diversi club della Marca fino ad approdare al Benetton, col ouale ha vinto tre scudetti in quattro stagioni. Scalatore «L’esperienza della Celtic League è fondamentale» sostiene. Fidanzato con Maria Sole, ama la montagna e la natura. «Adoro le ferrate delle Dolomiti, sin da quando le frequentavo con nonno Franco che ora, a volte, viene a vedermi a Monigo. Ero anche iscritto a Scienze Forestali a Padova, ma ho rinunciato». Il suo debutto in Nazionale è avvenuto proprio contro l’Inghilterra, nel Sei Nazioni 2008: 14′ minuti all’ala. «Twickenham? Non ci sono mai stato, nemmeno da spettatore. Chissà l’emozione». Di fronte, un’Inghilterra con lo stesso XV che la settimana scorsa ha violato Cardiff dopo otto anni, con Tindall — il fidanzato di Zara Phillips — confermato capitano. Quattro i giocatori del Leicester: per Castrogiovanni, da queste parti gettonatissimo, sarà sfida nella sfida, tanto più che in prima linea si troverà di fronte Cole, una sorta di allievo. Ieri l’azzurro, a «Un giorno da pecora», su Radio2, ha dichiarato: «Quelli del rugby sono più di destra di quelli del calcio». Capiranno, gli inglesi?

Il dopo Leinster, con il rammarico – a caldo – degli Aironi

Da La Gazzetta di Mantova di oggi

«E’ mancata un pizzico di freddezza e anche di fortuna per poter portare a casa la vittoria». C’è rammarico nelle parole di Franco Tonni pochi istanti dopo la fine dell’incontro. Ma c’è anche la consapevolezza della buona prova fornita: «Certo, alla vigilia avremmo firmato per tornare a Viadana con un punto. In realtà si poteva vincere. Abbiamo disputato una buona partita, dimostrando ormai di aver raggiunto lo standard minimo per stare al livello di questa competizione. Abbiamo commesso alcuni errori, come quello di Tebaldi nella ripartenza quando ha fatto l’avanti ormai ad un passo dalla meta. Ma nel primo tempo non ci è stato concesso un calcio piazzato che in realtà era entrato». Ma il dirigente della franchigia lombardo-emiliana ci tiene a sottolinea i lati positivi della serata irlandese: «Non dimentichiamo che giocava anche gente che da tempo non scendeva in campo. Per esempio Cartina e Biagi che hanno dimostrato di essere all’altezza»