Franchigie-Fir: è caos?

Un duro corsivo sulla Gazzetta dello Sport di oggi

Siamo all’autolesionismo. Il rapporto tra federazione e club (anche stranieri) è al punto più basso. La guerra è sporca e combattuta senza classe. E dire che nella prima stagione di Celtic, operazione dalla quale il movimento avrebbe solo da guadagnarci (almeno nel medio-lungo periodo), la collaborazione dovrebbe essere totale. Da un lato la Fir che, non avendo imposto regole chiare, pretende la massima disponibilità. Ma Treviso domani, per esempio, sfida il Munster con 11 (!) giocatori in azzurro, quattro dei quali (Burton, Semenzaio, Barbieri e Rouyet) non di interesse nazionale e quindi non «pagati». E meno male che Benvenuti e lo stesso Rouyet, esclusi dai 22 anti-Inghilterra, a Monigo saranno almeno in panchina. Dall’altro i club stessi. Si arriva al paradosso: Festuccia, arrivato alla Borghesiana mercoledì sera, giovedì è volato a Londra con la squadra, ieri pomeriggio s’è allenato a Twickenham e poi, poiché oggi sarebbe rimasto in tribuna, è tornato a Parigi: il Racing di Berbizier alle 14 affronta il Castres nel Top 14 e, data la situazione, lo ha rivoluto con sé. E poi c’è Mallett che anche ieri ha tuonato: «Il capo sono io e sono io a decidere che gli azzurri di Benetton e Aironi nei ventidue dell’attuale rosa, il prossimo weekend non giocheranno in Celtic League. Ho chiesto a Checchinato, responsabile dell’alto livello, di scrivere lettere inequivocabili». Per non dire dei giocatori utilizzati in un ruolo con le franchigie e in un altro in Nazionale. Urgono rimedi immediati: ne va della credibilità dell’ovale tricolore.

Sei Nazioni: uomini, luoghi e orari del secondo turno

Inghilterra-Italia
Sabato 12 febbraio, ore 14.30, Twichenham

Inghilterra
15 Ben Foden, 14 Chris Ashton, 13 Mike Tindall (cap), 12 Shontayne Hape, 11 Mark Cueto, 10 Toby Flood, 9 Ben Youngs, 8 Nick Easter, 7 James Haskell, 6 Tom Wood, 5 Tom Palmer, 4 Louis Deacon, 3 Dan Cole, 2 Dylan Hartley, 1 Alex Corbisiero.
In panchina: 16 Steve Thompson, 17 David Wilson, 18 Simon Shaw, 19 Hendre Fourie, 20 Danny Care, 21 Jonny Wilkinson, 22 Matt Banahan.

Italia
15 Luke McLean, 14 Andrea Masi, 13 Gonzalo Canale, 12 Alberto Sgarbi, 11 Mirco Bergamasco, 10 Luciano Orquera, 9 Fabio Semenzato, 8 Sergio Parisse (cap), 7 Alessandro Zanni, 6 Valerio Bernabò, 5 Quintin Geldenhuys, 4 Carlo Antonio Del fava, 3 Martin Castrogiovanni, 2 Leonardo Ghiraldini, 1 Salvatore Perugini
In panchina: 16 Fabio Ongaro, 17 Andrea Lo Cicero, 18 Santiago Dellapé, 19 Robert Barbieri, 20 Pablo Canavosio, 21 Kristopher Burton, 22 Gonzalo Garcia

 

Scozia-Galles
Sabato 12 febbraio, ore 17, Murrayfield

Scozia
15 Hugo Southwell, 14 Nikki Walker, 13 Joe Ansbro, 12 Nick De Luca, 11 Max Evans, 10 Dan Parks, 9 Rory Lawson, 8 Allan Jacobsen, 7 Ross Ford, 6 Euan Murray, 5 Richie Gray, 4 Alastair Kellock, 3 Nathan Hines, 2 John Barclay, 1 Kelly Brown
In panchina: 16 Scott Lawson, 17 Moray Low, 18 Richie Vernon, 19 Ross Rennie, 20 Mike Blair, 21 Ruaridh Jackson, 22 Sean Lamont

Galles
15 Lee Byrne, 14 Morgan Stoddart, 13 Jamie Roberts, 12 Jonathan Davies, 11 Shane Williams, 10 James Hook, 9 Mike Phillips, 8 Paul James, 7 Matthew Rees (cap), 6 Craig Mitchell, 5 Bradley Davies, 4 Alun Wyn Jones, 3 Dan Lydiate, 2 Sam Warburton, 1 Ryan Jones
In panchina: 16 Richard Hibbard, 17 John Yapp, 18 Jonathan Thomas, 19 Josh Turnbull, 20 Tavis Knoyle, 21 Stephen Jones, 22 Rhys Priestland

 

Irlanda-Francia
Domenica 13 febbraio, Aviva Stadium, Dublino

Irlanda
15 Luke Fitzgerald, 14 Fergus McFadden, 13 Brian O’Driscoll (cap), 12 Gordon D’Arcy, 11 Keith Earls, 10 Jonathan Sexton, 9 Tomas O’Leary, 8 Jamie Heaslip, 7 David Wallace, 6 Sean O’Brien, 5 Paul O’Connell, 4 Donncha O’Callaghan, 3 Mike Ross, 2 Rory Best, 1 Cian Healy
In panchina: 16 Sean Cronin, 17 Tom Court, 18 Leo Cullen, 19 Denis Leamy, 20 Eoin Reddan, 21 Ronan O’Gara, 22 Paddy Wallace

Francia
15 Clément Poitrenaud, 14 Yoann Huget, 13 Aurélien Rougerie, 12 Damien Traille, 11 Maxime Médard, 10 François Trinh-Duc, 9 Morgan Parra, 8 Imanol Harinordoquy, 7 Julien Bonnaire, 6 Thierry Dusautoir (c), 5 Lionel Nallet, 4 Julien Pierre, 3 Nicolas Mas, 2 William Servat, 1 Thomas Domingo
In panchina: 16 Guilhem Guirado, 17 Sylvain Marconnet, 18 Jerome Thion, 19 Sébastien Chabal, 20 Dimitri Yachvili, 21 Yannick Jauzion, 22 Vincent Clerc

Classifica
Inghilterra 2
Irlanda 2
Francia 2
Italia 0
Galles 0
Scozia 0

 

 

Inghilterra-Italia e l’avvertimento di Cole

Pasquale Gordano per Giornalettismo

Il ventitreenne pilone dei Leicester Tigers è sicuro di impensierire la mischia italiana. Intanto cambiano le formazioni a poche ore dall’inizio. Per l’Italia dentro Semenzato, per l’Inghilterra debutterà un italoamericano

“Sabato scorso la mischia italiana si è divertita a giocare contro l’Irlanda, ma a Twickenham sarà tutta un’altra cosa”. Potremmo sintetizzare in questa maniera il pensiero di Dan Cole, 23 anni, professione pilone della nazionale inglese che tra poche ore ingaggerà in mischia contro il pacchetto italiano.

COLE SFIDA CASTRO – Gli italiani sono molto rispettati quando si parla di mischia e al momento il pacchetto azzurro è tra i più forti al Mondo. Ne è consapevole il giovane pilone diLeicester, che ha debuttato proprio contro l’Italia lo scorso anno al Flaminio: “Gli italiani sono felici quando giocano per molto tempo in mischia- ha detto Cole al sito ufficiale della RFU, la federazione inglese – Ti lavorano ai fianchi e lentamente ti distruggono. Sono insieme ai francesi a livelli altissimi. Forse le mischie migliori di tutto il 6 Nazioni.” Sul volto di Cole, però, compare un sorriso quando pensa che tra poche ore giocherà contro l’Italia: “La mia preoccupazione numero uno saranno le mischie. Non posso permettermi di sbagliare nessun ingaggio. Mi fa stare tranquillo avere alle mie spalle una linea dei trequarti molto in palla e che di sicuro farà bene.”
Sul prato londinese di Twickenham Dan Cole ritroverà il suo compagno di squadra a Leicester,Martin Castrogiovanni. I due si conoscono molto bene dato che l’inglese è la riserva dell’italiano e in settimana non hanno perso tempo per stuzzicarsi a distanza alla maniera divertita dell’italo argentino di Paranà. “Ha 23 anni ed è molto maturo, ma sembra che ne abbia almeno 45 dato che ha perso tutti i capelli” ha detto Castro, “Da Martin non mi aspetto smancerie, ma un pranzo gratis nel suo ristorante” ha risposto sorridendo Cole. I due, insomma, non vogliono interpretare la sfida di sabato come un fatto personale, ma entrambi sono consapevoli che sabato pomeriggio andrà in scena uno scontro tra titani.

SEMENZATO DAL PRIMO MINUTO – Esordio ufficiale per il ventiquattrenne mediano di mischia del Benetton RugbyFabio Semenzato, chiamato a prendere il posto di Pablo Canavosio nella formazione titolare della Nazionale Italiana Rugby che scenderà in campo tra poche ore a Twickenham per la seconda giornata dell’RBS 6 Nazioni 2011. “Pablo ci ha informati di avvertire ancora un affaticamento generale – ha dichiarato il manager della squadra nazionale Luigi Troiani – e di non sentirsi disponibile ad un possibile utilizzo di ottanta minuti. Lo staff tecnico ha quindi convenuto di schierare Semenzato dal primo minuto, e di utilizzare eventualmente Canavosio nel corso del match”. Intanto Sergio Parisse, capitano Italia, dopo il consueto Captain’s run si è detto certo che la sua squadra farà bene: “Vogliamo vincere ogni scontro fisico, dominare in ogni situazione di gioco come squadra. Le sconfitte onorevoli sono per squadre mediocri, noi non vogliamo essere una squadra mediocre”.

UN ITALOAMERICANO PER GLI INGLESI – Formazione rimaneggiata in corso d’opera anche per gli inglesi, costretti a sostituire l’esperto pilone sinistro Andrew Sheridan con il giovane Alex Corbisiero a causa di un dolore alla schiena del primo. Particolare non di poco conto è che Corbisiero ha chiare origini italiane. Nato a New York da padre italiano e madre inglese, ma cresciuto a Wimbledon, Alex Corbisiero, giovane pilone dei London Irish, farà domani il suo debutto da titolare nella nazionale di sua Maestà proprio contro la nazionale di un ramo della sua famiglia. “Sogno di segnare contro l’Italia, quel Paese fa parte delle mie origini — ha detto l’italoamericano, ma inglese a tutti gli effetti — A fine partita scambierò la maglia con un azzurro, per poterla dare a mio nonno.”

“Il” Twickenham di Marco Pastonesi

Dal blog di Marco Pastonesi, Pane e Gazzetta

Londra, Twickenham, la vigilia di Inghilterra-Italia, del Sei Nazioni, di una giornata di rugby, del rugby. E’ grande, enorme, immenso, esagerato. E ogni volta mi sembra diverso. Colpa mia, merito suo, un po’ di tutti e due.

E’ il momento del “captain’s run”, l’allenamento condotto dal capitano, diventato con il passare degli anni e con il moltiplicare degli allenatori, il “team’s run”, l’allenamento della squadra, l’ultimo prima della partita, il primo sul campo di gara. Dentro, un una sgambata: riscaldamento, fondamentali, ripasso degli schemi, calci. Dentro e fuori, più fuori che dentro, un viavai di addetti ai lavori: operai, manovali, facchini.

“Twickers”, l’antica vaolaia, è una città nella città. C’è il World rugby museum, perché se fosse il museo dello stadio, o il museo del rugby londinese, o il museo del rugby inglese, sarebbe comunque troppo poco: questo è un museo mondiale. C’è il Ruck and maul bar, c’è lo Scrum bar. C’è la sede della federazione rugby inglese, la Union. C’è un albergo, un negozio di articoli rugbistici, un centro benessere. Poi furgoni di fish and chips, di hamburger e patatine, di birra, di tè e caffè, di cioccolata, di dolci. Poi i gazebo dove domani venderanno i programmi. Ci sono statue e monumenti, dentro e fuori. C’è un gigantesco manifesto – “proud of English rugby” -: la mano di un giocatore inglese stringe una rosa, e le spine gliela fanno sanguinare. Ma orgoglioso com’è, non si lamenta.

A un certo punto della giornata il cielo si squarcia e spunta il sole. Le tribune sono fradicie, umide, bagnate. I sedili, vuoti, rivelano il loro colore verde. Il campo è pesante, pesantemente verde. Specialisti lavorano per verniciare i simboli degli sponsor sul prato. Il prato è concimato da più di un secolo: a pioggia, a mete, a sudore, a mischie, qualche volta anche a lacrime, a placcaggi. Pioggia e tagliaerba, ecco il segreto, come a Wimbledon.

Nel tunnel da cui escono i giocatori ci sono gli spogliatoi dell’Inghilterra e dei suoi avversari, una stanza riservata alle donne, una agli uomini, e i bagni. Dopo una decina di minuti dall’inizio dell’allenamento, un convincente inglese ci guida fuori dallo stadio e ci propone di andare in uno spazio “relax”: bottigliette di acqua e tavoli, eventualmente per scrivere e spedire il pezzo.

Solidarietà: buon compleanno Olivia!

L’Associazione Olivia nasce intorno al progetto di bilinguismo Italiano/LIS (Lingua dei Segni Italiana) in corso presso l’Istituto Santini di Noventa Padovana. Un progetto che introduce la LINGUA DEI SEGNI nel contesto educativo quotidiano assicurando ai bambini sordi di acquisirla al più presto in un ambiente scolastico comune e garantendo il massimo dell’integrazione e dell’apprendimento curriculare attraverso il supporto continuativo di figure esperte in LIS.
Un’associazione che ha per testimonial e attivo sostenitore anche Martin Castrogiovanni. Bene, Olivia compie un anno: tanti auguri e una lunghissima vita!