Currie Cup: i risultati dell’ultimo turno, la composizione delle semifinali

Risultati 14a giornata
Blue Bulls – Leopards 92-21
Cheetahs – Griquas 49-39
Western Province – Pumas 43-18
Sharks – Lions 53-9

Classifica
Lions 50, Sharks 49, Cheetahs 47, Western Province 41, Blue Bulls 40, Griquas 36, Pumas 15, Leopards 5.

Semifinali (sabato 22 ottobre)
Lions – Western Province
Sharks – Cheetahs

Uenuku – Bryce Lawrence, il fischietto più fischiato del mondiale

di Stefania Mattana

In qualunque sport, è brutto dare del cornuto all’arbitro. La delusione per una partita segnata dall’arbitraggio, però, non si può nascondere né frenare, e spesso la rabbia e il disappunto esplodono in modi diversi.

Nello specifico, stiamo parlando del quarto di finale tra Springboks e Wallabies, vinto da questi ultimi, segnato in buona parte dalle decisioni largamente opinabili di un pessimo Bryce Lawrence. Abbiamo trovato online un mesto articolo di Brendon Nel, giornalista di rugby da 15 anni che espone con rammarico il punto di vista sudafricano del post partita. Perché d’altronde, agli australiani tutto sommato è andata bene, nonostante l’arbitraggio.

Nel ci prova in tutti i modi, a pensare da giornalista e non da tifoso, con imparzialità ed equilibrio. La sua nazionale è campione del mondo uscente, si sentivano carichi e tanto preparati al match quanto poco a una sconfitta così condizionata dal direttore di gara. Nonostante i buoni sprazzi Aussie, gli Springboks hanno dominato la partita su molti fronti, tranne che sul tabellino del punteggio. Ma forse sono solo i sudafricani ad aver visto una conduzione arbitrale esagerata?

Eppure, in giro, gli si avvicina un sacco di gente a dimostrargli solidarietà. In sala stampa arriva un gallese che gli fa quasi le condoglianze, tra pacche sulle spalle e constatazioni sul fatto che niente avrebbero potuto gli Springboks davanti all’implacabile fischietto di Lawrence. Un collega francese si aggiunge poi al quadretto, sottolineando come la vittoria sudafricana sia stata distrutta dall’arbitro.

In giro per la città Nel riceve addirittura la solidarietà di un australiano e di qualche neozelandese: il primo confessa che secondo lui i Wallabies non meritavano di vincere, i secondi chiedeno pubblicamente scusa, specificando che non tutti i kiwi sono come Bryce Lawrence. “In realtà ha usato qualche parola diversa, ma questo è un sito per famiglie”, specifica Nel sul suo articolo.

Malgrado ammetta comunque il buon gioco Aussie, l’amarezza di Nel è tangibile, così come avvelenati rimangono i tifosi Bok nei confronti di Lawrence, tanto da aver preparato una petizione online indirizzata alla IRB. Oggetto della raccolta di firme è la proposta di radiarlo da ogni tipo di conduzione di gara ovale, a qualunque livello. La pagina su Facebook ha raggiunto quasi i 46 mila utenti, ricevendo ad ogni input centinaia di commenti e approvazioni.

Creare un movimento su Facebook non è certo garanzia di successo di una iniziativa, ma questo manipolo sempre crescente di anti-Lawrence ha dalla sua parte una gran fetta di ragione e la caratteristica virale del social network. D’altronde, però, la storia recente ci ha insegnato che Facebook può essere un’arma vincente per i grandi movimenti pieni di rabbia (e di ragione), per cui, caro Bryce, forse sarà meglio che tu dorma con il fischietto sotto il cuscino. Che non si sa mai.

De Villiers ancora ct Springboks. Almeno fino a fine anno

Lui le dimissioni le ha rassegnate a poche ore dal ko nei quarti di finale contro l’Australia, quello che ha messo alla porta anzitempo i campioni del mondo uscenti. Le parole sembravano chiare: “Il mio viaggio è finito”. Arrivato però a Johannesburg (migliaia di tifosi ad attendere la squadra, nonostante l’eliminazione) il ct sudafricano Peter De Villiers ha fatto un discreto passo indietro: “Non mi sono dimesso, ho solo detto che la mia strada è finita. Ho firmato un contratto per 4 anni e ora quel tempo è quasi finito, ma quel giorno prima o poi sarebbe arrivato”. Poi la frase che nessuno si aspettava, forse nemmeno da un personaggio bizzarro come De Villiers: “Sarebbe quindi stupido da parte mia non rispettare quel contratto. Che finisce a dicembre, a fine anno”.
Improbabile però che la federazione sudafricana inizi un braccio di ferro per due mesi – senza gare – di contratto. Intanto per la successione la stampa di Johannesburg fa i nomi di Rassie Erasmus, Allister Coetzee e Gert Smal.

4 quarti di finale, 4 infografiche per raccontarli

da ruggerblogger

 

Currie Cup: la situazione a un turno dai play-off

I risultati della 13a giornata
Pumas – Cheetahs 23-29
Leopards – Sharks 14-41
Lions – Western Province 42-25
Griquas – Bulls 48-44

Classifica
Lions 50, Sharks 43, Cheetahs 42; Western Province 36, Blue Bulls, Griquas 35, Pumas 15, Leopards 5

Cheetas, Lions e Sharks e Cheetahs sono già in semifinale. Rimangono in corsa per l’ultimo biglietto Blue Bulls, Griquas e Western Province