Celtic, la situazione dopo 13 turni

Questo l’ho scritto per il sito web di radio R101

Non è successo nulla, ma qualcosa è cambiato. La giornata numero 13 della Celtic League non regala grandi sorprese, ma certifica in maniera ormai piuttosto netta (e definitiva?) quali sono le squadre che possono sperare di giocarsi i play-off e quelle che invece li dovranno vedere in tv.
Vincono Munster, Leinster, Scarlets e Dragons, tutte con scarti davvero minimi. La sorpresa poteva essere rappresentata dalla vittoria degli Aironi a Cardiff, ma quel risultato è stato solo sfiorato.
Ecco come sono andate le gare e la classifica del torneo:

Newport Dragons – Connacht 17-16
Ulster – Benetton Treviso 32-13
Cardiff Blues – Aironi 24-13
Leinster – Ospreys 15-10
Edimburgo – Scarlets 16-21
Munster – Glasgow Warriors 22-20

Celtic League – Classifica
Munster 49, Scarlets 40, Leinster 39, Cardiff 37, Ospreys 35, Ulster 33, Edimburgh 28, Treviso 24, Newport 22, Glasgow 21, Connacht 17, Aironi 4

Ulster-Benetton: la bellissima meta di Pienaar (e gli altri highlights)

In questo video la meta del sudafricano dell’Uster. Gli altri highlights della gara vinta dagli irlandesi per 32 a 13 li trovate qui

Benetton, il mea culpa di Franco Smith

Ennio Grosso su Il Gazzettino in edicola oggi

Dopo due vittorie consecutive contro gli Aironi, il Benetton si è fermato a Belfast, abbandonando ogni speranza di successo già dopo i primi 40′. All’Ulster, infatti, è bastato un tempo per conquistare l’intera posta e pure il punto supplementare; il parziale di 32-6 col quale si è chiusa la prima frazione è piuttosto eloquente. Per Treviso appena due piazzati di De Waal contro 4 mete irlandesi. A parziale soddisfazione dei biancoverdi il risultato del secondo tempo, chiuso sul 7-0 per il XV di Franco Smith grazie alla meta in sfondamento di Padrò. Nel finale il Tmo ha negato anche una meta a Sbaraglini che ai più sembrava fatta. Bisogna comunque riconoscere che l’Ulster aveva archiviato la pratica dopo i primi 40′. Con la segnatura di Padrò il Benetton ha anche sfatato una tradizione negativa in fatto di mete a Belfast: quella di ieri sera è stata infatti l’unica in 3 gare giocate al Ravenhill Stadium. «Purtroppo nel primo tempo abbiamo commesso troppi errori individuali -ammette Franco Smith- non abbiamo placcato come avremmo dovuto e abbiamo perso tanti palloni. Almeno 3 delle 4 mete irlandesi sono venute da nostri errori». Il passivo dei primi 40′ ha fatto temere il peggio. «In effetti il parziale ci stava penalizzando parecchio, sarebbe bastato poco per chiudere la sfida con un punteggio pesante, invece la mia squadra ha dimostrato carattere, i ragazzi non si sono scoraggiati e sono entrati in campo nel secondo tempo con tanta voglia di recuperare». Nella ripresa, infatti, un po’ vi siete rialzati. «Nel secondo tempo la situazione è cambiata, ci siamo installati nella metà campo dell’Ulster, abbiamo segnato quasi subito la meta con Padrò, poi abbiamo avuto almeno altre 3-4 occasioni per poter replicare. Il Tmo, inoltre, non ci ha concesso una meta che sembrava valida: un bel duetto tra Vilk e Sbaraglini, con quest’ultimo che ha schiacciato, ma la segnatura non è stata convalidata. Una partita che magari con un po’ più di fortuna poteva chiudersi con un risultato diverso: nella ripresa abbiamo concluso sul 7-0 ma poteva anche essere un 21-0 a nostro favore». L’accoppiata De Waal-Burton, due piedi pensanti in campo contemporaneamente? «Sono molto contento della prestazione di De Waal, terreno e palla erano bagnati, quindi avevamo bisogno di giocare soprattutto al piede: ha gestito molto bene il gioco e tenuto bene il campo, ha fatto vedere di che pasta sia fatto e sono felice per come si è comportato. Per quanto riguarda Burton, probabilmente ha c

Aironi: quando un ko regala soddisfazioni e certezze

Da La Gazzetta di Mantova di oggi

«Per la prima volta abbiamo giocato alla pari e per vincere fuori casa». E’ palpabile la soddisfazione di Andrea Moretti poco dopo il termine dell’incontro. Certo, alla fine, in termini spiccioli, non resta niente: un’altra sconfitta e nemmeno un punto di bonus. Ma è una sconfitta molto diversa dagli altri ko in trasferta. «Dal primo all’ultimo, i ragazzi hanno fatto una grande partita — riprende il tecnico degli avanti —. Con la mentalità giusta, confermando che siamo sulla strada giusta. E seun paio di calci piazzati di Laharrague fossero entrati nel primo tempo, forse avremmo avuto un’altra partita. Poi sul 16-15 l’arbitro non se l’è sentita di mostrare il ‘giallo’ a Martyn Williams: in quel momento la gara poteva girare». Un cartellino giallo è stato invece mostrato ad Ongaro alla fine del primo tempo e sull’azione successiva i Blues sono passati per la seconda volta: «Un’infrazione su un drive che ci poteva stare. Ma abbiamo comunque sempre retto bene il confronto, giocando alla pari con gli avanti, soprattutto in mischia chiusa. Anche in difesa abbiamo fatto una grande gara». Buono, a parere di Moretti, il ritorno in campo dell’ala Kaine Robertson dopo molti mesi di assenza dal campo: «Considerando che era all’esordio, devo dire che ha fatto una buona gara, sia in difesa che in attacco. Non ha avuto molte palle a disposizione in fase offensiva, ma le poche che ha avuto le ha giocate bene, soprattutto usando il piede». Un rientro importante per l’attacco degli Aironi che si farà sentire in futuro. Ed ora la franchigia lombardo-emiliana è attesa alle due sfide conclusive di Heineken cup. Sabato prossimo ancora una trasferta a Bath, in Inghilterra. Sabato 22 gennaio la chiusura allo stadio Zaffanella di Viadana contro gli irlandesi dell’Ulster che giusto ieri sera hanno chiuso la pratica Benetton già nel primo tempo con quattro mete.

Se i leoni si dimenticano di essere tali

L’analisi di Solorugby su Ulster-Benetton

Passati i Re Magi, ecco il turno dei Cavalieri dell’Apocalisse. Hanno la maglia bianca e rossa dell’Ulster sulle spalle e consegnano alla Benetton Treviso un passivo severo ma forse – almeno per quanto visto dal 41′ in poi – eccessivo. Ulster 32, Treviso 13 in un match che comunque è tale per 20′ appena. Prima cioè che a Belfast aprano la macelleria…
Poca eleganza, tanta sostanza. Pioggia e freddo becco, difficile aspettarsi rugby champagne al Ravenhill. I primi punti, apriti cielo, sono di Treviso: un paio di capocciate in mischia chiusa, un altro paio di fasi mandando in avanscoperta la bella (ma sterile) terza linea ed ecco il fuorigioco che De Waal tramuta in 0-3. Pochi minuti e l’Ulster risponde con la stessa moneta e Humphreys fa 3-3.
Al quarto d’ora le prime cattive notizie: Trimble trova una voragine tra i centri e nell’iperspazio serve Wallace che consegna a Pienaar una palla da corsa per segnare alla sinistra dei pali.
Nella mediana veneta si sente la mancanza di Botes. Tuttavia, alla seconda capatina nella metà campo irlandese, c’è anche il secondo calcio di De Waal. Un’inezia per tenere a freno un Ulster affamato di punti. Pienaar sembra un martello pneumatico imponendo un ritmo frenetico e costringendo i suoi uomini veloci a guadagnarsi la paga con la Benetton – appena un rumore di fondo – a corrergli dietro. Il tracollo si materializza in appena dieci minuti. Humphreys ne mette tre da centrocampo, Spence segna una meta che è il frutto di una spaventosa folata biancorossa e di un numero di cabaret della retroguardia ospite; D’Arcy ne firma un’altra finalizzando il festival del riciclo; Best infine guadagna la linea assieme ai propri compagni di reparto accartocciando il pack avversario. Bonus e 32-6.
Quaranta minuti a predicare rugby bastano a Pienaar, che dopo l’intervallo rimane negli spogliatoi. Smith, da par suo, toglie dal campo il fratello gemello di Benvenuti e sceglie la solidità di Garcia tra i centri. La buona notizia è che Treviso è ancora vivo e con la meta di Padrò lo dimostra.
Un lampo nel cielo buio, visto che l’Ulster non è certo stanco né appagato dal bonus. Pressione e pericolo costante dunque nei 40 metri trevigiani. Anche un break a 200 all’ora del pilone Court per mettere in agitazione una squadra scossa. Eppure non certo morta. E le forze fresche in mischia – Minto per Vosawai più la prima linea in blocco – portano i veneti a farsi nuovamente pericolosi. Peccato soltanto che il tutto si riveli l’occasione per l’Ulster di mostrarsi impeccabile anche in difesa. E dove non arrivano i padroni di casa, al 73′ arriva il tmo a negare a Semenzato la gioia per una meta di potenza su splendido off load di Sbaraglini.
I nomi e i curricula degli irlandesi alla vigilia parlavano da soli. Dalle parole, i Cavalieri dell’Apocalisse sono passati ai fatti e la sesta sconfitta trevigiana è arrivata in quei dieci terrificanti minuti.

ULSTER – BENETTON TREVISO 32-13 (32-6)
Ulster: 15 Adam D’Arcy; 14 Andrew Trimble (20′ s.t. McIlwaine), 13 Nevin Spence (32′ s.t. Whitten), 12 Paddy Wallace, 11 Simon Danielli; 10 Ian Humphreys, 9 Ruan Pienaar (1′ s.t. Marshall); 8 Pedrie Wannenburg, 7 Willie Faloon (7′ s.t. Ferris), 6 Chris Henry; 5 Tim Barker (7′ s.t. Tuohy), 4 Johann Muller; 3 BJ Botha (24′ s.t. Declan Fitzpatrick), 2 Rory Best (c) (32′ s.t. Brady), 1 Tom Court (32′ s.t. Young).
Treviso: 15 Kristopher Burton; 14 Ludovico Nitoglia, 13 Tommaso Benvenuti (5′ s.t. Garcia), 12 Alberto Sgarbi, 11 Andrew Vilk; 10 Willem De Waal, 9 Fabio Semenzato; 8 Manoa Vosawai (5′ s.t. Minto), 7 Alessandro Zanni, 6 Marco Filippucci (24′ s.t. Derbyshire); 5 Corniel Van Zyl, 4 Gonzalo Padrò; 3 Lorenzo Cittadini (17′ s.t. Allori), 2 Leonardo Ghiraldini (17′ s.t. Sbaraglini), 1 Ignacio Fernandez Rouyet (17′ s.t. Di Santo).
Arbitro: Leighton Hodges (Galles)
Marcatori: 5′ c.p. De Waal (0-3), 9′ c.p. Humphreys (3-3), 12′ m. Pienaar tr. Humphreys (10-3), 19′ c.p. De Waal (10-6), 23′ c.p. Humphreys (13-6), 25′ m. Spence tr. Humphreys (20-6), 29′ m. D’Arcy tr. Humphreys (27-6), 35′ m. Best (32-6); s.t.: 9′ m. Padrò tr. De Waal (32-13).
Calci: De Waal 3/3, Humphreys 5/6