Mal d’Europa per le squadre “celtiche”

Da La Voce di Mantova

L’eliminazione di Munster all’ennesimo flop europeo fa parecchio discutere proprio perché si tratta del declino di una delle squadre che per anni hanno dominato le competizioni europee. Senza un ricambio generazionale adeguato, vuoi per politiche di mercato sbagliate, vuoi per un vivaio che ha sfornato pochi elementi all’altezza, Munster ha anzitempo abbandonato la corsa in Heineken Cup con la sconfitta rimediata dal Tolone, che, viceversa, si sta delineando come una delle squadre emergenti del vecchio continente. Munster è solo la punta di un iceberg, poiché a 80′ minuti dalla conclusione del primo turno di Heineken Cup e di Challenge Cup solamente tre squadre partecipanti alla Celtic League sono ancora in corsa per un posto negli ottavi di finale. I prossimi avversari degli Aironi in Magners, il Leinster, è l’unica ad aver già in tasca la qualificazione, anche se manca ancora la matematica. In corsa, invece, ci sono ancora Ulster, che sabato si giocherà il tutto per tutto allo Zaffanella contro gli Aironi, in lotta con Biarritz, quest’ultimo però favorito da una migliore classifica negli scontri diretti. Una vittoria a Viadana potrebbe quindi non bastare. Messi decisamente peggio gli Scarlets, che andranno a giocarsi il tutto per tutto nella tana del Perpignan, avanti di due punti in classifica ed appaiato ai Leicester Tigers di scena contro la Benetton. Tutte eliminate più o meno da tempo le altre squadra del campionato celtico, comprese le due (Connacht e Glasgow) che partecipano alla Challenge Cup. Insomma, se le italiane in Celtic stanno segnando il passo, il resto del gruppo in Europa sta facendo lo stesso. La morale di questa storia è che il rugby italiano è ancora lontano anni luce dall’ elite continentale. E c’è il Sei Nazioni alle port

La vera Celtic? E’ al “Battaglini”…

Un editoriale-provocazione (ma fino a quanto?) pubblicato ieri su Il Resto del Carlino – Rovigo a firma di Andrea Nalio. Di parte? Assolutamente. Come forse è giusto che sia

È UN RITORNELLO che ricorre ormai troppo spesso negli ultimi mesi del rugby italiano ed a forza di sentir^ lo sembra quasi avere convinto. «È un campionato scadente…non spettacolare.. .un tricolore sbiadito…». Affermazioni certo legittime, supportate da immagini di sfide tecnicamente noiose e dal basso tasso di meraviglia. Ma sabato pomeriggio, in controtendenza rispetto alle convinzioni generali (alla lunga anche noiose), Rovigo (soprattutto) e Crociati, hanno regalato emozioni alimentate da un pubblico mai così numeroso quest’anno. Le urla che hanno accompagnato in meta Pace, gli applausi riservati a Van Niekerk, l’ovazione tributata ai bersaglieri al termine della gara. Segnali di euforia da parte di una città che, Celtic o meno, trova sempre nei colori rossoblu un motivo di orgoglio e felicità, palesati entrambi quand’è il momento di incitare la squadra (in casa od in trasferta). Chi se ne frega di chi ha deciso di andare in Irlanda a giocare, la logica vuole un campionato nazionale circoscritto ai confini geografici di un Paese. Padova, Prato, Roma, i rossoblu hanno chiarito a tutti le gerarchie di un torneo che li vede nuovamente e meritatamente in testa. Ed anche nello spogliatoio rossoblu, lo stato d’animo è di quelli che accompagnano ai momenti speciali, tant’è la convinzione della forza del gruppo. «Saltavo di gioia, non riuscivo a trattenere il sorriso…», ha confessato Polla Roux al termine della gara stravinta con i Crociati, mentre teneva in braccio suo figlio Leo. Non fosse stato per la diversa stazza, a stento avremmo capito chi era il bambino…

Cardiff è alle spalle, ma gli Aironi meritavano di più

Dall’ufficio stampa degli Aironi

La sconfitta di Cardiff è ormai passata agli archivi, ma le tante note positive mostrate dai Montepaschi Aironi in casa dei Bleus rimangono. Anzi, da quelle vuole ripartire la squadra per proseguire nel proprio cammino sabato prossimo a Bath (ore 15,30 italiane) nel quinto turno di Heineken Cup.

Tra le buone notizie arrivate dall’ultima trasferta gallese c’è anche la conferma su ottimi livelli di Joshua Furno, uno dei diversi giovani che si stanno ritagliando spazio nella stagione dei Montepaschi Aironi: “Tornare da Cardiff almeno con un punto sarebbe stato meglio – ammette la seconda linea classe ’89 -. Penso però che abbiamo fatto una buonissima partita, soprattutto nei primi 60 minuti. Poi anche un po’ di sfortuna nei calci mancati, ma la squadra ha giocato molto bene, era compatta. E’ stata una trasferta positiva”.

Molto buono, in particolare, è stato il gioco degli avanti: la mischia ordinata dopo le difficoltà dei primi minuti ha preso le misure agli avversari e guadagnato anche punizioni fondamentali per marcare punti sul tabellone, così come la touche ha aiutato la squadra a conquistare il possesso e a lanciare il gioco. “Siamo andati molto bene in tutte le fasi di gioco statico, sia in mischia che in touche, dove abbiamo preso tutti i nostri palloni. Personalmente mi sono divertito, è stata una bella partita. Siccome non ho ancora il ritmo, dopo un’ora ero stanco, ma ho cercato di dare il massimo”.

Allenarsi e giocare con Quintin Geldenhuys, Marco Bortolami e Carlo Del Fava, in pratica la seconda linea della Nazionale azzurra degli ultimi anni, sta aiutando Furno in questa sua crescita: “Imparo sempre tanto da tutti loro, perché sono giocatori di esperienza. Sto cercando di ritagliarmi il mio spazio e spero di giocare ancora tanto. Per adesso la mia stagione è comunque molto positiva”.

A partire da sabato, quando i Montepaschi Aironi saranno a Bath: “A Bath non sarà facile, ma dobbiamo cercare di fare del nostro meglio come sempre. Loro sono molto forti, una squadra che al top della Premiership da diversi anni, e non sarà ovviamente facile”

Treviso guarda avanti: in Heneken dobbiamo ripartire dal secondo tempo con l’Ulster

Un articolo di Silvano Focarelli su La Tribuna di Treviso

Si sapeva che l’Ulster non era il Viadana. Che giocare come contro gli Aironi, pur battuti due volte, non sarebbe stato sufficiente per vincere a Belfast, forse nemmeno a far bella figura. E così è stato. Il Benetton venerdì a Ravenhill ha giocato due partite: una, pessima nel primo tempo, persa 32-6, incassando 4 mete (e sono 31 in 12 match, 2 e mezza a partita: un po’ troppe). L’altra, migliore, vinta 7-0 nella ripresa: ma a babbo abbondantemente
morto. «Abbiamo sbagliato l’approccio — sentenzia Fabio «Mozzarella» Semenzato,
mediano di mischia — poi ci siamo svegliati troppo tardi, mostrando comunque una
reazione d’orgoglio che ci ha permesso nel secondo tempo di giocare alla pari, se non
anche meglio di loro. Logico che a questi livelli sprecare un tempo significa compromettere
la partita».
Un Ulster costretto a zero punti in 40 minuti è un piccolo record al vostro attivo, per quanto avessero già centrato il bonus.
«Può essere che loro si fossero un po’ appagati, ma aggiungerei che la nostra voglia di reagire li ha pressati parecchio: abbiamo attaccato molto, magari concretizzando
poco rispetto a ciò che abbiamo prodotto, anche fisicamente, però abbiamo mantenuto
a lungo il pallone. Ci abbiamo veramente provato a segnare mete, fino allo scadere».
Il Tmo ha sentenziato che non eri riuscito a mettere giù quel pallone: com’è andata esattamente?
«Oddio, dovrei rivedere l’azione: io ero sicuro di averla schiacciata, anche i ragazzi
dicono che probabilmente ero riuscito a toccare, ma se non l’hanno data significa
evidentemente che non ci ero riuscito, come invece c’erano riusciti loro nel primo
tempo…»
A parte il vostro approccio, l’Ulster aveva addosso una gran voglia di farsi perdonare sconfitte in serie.
«Sì, anche noi dopo le 4 di fila avevamo tirato fuori tutto il nostro carattere contro
gli Aironi. Per l’Ulster era l’occasione giusta per rifarsi, il guaio è che nel primo tempo
abbiamo lasciato fare esattamente quel che volevano».
Dove dovete migliorare di più, Fabio?
«Dobbiamo capire che ogni minuto regalato non si recupera più. Se poi se ne regalano
40 arrivano 32 punti sul groppone. E recuperare diventa impossibile».
Sabato torna la Heineken, sarete a Monigo con Perpignan, poi il Leicester fuori: due test match.
«L’obiettivo della stagione era maturare come squadra: affrontiamo i campioni di
Francia ed Inghilterra. Ben figurare sarebbe gran cosa».

Una Celtic rosso scarlatta

Da Right Rugby, una bella analisi sul torneo celtico

Le vittorie che arrivano da partite complicate valgono il doppio, perché se da una parte sarebbe potuto andare peggio, dall’altra ribadiscono il concetto per cui per battere la vincente di turno, bisogna mettercela proprio tutta. E magari non basta. Il Munster è una di quelle formazioni che ha imparato l’arte e l’ha messa da parte. Ieri in quel di Cork ha superato per 22-20 i Warriors di Glasgow, aggiungendo altri quattro punti alla sua prima posizione, dove ormai da tempo guardano il resto del gruppo, prestando un occhio di riguardo agli Scarlets che tengono il passo, vincendo contro l’altra scozzese del gruppo, Edimburgo, per 21-16. La lettura della tredicesima giornata della Magners League passa inevitabilmente per di qui.
Gli irlandesi affidano i punti preziosi per il sorpasso finale sui Warriors al solito piede di Ronan O’Gara, che si presenta alla piazzola al 76′ con il risultato sul 20-19 per gli ospiti. L’indisciplina è una brutta gatta da pelare: un minuto prima l’estremo argentino degli scozzesi, Bernardo Stortoni, si fa ammonire per un deliberato in avanti nel tentativo di impedire alle furie rosse di andare a marcare una meta. Sono bastati i tre punti finali di O’Gara. Il primo tempo si chiude sul 10-3 dei Warriors, grazie alla meta firmata al 37′ dal mediano di mischia Colin Gregor, frutto della supremazia guerresca in mischia e nell’area del breakdown, che consente al Glasgow di gestire situazioni e possesso palla. Nell’occasione, Max Evans resiste all’urto dei placcaggi sui 22 irlandesi, riesce ad evitare anche l’intervento di Paul Warwick e serve il compagno di squadra che a quel punto ha la strada sgombra. Tre penalty ad inizio ripresa consento a O’Gara si portare avanti i suoi per il +2 e Munster ritrova energie nel confronto tra gli avanti. La meta dell’allungo arriva solo al 62′ con il flanker David Wallace, anche perché nei primi dieci minuti del secondo tempo Munster deve fare a meno di Keith Earls, ammonito pure lui. Ma che sia un match difficile da portare a casa lo fa presente al 65′ l’ala DTH van der Merwe, uno degli uomini sui quali possono fare affidamento gli scozzesi nei momenti difficili. Glasgow vende cara la pelle, sente l’odore della prima vittoria in trasferta della stagione, l’apertura Ruaridh Jackson va di drop e segna per il 20-19 a dieci dalla fine. Poi, come detto, ci pensa ancora O’Gara con la complicità di Stortoni.

Sanno gestire le complicazione anche gli Scarlets. Al Murrayfield chiudono la porta al ritorno di Edimburgo che accende gli ultimi cinque minuti di gara: è la prima volta che si impongono nella città che si affaccia sul Firth of Forth. Llanelli parte bene, andando vicina alla marcatura pesante, ma di fatto i primi 40 minuti si chiudono sul 6-6 con il confronto al piede tra Chris Paterson (23′ e 40′) e Rhys Priestland (12′, 20′). Poi l’estremo che ormai ben conosciamo, Morgan Stoddart, al 42′ va in meta, dopo essersene mangiata una nel finale della prima frazione. Al 62′ è il centro Jonathan Davies ad allungare sul 21-9 (ci sono anche i due punti di Priestland). Llanelli si affida ai cambi per far respirare alcune delle sue pedine importanti, Edimburgo preme sull’acceleratore e arriva la firma di Paterson che riapre le danze. Ma a quel punto, gli Scarlatti chiudono tutte le porte e non passa una mosca.

Detto delle prime due della classe, venerdì al Royal Dublin Society si è consumata la vendetta del Leinster sugli Ospreys che lo scorso maggio, in questo stadio, si aggiudicarono la Celtic. Stavolta finisce 15-10 per i padroni di casa. Teniamo a mente che i gallesi lasciano sul campo almeno quindici punti per gli errori al calcio dell’apertura Dan Biggar: quattro di questi arrivano nella ripresa, quando il momento si fa decisivo. Biggar converte l’unica meta di una partita magari non memorabile, ma che comunque lascia il segno – su quelli di Swansea che si vedono superati in classifica anche dai Cardiff Blues al quarto posto. La marcatura in questione giunge dopo il primo quarto d’ora, con un calcio di liberazione sotto pressione del mediano di mischia casalingo Eoin Reddan che viene intercettato dalla seconda linea avversaria Ian Evans e raccolto e depositato in area di meta dalla terza linea Justin Tipuric: si va negli spogliatoi sul 10-9 per i gallesi. Ma nella ripresa, Biggar fa cilecca, Jonathan Sexton invece no e dopo i tre calci della prima parte, ne mette altri due al 49′ e al 58′, rendendo omaggio ai suoi avanti che vanno “avanti” a cercarsi i falli per ribaltare la situazione.

Nel giorno della Befana si è giocato lo scontro della seconda parte della classifica tra  Dragons e Connacht. Vince Newport sul filo di lana per 17-16, grazie al calcio di Jason Tovey arrivato al 62′. La maggior parte delle emozioni si concentra nel primo tempo, con tre mete. Dopo soli 3 minuti è l’ala di casa Aled Brew a smuovere il tabellino, chiudendo un’azione cominciata proprio dall’iniziativa di Tovey (il giovane cresce). Troy Nathan firma la rimonta e il sorpasso (7-10) alla mezz’ora, lanciato in meta dal passaggio del centro Eoin Griffin. Ma al 35′ il centro gallese Tom Riley riapre nuovamente i giochi, dopo una combinazione tra l’estremo Will Harries e Brew. Primo tempo che si chiude sul 14-13 per i dragoni, poi non bastano i tre punti dell’estremo Ian Keatley al Connacht, che all’andata a settembre si era imposto per 40-17. I tempi cambiano per tutti.

In classifica, Munster guida con 49 punti, seguono gli Scarlets con 40, terzo posto al Leinster con 39 e quarto ai Cardiff Blues con 37. Gli Ospreys sono quinti con 35 punti, mentre l’Ulster vincendo sul Treviso conserva il sesto posto e si fa sotto, a quota 33. Edimburgo è settima con 28 punti, quattro in più di Treviso che con i suoi 24 si mantiene all’ottavo. I Dragons ora sono noni, con 22, mentre i Warriors scendono al decimo con 21 punti. Chiudono Connacht con 17 punti e gli Aironi con 4.