Elezioni FIR: in Lombardia serata di annunci, nervi e minacce

Il refrain sin dall’inizio della campagna elettorale è che “la Lombardia è compatta con Alfredo Gavazzi”. Ora, fino a quando non si conteranno i voti nelle urne la frase non può essere smentita, ma chi vive da queste parti (io scrivo da Milano) sa che le cose probabilmente non stanno esattamente così. Anzi.
Voci, rumors, dichiarazioni mai confermate dicevano da tempo che in realtà larga parte della regione guarda con malcelata simpatia agli altri due competitor: Gianni Amore e – in larghissima parte – Amerino Zatta.
Ieri sera si è avuta la riprova che la situazione in quella regione è molto diversa da quella dell’ultima tornata elettorale, quando Gavazzi incassò l’intero pacchetto di voti lombardo. Come racconta Duccio Fumero su Rugby 1823 a Milano si è infatti tenuta una riunione del comitato lombardo che definire agitata è poco.
A dar fuoco alle polveri, a fine serata, è stato l’annuncio di Giulio Donati e Sergio Carnovali di presentarsi come candidati lombardi per il Consiglio federale (il secondo in quota tecnici), appoggiando entrambi Amerino Zatta per la poltrona di presidente FIR. I due hanno fortissime possibilità di essere eletti e la cosa avrebbe fatto saltare i nervi a Gianluigi Vaccari, uomo-Calvisano e quindi vicinissimo a Gavazzi. Le voci riportate parlano di insulti e minacce plateali verso chi appoggerà Zatta “e il Veneto”.
Ovviamente a queste latitudini tutti ne parlano ma nessuno vuole metterci la faccia e confermare ufficialmente la “dinamica dei fatti”. Comprensibile. Quello che rimane è però la fotografia di un movimento più agitato e meno schierato di quanto per qualche mese non hanno raccontato le dichiarazioni dei contendenti. Che Alfredo Gavazzi rimane il grande favorito per la vittoria finale, ma che la sua (eventuale) elezione non sarà un plebiscito. E che probabilmente i giochi sono più aperti di quanto non si voglia far credere. Anche perché le voci che arrivano da altre regioni dicono che…

Spazio Elettorale – Dal Valsugana ai candidati: proposte e richieste dal basso

Il Valsugana Rugby Padova e il Valsugana Rugby Junior Padova sono elettoralmente (leggi “in termini numerici”) i club del Triveneto che insieme esprimono il maggior numero di voti. Hanno diffuso in maniera congiunta una lettera aperta in cui avanzano le loro richieste e proposte ai tre candidati in corsa alla poltrona di presidente FIR. Io ve la giro. Il Valsugana annuncerà ufficialmente nei prossimi giorni quale candidato potrà contare sul suo supporto.

Alcune proposte in vista delle elezioni federali
Le seguenti note costituiscono spunti di riflessione che due ASD – Valsugana Rugby Padova e Valsugana Rugby Junior Padova – intendono offrire al movimento rugbistico italiano in vista delle prossime elezioni federali, in programma il 15 settembre 2012. Le nostre riflessioni sono il risultato di un’attenta valutazione operata alla luce del progetto formativo che perseguiamo da tempo e che punta alla qualità. Sono aperte, ovviamente, al contributo di tutti coloro che operano con lo stesso obiettivo, cioè lo sviluppo del movimento di base.
– Pubblicazione tempestiva dei bilanci federali, consuntivi e preventivi, con spiegazione delle scelte effettuate per ogni singolo capitolo, come avviene per le altre Unions (es. RFU, FFR, IRFU ecc.).
– Chiarire la missione dei Comitati Regionali e ottimizzare la loro gestione finanziaria.
– Diversa distribuzione delle risorse federali, con maggiori contributi per il lavoro di qualità nel territorio (club), in modo da ampliare la base per successive selezioni. Sostegno tecnico e riconoscimento economico per il lavoro di qualità svolto nei  club, con monitoraggio basato su parametri oggettivi.
– Migliorare i contributi per l’impiantistica (campi, illuminazione, infrastrutture). Valutare gli obiettivi programmati e i finanziamenti previsti per premiare solo chi realizza effettivamente i progetti finanziati.
– Lasciare ai club tutta la formazione degli atleti fino all’Under 17, con risparmio di costi ed evitando così di escludere dai progetti federali i giocatori che, per varie ragioni, non entrano nelle attuali Accademie.
– Investire maggiormente nella formazione dei tecnici che operano nei club, con la supervisione dei Comitati Regionali.
– Più tecnici federali a disposizione dei club, con monitoraggio anche dell’attività di
minirugby.
– Organizzazione di scambi tecnici con realtà europee di alto livello, favorendo la partecipazione di tecnici dei club, oltre a quelli federali.
– Ripristino del campionato Under 18, per riempire il gap attuale fra Under 16 e Under 20. Ovvero Under 17 se, come auspichiamo, si ritorna alle categorie dispari.
– Favorire la creazione di GDA (gruppi di acquisto) a livello provinciale per l’acquisto di materiale tecnico.

APPENDICE TECNICA
– Stesura di un programma tecnico nazionale per il minirugby, con produzione di
materiale illustrativo da consegnare durante il primo momento agli aspiranti educatori, insieme ai principi e alle metodologie di allenamento da perseguire, e pubblicazione di questi contenuti su un sito web pubblico.
– Allineare l’organizzazione delle categorie giovanili agli standard dei paesi europei
rugbisticamente più avanzati (Under 7, 9, 11, 13, 15…).
– Valutare l’introduzione del parametro peso, oltre al parametro età, per la
suddivisione dei ragazzini nelle varie categorie.
– Introdurre il gioco al piede a partire dall’Under 9.
– Revisione dei calendari delle attività agonistiche giovanili, per sfruttare
maggiormente il periodo primaverile ed estivo, e inserire più lunghe pause nel periodo invernale (dicembre-febbraio). Durante l’inverno si potrebbero proporre ai club attività diversificate in palestra, scambi interdisciplinari con altri sport individuali o collettivi (nuoto, atletica, ginnastica, basket, pallamano, arti marziali ecc.), e momenti di formazione per educatori e dirigenti.
– Stesura di un piano per l’introduzione massiva del touch e del tag rugby nelle scuole primarie e secondarie di primo grado (elementari e medie), favorendo la nascita di squadre scolastiche sotto la supervisione della FIR e dei club.
– Favorire la diffusione del rugby seven (sport olimpico) con iniziative che coinvolgano le categorie a partire dall’Under 13.

VALSUGANA RUGBY PADOVA
VALSUGANA RUGBY JUNIOR PADOVA

Spazio Elettorale – Franco Ascantini e il problema della formazione

Franco Ascantini è uno dei grandi nomi del rugby italiano. Giocatore, allenatore, dirigente e mille altre cose. Avercene. Ascantini alle prossime elezioni federali si presenta come candidato a consigliere federale in quota tecnici, appoggiando la corsa a presidente di Gianni Amore. Mi ha scrito una lettera aperta che vi giro. Io intanto rinnovo l’invito a tutti i candidati di ogni schieramento: se volete parlare da questa piccola tribuna, non avete che da contattarmi.

Ciao Paolo come ho già scritto ritengo che il mio vecchio amico Dondi con cui ho lavorato come tecnico federale negli anni ottanta sicuramente ha fatto un ottimo lavoro nel rapporto con tutte le altre federazioni, con il mondo importante del rugby. Otttimo rapporto con il Coni grande capacità di rapportarsi con televisioni e sponsor tutto a grande vantaggio del nostro mondo.Basta pensare ai 70.000 spettatori all’OLIMPICO. In quella occasione io mi sono commosso ho pianto. Tutto questo è un dato di fatto indiscutibile e tutti dobiamo ringraziarlo. Il punto su cui ho avuto sempre da ridire è che in questi anni non si è mai pensato ha far crescere la scuola rugbystica italiana. Scusa il mio dire si è costruita una scuola tecnica di yes-man sempre pronti a modificare la loro convinzioine tecnica a seconda del tecnico straniero in arrivo. Manca completamente il lavoro di base . I tecnici regionali non collaborano con presenza costante in particolare con le piccole società. Usano solo il metro e la bilancia per segnalare dei giocatori giovani che poi finiscono nelle Accademie.
Mancano nelle società gli educatori che sappiano, rispettando i giovani nella loro evoluzione, arricchendoli di destrezza e di tecnica individuale e collettiva. QUESTO è IL VERO PROBLEMA CHE SI EVIDENZIA DRASTICAMENTE quando i nostri giovani grossi e forti competono a grosso livello.
Caro Paolo c’è anche un altro grande problema il numero dei giovani che giocano: pensa per poter fare il campionato giovanileUNDER 19 si devono far giocare insieme i 17/18/19 e 20 enni con tutti i problem evidenti tra un uomo e un ragazzo. Ci sarebbe tanto altro da dire che puoi trovare sui vari siti. Qeste sono le mie considerazioni di cui sono profondamente convinto e che ho sempre trasmesso.

Celtiche vs anglofrancesi: riparte la guerra dell’Heineken Cup. E le Zebre fanno da esempio

L’ascia di guerra non è stata sotterrata, ma solo messa per un po’ sotto il tappeto, pronta a essere di nuovo brandita. Il campo di battaglia è quello dell’Heineken Cup, dove i club inglesi e francesi non sono intenzionati a indietreggiare.
Le posizioni le conosciamo da tempo: Inghilterra e Francia lamentano una sorta di trattamento di favore per i club celtici, visto che 10 su 12 prendono parte d’ufficio (3 irlandesi, 3 gallesi, 2 scozzesi e 2 italiane) al massimo torneo continentale, mentre le società di Premiership e Top 14 devono conquistarsi la promozione sul campo. Tutto ciò si traduce alla fine anche in una minore competitività di queste ultime squadre, che devono giocarsi la stagione su più fronti. L’albo d’oro degli ultimi anni non fa che confermare in maniera oggettiva questa situazione.
Il Guardian ha pubblicato un dossier dove si rivela che club inglesi e francesi sono sempre più decisi a uscire dall’Heineken Cup dopo l’edizione 2013/2014 e dar vita a un proprio torneo. La loro minaccia – sempre più concreta – mira probabilmente a dare una smossa alla ERC, che – a loro dire – si sta muovendo in maniera troppo lenta.
Lo Chief executive della Premiership, Mark McCafferty, non usa giri di parole: “Sono due anni che diciamo che la situazione non è più sostenibile e che ce ne andremo se le cose non cambiano, ma le risposte dagli altri paesi o sono lente o tardano ad arrivare. Non sono in programma incontri o meeting fino alla fine di settembre. Il processo di qualificazione deve essere modificato e deve essere totalmente in base al merito. All’Heineken Cup dovrebbero partecipare le sei squadre migliori di ognuno dei tre tornei, il vincitore dell’edizione precedente e quello della Challenge Cup”.
Poi McCafferty fa un esempio tutto italiano: “Gli Aironi sono falliti e sono stati smantellati alla fine della scorsa stagione. Ora le Zebre potranno tranquillamente partecipare all’Heineken Cup. L’ERC deve capire che facciamo sul serio, che questa cosa va risolta e che così non si può più andare avanti”. Parole chiarissime e – ahimé per le squadre italiane – sensate.

Arbitri in ritiro: si prepara l’Eccellenza e si studiano le nuove regole

dall’ufficio stampa FIR

Vacanze finite per gli arbitri del Gruppo Nazionale 1, i 38 direttori di gara che dirigeranno gli incontri del Campionato Nazionale d’Eccellenza e della Serie “A1” ed “A2”: da oggi fino a domenica sono al Nevegal per il raduno pre campionato.

Non sarà una preparazione come le altre: l’RDO, Giulio De Santis, dovrà infatti preparare gli arbitri ad applicare le nuove regole iRB in vigore dal 1 settembre.

Ci sarà da faticare e sudare con i test atletici, ma sono previste anche molte lezioni in aula, con video esercitazioni ed analisi degli incontri della scorsa stagione sportiva.

Responsabile del Corso il Presidente della Commissione Nazionale Arbitri, Giampaolo Celon.

Sono previsti interventi, come relatori, da parte del Presidente della Commissione Tecnica Federale, prof. Francesco Ascione, del Presidente della Commissione Medica Federale, dott. Vincenzo Ieracitano, del componente dell’Ufficio del Giudice Sportivo Nazionale, avv. Achille Reali, per concludere con l’intervento del Referee Manager dell’ERC (il responsabile dei fischietti europei) Donal Courtney.