Elezioni FIR – I giocatori domandano, Gianni Amore risponde

Questa mattina ho pubblicato una lettera aperta che la GIRA – il nuovo sindacato dei giocatori – ha diffuso per fare alcune domande ai candidati FIR per la carica di presidente.
Il primo a rispondere è Gianni Amore. Ecco quello che scrive:

RISPOSTA ALLA 1º DOMANDA
Alle prime due domande si può rispondere solo sì e in aggiunta riaffermare la perplessità di essere arrivati alle elezioni senza aver pensato prima a queste difformità elettorali che penalizzano chi meglio degli altri incarna la figura del giocatore di rugby.
RISPOSTA ALLA 2º DOMANDA
Il problema di ricorrere a garanzie finanziarie, sempre più difficili da ottenere, secondo il mio punto di vista è un modo fittizio di affrontare un problema molto più grave che riconfermerebbe un atteggiamento coercitivo della FIR verso le società che è il momento di trasformare in una sana e sincera collaborazione.
Questa dovrà partire per prima dalla FIR, che dando un esempio di correttezza e trasparenza gestionale renderà pubblici i propri bilanci sul database federale, sul quale le stesse società avranno l’obbligo di rendere consultabili dalla FIR i propri, perché siano valutati in relazione alla stessa trasparenza e correttezza gestionale.
In questo contesto, ogni giocatore saprà che andrà a giocare in una società capace di gestire e rispettare gli impegni finanziari e per una FIR che amministra in modo corretto i fondi pubblici.
Altre soluzioni possono replicare situazioni come quelle di Aironi, dove le fideiussioni si sprecavano a parole, ma non nei fatti.
ll problema va affrontato correttamente fissando prima questi concetti:
– il professionismo in Italia, per il momento non può essere chiamato tale, come lo è in Francia o in Inghilterra perché il movimento è povero di seguito popolare e mediatico e quindi di sponsor e di risorse economiche autonome (non federali).
– o si accetta questa inesorabile realtà o si genereranno sempre situazioni analoghe a quelle descritte nella vostra lettera, frutto di enormi ipocrisie elettorali e non
– si deve quindi procedere ad una riforma del professionismo che lo trasformi da una caricatura a qualcosa di più serio e durevole.
Nella situazione attuale non è corretto fare facili promesse elettorali quando tutto il contesto non può consentire di andare per strade che non sono percorribili. Dobbiamo cioè chiamare le cose col loro nome e creare le condizioni perché un giovane che intenda e che abbia le qualità di “vivere di rugby” possa farlo diventare il proprio mestiere, iniziando come giocatore e rimanendo nell’ambito del mondo rugbystico, con il sostegno e l’aiuto della FIR.
Nella mia riforma del professionismo sono già allo studio delle forme di appartenenza professionale al rugby italiano che non ho inteso rendere pubbliche per la forte creatività e innovazione in esse contenute che avrebbero generato errate interpretazioni. Ho cioè già individuato una soluzione idonea a mantenere all’interno del movimento quelle forze preziose che invece di abbandonarlo per ragioni economiche, possano contribuire a renderlo sempre più forte con l’apporto della loro esperienza e capacità. Io non credo cioè al giocatore che in accademia diventa bravo giocatore e contemporaneamente commercialista, non farà bene né l’uno né l’altro.
Credo in una figura molto professionale che si occupa di rugby giocato e non.
– a questo punto mi devo sbilanciare in merito alle scelte libere di un giocatore.
E cioè se voglio rafforzare i campionati italiani devo disincentivare l’esodo dei giocatori all’estero, ma al tempo stesso, devo essere consapevole che la peggiore delle cose è quella di negare libertà alle persone e di non consentire loro di ottenere il massimo dalle proprie capacità che alimentano motivazione e impegno.
– la mia convinzione su questo punto delicato è che, se come primo obiettivo la FIR si porrà l’aumento dei giocatori, aumenterà di conseguenza il livello qualitativo degli stessi. Quando uno di questi è un fuoriclasse, i club italiani avranno il diritto e i mezzi per impedirgli di andare dove vuole? Io ritengo di no! E quindi se uno ci scappa all’estero, ce ne saranno altri dieci pronti a sostituirlo e intanto che quello diventa ancora più forte, intanto che resta italiano, rafforza la nazionale e favorisce lo scambio di esperienza di cui ogni paese ha bisogno…e tutto ciò non può far altro che rafforzare il movimento e di conseguenza i campionati. Ci sono forse altre Union che impediscono questo e che per questa ragione hanno campionati di basso livello?
– per concludere diciamo comunque che se ci sarà un maggior numero di giocatori di qualità italiani, ci sarà anche meno spazio per giocatori stranieri in fine carriera.
– perché il concetto di “vivere di rugby” sia perfettamente chiaro, ripeto che se il rugby diventa mestiere e non professione non si possono concepire cifre da professionisti superpagati, soprattutto se il soggetto rientra negli organi federali. Ciò però non deve precludere il libero agire di un mercato aperto, che consenta ad ognuno di accettare altre proposte. Proposte che lo sottraggono però ad una scelta più tranquilla come quella di un’ adozione federale di stampo più previdenziale e assicurativo che professionistico.
In pratica se un giocatore decide di andare in Francia, il rapporto con la FiR potrà essere solo di tipo professionale.
– Il tutto nella attesa di arrivare a raggiungere il livello delle altre nazioni, con una saggia progressione verso un vero professionismo che faccia tesoro dei problemi che hanno cominciato a colpire quegli stessi paesi e che per avere un esempio ancor più calzante, stanno facendo fare grosse retromarce al nostro calcio nazionale.
RISPOSTA ALLA 3º DOMANDA
Per rispondere all’ultima domanda, io ritengo che nel periodo di attività agonistica, un giocatore sia meno interessato ad occuparsi di una coscienza sindacale di quanto non lo possa essere verso fine carriera. Perché ciò che voi chiedete sia realizzabile, si deve saper fare bene il sindacalista e sapersi movere nella politica sportiva, sicuramente diversa da un campo di gioco.
Nel concetto di mestiere di rugbista, già presente nel mio programma e per il quale ho trovato condivisione di intenti con Roberto Pedrazzi, candidato consigliere per la mia squadra già attivo e sensibile riguardo questi problemi, sarà prevista l’evoluzione da giocatore a tecnico, a preparatore, a dirigente ed anche a sindacalista, perché se stanno bene i giocatori, stanno bene le società e tutto il movimento.

Gianni Amore

Elezioni FIR – Lettera aperta e domande di GIRA ai candidati presidenti

Ricevo da GIRA, la nuova associazione che tutela i giocatori e che raccoglie la quasi totalità degli atleti celtici e molti atleti d’Eccellenza, e pubblico

Egregi Signori, GIANNI AMORE – ALFREDO GAVAZZI – AMERINO ZATTA

Spettabili, CANDIDATI IN QUOTA-GIOCATORI

Oggetto: prossime elezioni Consiglio F.I.R. – Quesiti

G.I.R.A. – Giocatori d’Italia Rugby Associati vuole richiamare l’attenzione dei Candidati alla Presidenza della Federazione Italiana Rugby, e soprattutto dei Candidati al Consiglio Federale in quota-giocatori, circa alcune questioni di proprio interesse, sulle quali sarebbe lieta di avere espressa un’opinione.

(1) L’attuale sistema elettorale vincola, di fatto, il voto dei Giocatori alle sorti della Società di appartenenza. Infatti, se nell’anno delle elezioni un atleta dovesse militare in un team estero o in una franchigia italiana del RaboDirectPro12 o in una qualsiasi squadra in ritardo con il versamento delle quote di affiliazione/riaffiliazione/tesseramento, i rispettivi giocatori si vedrebbero precluso o limitato il voto.
La fattispecie del voto dei giocatori “celtici”, peraltro, neppure è presa in considerazione dallo Statuto, essendo forse “sfuggita” (…) al Commissario ad acta ed alla Giunta del CONI, che hanno operato gli ultimi aggiornamenti statutari. Gli stessi Giocatori, in verità, sono venuti a conoscenza della problematica da poco.
Puntualizzato che G.I.R.A. non sostiene o favorisce alcun Candidato, ma difende il diritto di voto di tutti Giocatori, sembra paradossale che i Rugbisti italiani più rappresentativi non possano scegliere i propri rappresentanti in Consiglio Federale.
Quesiti: i Candidati ritengono possibile e/o giusta una modifica statutaria che cambi l’attuale sistema elettorale, andando a riconoscere il diritto di voto anche ai giocatori italiani all’estero e a quelli “celtici”?
I Candidati ritengono possibile e/o giusta una modifica statutaria che riconosca il diritto di voto ai giocatori solamente in quanto tesserati FIR, a prescindere dalla situazione delle SSD/ASD di appartenenza?

(2) Negli ultimi anni troppo spesso i giocatori si sono trovati al cospetto di inadempimenti contrattuali o insoluti da parte delle proprie Società Sportive, con grave pregiudizio per loro e per le rispettive famiglie. Bisogna rammentare che gli atleti professionisti e semi-professionisti traggono la – esclusiva o prevalente – fonte di reddito dall’attività sportiva, e fanno conto su di essa per pagare mutui, affitti, etc.. Eppure, certi personaggi (che hanno condotto al fallimento talune Società Sportive o non hanno onorato i propri impegni) continuano a rivestire ruoli dirigenziali, magari sotto diversa denominazione societaria. Sebbene non trascurandosi l’attuale situazione economica, tale da rendere inimmaginabile l’imposizione di garanzie bancarie o assicurative gravose per le SSD/ASD, tuttavia si ritiene che così non si possa continuare.
Quesiti: i Candidati ritengono possibile e/o giusto che ad una (doverosa) valutazione economica/finanziaria/patrimoniale delle Società che chiedano l’iscrizione ai Campionati (nazionali ed internazionali), debba accompagnarsi anche la prestazione di garanzie, fideiussorie o di altro tipo, atte a garantire il rispetto integrale degli impegni finanziari assunti nei confronti dei giocatori?
I Candidati ritengono possibile e/o giusto che si restringano i “limiti” alle iscrizioni ai campionati di Squadre che non abbiano rimediato precedenti inadempimenti contrattuali o insoluti? Lo stesso discorso può valere anche per Squadre nuove o subentranti ad altre cadute in dissesto?

(3) Secondo G.I.R.A. ogni componente del movimento rugbistico deve avere voce e partecipazione nelle fasi decisionali, al fine di raggiungere un contemperamento tra gli interessi imprenditoriali delle Società Sportive, professionali dei Giocatori, sociali economici ed istituzionali delle realtà territoriali. In particolare, stanno molto a cuore gli aspetti della tutela della salute e connesse questioni assicurative, della libera circolazione e dell’autodeterminazione nelle scelte che incidono sulla propria carriera, delle formazione sportivo-professionale dei giovani rugbisti. Ad oggi, per esempio, andrebbe fortemente tutelato il diritto dei Giocatori di riunirsi in assemblea, magari non rimettendo il potere di convocazione in capo ai Presidenti (a tal proposito si esprime preoccupazione perché alcuni Presidenti pare non abbiano convocato l’assemblea dei Giocatori per l’elezione del delegato).
Quesiti: i Candidati ritengono possibile e/o giusto strutturare delle forme di confronto ed interazione dirette e continuative tra Ordinamento Federale, Società Sportive e Giocatori? Quali sono le proposte in tal senso per quanto riguarda in particolare il coinvolgimento degli atleti?
I Candidati ritengono possibile e/o giusto che la Federazione contribuisca alla formazione professionale dei Giocatori anche in termini di coinvolgimento in attività, corsi, commissioni, di natura tecnico-sportiva?

Elezioni FIR – Una terza linea (neroverde) in Consiglio Federale?

Da Il Centro oggi in edicola

Il rugby potrebbe tornare ad avere un rappresentante aquilano. Tra i candidati che l’assemblea, convocata per sabato 15 settembre a Roma, sarà chiamata a scegliere figura anche la terza linea neroverde Maurizio Zaffiri. Non ha certo bisogno di presentazioni Zaffiri, nato a L’Aquila il 12 gennaio 1978, nella sua lunga carriera ha vestito 14 volte la maglia azzurra. Atteso dal nono campionato con il club della sua città, ha giocato anche con Parma e Calvisano (con cui ha vinto scudetti) e questa stagione, dopo aver lasciato la lascia da capitano a Marco Di Massimo, ha assunto anche l’incarico anche di preparatore atletico. «La nuova riforma che riduce a 10 il numero dei consiglieri federali, di cui due in carica ai giocatori, pone l’accento sull’importanza e le responsabilità che i futuri rappresentanti degli atleti dovranno avere». (…)

Spazio Elettorale – Munari si candida come consigliere. Ma è una non-candidatura

Spazio Elettorale è un angolo che ho dedicato alle comunicazioni dei vari candidati alle ormai davvero prossime elezioni federali. Chiunque può mandarmi il suo materiale e io lo pubblico, quale che sia la cordata di appartenenza. C’è chi ne ha approfittato di più, chi meno, ma questo non dipende da me.
Una premessa d’obbligo oggi, perché protagonista è Vittorio Munari. Una premessa necessaria per dire che questo NON E’ UN TINELLO. Quello è una sorta di editoriale parlato di Vittorio, questo è altro.
Veniamo al dunque. Questo mercoledì sera si chiudono i termini per presentare le candidature alle elezioni federali. Giovedì conosceremo nomi, appartenenza e tutto il resto.
Il Grillotalpa però può anticiparvi una notizia piuttosto importante: Vittorio Munari sarà nell’elenco dei candidati al Consiglio Federale. In realtà si tratta di una non-candidatura. Ma è meglio che a spiegarvi il tutto sia direttamente Vittorio…

Gavazzi, Amore e i dati contestati: ecco quelli ufficiali FIR

Il dibattito sui numeri della crescita del movimento italiano è stato molto vivo nelle ultime ore. A dare il “la” sono stati i dati pubblicati dal candidato alla presidenza FIR Alfredo Gavazzi nelle premessa del suo programma, diffuso ieri.
A contestare quei numeri è stato l’entourage di Gianni Amore. Il tutto lo potete vedere a questo link.
L’ufficio stampa FIR mi ha fornito i numeri ufficiali in loro possesso – certificati dal CONI – a giugno 2012, spiegando al contempo la discrepanza con i dati pubblicati sul sito IRB. Tengo a precisare che con questo la FIR non vuole intervenire nello specifico del dibattito, ma fornire solo dati precisi su cui fondare la discussione. Ecco quanto comunicatomi dall’ufficio stampa FIR:

I tesserati FIR sono ad oggi 96.000 circa. Di questi, i giocatori risultano essere 76.700 a giugno 2012. I dati del sito IRB fanno riferimento, effettivamente, al numero di giocatori tesserati al giugno 2011 e non già al numero di tesserati complessivo che, alla data in questione, era di 90.900.