D’accordo, la Rai ce la mette tutta, impegno e volontà. A volte i disguidi non dipendono da viale Mazzini, ok. Pare che stavolta sia stata la tv sudafricana a sbagliare l’invio del segnale (però, non sono un tecnico e mi domando: quanto tempo ci vuole per rendersene conto? Quanto altro ancora per sistemare le cose?). Va bene.
Però se c’è di mezzo la Rai ce n’è sempre una. Soprattutto se quella che rotola è una palla ovale.
Oggi, martedì 12 giugno, alle 14 e 45 su RaiSport2 doveva andare in onda in diretta Italia-Irlanda valida per il Mondiale Juniores in corso in Sudafrica. Fino alle 15 e 20 circa ci siamo visti invece una Domenica Sportiva del 25 dicembre 1977. Una puntata che raccontava il meglio dello sport di quell’anno. Per carità, io avevo 5 anni nel ’77, molte cose non le avevo viste. E’ stato istruttivo, però avevo acceso la tv per assistere ad altro.
Non punto il dito contro nessuno, non dico che è colpa di X o di Y. Dico solo che se Sky o La7 mi dicono che alla tal ora sul canale Z ci sarà un determinato programma, bene, quello avviene. Con la Rai non lo sai mai. E questo è oggettivo.
E il discorso “però se non ci fosse la Rai…” non regge. Il punto è: ti pago un canone, mi prometti un servizio. Io voglio quel servizio. Punto. Del perché e del per come mi frega davvero poco. A meno di non accontentarsi del tanto peggio, tanto meglio. Se alle 14 e 45 annunci una cosa, quella trasmissione deve iniziare.
Certo, qualche volta ci può essere l’imprevisto. Qualche volta però… Mi chiedo quanti imprevisti ha avuto Sky nell’ultimo anno (pago pure quello e non ho di che lamentarmi. Se ci fosse motivo per farlo, lo farei).
Purtroppo – ribadisco: purtroppo – con la Rai ogni volta può capitare qualsiasi cosa. Iniziare in ritardo, non iniziare del tutto, saltare il collegamento, streaming annunciati che non vanno. Qualche volta succede pure che si veda tutto regolarmente.
Lo ripeto, non accuso nessuno, però c’è una semplice domanda da fare (e che anche qualcuno in FIR dovrebbe porsi): perché?
Categoria: Cose d’Italia
Il giovane seconda linea che disse no ai Mondiali. Per fare la Maturità
Isabella Preda per Il Giornale di Lecco
Non ha ancora compiuto 19 anni, si è appena cucito sul petto lo scudetto di campione
italiano di rugby, eppure ha mantenuto talmente salda la testa sulle spalle da rinunciare
a una convocazione della Nazionale per disputare il Campionato del Mondo. Il motivo? Tra pochi giorni cominciano gli esami di maturità, che concluderanno il suo ciclo di studi al liceo Classico. Michele Andreotti si è dimostrato campione sul campo e soprattutto nelle scelte di vita, consapevole che lo sport, questo sport, non potrà essere il suo futuro: «Il rugby purtroppo non mi darà da mangiare per il resto della mia vita. Ammesso che riesca a giocare altri 10-15 anni a questi livelli, riuscirò giusto a mantenermi, ma non certo a mettere via i soldi per vivere di rendita per tutta la vita». Insomma, i calciatori
rimangono gli unici privilegiati…
Quando hai cominciato a giocare a rugby?
«Ero in seconda media. I primi passi li ho mossi al rugby Lecco. Poi, quando frequentavo
la seconda liceo sono stato chiamato al Calvisano, all’Accademia e da allora sono qui».
(…) «Con la maglia Azzurra ho disputato il 4 Nazioni con l’Under 17, l’Europeo e il 6
Nazioni con l’Under 18 e quest’anno ho partecipato a un paio di raduni con l’Under
20».
Arriviamo proprio a questo campionato. La Cammi Calvisano ha conquistato il tricolore. Ve lo aspettavate?
«La nostra formazione è neo promossa, quindi dire che puntavamo al titolo è esagerato.
Diciamo che la nostra ambizione era quella di entrare nei play off. Poi, partita dopo partita, abbiamo visto che giocavamo davvero bene e che i risultati arrivavano. E alla fine abbiamo vinto il campionato».
In che ruolo giochi?
«Seconda linea. Faccio parte ancora delle squadre giovanili del Calvisano, ma quest’anno sono stato aggregato alla prima squadra per diverse partite». (…)
FIR e giocatori, prove di dialogo
L’ufficialità non c’è e probabilmente non arriverà da nessuna delle parti coinvolte, ma fonti attendibili fanno sapere che lo scorso sabato ci sarebbe stato un incontro tra il presidente federale Dondi e la nuova associazione di giocatori.
Un incontro importantissimo, il primo tra la neonata associazione e il massimo vertice FIR. Sul tavolo, verosimilmente le “spettanze” arretrate dei giocatori ex Aironi e i contratti proposti ai giocatori che andranno a far parte delle Zebre, la nuova franchigia celtica a controllo federale che va a sostituire proprio la squadra di Viadana. All’incontro sarebbe stata presente anche una delegazione di giocatori.
Il calcio si mette di nuovo di traverso: salta l’Australia a Bologna
Marcello Giordano per Il Corriere dello Sport
Il grande rugby a Bologna manca da quindici anni, ma per rivederlo in città, molto probabilmente, bisognerà attendere ancora. La nazionale di rugby al Dall’Ara proprio non s’ha da fare: lo ha deciso il Bologna calcio, che, in qualità di gestore dello stadio, ha rigettato la richiesta del Comune di consentire lo svolgimento del test match degli azzurri contro l’Australia, in programma il prossimo 24 novembre. A renderlo noto, tramite Facebook, l’assessore allo sport Luca Rizzo Nervo, che nelle ultime due settimane ha dialogato invano con il club di Albano Guaraldi: «Avrei voluto, e molto, portare la nazionale di rugby a Bologna. Purtroppo il Bologna calcio ha ritenuto il rischio per il campo, in un periodo autunnale, troppo elevato. Il rammarico è vedere che si utilizzino campi come quello di Roma, Firenze, Brescia e Milano, dove giocano squadre di A e B, senza che succeda nulla di trascendentale. Per adesso ha detto no, ne aveva diritto»
Quest’ultima frase nasconde l’intenzione dell’assessore di tornare all’assalto nei prossimi giorni per cercare di strappare il sì del Bologna calcio a un evento per il quale c’era già stata
la disponibilità della Federugby a concederne l’organizzazione alla piazza bolognese, capeggiata dal Bologna rugby e dal Comune stesso. E per cautelarsi per il futuro Rizzo Nervo preannuncia l’intenzione di studiare una nuova convenzione per l’utilizzo dello stadio: «Negli anni passati, l’allora presidente Cazzala fece inserire nella convenzione una postilla che escludeva la possibilità di giocare a rugby al Dall’Ara. Nella nuova convenzione voglio togliere quella previsione e consentire, previa assicurazione, la realizzazione di partite di rugby».
L’Accademia di Mogliano e un conto da 91mila euro che nessuno vuol pagare
L’audio del servizio di Striscia la Notizia andato in onda venerdì 8 giugno. Nei guai il Comune della cittadina veneta…

