Elezioni FIR – Valsugana chiama, Gianni Amore risponde

Qualche giorno fa il Valsugana aveva lanciato le sue proposte al movimento con una lettera aperta, ora arriva la risposta di Gianni Amore. Anche il candidato alla presidenza FIR la diffonde con una lettera aperta.

La necessità che avete sentito, di esprimere il vostro punto di vista su problemi concreti, nasce dalla stessa ragione per la quale la mia prima azione da Presidente sarà quella di convocare gli Stati Generali del Rugby Italiano, per dare spazio e voce a esperienze, progetti, intenzioni che vengono da quelle realtà rugbystiche, dove si creano le fondamenta di tutto il movimento.
Il mio programma e queste vostre proposte trovano molti punti di coincidenza che dimostrano quanto i problemi della base siano evidenti, quanto sia alta la mia consapevolezza sulla necessità di risolverli e quanto innumerevoli e creative le soluzioni che vengono alla mente di chi abitualmente vi opera.
La vostra creatività, le vostre idee, i vostri progetti, come i miei, come quelli di tanti altri troveranno un microfono, un palco, una platea, ma soprattutto una FIR attenta a dare loro seguito e adeguato supporto economico e strutturale per concretizzarli nella realtà.
Soluzioni che servano a far diventare il nostro rugby più forte e più italiano, con meno stranieri e con più regioni coinvolte in una azione comune di crescita nazionale.
Gianni Amore

Como va in meta: dopo 7 anni di mischie avrà un campo tutto suo!

Una bella notizia!
Dal sito del Rugby Como

Questa è una meta del tutto particolare.
Ci sono voluti sette anni per segnarla.
L’azione è cominciata quando in pochi i fondatori della società si trovarono in un bar del centro, nel 2005, convinti che si potesse portare il rugby a Como, dove da decenni nessuno più aveva toccato una palla ovale.  Poi è proseguita quando un gruppo di quattordicenni cominciò ad allenarsi su un campo in cemento continuando in questo modo per alcuni anni e giocando sempre tutte, tutte quante, le partite in trasferta.
Poco dopo vennero una manciata di bambini che cominciarono ad allenarsi al campo CONI: anche loro giocavano tutti i concentramenti via da Como.
Da allora sono passati gli anni, ne sono passati abbastanza, perché quei quattordicenni di allora oggi sono oramai uomini – e sono l’ossatura della nostra prima squadra – e quei bambini sono oggi gli adolescenti che giocano nelle nostre squadre giovanili.

In questi anni siamo sempre cresciuti ma continuava a mancarci qualcosa.

Non erano né l’entusiasmo né la voglia di fare che non ci hanno mai lasciati, nemmeno in quei momenti di sconforto che pur ci sono stati.
Nemmeno l’impegno degli allenatori è mai venuto meno, sempre pronti a far crescere sportivamente ed umanamente i “loro” ragazzi.
Così come sempre più frequentemente raccoglievamo – con nostra grande soddisfazione, lasciatecelo dire con un po’ di giusto orgoglio! – i riconoscimenti dei tanti genitori contenti di avere scoperto, coi loro figli, il rugby ed il suo ambiente.

Tutto questo ci ha incoraggiati a continuare e a non mollare.

Oggi non manca più niente.

Oggi anche noi, a Como, dopo sette anni di sacrificio e passione abbiamo un campo da rugby, un campo che diventerà la casa del rugby comasco.

La Giunta Comunale ha infatti deciso di affidare al Rugby Como, per un anno, la gestione del Centro Sportivo Belvedere.
Un anno, poi se tutto andrà bene si continuerà.

Ringraziamo il Sindaco Dott. Mario Lucini, il vicesindaco Prof. Silvia Magni, l’Assessore allo Sport  Prof. Luigi Cavadini e tutta la Giunta per avere creduto in noi e per avere preso questa decisione che per noi è storica.

Il nostro grazie va poi anche a tutti i ragazzi che con entusiasmo hanno continuato a seguirci ed ai nuovi che sono arrivati e continueranno ad arrivare; a tutti gli allenatori che con noi hanno condiviso tante difficoltà; ai genitori che hanno sempre compreso i nostri sforzi e ci hanno sempre, incondizionatamente, appoggiati.
E grazie di cuore anche a tutti quei numerosi cittadini che con impegno civile hanno firmato la nostra petizione.

Questa è la meta di tutti, è la meta del Rugby Como.

Presidente e Consiglieri del Rugby Como

Spazio elettorale – Gianni Amore presenta i suoi Stati Generali

Ricevo e pubblico dal Comitato Sostenitore della candidatura a presidente FIR di Gianni Amore.

LO SVOLGIMENTO DEI LAVORI 

La convocazione dei 1º Stati Generali del Rugby Italiano, prevista tre mesi dopo la possibile assunzione della carica presidenziale, si svilupperà in 6 giorni lavorativi più un settimo di scambio fra i club ed eventuali accordi ufficializzabili con certificazione Federale.

Due mesi prima saranno pubblicati i bandi relativi agli argomenti che costituiranno parte dell’azione della nuova dirigenza e sui quali ogni società potrà presentare entro un mese dall’inizio dei lavori una di queste tre tipologie di lavoro:

Una relazione
Un progetto realizzato
Un progetto da realizzare 

Riteniamo che conferire un ruolo determinante alle singole società, dia modo di intraprendere azioni e decisioni più eque, più realiste e più utili per tutti.

La partecipazione è possibile in veste di semplice uditore o di relatore nel caso di presentazione di una relazione.
Chi avrà la delega della propria società di appartenenza avrà diritto di voto per quelle eventuali decisioni assembleari che avranno valore di provvedimento ufficiale da ratificare in sede federale.

Per trattare argomenti fuori bando, è necessario presentare entro il mercoledì sera una relazione al massimo di una cartella, relativa al proprio intervento.
Entro il giovedì sera, il comitato organizzatore, esaminata la relazione, darà o meno l’approvazione per tenere il proprio intervento nella giornata di venerdi.
In caso negativo, verrà comunicato all’interessato la ragione dell’esclusione.

L’evento si svolgerà, basandosi su due camere di lavoro, presso un centro di accoglienza con campi di gioco (per affrontare anche questioni tecniche di gioco) e un’aula riunioni adeguata a contenere i necessari posti a sedere, provvista di supporti audio video e connessione wifi secondo standard che verranno resi pubblici nel bando in modo che chi debba portare materiale visivo lo adegui agli standard di proiezione.
Il costo che sarà il più basso possibile, comprenderà il solo vitto e alloggio, sarà a carico dei partecipanti e potrà essere limitato al numero di giorni desiderato senza limite minimo.
E’ prevista anche la partecipazione esterna tramite rilascio del badge di iscrizione.
Nelle nostre intenzioni c’è quella di ricorrere a volontari del 3º tempo per il vitto dei partecipanti ai lavori.

PREMIAZIONI E GRATIFICHE
Entro due mesi dalla fine dei lavori, verranno rese pubbliche le graduatorie dei progetti presentati e devolute le somme in danaro previste dal bando, alle società autrici. Il premio verrà riconosciuto solo in presenza di effettivi aspetti innovativi o organizzativi o di risultato, per fare in modo di non diluire troppo la consistenza economica del premio e gratificare consistentemente le idee valide.

PREMI SPECIALI PER: L’ HAKA ITALIANA, WEB E SOCIAL
Premio speciale per la migliore haka inventata da un club italiano e per i tre migliori siti web e le tre migliori presenze sui social (candidati dagli stessi club) e giudicati in funzione dell’aspetto promozionale e delle iniziative del club.

I PARTECIPANTI
Club di tutte le categorie maschili e femminili, Old, Touch, 7, 13, Under, tecnici, arbitri, sponsor, assessori sport, educatori perchè ognuno deve conoscere le esperienze degli altri e portare le proprie. Nessuno (escluso il comitato organizzatore e i lavoratori manuali) potrà godere di ospitalità gratuite, per dare all’iniziativa il carattere dell’uguaglianza tra tutte le anime del movimento: per noi ha la stessa dignità e importanza dei massimi dirigenti, il volontario che cuoce le salsicce nel terzo tempo e l’occasione degli SGR è quella di affermare questo concetto.

GLI OBIETTIVI
Sono quelli di dare voce alla base per conoscere difficoltà, capacità, iniziative, metodi che devono avere un’eco nazionale. Quando l’Italia gioca nel 6N ognuno deve sentire di aver contribuito concretamente.
Questo sentimento dovrà essere nei cuori dei partecipanti al loro ritorno a casa e dai lavori che usciranno, si ispirerà il lavoro della nuova presidenza.

IPOTESI DI BANDI DA EMETTERE
da definire, integrandole con proposte di argomenti aggiuntivi arrivati via mail al profilo SGR

RIFORMA FIR  (ripetibilità dei mandati – mai più lo stesso Presidente e stessi consiglieri per 16 anni)
PROMOZIONE NELLE SCUOLE
PROMOZIONE SUL TERRITORIO
COME VIVERE SENZA SPONSOR
TRASFORMARE FIR E SOCIETÀ IN GRUPPI D’ACQUISTO
COME CREARE UNA FRANCHIGIA CELTICA
COME FINANZIARE UNA FRANCHIGIA CELTICA
SOCIETÀ DI RUGBY E NUOVE TECNOLOGIE
RUGBY E MOTIVAZIONE PSICHICA
RUGBY E FORMAZIONE UMANA
RUGBY E RECUPERO SCOLASTICO
TRASFERTE TECNICHE FORMATIVE ALL’ESTERO
GEMELLAGGI E SOCIETA’ SATELLITE
PERMIT PLAYERS CATEGORIE INFERIORI
FAR NASCERE UN CLUB DOVE NON ESISTE IL RUGBY
NUOVI RAPPORTI CON LA FIR
LA PREPARAZIONE FISICA
GESTIONE E RECUPERO DEGLI INFORTUNI
TECNICI E ALLENATORI: COME CREARLI E FARLI CRESCERE
PROFESSIONISMO:  ALTI STIPENDI O PREVIDENZA?
RICERCA E INNOVAZIONE NEL RUGBY ITALIANO
WEB E SOCIAL
THE BEST HAKA

Elezioni FIR: in Lombardia serata di annunci, nervi e minacce

Il refrain sin dall’inizio della campagna elettorale è che “la Lombardia è compatta con Alfredo Gavazzi”. Ora, fino a quando non si conteranno i voti nelle urne la frase non può essere smentita, ma chi vive da queste parti (io scrivo da Milano) sa che le cose probabilmente non stanno esattamente così. Anzi.
Voci, rumors, dichiarazioni mai confermate dicevano da tempo che in realtà larga parte della regione guarda con malcelata simpatia agli altri due competitor: Gianni Amore e – in larghissima parte – Amerino Zatta.
Ieri sera si è avuta la riprova che la situazione in quella regione è molto diversa da quella dell’ultima tornata elettorale, quando Gavazzi incassò l’intero pacchetto di voti lombardo. Come racconta Duccio Fumero su Rugby 1823 a Milano si è infatti tenuta una riunione del comitato lombardo che definire agitata è poco.
A dar fuoco alle polveri, a fine serata, è stato l’annuncio di Giulio Donati e Sergio Carnovali di presentarsi come candidati lombardi per il Consiglio federale (il secondo in quota tecnici), appoggiando entrambi Amerino Zatta per la poltrona di presidente FIR. I due hanno fortissime possibilità di essere eletti e la cosa avrebbe fatto saltare i nervi a Gianluigi Vaccari, uomo-Calvisano e quindi vicinissimo a Gavazzi. Le voci riportate parlano di insulti e minacce plateali verso chi appoggerà Zatta “e il Veneto”.
Ovviamente a queste latitudini tutti ne parlano ma nessuno vuole metterci la faccia e confermare ufficialmente la “dinamica dei fatti”. Comprensibile. Quello che rimane è però la fotografia di un movimento più agitato e meno schierato di quanto per qualche mese non hanno raccontato le dichiarazioni dei contendenti. Che Alfredo Gavazzi rimane il grande favorito per la vittoria finale, ma che la sua (eventuale) elezione non sarà un plebiscito. E che probabilmente i giochi sono più aperti di quanto non si voglia far credere. Anche perché le voci che arrivano da altre regioni dicono che…

Spazio Elettorale – Dal Valsugana ai candidati: proposte e richieste dal basso

Il Valsugana Rugby Padova e il Valsugana Rugby Junior Padova sono elettoralmente (leggi “in termini numerici”) i club del Triveneto che insieme esprimono il maggior numero di voti. Hanno diffuso in maniera congiunta una lettera aperta in cui avanzano le loro richieste e proposte ai tre candidati in corsa alla poltrona di presidente FIR. Io ve la giro. Il Valsugana annuncerà ufficialmente nei prossimi giorni quale candidato potrà contare sul suo supporto.

Alcune proposte in vista delle elezioni federali
Le seguenti note costituiscono spunti di riflessione che due ASD – Valsugana Rugby Padova e Valsugana Rugby Junior Padova – intendono offrire al movimento rugbistico italiano in vista delle prossime elezioni federali, in programma il 15 settembre 2012. Le nostre riflessioni sono il risultato di un’attenta valutazione operata alla luce del progetto formativo che perseguiamo da tempo e che punta alla qualità. Sono aperte, ovviamente, al contributo di tutti coloro che operano con lo stesso obiettivo, cioè lo sviluppo del movimento di base.
– Pubblicazione tempestiva dei bilanci federali, consuntivi e preventivi, con spiegazione delle scelte effettuate per ogni singolo capitolo, come avviene per le altre Unions (es. RFU, FFR, IRFU ecc.).
– Chiarire la missione dei Comitati Regionali e ottimizzare la loro gestione finanziaria.
– Diversa distribuzione delle risorse federali, con maggiori contributi per il lavoro di qualità nel territorio (club), in modo da ampliare la base per successive selezioni. Sostegno tecnico e riconoscimento economico per il lavoro di qualità svolto nei  club, con monitoraggio basato su parametri oggettivi.
– Migliorare i contributi per l’impiantistica (campi, illuminazione, infrastrutture). Valutare gli obiettivi programmati e i finanziamenti previsti per premiare solo chi realizza effettivamente i progetti finanziati.
– Lasciare ai club tutta la formazione degli atleti fino all’Under 17, con risparmio di costi ed evitando così di escludere dai progetti federali i giocatori che, per varie ragioni, non entrano nelle attuali Accademie.
– Investire maggiormente nella formazione dei tecnici che operano nei club, con la supervisione dei Comitati Regionali.
– Più tecnici federali a disposizione dei club, con monitoraggio anche dell’attività di
minirugby.
– Organizzazione di scambi tecnici con realtà europee di alto livello, favorendo la partecipazione di tecnici dei club, oltre a quelli federali.
– Ripristino del campionato Under 18, per riempire il gap attuale fra Under 16 e Under 20. Ovvero Under 17 se, come auspichiamo, si ritorna alle categorie dispari.
– Favorire la creazione di GDA (gruppi di acquisto) a livello provinciale per l’acquisto di materiale tecnico.

APPENDICE TECNICA
– Stesura di un programma tecnico nazionale per il minirugby, con produzione di
materiale illustrativo da consegnare durante il primo momento agli aspiranti educatori, insieme ai principi e alle metodologie di allenamento da perseguire, e pubblicazione di questi contenuti su un sito web pubblico.
– Allineare l’organizzazione delle categorie giovanili agli standard dei paesi europei
rugbisticamente più avanzati (Under 7, 9, 11, 13, 15…).
– Valutare l’introduzione del parametro peso, oltre al parametro età, per la
suddivisione dei ragazzini nelle varie categorie.
– Introdurre il gioco al piede a partire dall’Under 9.
– Revisione dei calendari delle attività agonistiche giovanili, per sfruttare
maggiormente il periodo primaverile ed estivo, e inserire più lunghe pause nel periodo invernale (dicembre-febbraio). Durante l’inverno si potrebbero proporre ai club attività diversificate in palestra, scambi interdisciplinari con altri sport individuali o collettivi (nuoto, atletica, ginnastica, basket, pallamano, arti marziali ecc.), e momenti di formazione per educatori e dirigenti.
– Stesura di un piano per l’introduzione massiva del touch e del tag rugby nelle scuole primarie e secondarie di primo grado (elementari e medie), favorendo la nascita di squadre scolastiche sotto la supervisione della FIR e dei club.
– Favorire la diffusione del rugby seven (sport olimpico) con iniziative che coinvolgano le categorie a partire dall’Under 13.

VALSUGANA RUGBY PADOVA
VALSUGANA RUGBY JUNIOR PADOVA