Galles-Australia, highlights e statistiche

Vittoria australiana, Galles che non molla ma si inchina 21 a 18

QUI TROVATE GLI HIGHLIGHTS DELLA PARTITA

Wales Key Match Stats Australia
2 Tries 2
1 (1) Conversions (Missed) 1 (1)
2 (2) Penalty goals (Missed) 2 (2)
0 (1) Drop Goals (Missed) 1 (0)
0 Yellow Cards 0
0 Red Cards 0
60% Possession 40%
42% Territory 58%
5’15” Actual time in opponents 22 11’22”

RWC: IL BRONZO VA ALL’AUSTRALIA, AL GALLES SOLO GLI APPLAUSI

Partita equilibratissima ma non altrettanto bella e caratterizzata da una lunga serie di infortuni che costringono parecchi giocatori a lasciare anzitempo il terreno di gioco. Risultato giusto e Galles un po’ sotto le attese ma che – al solito – non molla mai.

Wales Australia
Tries 2 2
Pens 2 2
Cons 1 1
DGs 0 1
Score 18 21
Wales
PENK 19 Min (Hook)
TRY 48 Min (Williams)
PENK 70 Min (Jones)
TRY 80 Min (Halfpenny)
CONV 80 Min (Jones)
Australia
TRY 11 Min (Barnes)
CONV 12 Min (O Connor)
PENK 54 Min (O Connor)
PENK 57 Min (O Connor)
DROPG 67 Min (Barnes)
TRY 76 Min (McCalman)
Wales
  • Jenkins
  • Bennett
  • James
  • Davies
  • Charteris
  • Lydiate
  • Faletau
  • Jones
  • Phillips
  • Hook
  • Williams
  • Roberts
  • Davies
  • North
  • Halfpenny
RESERVES
  • Burns
  • Bevington
  • Wyn Jones
  • Powell
  • Williams
  • Jones
  • Williams
Australia
  • Slipper
  • Polota-Nau
  • Ma’afu
  • Horwill
  • Sharpe
  • Higginbotham
  • Pocock
  • McCalman
  • Genia
  • Cooper
  • Ioane
  • Barnes
  • Ashley-Cooper
  • O Connor
  • Beale
RESERVES
  • Faingaa
  • Alexander
  • Simmons
  • Samo
  • Burgess
  • Faingaa
  • Horne

Video: il Galles si prepara alla sfida per il terzo posto a ritmo di “Boom boom boom”

Il rugby che verrà: Four Nations australe? No, si chiamerà Rugby Championship. Ed entro il 2018…

Ne parliamo tutti da un po’. Dal prossimo anno il Tri-Nations allargherà le sue porte con l’ingresso in pianta stabile dell’Argentina. E stampa e i media lo hanno subito ribattezzato Four Nations, d’altronde nulla di più logico.
Invece no. Si chiamerà Rugby Championship. Bruttino, vero. Però nell’emisfero sud esiste già un Four Nations, ed è quello della popolarissima rugby league, il rugby a 13. Meglio non pestarsi i piedi e confondersi. Quindi Rugby Championship sia, tanto più che una tale denominazione non costringerebbe la Sanzar – la federazione che raggruppa australiani, neozelandesi e sudafricani – a cambiare nuovamente nome in caso di ulteriori allargamenti.
Quali? Beh, diciamo che la via è ancora lunga per le nazionali, ma non per il Super Rugby, guarda caso anche questo gestito dalla Sanzar.
Infatti una franchigia argentina entrerà prestissimo anche in quel torneo, forse già dal 2013. Ed entro il 2018 altri due ingressi: una franchigia giapponese (d’altronde nel 2019 i Mondiali si giocheranno laggiù) e – udite udite – una statunitense…
Non ci credete? Beh, aspettate e vedrete.

L’Australia per il bronzo rivede Beale

Venerdì wallabies e gallesi si contenderanno la piazza meno prestigiosa del podio. Una gara che si preannuncia bella e spettacolare.
Robbie Deans ha annunciato la formazione titolare in maglia gialla, con il numero 15 c’è un graditissimo ritorno

Australia: 15 Kurtley Beale, 14 James O’Connor, 13 Adam Ashley-Cooper, 12 Berrick Barnes, 11 Digby Ioane, 10 Quade Cooper, 9 Will Genia, 8 Ben McCalman, 7 David Pocock, 6 Scott Higginbotham, 5 Nathan Sharpe, 4 James Horwill (c), 3 Salesi Ma’afu, 2 Tatafu Polota-Nau, 1 James Slipper.
Replacements: 16 Saia Faingaa, 17 Ben Alexander, 18 Rob Simmons, 19 Radike Samo, 20 Luke Burgess, 21 Anthony Faingaa, 22 Robert Horne.