L’occhio del web sugli Amatori Milano

Da rugby 1823

Cinque Cerchi è una web tv curata dal collega Francesco Facchini che si occupa, come dice il nome, di tutto quello che è sport. Settimanalmente Cinque Cerchi ospita importanti uomini e donne dello sport olimpico, e non solo, con cui parlare e chiacchierare in libertà. Il primo appuntamento del 2011, domani pomeriggio, vedrà protagonisti Marcello Cuttitta e Massimo Giovanelli. Per parlare d’Italrugby, di Sei Nazioni e anche, e soprattutto, del rugby milanese.

L’allenatore dell’Amatori Milano e l’ex direttore sportivo, infatti, avranno l’occasione di parlare apertamente dei problemi che da mesi attanagliano la società meneghina, con giocatori e staff che non vedono gli stipendi da sette mesi, alcuni giocatori che hanno lasciato (tra cui Denis Dallan), una classifica pericolosa e un futuro incerto.
Proprio quella di Cinque Cerchi, quindi, è l’occasione per Cuttitta, metaman imbattuto della nazionale italiana, e Giovanelli, storico capitano azzurro, di fare luce sulle speranze e le paure di quella che è la più vincente società italiana e una delle più vecchie. Nonostante il disinteresse di una città intera, la mancanza cronica di infrastrutture, stadi e strutture per allenarsi, il buio mediatico che la stampa locale offre al rugby e, infine, alla fallimentare gestione dell’attuale presidenza che sta portando l’Amatori sempre più verso il baratro.
Il tutto senza dimenticare l’imminente appuntamento con il Sei Nazioni per l’Italrugby, l’ingresso italiano in Celtic League e lo “stato di forma” di un intero movimento, che Marcello e Massimo conoscono bene.

Stasera ritorna “Quelli che… il rugby”

Da Solorugby

Prima trasmissione dell’anno, questa sera, per la squadra di “Quelli che… il rugby”, la trasmissione radiofonica in onda tutti i giovedì alle 23 su Centro Suono Sport (clicca qui per ascoltare la radio via internet).
Il derby di Roma che vale la finale del primo Trofeo Eccellenza, lo stato del rugby italiano, le condizioni del movimento anche in relazione alla questione diritti tv saranno i temi al centro del programma. Ospiti al solito di prestigio. Nella prima parte il tecnico della Mantovani Lazio Alfredo De Angelis, colui che a ben diritto si è guadagnato il soprannome di “uomo derby” per aver militato da giocatore nel Rieti, nell’Aquila e nei tre principali club della Capitale: Roma, Capitolina e la stessa Lazio. Nella seconda sarà invece il turno di Antonio Raimondi, la celeberrima voce del rugby su Sky. Appassionato dirigente del Grande Milano, uno dei massimi esperti italiani della pallovale nostrana e internazionale, Raimondi inaugurerà ufficialmente la marcia di avvicinamento verso il prossimo Sei Nazioni. Tra speranze azzurre, vecchi e nuovi problemi del gruppo Mallett e impatto mediatico di Parisse e soci in un Paese da sempre “pallone-centrico”.

“Quelli che… il rugby” potrà essere seguita sulle frequenze di Centro Suono Sport a Roma (101.500), Frosinone (101.200), Latina (96.00) e Subiaco (102.00) oppure in webstreaming sul sito http://www.centrosuonosport.com.

Parlando a ruota libera con Castrogiovanni

Intervista che ho fatto e articolo che ho scritto per il sito di Radio R101

Uno dei più forti giocatori del mondo. Forse il più forte in assoluto nel suo ruolo: difficile pensare a qualcuno migliore di Martin Castrogiovanni con il numero 3 sulle spalle. Uno che si fa amare ovunque vada, ovunque giochi, quale che sia la maglia che indossa. Perché oltre a essere un fenomeno Castro è anche una persona vera, capace di dire quello che pensa senza grandi giri di parole.
R101 lo ha intervistato per parlare di Sei Nazioni, nazionale azzurra e Mondiali. Ma la discussione non si è fermata a quello e qualche parola non si poteva non spenderla anche sui rumors che circondano il futuro della panchina azzurra e su quello che lo stesso Martin farà a fine stagione: rimane nella sua amatissima Leicester? Andrà in Francia?
Castro, fedele a se stesso, non si è tirato indietro. Ascoltatelo.

PER SENTIRE L’INTERVISTA A CASTROGIOVANNI CLICCA QUI

Un Milani in più per Rovigo contro il Gloucester

Da La Voce di Rovigo

Cresce l’attesa per la sfida di sabato prossimo, allo stadio Battaglini di Rovigo, quando arriverà la forte squadra del Gloucester Rugby per la Challenge Cup. La formazione, nella premiership inglese, occupa attualmente il sesto posto (con due partire da recuperare)
e che già all’andata aveva dato una storica lezione ai rossoblu.
Nella prestigiosa compagine militano diversi nazionali dell’Inghilterra ed anche giocatori che hanno vestito la maglia di Scozia, Galles, Francia, Samoa e Fiji.
Se da un lato questi confronti mettono in evidenza il divario tra la realtà del miglior campionato nazionale professionistico del mondo e quella di un campionato che si è
ridimensionato ad un livello semiprofessionistico, dall’altro lato sono  l’occasione per sperimentare ritmi di gioco e intensità agonistica inusuali per le squadre italiane.
La Femi Cz è stata inserita in un girone durissimo, dal quale ha però saputo trarre molte lezioni e l’intensità e la concentrazione con cui ha disputato sabato scorso il primo tempo con i Crociati ne sono testimonianza.
Prima dell’incontro è previsto un omaggio alla memoria di Mario Battaglini . Il mitico “Maei”, leggenda del rugby rodigino, scomparso 40 anni fa, a cui è intitolato lo stadio della
città. In vista dell’incontro, lo staff tecnico ha  voluto cogliere l’occasione permessa dal regolamento delAmiin Challenge Cup per inserire in rosa il neo acquisto Luigi Milani, un pilone. In questa fase del torneo, infatti, è possibile una sola sostituzione all’elenco originario. Il giocatore potrebbe partire subito o sarà comunque messo in campo a partita in corso. Ieri la squadra ha riposato; oggi allenamento la mattina e il pomeriggio; domani la rifinitura.
In settimana i giocatori Legora, Milani e Van Niekerk sono stati sottoposti all’università di Verona, Facoltà di Scienze Motorie, a test isocinetici per valutare la presenza di eventuali disequilibri nella muscolatura degli arti inferiori conseguenti agli infortuni che hanno
subito nello scorso anno. Tutti e tre gli atleti hanno ottenuto buoni risultati evidenziando un buon livello di guarigione.
Sabato, in mattinata, avrà luogo l’annunciato incontro tecnico che vedrà relatore Carlo Orlandi ed al quale la società ha invitato diversi tecnici delle squadre vicine. L’incontro
verterà sul tema: l’analisi della partita in funzione della formazione del giocatore.

Lazio: giovani in rampa di lancio

Roberto Parretta sulle pagine romane de La Gazzetta dello Sport

Il rugby nel sangue, un fatto di famiglia. Davide Bonavolontà e Saverio “Sasi” Bruni hanno cominciato a giocarci da pupi e domenica, 21 anni e 20 anni rispettivamente, hanno diretto
la regia del successo della loro Mantovani Lazio, passata per 12-11 a Mogliano nell’ultima
giornata d’andata del campionato d’Eccellenza. «Veramente io di anni ne avevo 5», puntualizza Sasi, mediano d’apertura. Davide, invece, è mediano di mischia. Lo sapranno
che andranno incontro ad una camera di stenti e critiche? «Purtroppo e per fortuna — dice
Davide — giochiamo in due ruoli fondamentali per il gioco della squadra». «E mi hanno già
spostato — aggiunge Sasi — da una parte all’altra». Almeno sono già vaccinati.
Maturità per entrambi allo scientifico Farnesina, Davide abita in via Flaminia Vecchia,
Sasi a Vigna Stelluti. Alla Lazio giocano anche i fratelli Edoardo Bonavolontà (papà Alberto
ha giocato alla Rugby Roma), Lorenzo e Michele Bruni. Ovvio crescere insieme ali Acqua Acetosa. E facile incontrarli al Caffè Ponte Milvio, da Massimo. «Scrivete di più di questi ragazzi, se lo meritano, anche se io sono Capitolina…», dice il boss.
«Tutti i nostri amici — racconta Davide — sono nel mondo del rugby. Le rinunce? Le emozioni che si provano in campo ti ripagano di tutto. La gioia provata a Mogliano è indescrivibile. I miei pregi? Riesco a dare un buon ritmo alla squadra, sono molto istintivo. Devo migliorare nel passaggio e nel gioco al piede, le cose più tecniche». E Sasi? «Da bambino mi piaceva giocare per la sensazione di libertà, senza limiti. Forse il rugby ora sta diventando un po’ troppo di moda, noi invece dentro ci siamo sempre sentiti e ci sentiamo diversi, speciali. In campo sono veloce e leggo abbastanza bene il gioco, ma devo migliorare al piede».
Che la Lazio si affidi alla grande qualità della sua Under 20 (4 esordienti e una dozzina
nell’orbita della prima squadra), è tutt’altro che strano: è la filosofia del club del presidente
Alfredo Biagini. E l’Under 20 in classifica è a -1 dalla capolista Padova. E allora, sabato (ore
15) c’è il derby contro la Rugby Roma al Tre Fontane per il Trofeo Eccellenza, poi domenica
(ore 12.30) l’Under 20 gioca contro L’Aquila: potete scegliere.
“Il nostro obiettivo è tornare alla finale scudetto Under 20, per riscattare la sconfitta contro Padova di 2 anni fa”. Più chiaro di così.