Il Super Rugby nel Tinello di Vittorio Munari: quanto è profonda l’orma dei Crusaders

La squadra di Christchurch vince il Super Rugby 2018 e si conferma la più vincente dell’emisfero sud degli ultimi 20 anni. L’analisi di Vittorio Munari:

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4 risposte a "Il Super Rugby nel Tinello di Vittorio Munari: quanto è profonda l’orma dei Crusaders"

  1. Mr Ian

    Si è chiusa anche questa stagione di SR, forse un pò meno entusiasmante rispetto le scorse e con un briciolo di qualità in meno…certo i Crusaders fanno sempre più impressione, sia per lo stile di gioco di Robertson che per la qualità di giocatori in mezzo al campo…per l allenatore ballerino alcuni media lo propongono come coach degli AB’s dopo il mondiale, forse un pò prematuro gli farei fare prima un esperienza all’estero; considerando anche che la panchina degli Scarlets si libera…
    La qualità dei Crusaders invece è qualcosa di spaventoso, avanti con skills e atletismo da trequarti, poco possesso ma quando vogliono far male non ci pensano su due volte.
    Peccato per i Lions, aldilà della terza finale persa, mi fa riflettere come tutte le volte abbiano approcciato alla partita in maniera simile, commettendo sempre gli stessi errori…l anno prossimo sarà difficile per loro ripetersi, considerando che perdono tutti i pezzi migliori.
    Per il resto l’abisso tra neozelandesi e resto del mondo continua, però gli altri sembrano un pò in ripresa, gli argentini che si qualificano per i play off al terzo anno è un gran bel risultato…
    Il malato inguaribile rimangono gli Auckland Blues, neanche Umaga sembra averci capito tanto di questa squadra, che seppur ricca di talento manca proprio di amalgama tra i giocatori..

    1. And

      che sia stata meno entusiasmante non lo so…forse abbiamo visto meno numeri da circo sì. I derby neozelandesi li ho visti quasi tutti e sempre spettacolari, la conference sudafricana l’ho seguita un pò meno. Tante le sorprese: Alamalo, Lam, Tyler Ardron, Michael Little.

  2. Giovanni

    Solo una piccola annotazione a margine: la crisi NBA ci fu negli anni 70, non negli 80. Negli 80 anzi si posero le basi del boom degli ultimi 25 anni, vuoi per l’avvento di grandi campioni (e rivalità) quali Bird, Magic Johnson, Jordan, ecc., vuoi per la riorganizzazione che la Lega intraprese ad inizio decennio grazie anche ad un manager capace quale David Stern. Nella decade precedente la lega aveva dovuto soffrire la concorrenza della ABA ed il ritiro di grandissimi campioni degli anni 60 quali Russell, Chamberlain, West, Baylor ed altri, solo parzialmente rimpiazzati da nuovi protagonisti. A ciò si aggiunse il contemporaneo boom di altri sport in USA quali il football americano, il tennis ed il golf.

  3. Teo 33

    Chiedo scusa, con il presente fuori tema….ma si diceva articolo precedente consiglio federale 2 agosto …..notizie ?

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