L’ANGOLO DEL VILE – La Terza Franchigia: e se fosse solo un film dell’orrore?

A volte ritornano. Certe cose pure troppo spesso. Meglio andare al cinema, no? Magari a vedersi un bel film horror…

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35 risposte a "L’ANGOLO DEL VILE – La Terza Franchigia: e se fosse solo un film dell’orrore?"

  1. massimiliano

    AHAHAAHHH!!!!! Complimenti, spassosissimo! Un minuto che vale più di milioni di parole!
    Adesso poi, che Zatta ha rilasciato dichiarazioni interessanti riguardo la permanenza nel pro14, il thrilling si fa ancora più intricato!!!!
    Attenzione, adesso ci aspettiamo un cortometraggio alla settimana!

  2. Mamo

    Proprio bello.
    Bravissimi gli attori, bravi sceneggiatore e regista, meno il montatore che lasciando le soprascritte solo per poche frazioni di secondo mette in difficoltà i vecchi rincoglioniti come me.

  3. Rabbidaniel

    Disfattisti, nemici del Popolo e della nazione!
    Io invece me la vedo già la Dinamo Roma calcare i terreni di gioco più prestigiosi d’Europa!

  4. Piuttosto che film horror a me piace di più immaginarmelo “telenovela sudamericana”, lo so sono un romanticone 🙂

    Del weekend mi ha fatto più effetto però la diversità di categoria anzi di categorie tra Samoa e Germania, ok già si sapeva che le prime erano nettamente favorite però non pensavo tutta questa diversità in questo momento storico ( Samoa in crisi e Germania in rilancio ).
    Nonostante l’impegno a volte più propagandistico che concreto di World Rugby ad espandere ( mantenendo competitività ) il nostro amato sport la strada appare sempre più in salita.
    Si è vero all’ultimo mondiale la differenza punti nelle partite è stata una delle più basse da sempre ma è una magra consolazione.

    1. Sinistrapiave

      Sono d’accordo con te.
      Guardando il mondiale di calcio, vedendo le squadrette che fanno lo sgambetto alle big, si capisce che il calcio ha vinto la battaglia della globalizzazione, mentre il rugby l’ha appena iniziata. Di buono c’è che il board è disponibile a ritoccare le regole. Io credo che si potrebbero fare dei cambiamenti importanti se l’arbitraggio fosse meno fiscale su alcuni aspetti; per esempio l’in avanti : perché fischiarlo anche per il più impercettibile tocco quasi da fermo? Lo trovo veramente assurdo e penalizzante per le squadre con meno skills.

      1. Posso dire una cosa? Nel calcio la globalizzazione si è permessa anche perché quando una squadra outsider ha inventato nuovi modi di giocare, vedi l’Olanda degli anni settanta, non si sono cambiate le regole per impedire le modifiche tattiche.
        Negli ultimi quindici anni le regole del rugby union sono cambiate non so quante volte, dai 10 metri alla più recente della ruck dopo la figuraccia inglese a Twickenham contro l’Italia: come fa un allenatore a sviluppare la tattica se poi ogni volta che sfrutti il regolamento a proprio vantaggio arriva WR e te lo cambia perché il suo sotteso è che le squadre più piccole non devono permettersi di giocare con furbizia contro quelle storiche? Ve lo vedete voi l’IFAB abolire il fuorigioco perché le nazionali emergenti lo usavano come tattica?

      2. And

        “per esempio l’in avanti : perché fischiarlo anche per il più impercettibile tocco quasi da fermo?”

        Ma se non viene mai fischiato o quasi! se dovessero venire fischiati tutti gli in avanti che ci sono in una partita dove si andrebbe a finire? tantissime mete sono viziate da sospetti passaggi in avanti, ma per la bellezza della meta si fa finta di niente. Esempi a memoria: Steff Evans su passaggio di Parkes quest’anno nel 6n al Millennium; sempre a Cardiff quando Campagnaro fece doppietta mi ricordo un passaggio sospetto in una delle 2 mete; Irlanda-Scozia del 2010, break di Sexton sontuoso e passaggio x BOD decisamente in avanti

        da 0:24: https://www.youtube.com/watch?v=GfSiu18itCw

        Gli arbitri francesi sono i + fiscali sotto questo aspetto.

        Nel Super Rugby di quest’anno in Highlanders-Crusaders stupenda meta di Bridge da set-piece ma inside pass di Bateman molto forward…

        da 0:10: https://www.youtube.com/watch?v=UNaJvHPCXG8

  5. gian

    mancano tutti gli elementi di un buon pezzo giornalistico, vergogna, sei un bambino caaaaattivo! 😀 😀 😀

  6. Hrothepert

    La terza franchigia è una castroneria madornale, invece un progetto che vede due franchigie federali nelle maggiori città del paese no; Zebre a Milano e Pretoriani a Roma, la prima a rappresentare il Centro Nord (diciamo fino a Livorno) e la seconda il Centro Sud e non venite a rompere le balle con la storia del Veneto e del Nord Est che sono i luoghi dove si gioca a Rugby, perchè anche in Scozia il luogo dove è più diffuso il Rugby è il Border, ma la franchigia del Border l’ hanno “seccata” e hanno puntato tutto sulle franchigie site a Glasgow ed Edinburgo!!!
    Il fatto di non voler dare l’ accademia a Treviso potrebbe essere letta anche così, perchè spendere soldi in una struttura di una franchigia destinata a essere spostata?!?!

    1. Teo 33

      Bah ?
      Mi scusi, ma trovo che la sua analisi non tiene conto di niente di quello che è stato, ed è il rugby…sarebbe interessante sapere motivata da cosa poi ?
      Comunque, si rassegni ( è un modo di dire) , egregio, levi il veneto ed il già fragile castello nazional rugbystico crollerà miseramente,
      senza fare rumore , perché non c’è niente o poco altro che lo possa fare ( il rumore ).
      Purtroppo!

      1. Hrothepert

        Chi ha detto di togliere il veneto dal Rugby???
        Il Veneto deve continuare a fare da traino del movimento come rugby giovanile, dilettantistico e domestico in generale, le franchigie sono qualcosa di diverso, e non necessariamente devono essere site dove è il bacino che le le alimenta, la Scozia lo ha capito lo ha fatto e i risultati la stanno premiando, in Italia, invece, si rimane ostaggi del campanilismo provincialotto e ne paghiamo le conseguenze.

      2. try

        Oh bene. Mr. Hrothepert ha trovato la soluzione dei problemi del rugby italiano.
        Spostare le franchigie a Milano e Roma. Da li in poi campionati Pro14, Heineken saranno vinti a man basse. Per non parlare del prestigioso e antico torneo 6N.

        Puoi spiegare anche ad un ignorante come me cosa porterebbe di positivo spostare le franchigie a Milano e Roma? Però cose concrete, non fuffa.
        Poi magari pensa a quali conseguenze negative potrebbe avere.
        Alla fine tira una bella somma e vediamo se sei in + o -.

    2. Ungar

      .. però forse bisogna anche considerare, al di la del discorso sportivo, che Scozia ed Italia sono un pò diverse da un punto di vista demografico e morfologico … il 90% dei potenziali spettatori Scozzesi sono nel raggio di 150/200 km dalle due città (probabilmente anche meno), che a loro volta sono distanti tipo Treviso e Rovigo …

    3. massimiliano

      con tutte le boiate che la federazione ha combinato in 20 anni adesso la disgrazia del rugby italiano è Treviso in pro14…

    4. Hrothepert

      Rispondo a tutti in una volta solaù: @try, chi ha parlato del fatto che spostando le franchigie a Roma e Milano sarebbero risolti tutti i problemi del Rugby italiano e si sarebbero vinti Pro14 e 6Ns? Io assolutamente no, questa è una liberissima e fantasiosissima interpretazione della tua argutissima e ironicamente molto dotata persona!!!
      Per poter comprendere il mio ragionamento, devi partire dal presupposto che io, da ormai molti anni (da quando l’ Italia è entrata in CL) sono un oppositore delle franchigie private (per una serie di ragioni che sarebbe troppo lungo e noioso ripetere, sopratutto dal momento che evidentemente ti sei ti sei perso lustri di post prima sul Grillotalpa, poi su OR e, adesso, nuovamente sul Grillotalpa e ciò è un tuo problema, sicuramente non mio!!), soprattutto quando vengono finanziate dalla Federazione; fatta questa premessa ti accontento subito, spostare le due franchigie federali nelle due più importanti e grandi città del paese, oltre ad accontentare i partners del board del Pro14, che, come ha sottolineato il Mago G. spingono per una tale soluzione (almeno per quanto riguarda Roma), consentirebbe di esplorare possibilità economiche che puoi trovare soltanto in grandi realtà, perchè la provincia, seppur in graziose cittadine come Parma e Treviso, non te le può garantire; per farti un paio di esempi concreti, l’ ultima volta che sono salito su a Glasgow, sugli schermi dei voli del Glasgow International Airport campeggiavano il logo e il nome degli Warriors, così come sulla facciata di un pub di Great Western Road, nel West End, in più daresti un po’ di senso compiuto alla suddivisione territoriale delle franchigie, la franchigia del Centro Nord nella “capitale” del Centro Nord e quella del Centro Sud nella capitale del Centro Sud (intanto le franchigie, essendo federali puoi decidere di metterle dove vuoi, infatti la azionale il +6Ns lo gioca a Roma, mica nel Veneto, anche se quest’ ultimo è quello che garantisce il bacino d’ utenza più importante!!), penso che questo dovresti arrivare a comprenderlo, no?!?
      @Ungar, la differenza è che i 150/200 km che separano Glasgow da Edinburgo, separano la capitale economica e quella politica del paese (nonchè la prima e la terza per popolosità, la seconda è Dundee.) e non due simpatiche cittadine della provincia come potrebbero essere Dumfries e Ayr, paragonabili, grossomodo, a Treviso e Rovigo, sia per dimensioni, sia per il fatto che, rugbysticamente, il Veneto scozzese è il Border.
      @massimiliano, Treviso non è assolutamente la disgrazia del Rugby italiano e nessuno lo dice o lo ha mai detto, ma, in quanto sede di franchigia, una inspiegabile anomalia, certamente, si!!!
      P.s.
      Non pretendo che condividiate le opinioni che non si uniformano al vostro provincialissimo pensiero unico veneto (o treviso) centrico, ma che almeno le rispettiate, anche ignorandole, magari si.

      1. massimiliano

        io non sono veneto…sono di milano, quando ci passi ti offro una birra o uno spritz come si deve. sembra che tu parli per partito preso, e che consideri davvero utile che questa federazione prenda in mano due franchigie…non dico altro, se non che ignorare non è rispettare, ma se tu la vedi così stranamente, penso che in molti avranno l’educazione di accontentarti

      2. try

        Se uno per rispettare il tuo pensiero deve ignorarlo siamo messi proprio male. Non ti piace il contradditorio? E’ un tuo problema.
        Il punto cruciale è proprio il fatto di pensare che se le franchigie si dovessero spostare a roma o milano i soldi arriverebbero a palate. Io questo, caro argutissimo Hrothepert, non credo proprio avvenga.
        Scozia non è Italia. Il rugby per la scozia è ben diverso da uno sport di pochi come lo è per l’italia. Milano e Roma sono squadre estremamente calcistiche, dove perfino uno sport come il basket (secondo sport nazionale) stenta a decollare. Questo per dire che “Milano Roma = più soldi/interessi” non è assolutamente una cosa certa.
        E credimi che per il bord del pro14 noi potremo avere una franchigia anche a caltanisetta se questa porta a loro soldi. Magari credono che spostandole a Milano e Roma sia così ma evidentemente non conoscono bene l’italia rugbistica.
        Detto questo, che sono evidentemente opinioni, volevo solo farti notare che fare due franchigie federali aumenterebbe la spesa fir di 4/5 milioni di eurini all’anno.
        Poi come farebbero a sistemare il Flaminio e a fare le accademie a Trevis…emh Roma e Milano?

      3. Hrothepert

        @massimiliano, più che per te, era per il gentilissimo @try, che, come è assodato, quando un’ opinione non gli piace, usando l’ arma del becero sarcasmo, invece di portare la discussione su un livello di scambio, tende sempre a denigrare l’ altro, dimostrandosi oltretutto ignorante delle regole della buona educazione e del dibattito civile e se questo deve essere il tenore della discussione preferisco, sicuramente, essere ignorato.
        Se vuoi definire ideologico e parlare per partito preso la mia opinione sull’ organizzazione del movimento in maniera moderna, “votata” ad un professionismo di vertice, che sia reale e che sia ispirata al modello scozzese, movimento che è il più simile al nostro, per numeri e problematiche (che non sto qui a ricordare), mi sta anche bene, quelle che contano non sono le etichette ma i contenuti.
        Ti ringrazio per l’ invito e contraccambio volentieri, se ti capiterà di venire a fare del turismo sull’ Appennino Tosco Emiliano e di passare per la ridente e amena Cittadina toscana e longobarda di Barga, definita anche “The most Scottish town in Italy”, per via dei suoi legami con il paese del cardo (nonchè patria del seconda linea della nazionale George Fabio Biagi), sarò ben felice di offrirti un buon ristoro.
        @Try, il Rugby a Glasgow deve aver a che fare con Celtic, Rangers, Partick Tistle e Queen’s Park e con la Nazionale, infatti inizialmente i Warriors non è che avessero tutto questo seguito, ma si sono messi di “buzzo buono”, hanno lavorato molto sull’ aspetto promozionale e,complici anche i risultati arrivati sul campo,sono riusciti a consolidarli; a Edinburgo va un pochino meglio, ma, anche lì, l’ interesse è monopolizzato dal football, con Hibernian e Heart of Midlotian.
        Noi parliamo per…parlare, nè io nè te infatti siamo nella stanza dei bottoni e abbiamo la possibilità di avere reale cognizione della effettiva realtà economica della Federazione, di quello che può o non può permettersi, ecc., quindi rimaniamo nel campo delle ipotesi, il Mago G. (se non sbaglio) ha dichiarato che per i lavori di restauro ci sarà una partnership del CONI, be’ staremo avedere.
        Saluti a tutti!!!

      4. try

        io non sono certo nella stanza dei bottoni della fir, ma probabilmente mi sono sognato delle dichiarazioni fatte dal mega presidente dove affermava che non ci sono soldi per fare l’accademia a treviso.
        Oppure i buchetti quà e là nel bilancio (dopo aver bruciato anche il tesoretto “di” Dondi) senza mai sapere quanto effettivamente si spende per le Zebre.

        Eddai !!!

      5. Nuvole!

        Io le tue opinioni le rispetto, ma non mi sembra che la Scozia abbia avuto successo.
        Ci sono meno giocatori, meno societá, si gioca meno nelle scuole e meno successi internazionali rispetto all’era pre-professionistica. Ci sono piú equiparati e oriundi.
        Io spero che in futuro le cose vadano di bene in meglio, per la Scozia, ma per ora é ancora una scommessa aperta.

        PS ad Ayr e Dumfries c’é poca tradizione rugbystica (anche se Ayr negli ultimi anni ha vinto diversi scudetti, ma non é una societá storica), mentre Gala, per esmepio…

    5. Nuvole!

      Per esempio in Scozia gli sponsor li trova la SRU per tutti… e il pubblico é ancora scarso in confronto alla concorrenza…

  7. Sergio Martin

    La terza franchigia a Roma già esiste. L’abbiamo fondata io e San Isidro. Campo: er burone daa marana…

  8. Hrothepert

    I compagni, ormai, ci son giusto quelli di scuola e i camerati quelli militari, altrimenti sono sorpassate categorie novecentesche, un po’ come il concetto di privacy e il modello del movimento rugbystico italiano!!! 😀

  9. Poros

    Trapela un bel po’ di pessimismo nel video (simpatico, ma un po’ prevenuto).
    Se si parla di terza franchigia vuol dire che ci sono i soldi, i giocatori, i tecnici, le strutture e chissà, anche il pubblico.
    Avanti così, a tutta birra!

  10. Mamo

    Wilhelm, mantieni il set e i trucchi; domani aspettiamo il sequel riferito alla nuova maglia della nazionale ! (con inserti scritti che rimangono visibili il tempo giusto anche per i tardi)

  11. try

    Bravo Paolo.
    ti faccio un solo appunto: potevi metterci un bel “non so se mi ricandiderò…”
    Pensandoci bene però da film orror sarebbe diventato un film comico.

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