Spunti azzurri dopo il tour di giugno. E nel Tinello di Vittorio Munari l’analisi a freddo di All Blacks-Lions

Alcune cose hanno funzionato nelle gare contro Scozia, Fiji e Australia, altre invece per nulla. L’errore più grande? Accontentarsi delle prime e ridimensionare le seconde. E aalla Nuova Zelanda Vittorio Munari torna a parlare della sfida di Auckland

Un tour estivo è piuttosto lungo e le indicazioni che ne possono scaturire sono diverse, sia a livello individuale che di gruppo. Per noi giugno è tradizionalmente complicato, arriva a fine stagione, a oltre un mese dalla fine degli impegni delle nostre due squadre celtiche che rimanono le maggiori “fornitrici” di giocatori della nostra nazionale: negli anni le soddisfazioni che sono arrivate dal trittico del primo mese estivo sono oggettivamente davvero poche.
Cosa ci hanno detto le sfide con Scozia, Fiji e Australia? Qualche spunto: la condizione fisica è andata meglio rispetto al Sei Nazioni, l’unica gara in cui abbiamo sofferto davvero è stata quella con la Scozia ma a Singapore c’era un gran caldo e una umidità altissima. Vero, si tratta di condizioni con cui hanno avuto a che fare pure per i nostri avversari, che però stavano comunque messi meglio di noi (anche) sotto quell’aspetto. Contro Fiji e soprattutto Australia il gruppo è andato in crescendo, evidentemente il lavoro svolto in queste settimane ha portato benefici.
Abbiamo sempre grandi difficoltà nella costruzione della fase di attacco: inesistente o quasi con la Scozia, appena un pochino meglio con Fiji, abbastanza bene invece con l’Australia. A Brisbane la squadra è stata propositiva e ha giocato spesso con grande intelligenza. L’errore che oggi potremmo fare è quello di tenere solo quest’ultima dimenticandoci delle prime due, ma dobbiamo renderci conto che sono due facce di una stessa medaglia. Salvare quello che ci fa comodo e far finta del resto è il peggior atteggiamento che potremmo tenere. Quello meno intelligente.
Lo stesso dicasi per la mischia che ha giocato bene con i wallabies, ma non altrettanto con Fiji e Scozia: dobbiamo tenere tutto, il buono e il cattivo, e capire cosa e quando una cosa ha funzionato o cosa e quando non è successo.
Ultima cosa, l’atteggiamento mentale. Come capita da tanti anni a questa parte la nostra nazionale dà il meglio quando non ci si aspetta nulla, nel caso specifico la partita con l’Australia. Non è un caso e bisogna assolutamente lavorarci.

Ora facciamo un salto e andiamo in Nuova Zelanda, dove Vittorio Munari ci parla della prima sfida tra All Blacks e British & Irish Lions, stavolta andando più nel dettaglio…

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71 thoughts on “Spunti azzurri dopo il tour di giugno. E nel Tinello di Vittorio Munari l’analisi a freddo di All Blacks-Lions

  1. Bangkok

    Unico appunto: la mischia è andata bene contro Australia ma no altrettanto contro Fiji e Scozia???
    Contro la Scozia sicuramente ma contro Fiji hanno dominato, l’unica mischia non riuscita è stata, purtroppo l’ultima (che cmq era stata ugualmente vinta).

  2. AdG

    Più che commentate le partite degli AB andrebbero studiate, riproponendo ciò che è riproponibile con le proprie capre.
    Un commento tecnico non dovrebbe contenere troppi ” se” e troppi “ma”, trovo abbastanza succhevole la rilettura delle azioni per cui ” avrebbero dovuto fare così”, vedi la punizione non calciata.
    Interessante invece l’analisi del gioco di prime e seconde linee, vera architrave su cui impostare i dettami delle moderne strategie d’attacco. Non dimentichiamo cosa ha fatto ai mondiali U20 il tallonatore neozelandese, vero 3/4 aggiunto.
    Se il tono del commento riporta anche lo stato d’animo dei tifosi Lions, saranno ben in pochi che sperano nel ribaltone. Munari di sicuro non ci crede.

  3. gsp

    Qualche progresso si vede nelle ultime due partite, ma i risultati sono ovviamente negativi. l’anno prossimo si capisce davvero dove si puo’ arrivare e quanto valiamo. e sara’ un anno diverso, con Treviso finalmente in corsa, le zebre che hanno finalmente uno staff di livello ed una preparazione fisica unificata. buona vacanza ai ragazzi.

    1. Mr Ian

      Condivido in parte io tuo post. Meno sul discorso staff di livello delle Zebre, per staff di livello si intende uno skills coach, kicking coach e altro. Per adesso solo Orlandi e Troncon che ancora non sappiamo di cosa si occuperanno.
      Sarà fondamentale ripartire da in blocco collaudato, Benetton e lavorare su questi. Parlare di luce in fondo al tunnel è difficile, sperare che qualcosa possa cambiare plausibile.
      Quanto ai Lions, se si osserva la partita so vede la differenza di avanzamento tra le due squadre…oltre alle skills, tanta differenza sta pure la

      1. Mez10

        Cioè “differenza d’avanzamento”?
        Per l’Italia a sto giro son mancati i dettagli, piccoli particolari..
        quando mai si è vista in Australia una squadra italiana marcare più di una meta, segnare più di 20 punti e quasi portare a casa la partita, che, a 5 minuti dal termine era sul 28-27 con gli azzurri in superiorità numerica???
        vi aiuto: MAI!!!
        Perciò vero, 3 sconfitte, ma aspetti positivi ve ne sono, diversi!
        Quando si analizzano le partite si sottolineano vero le cose negative, quello che non ha funzionato, ma soprattutto le cose positive!
        COS ci sta portando per la rotta giusta, finalmente si inizia a vedere un bagliore al di fuori della imperitura tempesta!
        a quelli con la memoria corta: andate a vedere lo score storico di giugno della nazionale..

      2. Mez10

        che bella! difficilissima, anche se BB fa sembrare tutto di una facilità disarmante!

      3. Mr Ian

        I loro carriers hanno sviluppato altre capacità, evasione e rapidità fanno si che avanzi molto più facilmente rispetto a chi butta solo il peso…in questo frangente i Lions venivano stoppati sempre nell’ immediato

      4. gsp

        Ciao Ian, forse mi sbaglio. ma la situazione alle zebre a me sembra addirittura meglio quest’anno che l’anno scorso, nonostante le questioni societarie.

        lo staff, da quello che leggo in giro. E’ Bradley, Orlandi mischia (e per lui parla il CV), e Troncon. De marigny alle skills’ e’ vero che c’era l’anno scorso ma arrivo’ se non sbaglio dopo la preparazione che e’ la parte di stagione per fare quelle cose con continuita’ e calma. piu’ COS e Catt. E poi ci sono i nuovi preparatori atletici.

        ovviamente, tutto valutare sul campo che e’ sempre maestro. pero’ mi sembra una struttura gia’ molto migliore e specializzata.

      5. Mez10

        il passaggio tra gli avanti della “famiglia” diamante rombo, chiamala come ti pare, sulla linea del vantaggio è da un pezzo che si fa..ABs maestri..
        quasi più nessuno va dritto per dritto, l’ uscita dal frontale la fanno anche i piloni..

      6. rugbydinasty

        Giugno 1994 6 partite vinte su 6 giocate contro selezioni o squadre australiane. 18 giugno 1994 sconfitta 23- 20 contro l’Australia, a memoria ci hanno infinocchiato negli ultimi minuti. La seconda partita, l’abbiamo persa ancora, anche qui con un risultato onorevole.Son passati 23 anni e ci dimentichiamo, che avevamo una base di partenza invidiabile.
        Nb: Non sono quell’ italiano che vuole il miglior risultato tutto e subito. Come si evince son 30 anni che aspetto…qualche motivo per essere scoglionato lo devo avere.
        E una quasi vittoria giocando bene, non mi soddisfa.

    2. andreac

      condivido il tuo intervento, non si può ritenere positivo un tour che porta tre sconfitte su tre. Gli alibi sono tanti, la mancanza dei senatori , il fine stagione, ecc. Penso che il problema principale (o uno dei problemi) sia il saper sfruttare al massimo le occasioni che ti si presentano, il killer instinct utilizzato nel momento giusto. Non voglio fare congetture ma vedendo il tour la seconda e la terza partita si potevano portare a casa senza rubare nulla, nonostante tutti i nostri errori e i nostri limiti che conosciamo. Però nel momento X, quello dove veramente devi essere concentrato per arrivare al risultato , noi manchiamo SEMPRE l’obiettivo. Questo tour si poteva concludere con due vittorie e una sconfitta, entrambe le vittorie tra l’altro storiche. Continuo a pensare che la strada intrapresa da COS & Co. sia quella giusta ma oltre all’aspetto fit e allargamento della rosa si deve lavorare un sacco anche sull’aspetto mentale o le castagne dal fuoco non si toglieranno mai.

      1. Presumo che sia difficile sistemare tutte le magagne insieme e in 12 mesi.

        Se sistemano almeno la condizione atletica in modo da avere 30 atleti sempre a disposizione (vero Zanusso?), almeno hanno quella base su cui impostare il resto.

      2. andreac

        tutti si allena col tempo, e con le vittorie in pro12. Campagnaro è abituato a vincere, ha la mentalità vincente, deve essere cosi anche per gli altri e il pro12 è fondamentale. Se non vinci mai li non puoi pretendere di vincere con la nazionale, ma questo lo diciamo da sempre. Sono d’accordo che per tutto ci vuole tempo e tanto tanto lavoro comune coordinato

      3. ginomonza

        Frank mi dispiace ma purtroppo per Zanusso che assieme ad altri ho conosciuto a TV occorre guardagli le gamde soprattutto dal ginocchio in giù.
        Osservale bene e confrontale con i piloni del sud che corrono quasi come 3/4.
        Zanusso non lo può fare.
        Siccome questo è il trend attuale……

  4. rollingman

    credere che l’Australia fosse alla nostra portata mi fa pensare di aver visto un’altra partita, siamo rimasti agganciati nel punteggio quando hanno calato il ritmo pensando di aver già vinto, appena hanno accelerato sono arrivati in fondo come nel burro. Dobbiamo riconoscere le cose buone viste nel tour ma rimanendo con i piedi ben piantati in terra.

    1. andreac

      alla nostra portata o no a 10 minuti dalla fine con un uomo in più la potevi portare a casa come col SA. Parlo della partita in se, non del movimento ecc.

    2. AdG

      Rollinngman, il campo ha detto Australia, ma la cronaca della partita e le sensazioni della stessa lasciavano intravedere la possibilità di potercela fare. Specie con l’uomo in più.
      Ciò detto, ognuno della prestazione da le proprie opinioni che, come tali sono per definizione opinabili. Che,però, con l’Australia abbiamo giocato alla pari per tutto l’incontro ( giocare alla pari significa tenere aperto il risultato) con una prestazione molto buona è più un fatto che un’opinione.

      1. Mez10

        Beh a 5 dalla fine, sotto di 1, con l’uomo in più..più alla pari di così!
        ma l’Italia in Australia aveva segnato più di una meta, mai più di 20 punti..
        persa per i dettagli..2 falli, uno estremamente sciocco, han tagliato le gambe ai ragazzi nei 3 minuti finali..
        da lì le ultime due mete loro..

      2. gsp

        infatti Mez, se non e’ in bilico una partita sotto di uno a 5 minuti, con uomo in piu’…

      3. Jock

        Non mi sembra, credo che giocare alla pari voglia dire giocare alla pari. E, certo, non esiste una e una sola definizione, assoluta.

      4. Superignazzio

        Dici del tallonatore dell’ U20…
        Ha segnato la riserva degli AB e abbiamo visto come
        Questi AB potrebbero presentare 4 squadre e monopolizzare le semifinali di coppa del mondo

    3. rollingman

      rispetto le vostre opinioni (“a 5 dalla fine, sotto di 1, con l’uomo in più..” la partita è finita 40-27 NDT), anche a me piace vedere il bicchiere mezzo pieno, spero almeno che questo tour abbia almeno chiarito le idee a COS.

      1. Mez10

        Si sappiamo quanto è finita, sappiamo altrettanto che a 5 dalla fine eravamo sotto di 1, con l’uomo in più!
        “Credere che l’Australia…mi fa pensare di aver visto un’altra partita”..
        Probabilmente è vero!

  5. Gysie

    Cambio il nick in “Il pedante” 😉 Nel 1986 a Brisbane l’Italia perse 39-18 (mete di Stefano Barba e Fabio Gaetaniello), subendo una meta a tempo scaduto. Tre sconfitte non possono far gioire, ma sono meglio di cinque – rispetto al 6N è andata meglio soprattutto come atteggiamento e considerato che gli Azzurri erano reduci da una stagione di schiaffoni (morali oltre che fisici). A parte l’Inghilterra e l’Irlanda, le altre squadre europee hanno fatto fatica in questa “finestra”, anche considerando le assenze per i Lions ma comparando gli avversari. Il “peso” degli avversari è fondamentale per trarre qualunque tipo di conclusione: quindi direi che il dato è interlocutorio e vedremo già a novembre come leggere questo tour.
    Intanto la Georgia, che ha pure battuto Canada e Stati Uniti a casa loro ma depotenziati, ha perso nettamente contro l’Argentina in crisi.

  6. Il Camerlengo

    Io da buon ottimista quale sono dopo il match contro Australia vedo il bicchiere mezzo pieno.
    Segnali di ripresa ce ne sono e come si dice dalle mie parti si intravede la luce in fondo al tunnel.
    Ammetto che la cagata di Steyn mi ha fatto andare di traverso ova,bacon,fagioli in umido e anche il the verde.Anzi quello neroverde come dice qualcuno.
    Sicuramente I palati più fini del mio, che sono abituati a fare colazione con cappuccino e croissant non avranno avuto I miei stessi problemi.

  7. AdG

    Word Rugby, evidentemente, ha visto il bicchiere mezzo pieno in questo tour di giugno della Nazionale Italiana visto che ci ha passato dal 15° al 14° posto.

    1. andreac

      mi sa che più che worldrugby sia il sistema di calcolo che ci ha “aiutato” a riguadagnare una posizione. Comunque tra le fiji(10°) e l’italia (14°) ci sono più di 7 punti. Tanta roba.

      1. Mamo

        Infatti, Jock.
        Pubblicato da OA sport il 23 giugno 2017 da Roberto Santangelo alle ore 10:51 in Flash news, Rugby, Squadre.
        “…La sconfitta odierna costa infatti 28 centesimi di punto (determinante il fattore campo) ai samoani, che scendono da 71.25 a 70.97. L’Italia, anche in caso di sconfitta contro l’Australia, non scenderà al di sotto dei 71.00 punti attuali e quindi sicuramente sorpasserà Samoa, anche se solo per 0.03.”

      2. AdG

        @Andreac, solo l’idea che l’Italia possa salire nel Ranking, a te e a molti cultori della teoria del tanto peggio tanto meglio, fa venire l’orticaria. Invece una posizione l’abbiamo guadagnata, guarda un po’ gli scherzi del destino. Valuteremo a fine del primo mandato di O’Shea anche questo genere di avanzamento. Certo che se il trend è questo il risultato sarà di una posizione all’anno.

      3. andreac

        @adg io invece sono ottimista, credo che il nuovo staff stia facendo un buon lavoro e che la strada intrapresa sia finalmente quella, però non penso si possa essere felici della situazione del rugby nel nostro paese dove troppo tempo si è perso e troppi soldi sono stati buttati al vento. Cambierà? ce lo auguriamo tutti, per adesso i risultati( quelli veri) non sono soddisfacenti, con o senza la posizione in più nel ranking, che tra l’altro secondo me, ha un sistema di calcolo molto imperfetto

      4. Rugbydinasty

        AdG, a qualcuno viene l’orticaria…..altri godono nel mettere il sedere nelle ortiche

  8. luis

    Non è che in un niente si può pensare di risollevare un movimento che per troppi anni si è lasciato andare alla deriva, pensando che bastassero il soliti c.t.stranieri che con la bacchetta magica trasformassero il tutto con un tocco.
    Il professionismo,quello vero, impone scelte precise, progetti e persone capaci e competenti a tutti i livelli. Colpevolmente tardi stiamo cominciando a fare qualcosa e la strada di COS & c. è sicuramente giusta, ma ci vuole tempo per agire sempre più in profondità e per iniziare a vedere risultati bisogna armarsi di pazienza, intanto si fà con quello che si dispone attualmente.
    Elementi positivi ( anche negativi ) ce ne sono, importante era cominciare a mettere a posto le cose al meglio, ricordiamoci che i ns.ragazzi vengono quasi esclusivamente da due realtà perdenti che nelle ultime stagioni li hanno prostrati mentalmente.
    E’ soprattutto nelle due franchigie dove bisogna lavorare per l’immediato, mentre il lavoro immane riguarderà i giovani.Abbiamo voltato pagina, non aspettiamoci al solito i miracoli, ma crediamoci con voglia e impegno e non spariamo subito al “pianista”, come al solito.
    P.s.: I ragazzi sono da sostenere e da lodare per l’impegno, poi palesemente qualcuno non è adatto per il livello, accade, ma rispettiamoli. Casomai cerchiamo di capire il perché di certe situazioni.

    1. AdG

      Condivido, aggiungendo che in questi primi mesi l’unica leva sulla quale O’Shea può agire è la condizione fisica e psicologica assumendo. Mi sembra che qualcosa in questo senso si sia mosso.

    2. Jock

      Che WR vada a cercare di vedere il bicchiere mezzo per fare un favore a chi ha problemi con il livello del suo campionato nazionale e ne crea al board del Six e del Pro 12, lo trovo, come dire, vagamente ottimistico. Che siamo saliti dal 15 al 14, come avessimo scalato, chissà che picco, visto quello cui potremmo aspirare, pure. Detto questo, chissà che i miglioramenti continuino e che cominciamo, con tempo, a rifarci la bocca e a riprenderci le soddisfazioni. E avverrà.

      1. Jock

        @mamo, allora bisogna ringraziare Samoa che le busca (i nostri ragazzi sul campo, sempre, per primi), e a WR bisogna regalare occhiali con le lenti rosa, quando fa conti e guarda, concentrato, a cosa combina l’Italia.

      2. Jock anch’io come te sono ottimista per il futuro perché son certo che dalla generazione U20, crescendo sotto l’egida COS e Aboud, salteranno fuori ottime alternative.
        Non faccio i nomi altrimenti mi scappa di nuovo la ridarola.

      3. Jock

        @AdG, io, veramente, cultore del tanto peggio tanto meglio mai stato, se ti riferisci anche a me e mi metti nel mazzo di quelli. Direi, solo del tanto meglio; mi sembra; se l’Italia guadagna una posizione ne sono felice, ma aldilà delle questioni di lana caprina, ciò avviene perché scende Samoa, ed è un fatto non discutibile. Come è un fatto altrettanto indiscutibile che su tre abbiamo perse tre. Detto questo, speriamo tutto vada, e andrà certo, meglio, ma mi pare che il discorso di @andreac fili bene

      4. Jock tu lo sapevi che il congiuntivo può essere utilizzato solo nel caso si voglia rappresentare un’azione incerta, sperata o comunque dubbia.
        Esempio: non si dice “.. ogni qual volta abbia assistito a una partita del Benetton” perché, avendoci assistito veramente, si esprime una contraddizione.
        Forma corretta: ogni qual volta ho assistito .. .
        Scusami se faccio il professorino ma non è ammissibile sbagliare i congiuntivi.

    1. Il Camerlengo

      Frank
      tu con I tuoi interventi dimostri di avere la stessa simpatia di un grosso termometro rettale.
      Quando comincerai a studiare invece che passare le gionate a scrivere minchiate su un blog sarà sempre troppo tardi

  9. AdG

    Sarà anche una battuta, tra l’altro spero tu l’abbia capita, ma racchiude una verità. Se tu giudichi la posizione internazionale di una nazionale attraverso il ranking di World Rugby, la gran parte dei commentatori se ne riempiono bocca e tastiera, tale metodo “acritico” va usato nei due modi sia a scendere che a salire. Senza se e senza ma. Mio caro ( si fa per dire).
    Io sono stato sbeffeggiato ogni qualvolta abbia sostenuto che il ranking non vale una minchia, ma le uniche classifiche che contano fra due nazione sono quelle fatte negli scontri sul campo .
    Qunidi attenzione ai due pesi e alle due misure.

    1. Io l’ho capita, tu mi sembri averla capita, e ti ho ho pure risposto in tono scherzoso.

      Mi pare che l’unico a non averla capita sia il nostro amico che conduce le truppe cammellate, il quale evidentemente ha bisogno di qualche integratore potente.

    2. PS:

      Parzialmente d’accordo sul discorso ranking.

      È un indicatore di tendenza.

      Per cui, nel breve periodo, a mio avviso, conta poco, alcuni minimi spostamenti a volte sono quasi automatici.

      Ma, nel lungo periodo, può essere un valido indicatore della salute di un movimento intero.

      Agree?

  10. Sinceramente non vedo nessun miglioramento.. è da pazzi pensare che abbiamo sistemato touche e mischia in due settimane ed anche il gioco offensivo.. secondo me rimane + probabile che le fiji rimangono disorganizzati(non come 10 anni fa) mentre l’australia non ha badato molto a difendere..

    1. Jock

      @fracasso, fammi andare a prendere il treno senza farmi cadere in Adige dal ridere: quello è R2D2. Senza @. A proposito, @Adg: novità?🤓. Tutto improvvisato, parola d’ onore.

      1. piacenza

        Carissimo Jock, sempre a stuzzicare smpaticamente. Certo, se uno stacca di lavorare alle 5 ne ha ben donde (temevo fossi piú anziano, buon per te). Sicuramente usi il tempo libero al campo per dare una mano, giusto? Complimenti ancora. Mi spieghi invece, mentre stai in treno (?) cosa hai tanto da ridire a AdG? Abbiamo detto che stiamo un pó piú tranquilli a commentare, giá dimenticato? Saluti

  11. Mr Ian

    solo ora sono riuscito a sentire le parole di Munari, confermo quanto detto prima sul martellamento degli avanti AB’s..quanto al game plan, mi sono ricordato che il gioco visto sabato dei tutti neri è stato uguale al game plan messo in pratica dai Chiefs contro i Crusaders nell ultimo incontro di SR…

  12. Giovanni

    Si è concluso il primo anno di gestione O’Shea e si può tracciare un primo provvisorio bilancio.
    In realtà l’anno si sarebbe concluso a fine maggio, ma al tour estivo 2016 il nuovo staff si era insediato da pochissimi giorni e quindi è giusto considerarlo come un prologo, parte integrante dell’annata che va in archivio.
    Finora i risultati conseguiti dall’irlandese sono i seguenti (tra parentesi: parziale I tempo, mete e metaman azzurri):
    – 2016
    11 giugno; Argentina-Italia=30-24 (17-16; 2-2; Sarto, Favaro)
    18 giugno: USA-Italia=20-24 (10-11; 2-2; Gega 2)
    25 giugno: Canada-Italia=18-20 (9-9; 0-1; Gega)
    12 novembre: Italia-Nuova Zelanda=10-68 (3-35; 1-10; Boni)
    19 novembre: Italia-Sud Africa=20-18 (10-12; 2-2; Van Schalkwyk, Venditti)
    26 novembre: Italia-Tonga=17-19 (7-3; 2-1; Cittadini, Allan)
    – 2017:
    5 febbraio: Italia-Galles=7-33 (7-3; 1-3; Gori)
    11 febbraio: Italia-Irlanda=10-63 (10-28; 1-9; m.tecnica)
    26 febbraio: Inghilterra-Italia=36-15 (5-8; 6-2; Venditti, Campagnaro)
    11 marzo: Italia-Francia=18-40 (11-16; 2-4; Parisse, Esposito)
    18 marzo: Scozia-Italia=29-0 (15-0; 4-0; -)
    10 giugno: Scozia-Italia=34-13 (15-3; 5-2; Campagnaro, Esposito)
    17 giugno: Fiji-Italia=22-19 (14-9; 3-1; Mbandà)
    24 giugno: Australia-Italia=40-27 (21-13; 6-3; Campagnaro, Padovani, Benvenuti)

    Totale:
    Giocate: 14; Vinte: 3; Perse: 11. Percentuale: 21,4%
    Casa: 1-5; Fuori: 2-5; Neutro: 0-1.
    Punti realizzati: 224 (media: 16,0); primi tempi: 117; secondi tempi: 107
    Punti subiti: 470 (media: 33,6); primi tempi: 203; secondi tempi: 267
    Mete segnate: 22 (media: 1,57); Sei Nazioni: 6 (media: 1,2)
    Mete subite: 57 (media: 4,07); Sei Nazioni: 26 (media: 5,2)

    Si vede come ad un 2016 dal bilancio in parità (3 vinte e 3 perse) e con numeri più che positivi, sia seguito un 6N disastroso, con una ripresa nel tour appena concluso. Solo contro Tonga gli azzurri hanno segnato più mete degli avversari, mentre nei secondi tempi il divario, in termini di punti, tende ad aumentare. Inoltre, laddove gli azzurri riescono a subire non più di 2 mete segnate, se la giocano fino in fondo (fa eccezione l’ultima con gli Aussie). Ovviamente, le statistiche vanno prese come semplice curiosità, dato che ogni partita ha una propria storia (inoltre andrebbero anzalizzati possesso, turnover, percentuali sulle fasi statiche, quelle sui piazzati, numero di falli commessi, tempo complessivo in superiorità/inferiorità numerica e così via), ma danno un’idea generale di quale sia stato il trend in questi 13 mesi.
    Va ricordato che da quest’anno il 6N ha uniformato le regole di assegnazione dei punti al resto del mondo e gli azzurri hanno ottenuto zero punti, riuscendo a negare il bonus mete al solo Galles.

    Questi i giocatori impiegati finora da COS (E=Esordiente):
    Ceccarelli, Cittadini, Ferrari(E), Lovotti, Panico(E), Quaglio(E), Chistolini, Rizzo, Zani(E), Pasquali(E), Fabiani, Gega, Ghiraldini, D’Apice, Bigi(E), Bernabò, Fuser, Geldenhuys, Biagi, Ruzza(E), Budd(E), Barbieri, Favaro, Mbandà(E), Steyn, Van Schalkwyk, J.Sarto, Negri(E), Parisse, Minto, Furno, Lazzaroni(E), Gori, Palazzani, Bronzini(E), Violi, Tebaldi, Allan, Canna, Bisegni, Boni(E), Campagnaro, Castello(E), Esposito, L.Sarto, Venditti, McLean, Benvenuti, Sperandio(E), Odiete, Padovani
    Totale: 51; Esordienti; 15.

      1. Giovanni

        Fonti principali: OnRugby (per starting lineups e caps) e Repubblica (tabellini)
        Inoltre, se sei interessato ad approfondire le statistiche delle partite del 6N, ti suggerisco questi:
        Ita-Wal: http://www.rbs6nations.com/it/matchcentre/partite.php?section=stats&fixid=204326
        Ita-Irls: http://www.rbs6nations.com/it/matchcentre/partite.php?section=stats&fixid=204327
        Eng-Ita: http://www.rbs6nations.com/it/matchcentre/partite.php?section=stats&fixid=204332
        Ita-Fra: http://www.rbs6nations.com/it/matchcentre/partite.php?section=stats&fixid=204334
        Sco-Ita: http://www.rbs6nations.com/it/matchcentre/partite.php?section=stats&fixid=204336
        Nel caso dovessi trovare quelli delle altre partite potresti linkarli qua sotto? Thanks.

      2. Giovanni

        C’è un’imprecisione: all’intervallo di Eng-Ita il punteggio era 5-10 e non 5-8.

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