Rock Ruck Rugby: un podcast che sa di Leoni di Treviso e profuma di Champions Cup

Il Grillotalpa e Antonio Raimondi di nuovo con le cuffie e di nuovo davanti a un microfono per il podcast ovale più bello d’Italia (o almeno ci si prova…)!
Un appuntamento che parte dalla fine del Sei Nazioni per gettarsi tra le braccia biancoverdi del Benetton Treviso uscito vittorioso dalla partita con gli Ospreys: ne parliamo con Marius Goosen. Graditissimo ospite – come sempre – anche Vittorio Munari, con cui affrontiamo il tema Champions Cup, anche in chiave italiana…
Qui sotto potete ascoltare o scaricare la puntata. Per il supporto tecnico si ringrazia come sempre PES!

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Rock Ruck Rugby e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

18 risposte a Rock Ruck Rugby: un podcast che sa di Leoni di Treviso e profuma di Champions Cup

  1. Mez10 ha detto:

    Curioso che quando si parla di Gavazzi i commenti si sprechino, mentre quando Treviso batte la seconda in classifica con una gran prestazione per tutti gli 80 minuti non si dice manco mezza parola!
    mah!!!

    • Mez10 ha detto:

      scusate sbagliato post!

    • Mamo ha detto:

      Magari fosse un articolo Mez ! Trattando del Benetton l’avrei commentato esattamente come ho fatto di là.
      Il fatto é che son 36 minuti di sonoro e non sempre, o meglio non in ogni momento, sono in grado di ascoltarli.
      Non vedo l’ora.

      • Mez10 ha detto:

        in realtà leggevo il post del dopo partita, ho fatto casino io coi commenti..non intendevo nel pezzo di stamattina, dicevo in generale..vabbè dai il concetto rimane..
        Treviso batte Ospreys secondi in classifica è possibile finalista del torneo..

    • piacenza ha detto:

      hai perfettame ragione invece. e oggi dovremmo discutere della gravissima situazione alle Zebre, dove un piccolo gruppo di interesse, molto probabilmente capeggiata dal consigliere FIR Cantoni, già attore nel fallimento Aironi, sta tenendo “in ostaggio” la seconda realtà rugbistica italiana, interamente pagata dalla federazione.

  2. Rabbidaniel ha detto:

    Sul problema dell’appeal dei club/franchigie si è fatto pochissimo. Anch’io conosco molti che vanno a vedere la nazionale, facendosi gran trasferte, che non sanno, poi, che Treviso non gioca il campionato nazionale. E qui tutti dovrebbero fare un bel mea culpa per come è stato gestito e impostato il movimento nell’ultimo decennio, almeno.

    • xnebiax ha detto:

      Ma anche l’Eccellenza non è così male, e meriterebbe il triplo degli spettatori.

      • Meridion ha detto:

        Riempire già gli stadietti che ha sarebbe fantastico, anche in termini di potenziali sponsor.

    • Hrothepert ha detto:

      Rabbi, il problema del popolo dei “Parrucconi”, che lo trovi a vedere le partite della Nazionale, a Roma, o in ogni altro stadio del 6Ns e non sa che esista e c cosa sia il Pro12, che esistano le franchigie, cosa esse siano e che la Benetton sia una di esse, ha origini più antiche dell’ ultimo decennio, ed è legato al fatto che andare a vedere il Ns fa figo e che è l’ occasione per andare a fare una vacanza!!!

      • fracassosandonà ha detto:

        @hrot:
        quello che tu chiami problema per me è la soluzione:
        più parrucconi e meno intenditori allo stadio e si risolvono tutti i problemi…
        bisogna svecchiare il pubblico: tanta gente non viene più allo stadio perché è stata sepolta…
        sugli spalti senti parlare più di pensione e di infarti che di *iga e baeon…

        devi far diventare figo anche andare a vedere pro12 ed eccellenza e se non capiscono il gioco le prime tre partite, cominceranno a capirlo dopo la quarta… magari se chi sa le regole gliele spiega amichevolmente senza troppa supponenza tornano anche più volentieri…
        o pensi davvero che tutti quelli che vedono le partite in francia ed in inghilterra siano tutti ex nazionali?

        quanto al servizio audio lo ascolterò tornando stasera…

      • jacoponitti ha detto:

        Quoto fracasso. Il rugby sta tentado di allargare i propri confini (anche a livello internazionale) e per farlo deve conquistare nuovi adepti, Anche fra i barbari. Soprattutto fra i barbari. E senza avere paura che questo ci faccia perdere la nostra “verginità” (a volte più presunta che reale)

      • Hrothepert ha detto:

        Rabbi, uno non deve andare allo stadio, qualunque esso sia,perchè fa figo, ma perchè gli piace lo sport, o lo spettacolo, se preferisci, al quale va ad assistere e, per farlo, non occorre esere ex nazionali, ex giocatori o ex tecnici; in quanto al dare spiegazioni agli inesperti, confesso che è qualche anno che non ritorno ad assistere a una partita della Nazionale, ma non mi ricordo di persone che avessero l’ umiltà di chiedere spiegazioni, sul regolamento o sullo svolgimento del gioco, invece mi ricordo di un bel numero di “coglioni” che, al momento di una trasformazione, o di un calcio di punizione, fischiavano il calciatore avversario, che inveivano contro l’ arbitro ogni qualvolta fischiava una punizione a sfavore, o maledicevano i nostri ogni volta che perdevano l’ ovale; io, da parte mia, non ho l’ arroganza di andare a dare insegnamenti non richiesti, a parte dire, lo confesso,: “Ma che quaxxo fischi, se vuoi fischiare vai a guardare il calciopalla che è meglio!!!”!!!

      • Hrothepert ha detto:

        Chiedo venia Fracasso, non Rabbi.

      • Stefo ha detto:

        Hro per me il problema e’ trasferire quelli che chiami parrucconi che per me sono curiosi e/o persone che avnno al’evento in appassionati.
        Non puoi rifuggierli o schifarli perche’ non hanno il comportamento “consono” inizialmente ma puntare a far si chediventando invece che clienti occasionali ma clienti continui imparino a vivere il prodotto rugby secondo i suoi canoni.
        Sui fischi ed urli agli arbitri sfondi una porta aperta, ma l’obiettivo non dovrebbe essere cacciarli ma renderli partecipi in mnaiera diversa.
        Questo pero’ bisognerebbe farlo senza andare a fare la massificazione televisiva per i papabili nuovi fan di cui scrivevo ieri e che in molti han poco compreso soffermandosi troppo sul SR invece che capire che il mio era un discorso generale, che partiva dal SR per ampliarsi.

        Per il resto sempre un bell’ascoltare Paolo, molte cose interessanti, peccato che nel parlare Munari alla fine abbia perso LEinster Wasps non dicendo cosa pensa di quelal che per me e’ la partita piu’ aperta ed equilibrata dei quarti e che temo molto visti anche alcune mollezze difensive oscene con Cardiff per quello che possono fare coi 3/4. Per le altre…io sta grande possibilita’ che Glasgow faccia la sorpresa non al vedo, penso che sia invece il quarto piu’ scontato, troppa roba questi Saracens e se guardiamo alla stagione degli Scozzesi un po’ troppo altalentanti nelle prestazioni. Munster favorito anche se molto dipendera’ dalla presenza o meno di Murray calcolando che Duncan Williams quando gioca offre un rendimento molto inferiore.

        Per Treviso non ho ancora avuto la chance di vedere la aprtita comunque sia bravi, ottimo risultato….basta pero’ ora non iniziare voli pindarici, ma tenere i piedi ben saldi epr terra.

  3. Mamo ha detto:

    Oh là !
    Innanzitutto bello che per Raimondi non sia del tutto vero che arriva il tempo della noia rugbystica perché rimangono pur sempre i nostri campionati nazionali e quel “Andare al Campo” è una frase di chi ci va a seguire il “Rugby da Marciapiede” come lo definisce @Malpensante (di cui si sente sempre di più la mancanza).
    Goosen, Marione, ho fatto fatica a seguirlo perché sembrava stesse parlando mentre faceva la pipì, comunque non mi sembra si sia sbilanciato in giudizi o pronostici. Lui, insomma.

    Adesso spero di non attivare quella bolsa contrapposizione fra Gavazziani contro quelli che, nella fantasia di qualcuno, sono tacciati d’esser Munaristi (mi sembra più bellino di Munariani).

    Per me Munari ha letto i Post dell’altro giorno perché ha risposto a tutti quelli che lo accusavano, prima come allenatore del Petrarca e poi come dirigente del Benetton, di non aver fatto nulla per il Rugby nazionale italiano.
    Non sta a me ripetere quello che si puoi ben sentire nella registrazione qui sopra.

    Non ci avevo pensato, ma credo abbia ragione (tanto per cambiare 😉 ) quando dice che al Benetton manca un vero leader in campo. Io sono ottimista perché la leadership si acquista con il tempo trascorso insieme e come sottolinea Goosen c’è bisogno ancora di tempo. Non credo sia una scusa perché son convinto che nel rugby, sport ancor più di squadra rispetto agli altri, l’amalgama prima fra i singoli reparti e poi tutti insieme sia fondamentale.

    Bella chiacchierata, grazie Wilhelm.

  4. fabiogenova ha detto:

    Bravo Paolo. Belin, era una vita che volevo sentire Goosen dal vivo..

  5. Nuvole! ha detto:

    Mi piace ascoltare questi podcast, c’e’ uno spirito rilassato e sereno che apprezzo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...