La foto del giorno: Rovigo, dove anche l’elenco telefonico è rossoblu ovale

Graham Henry e quel Francia-Nuova Zelanda del 2007 al retrogusto (per lui) di combine

Il ko è tra quelli che hanno fatto davvero male, tanto è vero che a distanza di quasi 5 anni se ne parla ancora. In Nuova Zelanda il ko subito con la Francia a Cardiff nei quarti di finale del Mondiale del 2007 non è stato ancora digerito, un 18-20 di cui ancora non ci si capacita un granché. Quel 6 ottobre andò infatti in scena una mezza tragedia nazionale a Auckland e dintorni. Succede nello sport, basta farsene una ragione.
Poi arrivano le recriminazioni, anche a distanza di 5 anni. E alcune lasciano francamente stupiti. Come quella a cui si aggrappa il ct neozelandese dell’epoca, quel Graham Henry che nel 2011 riportò il titolo iridato agli All Blacks, guarda caso proprio contro la Francia: secondo Henry quella partita fu sostanzialmente venduta. E l’allenatore non lo ha detto in una intervista ma lo lascia intendere (usando abili giri di parole, “It wasn’t politically correct to even suggest the match officials might have favoured one team”) nella sua autobiografia in uscita, Graham Henry Final Word, lavoro a quattro mani con Bob Howitt.
Principale colpevole è la terna arbitrale: Wayne Barnes, Jonathan Kaplan e Tony Spreadbury. Henry si è visto e rivisto la partita per decine di volte e ha deciso che la Francia avrebbe dovuto essere penalizzata dagli arbitri una quarantina di volte ma sul campo la Nuova Zelanda potè godere solo di due punizioni a favore. Senza dimenticare il passaggio in avanti che avrebbe viziato la meta francese decisiva.
Le statistiche della rilettura del match fatte da Henry parlano di una squadra – gli All Blacks – che pur dominando sono usciti incredibilmente sconfitti e la risposta che si è dato è che le cose non sono andate in maniera regolare e che l’IRB avrebbe dovuto aprire un’approfondita inchiesta, cosa che però non è mai stata fatta.
Henry nel libro dice che rivedendo le immagini della partita è dovuto correre in bagno a vomitare e si chiede come mai l’International Borad non fece nulla per una cosa che in altri sport avrebbe destato scandalo.

Nel libro Henry rivela anche che Richie McCaw nella finale della RWC 2011 smise di seguire gli indirizzi che arrivavano dalla panchina e che nell’ultima mezz’ora fece sostanzialmente di testa sua. Chissà cosa sarebbe successo se la Francia avesse vinto… (e mi chiedo nel giro di quanti anni vedremo McCaw nel ruolo di ct tuttonero).

Melegari e Crociati: due pesi e due misure?

Umberto Nalio per Il Resto del Carlino, Rovigo

IL PRIMO atto della stagione 2012/13, da parte delia Commissione Giudicante della Fir ha colpito duramente Silvano Melegari, magnate di Viadana, reo di aver «violato le regole di correttezza imposte dai Regolamento di Giustizia». Così cita il dispositivo che sospende per quattro mesi l’ex primo dirigente degli Aironi che, come dicono a Napoli, si sente «cornuto e mazziato». E’ stato punito come presidente di una società che proprio mamma Fir ha prima voluto e poi fatto sparire, noncurante del fatto che Melegari e soci, istituzioni locali comprese, abbiano, nei due anni di vita della creatura, programmato investimenti e speso milioni di euro, per portare avanti il progetto Ceitic. Una punizione che da più parti si
dice odori di «vendetta e ripicca». Sono successe troppe cose che non sono piaciute a molti simpatizzanti della palla ovale, guarda caso proprio in concomitanza del prossimo rinnovo delle cariche federali. Eppure ancor oggi, a distanza di almeno un paio di mesi, non sono state rese note le reali motivazioni che hanno spinto la Fir a tagliare gli Aironi, per far posto alla franchigia parmense.
A Viadana si dicono sempre più convinti che sia stato tutto pilotato da alcuni personaggi che avrebbero anteposto i loro interessi a quelli dei rugby nazionale. Sempre secondo voci che arrivano dal Po, il presidente Dondi non sarebbe stato d’accordo con questa linea di condotta. Molti sono stati infatti gli incontri tra Dondi e Melegari, che avrebbero, secondo fonti ben informate, portato ad una soluzione ottimale per la nascita degli Aironi 2, tanto da indurre la dirigenza mantovana a firmare tutti i contratti con i giocatori, programmando anche nuovi arrivi, con molta attenzione al bilancio. Cosa poi sia successo abbiamo più volte, ma inutilmente, cercato di capirlo.
Viene punito Melegari, ma i Crociati, che non hanno rispettato i patti parasociali della franchigia (più di un milione di euro non versati), restano bellamente al loro posto. Viene sanzionato Melegari che riceve anche attacchi per i buchi di bilancio, in buona parte determinati dai contratti principeschi ‘imposti’ dalla Fir per giocatori quasi a fine carriera. Ancora una volta ad uscirne sconfìtto è il rugby che, in situazioni simili, non può certo rifarsi a «regole di correttezza» per giustificare simili ingiustizie.

Western Force getta la spugna: Pocock se ne va ai Brumbies

Alla fine se ne va davvero. Dopo mesi di voci, conferme e smentite è arrivata l’ufficialità: David Pocock lascia Western Force. L’annuncio è stato dato dalla franchigia di Perth.
Il flanker ha firmato un contratto di tre anni con i  Brumbies di Jake White, squadra a cui il capitano della nazionale australiana era stato più volte avvicinato negli ultimi mesi.

Super Rugby: gli Sharks battono gli Stormers (19-26) e volano in finale

Gli Sharks espugnano la tana degli Stormers a Cape Town (prima squadra a riuscirci quest’anno) e si guadagnano il diritto di giocarsi la finalissima di Super Rugby. Una partita che ha sempre avuto il bandolo della matassa dalla parte della franchigia di Durban. In finale a Hamilton (Nuova Zelanda) affronteranno i Chiefs.

The scorers:

For the Stormers:
Try: Aplon
Con: Grant
Pens: Grant 4

For the Sharks:
Tries: Ludik, Pietersen
Cons: Michalak 2
Pens: Michalak 2
Drops: Michalak 2

The Stormers: 15 Joe Pietersen, 14 Gio Aplon, 13 Juan de Jongh, 12 Jean de Villiers, 11 Bryan Habana, 10 Peter Grant, 9 Dewaldt Duvenage, 8 Deon Fourie, 7 Rynhardt Elstadt, 6 Siya Kolisi, 5 Andries Bekker, 4 Eben Etzebeth, 3 Brok Harris, 2 Tiaan Liebenberg, 1 Steven Kitshoff.
Replacements: 16 Frans Malherbe, 17 Deon Carstens, 18 De Kock Steenkamp, 19 Don Armand, 20 Louis Schreuder, 21 Burton Francis, 22 Gerhard van den Heever.

The Sharks: 15 Riaan Viljoen, 14 Louis Ludik, 14 JP Pietersen, 12 Tim Whitehead , 11 Lwazi Mvovo, 10 Frederic Michalak, 9 Charl McLeod, 8 Ryan Kankowski, 7 Marcell Coetzee, 6 Keegan Daniel (c), 5 Anton Bresler, 4 Willem Alberts, 3 Jannie du Plessis, 2 Bismarck du Plessis, 1 Tendai Mtawarira.
Replacements: 16 Craig Burden, 17 Wiehahn Herbst, 18 Steven Sykes, 19 Jean Deysel, 20 Jacques Botes, 21 Odwa Ndungane, 22 Meyer Bosman .

Venue: Newlands Stadium, Cape Town
Referee: Steve Walsh
Assistant referees: Jaco Peyper, Marius Jonker
TMO: Shaun Veldsman