Rovigo tra alleanze venete e vecchie amicizie gallesi

da Il Gazzettino

Dopo il “grande freddo” sembra iniziato il disgelo fra Femi Cz Rovigo e Benetton Treviso. La collaborazione fra le due realtà dovrebbe portare in rossoblu la 19enne ala
trevigiana Allison Gobbo. Le trattative sono in fase avanzata. Un cambiamento da leggere anche in vista dei prossimi schieramenti elettorali?

Ivan Malfatto, Il Gazzettino

L’Eccellenza e la Challenge Cup serbatoio dei talenti gallesi, invece che italiani, ancora acerbi per il Pro12. Sta per diventare un altro paradosso del nostro rugby. Da aggiungere all’impossibilità di liste aperte dei giocatori club-franchigie, alla norma sui permit player pilotati dalla Fir, al no a rinforzare le italiane di Challenge con atleti non usati da Treviso e
Zebre in Heineken. Ad aprire il fronte della nuova collaborazione, foriera di molteplici evoluzioni, dovrebbe essere Rovigo. Gemellato con gli Ospreys, campioni di Rabodirect Pro12. La franchigia gallese vuole far crescere uno suo giovane con un’esperienza estera. La
FemiCz Vea è contenta di fargli da balia e sta definendo l’arrivo di un seconda-terza linea nazionale del Galles under 20 (3° ai Mondiali). Il giovane trascorrerà un anno a Rovigo, sui luoghi dei connazionali predecessori Carwyn James, Prosser, Welch e Thomas. Riceverà vitto e alloggio, l’ingaggio resterà in carico agli Ospreys. Si perfezionerà con l’all black
Andy McDonnell, tecnico della mischia consigliato ai Bersaglieri proprio dai gallesi. Giocherà le partite di Challenge, dove non c’è limite di comunitari, e di campionato se mancherà uno quattro stranieri. Nella finestra del Sei Nazioni u20 tornerà in Galles, poi concluderà la
stagione a Rovigo. (…)
Possibile che una collaborazione simile nasca con franchigie straniere e non italiane? Qui
addirittura si potrebbe andare oltre. Creando una filiera club veneti-Benetton, club di altre aree-Zebre, rinforzando così gli uni, le altre e di conseguenza la Nazionale. Ma le norme dettate dalla Fir finora lo impediscono.

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4 risposte a Rovigo tra alleanze venete e vecchie amicizie gallesi

  1. Matteo ha detto:

    secondo me da esterno Rovigo fa benissimo a “raffinare” i giovani gallesi dimostrando alla federazione che non può essere lei soltanto a formare i rugbysti, anche se va detto un gallese di 20 anni ha molta più esperienza di un parietà italiano, e dimostrando che con la giusta programmazione (quella gallese) i risultati si possono ottenere. Se non ricordo male anche tale Umaga è passato per il campionato italiano in u altro periodo e proprio nella fase di formazione tattica che va dai 17 ai 22 anni.Quindi se si vuole si putrebbe fare anche con gli italiani
    PS non dico che i giovani devono giocare per forza ma farli allenare con i più grandi sì e verdere se reggono il ritmo

  2. Tony ha detto:

    X favore: fate leggere questo articolo a Gavazzi….thks!

  3. steve ha detto:

    Da Rovigo: bella storia….

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