Van Niekerk a Treviso? Pizarro a Rovigo?

Andrea Nalio per Il resto del Carlino di Rovigo

LE STRADE di Joe Van Niekerk e della Rugby Rovigo potrebbero separarsi a fine stagione. Il forte centro di origine sudafricana interessa fortemente alla Benetton Treviso in vista della prossima edizione della Pro 12. Età (ad agosto Joe compirà 23 anni), qualità tecniche e
margini di miglioramento pare abbiano convinto la dirigenza trevigiana riguardo un suo sempre più probabile ingaggio.
Fonti molto vicine al club biancoverde, infatti, darebbero l’affare sul rettilineo conclusivo,
anche se nulla ancora è stato definito in via ufficiale. L’incerta situazione vissuta ad oggi dal club rossoblu, il cui destino si deciderà solamente dopo l’ultima sfida di regular season contro il Petrarca, non gioca a favore dei giocatori che, comprensibilmente, analizzano anche altre possibilità in vista del prossimo campionato.
Il possibile addio di Joe, che ha un vincolo con il Rovigo fino al 2013 – ma il ds Canale ha ribadito più volte la volontà di non trattenere gii atleti indirizzati in ottica celtica (a fronte comunque di un indennizzo) – riapre le porte dei Battaglini al centro Gabriel Pizarro. La complicata situazione vissuta in casa Aironi rischia di penalizzare diversi giocatori, tra cui il
forte centro italoargentino. Un suo eventuale ritorno in rossoblu è già stato preso in considerazione dalla società di via Alfieri che oggi, dinanzi la possibilità di saiutare Van
Niekerk, avrebbe già pronta l’alternativa su cui puntare per non lasciare  sguarnito una casella fondamentale ai centri. (…)

Bilanci federali e glasnost, una piccola storia italiana

Ieri ho pubblicato una puntata della rubrica de L’Angolo del Vile che aveva per tema una questione delicatissima, quella dei bilanci federali. Provateci anche voi , ma in una ventina di minuti è davvero possibile raggiungere e/o scaricare i bilanci di Inghilterra, Francia, Irlanda, Galles, Scozia, Australia, Sudafrica, Nuova Zelanda, Fiji (non Samoa e Tonga, scusate), Canada e Stati Uniti.
Praticamente il gotha del rugby mondiale con l’esclusione di Italia e Argentina.
Una situazione, la nostra, inoppugnabile in punta di diritto, a oggi cioè si può fare, ma ammetterete non il massimo della trasparenza per svariati motivi che vorrei elencarvi. Ma prima un po’ di storia.

Delibera della Giunta Nazionale del CONI n.396 del 12 ottobre 2004. Lo so, è noiosa anche solo a leggerla così, però è una delibera importantissima perché è quella che ha approvato lo statuto vigente della FIR. Le regole, insomma. Tutto bene, o quasi. Perché in realtà dal 2007 (delibere del CONI N. 1352 e n. 1353 del 28 febbraio) lo statuto in questione non è conforme ai “Principi Fondamentali ed ai Principi di Giustizia” emanati successivamente alla sua approvazione dal Consiglio Nazionale del CONI.
Cioè, nel 2004 quello statuto era ok, poi il Coni ha cambiato le sue regole e ha chiesto le conseguenti modifiche a tutte le federazioni affiliate. Con la FIR lo ha fatto nel 2007, lo ha ribadito nel marzo 2009 (delibera n. 1391) per poi ripetersi il 19 maggio 2010 (delibere N. 1410 e 1412).
La FIR però non si è mai mossa e il 19 gennaio 2011 con il protocollo 00066, il Segretario Generale del CONI ha intimato alla federugby di convocare un’Assemblea Straordinaria per l’adeguamento dello statuto, con la specifica che se ciò non fosse avvenuto entro il 30 giugno 2011 lo stesso Comitato Olimpico avrebbe adottato provvedimenti straordinari. La FIR ha convocato l’Assemblea il 25 giugno, ma è andata deserta, anche perché – secondo alcuni osservatori – era stata “anestetizzata” dalla scelta della presidenza di blindare il testo, al quale non era quindi possibile presentare alcuna modifica: da qui la richiesta al CONI da parte del presidente Dondi della nomina di un commissario ad acta, per l’approvazione del nuovo Statuto (scelta, va detto non obbligata: la federazione poteva riconvocare una nuova Assemblea).
Da allora non è ancora avvenuto nulla, anche perché il CONI alla fine del novembre scorso ha approvato una ulteriore definizione di “Principi Fondamentali degli Statuti delle Federazioni Sportive Nazionali e delle Discipline Sportive Associate”, cosa che ha allungato ulteriormente i tempi. La Federugby comunque a oggi è una delle pochissime federazioni (l’unica?) a non aver ancora recepito il nuovo indirizzo stabilito dal CONI.
Ora dovremmo esserci, anche se non si sa quando questo recepimento da parte della FIR avverrà: tra una settimana? Un mese? Nessuno fuori dal palazzo lo sa, almeno al momento.

Perché questa premessa storico/burocratica? Perché lo Statuto attualmente vigente non prevede la consegna dei Bilanci Consuntivi annuali della FIR alle società, mentre le modifiche richieste dal CONI la impongono. Non solo, il Bilancio non viene “dibattuto” in Consiglio Federale: l’ultima volta che è stato fatto era l’ottobre del 2004. Da allora niente.
A quanto ammonta il bilancio della FIR? Quanti soldi entrano e quanti escono? Come vengono ripartiti e utilizzati? Quali sono le voci che lo compongono? Contributi ERC, contributi IRB, quelli “celtici”? Quanti soldi vanno al rugby giovanile, al movimento di base, eccetera? Non si sa, dal 2004. Voci e rumors parlano di un bilancio da una quarantina di milioni di euro l’anno. Voci non confermate da nessuno, ma comunque sappiamo tutti che la FIR è una delle federazioni più ricche dopo quella del calcio. Cifra plausibile.

Qualcuno dirà che però consiglieri e affiliati possono richiedere e ottenere il bilancio. Sì… e no. Ho avuto la possibilità di vedere il carteggio tra il rappresentante di una importante realtà rugbistica di un’area ad alto tasso ovale e la federazione. Le lettere facevano seguito a una serie di incontri personali e telefonici in cui il nostro Mister X chiedeva di accedere ai bilanci. Dopo una serie di mancate risposte, di “ti faremo sapere” senza giungere mai a una qualche concretizzazione e le conseguenti lamentele del nostro (orali e scritte), il Segretario Federale – e avvocato – Michele Signorini risponde che sì, volendo i Bilanci possono essere visionati presso la sede della FIR previo appuntamento, ma che “si rileva che i bilanci della Federazione non sono considerabili pubblici” e che “si deve evidenziare come la giurisprudenza del Consiglio di Stato (segue elenco di sentenze, ndr) in presenza di posizioni giuridiche soggettive analoghe al caso in esame, sia addirittura più restrittiva rispetto alla possibilità di poter anche solo visionare i bilanci, possibilità invero concessa alla Società da Lei rappresentata”.
Se traduco in un “sì, potresti vederli perché sono magnanimo, ma accontentati e non mi fare perdere la pazienza” vado molto lontano? Va da sé che il bilancio non è mai stato visionato.

Due le conclusioni di questa storia: la mancanza di trasparenza da parte della FIR in primis. Quali siano i perché non è dato saperlo e non credo stia a me dirlo, ma eventualmente al diretto interessato. Alla federazione, tra l’altro, in punta di diritto non si possono muovere grandi critiche. Tutto quello che è stato fatto e deciso era ed è conforme alle norme vigenti (che però devono essere cambiate già da qualche anno, lo ha stabilito il CONI). Ma la trasparenza è oggettivamente un’altra cosa, e non mi richiamo a questa glasnost per criticare l’operato federale ma per meglio comprenderlo. Il senso è “non voglio farti le pulci a prescindere, solo per rompere le scatole, ma capire e meglio giudicare quello che fai”. Siamo in una fase di pre-campagna elettorale? La trasparenza è una ricchezza per chi chiede di essere riconfermato nella sua carica e una necessità per chi invece ambisce ad arrivarci. Mi metto nei panni di Gianni Amore – oggi unico sfidante ufficiale di Dondi – e mi chiedo: come posso presentare un programma serio e concreto se non so su quali forze economiche posso contare?
La seconda conclusione è la mancanza generale di preparazione della gran parte dei dirigenti del movimento italiano. Questo Mister X mi diceva che non era a conoscenza di altre richieste simili alla sua. Magari qualcuna ce n’è stata, ma evidentemente non molte. Che quella in atto non sia una prassi da sbandierare – ancorché, mi ripeto, oggi assolutamente legale – mi pare evidente, ma che nessun dirigente di club o consigliere abbia avuto spalle abbastanza larghe da battere i pugni sul tavolo o da denunciare questa mancanza di trasparenza… Oggi il movimento rugbistico ha pochi dirigenti preparati e all’altezza delle sfide presentate dal professionismo e dalla complessità del mondo in cui viviamo. Paura, inesperienza, un comprensibile e umano tirare a campare? Non lo so, ma come ho scritto qualche giorno fa, “un movimento anche economicamente maturo senza una leadership “politica” professionale a tutti i livelli è destinato a un fallimento progettuale inevitabile. Detto in stampatello: non si va da nessuna parte”.

PS IMPORTANTISSIMO: chiudo questo lungo articolo con una preghiera e un avvertimento. Non mi passa neanche per l’anticamera del cervello di pensare che la mancanza di trasparenza di cui parlo sia legata a un qualunque tipo di malversazione da parte federale. Che nessuno provi a “usarmi” in questa maniera. Se ne siete così sicuri e ne avete una qualche prova fate un esposto, ma non utilizzate questo blog per lanciare accuse infamanti verso chicchessia. Grazie.

PS/2, meno importante (insomma…): sul sito del CONI, la “madre” di tutte le federazioni sportive italiane, è possibile scaricare il bilancio del Comitato Olimpico…

Ricorso Aironi contro l’esclusione dal Pro12

Leonardo Bottani per La Gazzetta di Mantova

Il cda degli Aironi forse già oggi dovrebbe decidere il ricorso contro l’esclusione
dalla Celtic League decretata dal Consiglio della Fir il venerdì di Pasqua. L’assemblea dei soci, ieri sera al Lavadera Village di Viadana, ha infatti demandato la decisione finale all’organo esecutivo.
Quasi 4 ore di riunione nella quale si è essenzialmente confermato quanto già si sapeva: gli Aironi si opporranno alla decisione del Consiglio della Fir che il venerdì di Pasqua ha chiuso la porta europea alla franchigia.
Il presidente Silvano Melegari, al termine dell’Assemblea dei soci di ieri sera al Lavadera Village, si limita a dire che, dopo una lunga discussione, la decisione sulla strategia da tenere è stata demandata al consiglio di amministrazione che si dovrebbe riunire già oggi.
Cda composto dallo stesso patron insieme al vice presidente Stefano Cantoni (in rappresentanza di Colorno) e a Gabriele Ruffolo (Noceto).

Nessun sbilanciamento da parte di Melegari sulla strategia, sulla strada che seguiranno gli Aironi per riottenere quello che ritengono spetti loro: il diritto a proseguire il cammino celtico anche nelle due prossime stagioni. L’ipotesi più plausibile è comunque il ricorso alla giustizia sportiva, dapprima federale quindi, nel caso ce ne fosse bisogno, al livello superiore del Coni. I frenetici contatti avuti in questi ultimi giorni, anche a livello di consulto legale, avrebbero cementato la convinzione che la revoca della licenza da parte del Consiglio della Fir sia illegittima. In effetti, da quanto traspare dalla delicata vicenda, gli Aironi hanno chiesto alla Federazione un sostegno maggiore rispetto a quanto prospettato per pianificare le prossime due stagioni. Per quanto riguarda l’attuale, come ha affermato su queste stesse colonne alcuni giorni fa Melegari, gli Aironi non hanno insolvenze. Ai giocatori stessi sono stati pagati tutti gli stipendi. E si confida di chiudere positivamente i conti della stagione 2011-12 pur in presenza delle difficoltà create dall’uscita di Mps e dalla mancata entrata di nuovi sponsor. L’illegittimità della revoca, quindi, nascerebbe sulle supposizioni di un crack che all’atto pratico non esiste. Certo, dovessero riottenere la licenza, gli Aironi comunque dovrebbero attrezzarsi meglio per il futuro, attirando nuovi sponsor. (…)

I Southern Kings hanno un nuovo allenatore, ma dove giocheranno?

Sarà il neozelandese Matt Sexton ad allenare dalla prossima stagione i Southern Kings, franchigia sudafricana che debutterà nel Super Rugby. Forse. Cioè, Sexton sarà sicuramente il coach dei Kings a partire da luglio per due anni, che però questi ultimi giocheranno nel Super Rugby è ancora tutto da vedere.
La federazione sudafricana ha annunciato che prenderanno parte all’edizione 2013 del torneo, ma pensava di aggiungere una franchigia in più. La SANZAR ha invece risposto picche e ha fatto sapere a Johannesburg che se vogliono possono iscrivere i Kings, ma in sostituzione di una delle cinque franchigie sudafricane che oggi prendono parte al Super Rugby. E che sarà così fino al 2015 compreso. Le altre cinque che avevano salutato positivamente l’arrivo dei Kings hanno subito minacciato un boicottaggio del torneo se soltanto una di loro verrà sostituita.
Un bel problema in cui la SARU si è incartata e infilata da sola. Ora c’è un momento di impasse, vedremo che succederà.
Comunque Sexton, ex Crusaders e Ulster, sarà l’allenatore e prenderà il posto di Alan Solomons, che diventerà Director of Rugby della nuova franchigia.

 

Kelleher saluta la Senna lascia lo Stade Francais

Il mediano di mischia neozelandese Byron Kelleher lascia lo Stade Francais con effetto immediato. Il contratto con il club parigino (durata ancora di 12 mesi) è stato risolto consensualmente e ora il giocatore 35enne può andare dove vuole.