Taranaki, si raffredda la via che porta alla franchigia

A fine febbraio avevo scritto dell’intenzione di Taranaki di crescere e diventare franchigia quando le maglie della SANZAR si allargheranno, e cioè dopo il 2015. Una intenzione concreta fatta di incontri e vertici con i responsabili della federazione neozelandese.
I colloqui proseguono ma stanno attraversando ora una fase di stallo. Il motivo è che in questo momento il management della NZRU è concentrato sulle cinque franchigie già esistenti e soprattutto sulla messa in vendita delle licenze commerciali (il controllo sull’aspetto tecnico – allenatori e giocatori – rimarrebbe completamente in mano alla federazione locale) per quattro di esse: Blues, Chiefs, Crusaders e Hurricanes. Cinque finora le proposte giunte alla federazione di Auckland, secondo la stessa ammissione del boss neozelandese Steve Tew.
La questione-Taranaki è stata perciò messa momentaneamente da parte ma rimane comunque sul tavolo.

Troppa birra e poco cervello, alcuni giovani neozelandesi verso la radiazione

Una scaramuccia in campo qualche mese fa, una rissa in strada domenica notte e un ragazzo finito con una frattura al collo.
E’ successo a Johnsonville, Nuova Zelanda, non lontano da Wellington. Una zuffa in piena regola che ha visto da una parte quattro giovani giocatori del Johnsonville Rugby Club e dall’altra nove atleti – tutti adolescenti – di un’altra squadra della zona, Upper Hutt.
Una parola di troppo, un riferimento a una non meglio precisata scorrettezza risalente a una partita di qualche mese fa e probabilmente troppo alcol hanno dato il via a una rissa in cui il 19enne Kane Le’aupepe (centro del Johnsonville) ha rimediato una frattura al collo che lo terrà lontano dai campi per il resto della stagione. Agli altri tre suoi compagni è andata meglio, con qualche botta o poco più.
Terry Callesen, il manager del Johnsonville Rugby Club ha detto chiaro e tondo che spera che i responsabili dell’aggressione vengano radiati dalla federazione. “Quando ero giovane io – ha detto – se qualcuno aveva qualcosa da ridire per un’azione di gioco ce lo si diceva faccia a faccia in campo e dopo il fischio finale ci si dimenticava tutto”.
Reazione dura anche da parte del presidente dell’Upper Hutt Rugby Football Club Brett Pearson che ha subito detto che se sono stati i suoi giocatori di sicuro non potranno più giocare per il suo club.

Nuovo problema per il Galles: Jonathan Davies ce la fa per il tour in Australia?

Di sicuro il suo Pro12 è finito, un problema per gli Scarlets ma anche per la nazionale gallese. Jonathan Davies infatti ha un problema all’ernia curabile in 5 settimane – così hanno sentenziato i medici – un periodo che però mette in dubbio la sua partecipazione al tour di giugno della nazionale gallese in Australia.
Lo staff dei Dragoni in realtà spera di poter evitare il ricorso al chirurgo, cosa che dimezzerebbe i tempi di recupero. Il rischio però è il protrarsi di un problema che potrebbe ripresentarsi tra qualche mese.

Con BergaMauro a lezione di sport

Denis Michelotti ha intervistato Mauro Bergamasco per il suo blog Nell’anima dello sport. Eccone uno stralcio

Di nuovo in Italia, dove sei cresciuto e dove hai cominciato a giocare con la palla ovale. Tuo padre è stato un rugbista, tuo fratello è un rugbista, cosa ti hanno trasmesso famiglia e rugby?

Sono la persona che sono oggi grazie a loro. Famiglia e rugby mi hanno trasmesso i valori. Mi hanno insegnato ad essere leale, a mantenere la parola data, a sopportare i momenti di difficoltà. Valori di vita insomma, perché il rugby è uno stile di vita. Ho imparato anche a fare delle scelte e a prendermi la responsabilità di quelle scelte quando si rivelavano sbagliate. Certo, a tutto c’è un prezzo e per il rugby ho dovuto fare anche delle rinunce, ma alla fine è stato uno scambio alla pari: io ho dato tanto al rugby, lui ha dato tanto a me.

Hai parlato di valori, qual è a tuo avviso il valore che manca di più nella società d’oggi?

Senza dubbio la lealtà nei rapporti. Al giorno d’oggi si fa di tutto per raggiungere un obiettivo, si usa ogni stratagemma e poco importa se sia scorretto o meno. Sia chiaro, anche nello sport si lotta per vincere, per prevalere sull’altro, ma lo si fa con lealtà e a fine partita vinti e vincitori si possono guardare tranquillamente negli occhi senza vergognarsi. Nella vita troppo spesso non è così.

Possiamo dunque dire che lo sport può essere un mezzo utile per migliorare la società?

Sicuramente, ma certe cose vanno insegnate ai giovani sin da piccoli e non oralmente. Lo sport deve servire da modello, da esempio. Nel rugby si impara da subito a rispettare l’arbitro, a dialogare e a confrontarsi con gli altri, a portare avanti le proprie idee rispettando quelle diverse dalle proprie, ad essere disciplinati. Certi insegnamenti poi ce li portiamo dietro nella vita di tutti i giorni e chi non impara da ragazzino a non insultare chi sbaglia o a non aggredire qualcuno che fa qualcosa che non condividiamo, è normale che poi avrà questa tendenza anche da adulto.

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RaiSport ci riprova: il programma del rugby nel fine settimana

Questa è la teoria, la pratica chissà. Sperando di non bissare il disastro dello scorso fine settimana.
Mancano gli Aironi ma credo di non sbagliarmi quando dico che la loro assenza è “colpa” della mancata produzione irlandese (giocano a Galway con Connacht).

dall’ufficio stampa FIR
Roma –
Questo il palinsesto di Rai Sport per il fine settimana del 20-22 aprile:
Sabato 21 aprile, ore 16.00 – diretta Rai Sport 2

Eccellenza, XVIII giornata

Petrarca Padova v Femi-CZ Rovigo


Domenica 22 aprile, ore 19.00 – differita Rai Sport 2

Rabodirect PRO12, XXI giornata

Benetton Treviso v Glasgow Warriors