NEL TINELLO DEL GRILLOTALPA, con Vittorio Munari

Giocatore, allenatore, dirigente, commentatore televisivo e mille altre cose. E soprattutto l’uomo che ha “inventato” l’applicazione rugbistica della parola Grillotalpa (piuttosto lo sapete che in realtà il copyright è di suo figlio? Una creazione dovuta alla fervida immaginazione di un bambino di dieci anni o giù di lì…) e della definizione “tinello della signora Maria”.
Quindi non potevo non chiudere gli appuntamenti con il tinello del Grillotalpa – solo per la pausa agostana, smettetela di esultare – con Vittorio Munari.
E ovviamente abbiamo affrontato i principali problemi e temi del mondo ovale attuale: dal Tri-Nations al mondiale, dall’Argentina all’Italia, da Mallett a Brunel, da Treviso alla scomparsa della Rugby Roma….
As usual, ascoltate, diffondete e condividete. Il tinello riaprirà a fine agosto…

Cortina Seven: sotto le Dolomiti anche le Fiamme Oro

Ricevo e pubblico

Secondo appuntamento dell’anno per le Fiamme Oro con il rugby a 7. Stavolta la cornice è quella del trampolino olimpico di Cortina che sarà il consueto teatro del Cortina Seven, il prestigioso torneo ad inviti giunto alla terza edizione. Venerdì 29 e sabato 30 luglio la squadra a 7 della Polizia di Stato si confronterà con migliori team di questa specialità, con obiettivo di migliorare il risultato dello scorso anno, quando arrivò alla semifinale.

Per il torneo, il responsabile tecnico della squadra seven della Fiamme Oro, Rocco Salvan, ha convocato 13 giocatori: Marco MOSCARDA, Damiano VEDRANI, Fabrizio FREZZA, Carlo CERASOLI, Rudolf MERNONE, Luca MARTINELLI, Fabio BALDINI, Nicola BENETTI, Ettore BOARATO, Marco ROSA, Daniele FORCUCCI, Roberto MARIANI e Giovanni MASSARO.

Della squadra non faranno parte i neoacquisti Giuseppe SAPUPPO e Marcello DE GASPARI, entrambi a riposo dopo l’impegnativa stagione passata con la Nazionale italiana Seven.

Rugby Roma: fideiussione e impugnazione dell’esclusione FIR

“La Rugby Roma 1930 srl comunica di aver ricevuto la fideiussione che era stata richiesta a garanzia della copertura dei debiti ereditati dalla gestione precedente ed ha richiesto alla FIR l’accesso agli atti del Consiglio federale dello scorso 22-23 luglio al fine di poter impugnare la delibera che l’ha esclusa dal campionato nazionale d’Eccellenza”.

Comunicato di poche righe che rimette tutto in discussione. Forse. Speriamo

Serie A: i gironi della stagione 2011/2012

La FIR rende nota la composizione dei due gironi di Serie A per la stagione sportiva 2011-2012, al via il prossimo il 2 ottobre.

L’Accademia Federale Ivan Francescato trova spazio nel Girone 1 mentre le neo promosse Avezzano Rugby, Romagna RFC, Rugby Milano e Rugby Paese sono state inserite nel Girone 2.

Di seguito la composizione delle due poules:

GIRONE 1
MODENA RUGBY CLUB ASD
ASD RUGBY LYONS
UDINE RUGBY F.C. ASD
G.S. FIAMME ORO RUGBY ROMA
ASD PRO RECCO RUGBY
RUGBY BRESCIA SSD S.R.L.
RUGBY GRANDE MILANO ASD
U.S.FIRENZE RUGBY 1931 ASD
LIVORNO RUGBY SSD S.R.L.
AMATORI RUGBY SAN DONA SSD A.R.L.
C.U.S. VERONA RUGBY ASD
ACCADEMIA NAZIONALE

GIRONE 2
AVEZZANO RUGBY ASD
GLADIATORI SANNITI ASD
ROMAGNA R.F.C. SSD A R.L.
UNIONE RUGBY CAPITOLINA SSD SRL
ASD RUGBY MILANO
ASD AMATORI RUGBY CAPOTERRA
AMATORI RUGBY ALGHERO ASD
CLUB AMATORI SPORT CATANIA ASD
RUBANO RUGBY SRL SSD
ASD RUGBY PAESE
RUGBY CLUB VALPOLICELLA ASD
RUGBY BADIA ASD

Ancora sui mediani d’apertura: l’opinione di un “10” azzurro doc, Stefano Bettarello

Umberto Nalio per Il Resto del Carlino – Rovigo

ENTRERÀ in vigore solo dal 2012/13 la regola che limita l’impiego all’apertura di giocatori di formazione o eleggibili per la Nazionale, purché sotto i 23 anni. Una decisione che fin dai
giorno della sua pubblicazione solleva un’ampia discussione con ben pochi commenti positivi. Stefano Bettarello è stato per anni il simbolo dei numero 10 “made in Itaiy”. E
fatto bene a giudicare dai numeri. Esordio in A con la maglia rossoblu nei 76/77, già al secondo anno leader dei marcatori con 242 di quei 3206 punti che per anni sono stati il record assoluto per il campionato italiano. L’anno successivo è arrivato anche lo scudetto,
bissato nell’89, quando giocava a Treviso. In azzurro ha esordito nel ’79 totalizzando 55 caps e firmando 483 punti, meritandosi, primo italiano, la convocazione con i Barbarians.
Cosa ne pensi della nuova regola sui numeri 10?
«Capisco – risponde – che l’iniziativa nasce da sani principi ma ritengo sia difficile costruire un giocatore forte solo grazie ad un “decreto legislativo”, soprattutto dopo che per anni non si è mai lavorato in quella direzione».
Se l’iniziativa andrà avanti, cosa servirebbe per renderla realizzabile?
«Il lavoro da fare sarebbe tanto, a partire dall’inserimento nei vari staff tecnici
di allenatore dei gioco ai piede, come accade normalmente in quelle Nazioni dove
il rugby è ad alto livello. Sarebbe un primo passo di un percorso molto a lungo termine, ma non ho mai sentito programmare un simile lavoro. Basti pensare che io, con la tanta esperienza che ho nei ruolo, non sono mai stato interpellato per un simile lavoro. Se i vari
club non hanno dei numeri 10, non possono certo inventarseli».
A cosa imputi questa cronica difficoltà nel reperire talenti per la maglia dell’apertura?
«Quando siamo entrati a far parte dei VI Nazioni è stato ritenuto molto più facile
prendere la scorciatoia dei giocatori oriundi o stranieri, iniziando da Dominguez, per finire agli attuali Orquera o Gower, perdendo di vista quindi l’obiettivo primario, quello dei nostri
vivai».
Stefano va oltre. «Il problema – aggiunge – non si fermerà alla sola apertura. Basti pensare al numero 8; quale sarebbe stata la situazione se negli ultimi anni non ci fosse stato Parisse? Purtroppo la Nazionale Italiana può contare solo su un numero ristretti di giocatori di livello, mentre glia altri ruotano attorno ai migliori per completare il collettivo. Tutto il nostro movimento ruota attorno a pochi talenti. C’è una vera carenza nei ruoli
ed abbiamo una base numerica fasulla».
Questa scelta produrrà risultati?
«L’idea sarebbe buona ma io resto dubbioso». Bettarello la pensa proprio come noi avevamo ipotizzato ieri: «La norma è facilmente aggirabile. Basterà mandare in campo un 10 straniero con un altro numero e poi spostarlo dopo qualche minuto di gioco»