Sei Nazioni femminile: si chiude il libro di Italia-Irlanda. Tutti i numeri di un successo

Comunicato stampa de Le Rose Rovigo

Emozioni indescrivibili quelle vissute dagli oltre tremila presenti allo stadio “M.Battaglini” domenica scorsa, in occasione della gara Italia vs Irlanda, valida per il primo turno del Sei Nazioni di Rugby Femminile.

Un successo sotto gli occhi di tutti quello realizzato con passione e sacrificio dal Comitato Organizzatore “Le Rose Rovigo Rugby” alle prese con il bilancio conclusivo dell’evento che ha coinvolto l’intera città.

“Che sia stato un successo è una testimonianza giunta attraverso messaggi, telefonate, mail, strette di mano ricevute nei giorni successivi e che continuano ad arrivare – spiega Enrica Quaglio, responsabile e vero cuore organizzativo delle Rose – E’ stata una vittoria per noi, per le ragazze e per il rugby femminile.

Il segreto è stata una organizzazione intelligente: ognuno si è visto affidare un compito di cui è stato responsabile e nulla è andato storto. Il vero miracolo però, è che non c’è stata una lira di mezzo: la passione, l’amore per lo sport, la voglia di esserci hanno messo in moto una macchina cosi efficiente.

E’ stata una lezione di stile per chi crede che sport non faccia rima con formalità. Chi ha visto tappeto rosso, le autorità salutare in campo, il silenzio agli inni, i microfoni per il coro, i Bersaglieri – che hanno emozionato particolarmente i rodigini – il banchetto ufficiale credo sia tornato a casa arricchito. In sintesi è stata una giornata di stile, allegria, emozione perciò indimenticabile”.

Ecco qualche numero sulla manifestazione:
8 mesi di lavoro
8 riunioni di coordinamento
15 responsabili di settore
60 volontari coinvolti durante la gara
3 stadi da gioco e rispettive società coinvolti: Battaglini, Frassinelle e Villadose
150 metri di tappeto rosso stesi sul campo per il saluto delle autorità
2 grafici operativi a tempo pieno
64 spara coriandoli per la coreografia organizzata dalle Posse Rossoblù
8 giocatori della Monti Rovigo in campo e 2 allenatori hanno portato le bandiere e raccolto palloni
100 studenti delle 4 scuole partecipanti al concorso “Il rugby:uno sport di tutti e per tutti” e altrettante magliette celebrative dell’evento consegnate agli alunni
80 cantanti del coro Melos e della scuola “G.Sichirollo” diretti dal Maestro Spremulli
25 bersaglieri hanno suonato gli Inni
100 chili di ghiaccio a disposizione delle due squadre durante il soggiorno
800 litri di acqua offerti alle sue formazioni durante il soggiorno
937 iscritti al gruppo su Facebook “Italia vs Irlanda: Rovigo, 6 febbraio 2011”
300 locandine appese in tutta la città, il Veneto e Milano
3 alberghi locali coinvolti
3 ditte di autotrasporti locali coinvolte
2 caffè della città coinvolti per la preparazione del buffet post presentazione delle squadre in
Provincia sabato 5 febbraio
2 bar coinvolti per la visione da parte delle due squadre di Italia vs Irlanda maschile giocata sabato
5 febbraio a Roma
75 coperti preparati per il banchetto finale
6 arbitri coinvolti
4 ambulanze, 16 paramedici, 7 medici coinvolti
3.000 spettatori presenti
5.000 books distribuiti in tutta la città
8 parrucchieri attivi alla beauty room
10 giornalisti, 20 fotografi, 4 tv accreditate
Totale copertura stampa sui quotidiani e tv locali (La Voce, Gazzettino, Resto del Carlino,
Rovigooggi.it, AreaSport, Il Rò,Telestense, Rovigo Tv, Prima Fase Tv) Sevizi radio (Radio 101, Radio
Genius e Centro Suono Sport Roma) Servizi tv (Sport Italia, Rai Tre, BskyB Irlanda, Telestense)
Stampa nazionale (La Gazzetta dello Sport)
20 litri di the venduti e offerti ai giornalisti durante l’intervallo
2 chili di pasticcini offerti ai giornalisti durante l’intervallo
20 litri di cioccolata calda offerti al coro e ai Bersaglieri
200 litri di birra venduti durante la gara al pubblico
300 partecipanti al terzo tempo dopo la gara
12 sponsor locali coinvolti
1 mostra collaterale “L’Aquila: 6 aprile 2009. Per non dimenticare”
4 conferenze stampa organizzate (Comune, Caffè Nazionale, Provincia, Battaglini), 20 comunicati inoltrati alla stampa

Dopo l’Irlanda, anche per l’Inghilterra si può “adottare” un tifoso

Dal sito del Bologna Rugby 1928

Visto il successo di pubblico dell’iniziativa “Adotta un tifoso”, in occasione dell’incontro Italia-Irlanda del “6 Nazioni”, il Bologna Rugby 1928 ha deciso di rinnovare l’appuntamento anche per i prossimi incontri del Torneo, a partire di quello tra Inghilterra – Italia di sabato 12 febbraio.

L’appuntamento per i neofiti del rugby – e non solo – è quindi per le ore 15 (la partita avrà inizio alle 15,30), presso il Cluricaune Irish Pub di Zamboni 18/b, storico locale bolognese da sempre partner del Bologna Rugby e ritrovo dei rugbisti bolognesi.
Grazie alla collaborazione di tecnici ed esperti della palla ovale, e dell’arbitro francese Guillaume Bonnet, saranno spiegate prima e nel corso dell’incontro le regole, scritte e non, del rugby.

Data la capienza dei locali, non sarà questa volta necessario iscriversi (fatta salva la registrazione al momento dell’arrivo) e ad assistere la partita sono invitati tutti gli appassionati di questo sport.

Gori e la “sfiga” dei numeri 9

Silvano Focarelli per La Tribuna di Treviso

A Edoardo Gori è crollato addosso non solo l’irlandese, ma il mondo intero. Il termine medico esatto è lussazione gleno-omerale, l’identico infortunio patito un anno fa da Gonzalo
Garcia. «Rottura del cercine: l’ho capito subito — sospira Edoardo — esattamente come
l’anno scorso ad aprile, stesso punto della spalla, era l’esordio nel Sei Nazioni under 20. Ma
che sfortuna». Subito dopo l’incidente la lussazione gli è stata immediatamente ridotta, poi è stato sottoposto ad esami strumentali all’Ospedale San Camillo di Roma, che hanno confermato la diagnosi. Edoardo è uno dei 4 mediani di mischia di Treviso, con lui anche Semenzato, Botes e Picone: dopo quest’ultimo (che però aveva iniziato a giocare terza linea) dunque s’è rotto pure lui. La maledizione dei numeri 9. Capitano della Nazionale Under 20 all’ultimo Sei Nazioni, al quale aveva già partecipato nella stagione precedente, conclusa con la partecipazione ai Mondiali di categoria in Giappone. In questi giorni «Edo» è a casa sua a Prato, oggi parte per Lione dove domani avrà un colloquio con l’equipe francese che lo opererà, probabilmente la prossima settimana.
«Mi sto organizzando per l’intervento — continua lui — dopo il quale dovrò stare fermo
per alcune settimane prima di cominciare la riabilitazione. Credo che ci vorranno non meno
di 4 mesi prima di tornare in campo, ci rivedremo perciò in estate. Comunque almeno so
esattamente quello che mi aspetta, l’esperienza avuta con l’altro infortunio mi sarà utile,
a ben guardare è l’unico lato positivo in quest’altra disgrazia…».
Chi ti sta portando tanta sfortuna?
«Eh che volete, è davvero sfiga. Quando Mallett mi aveva convocato non stavo più nella
pelle, poi mi ha detto che avrei giocato titolare e lì quasi stentavo a crederci. E mi capita questo infortunio dopo nemmeno 10 minuti, non so chi mi è venuto addosso, non l’ho nemmeno visto, so solo che ho sentito un gran dolore alla spalla, ho pensato immediatamente che era una cosa seria».
A Roma sabato c’era un ambiente favoloso…
«Assolutamente. Un pubblico eccezionale, gli inni nazionali, un’atmosfera tutta particolare,
tanta emozione, insomma un sogno. Peccato davvero non aver potuto godere quella partita sino in fondo».
Ma come mai avevano convocato te, che con il Benetton non giochi quasi mai, piuttosto di Semenzato, che poi ha preso regolarmente il tuo posto in azzurro?
«Mah, in effetti credevo che chiamassero Fabio, io ultimamente avevo collezionato tre
presenze alternate alla panchina. Evidentemente Mallett ha avuto fiducia in me, peccato
non aver avuto la possibilità di ripagargliela»
Domenica magari avresti potuto prenderti la rivincita contro altri irlandesi: come
la vedi questa gara così dura?
«Beh, al Munster mancheranno tanti giocatori. Pure a noi, ma penso che il Benetton qualche possibilità ce l’abbia».
Dimentichi che loro possono schierare tutti gli stranieri, cosa che in Italia è vietata
dal regolamento federale.
«Già, non ci pensavo. Indubbiamente è uno svantaggio non da poco, bisognerebbe che le regole fossero uguali per tutti. Però speriamo ugualmente di fare una buona partita».

Sei Nazioni: 4 cambi per l’Italia anti-Inghilterra

Nick Mallett, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Rugby, ha ufficializzato la formazione che affronterà l’Inghilterra sabato 12 febbraio a Twickenham nella seconda giornata dell’RBS 6 Nazioni 2011.

Il calcio d’inizio dell’incontro è fissato alle ore 14.30 locali, le 15.30 italiane, con diretta su Sky Sport 2HD e differita La7.

Quattro i cambi nella formazione titolare apportati dal CT rispetto alla partita di sabato scorso a Roma contro l’Irlanda.

Interamente confermata per il terzo match consecutivo la linea dei trequarti con McLean estremo, Sgarbi e Canale centri e Mirco Bergamasco e Masi all’ala mentre cambia del tutto la mediana rispetto alla gara con l’Irlanda: Canavosio rimpiazza dal primo minuto l’infortunato Gori a mediano di mischia, mentre Orquera torna titolare in un match del 6 Nazioni per la prima volta dal 2005 prendendo il posto di Burton.

Un cambio anche in terza linea, dove capitan Parisse e Zanni vengono affiancati da Valerio Bernabò che conquista la sua prima presenza da titolare nel Torneo dopo essere entrato in sei occasioni dalla panchina tra il 2007 ed il 2010.

L’ultima novità è in seconda linea, con il confermato Geldenhuys che fa reparto con il compagno di club Carlo Del Fava che festeggia con una maglia da titolare la cinquantesima presenza internazionale, ventisettesimo Azzurro a raggiungere il prestigioso traguardo.

Confermata infine la prima linea, con Ghiraldini tallonatore, Castrogiovanni pilone destro e Perugini – diventato da poche ore papà per la seconda volta – sul lato sinistro della prima linea.

In panchina trova posto con la maglia numero venti l’esordiente mediano di mischia Fabio Semenzato, che completa la lista dei ventidue insieme al tallonatore Ongaro, al pilone Lo Cicero, al seconda linea Dellapè, al flanker Barbieri, al mediano Burton ed al trequarti Garcia.

La partita di sabato sena il diciassettesimo scontro diretto tra gli Azzurri ed il XV della Rosa, il nono sul prato di Twickenham: l’Inghilterra è una delle cinque Nazionali con cui, in passato, l’Italia non ha mai ottenuto risultati positivi.

ITALIA

15 Luke MCLEAN (Benetton Treviso, 25 caps)

14 Andrea MASI (Racing-Metro Paris, 56 caps)

13 Gonzalo CANALE (Clermont-Auvergne, 62 caps)

12 Alberto SGARBI (Benetton Treviso, 9 caps)

11 Mirco BERGAMASCO (Racing-Metro Paris, 77 caps)

10 Luciano ORQUERA (Brive, 18 caps)

9 Pablo CANAVOSIO (MPS Aironi, 33 caps)

8 Sergio PARISSE (Stade Francais, 73 caps) – capitano

7 Alessandro ZANNI (Benetton Treviso, 48 caps)

6 Valerio BERNABO’ (Benetton Treviso, 16 caps)

5 Quintin GELDENHUYS (MPS Aironi, 17 caps)

4 Carlo Antonio DEL FAVA (MPS Aironi, 49 caps)

3 Martin CASTROGIOVANNI (Leicester Tigers, 72 caps)

2 Leonardo GHIRALDINI (Benetton Treviso, 33 caps)

1 Salvatore PERUGINI (MPS Aironi, 76 caps)

a disposizione

16 Fabio ONGARO (MPS Aironi, 75 caps)

17 Andrea LO CICERO (Racing-Metro Paris, 82 caps)

18 Santiago DELLAPE’ (Racing-Metro Paris, 61 caps)

19 Robert BARBIERI (Benetton Treviso, 10 caps)

20 Fabio SEMENZATO (Benetton Treviso, esordiente)

21 Kristopher BURTON (Benetton Treviso, 5 caps)

22 Gonzalo GARCIA (Benetton Treviso, 19 caps)

 

 

Sei Nazioni: Firenze non vuole mollare

Paolo Mugnai per La Nazione

FIRENZE sta alla finestra, in attesa delle mosse di Roma e delle decisioni della Federazione Rugby. Intanto, però, il consigliere comunale fiorentino Stefano Di Puccio presenta una mozione per promuovere la candidatura di Firenze per il Sei Nazioni 2012. «Un’iniziativa
molto utile, appropriata e tempestiva» — commenta il vicesindaco ed assessore allo sport Dario Nardella – e mi auguro che il consiglio comunale discuta al più presto questa mozione, sarebbe una spinta decisiva al lavoro che con il sindaco Renzi già stiamo svolgendo con la Fir».
Dal 2000 le partite interne della Nazionale Italiana durante il torneo del Sei Nazioni sono ospitate allo Stadio Flaminio, un impianto sportivo polivalente con una capienza originaria
di 24000 posti (di cui 8000 coperti). L’intenzione della Federazione, e , del Comune di Roma, è trovare una soluzione definitiva. Da qui il progetto di un ampliamento, da realizzarsi nel 2012, per incrementare la capienza a 42000 posti. Ecco così Firenze rilanciare la candidatura del Franchi. «Pensiamo che Roma abbia molti problemi per ospitare il Sei Nazioni – aggiunge Nardella – visto che la capienza del Flaminio non è sufficiente per eventi internazionali di questo tipo». Il test match del 20 novembre in cui la Nazionale ha affrontato l’Australia è stato un successo su vari fronti. «Primo, per il pubblico, vedere lo stadio Franchi gremito da 33.000 spettatori è stato entusiasmante. Secondo, il campo ha reagito benissimo, dopo tre giorni era già pronto, smentendo i gufi. Terzo, l’accoglienza della città verso la Nazionale è stata positiva». Quali vantaggi
offrirebbe Firenze rispetto ad altre candidature? «Firenze e Prato sono un polo rugbistico, quindi a livello di club tra i più alti con un grande bacino di spettatori. Firenze poi con l’alta velocità è la città più baricentrica, essendo equidistante da Milano e Roma». Ora che
succede? «Il presidente federale Giancarlo Dondi conosce la situazione. Noi ci siamo».