Punti e soldi per il Petrarca, ma il campo non si cancella

Da Rugby 1823

Arriverà un bonus di 50mila euronelle casse del Petrarca Padova, ma difficilmente qualcuno potrà dire che questi soldi sono meritati. L’Erc, infatti, ha riconosciuto El Salvador colpevole di aver schierato un giocatore non in lista Challenge nel match vinto dagli spagnoli (e sottolineo spagnoli) contro i veneti e ha dato la vittoria a tavolino alla squadra di Presutti.

Sul campo (che poi è quello che conta) era finita 37-16 per El Salvador (5 punti a zero in classifica), ma in tribunale la sentenza del campo è stata ribaltata. Pur riconoscendo l’involontarietà del gesto, infatti, la formazione spagnola ha ammesso di aver schierato David Martin, giocatore non inserito nella lista della Challenge Cup. Dovuta, quindi, la sconfitta a tavolino per El Salvador che, così, perde i cinque punti conquistati.

Cinque punti che finiscono nella classifica del Padova e, cosa più importante, cinque punti che valgono 50.000 euro, cioé il bonus punti promesso da Giancarlo Dondi ai club che partecipano alla manifestazione europea. Una bella iniezione di liquidità per i veneti, insomma, che però non lava l’onta di una vergognosa sconfitta.

 

Sei Nazioni femminile: fatta l’Italia per l’Inghilterra

Alla vigilia di Italia – Inghilterra, secondo turno del Torneo femminile delle 6 Nazioni, Andrea Di Giandomenico e Daniele Porrino hanno ufficializzato la formazione che domani ad Esher, località a circa 10 chilometri da Twickenham, affronterà l’Inghilterra, detentrice del Trofeo 2010. L’incontro si giocherà alle 16.30 locali (le 17.30 in Italia).

La formazione si presenta appena rimaneggiata rispetto a quella scesa in campo a Rovigo, nel match contro l’Irlanda, fin dal primo minuto. Sono tre gli avvicendamenti: fra i tre quarti dove l’Italia schiera titolare al posto della Pizzati, Elisa Rochas; fra le terze linee con Giovanna Bado che prende il posto di Giuliana Campanella; in prima linea con Sara Zanon per Silvia Peron. Assente Silvia Pizzati, Giuliana Campanella e Silvia Peron restano a disposizione dei tecnici.

La partita di domani rappresenta l’impegno più difficile per le Azzurre che si trovano ad affrontare la squadra detentrice del Trofeo, con cinque vittorie su cinque partite giocate, e laureatasi lo scorso agosto vice Campione del Mondo.

“E’ l’occasione per noi di lavorare sulla difesa e riuscire a migliorare” – a parlare è il CT Di Giandomenico – “A Rovigo si è vista un a buona organizzazione difensiva, siamo stati carenti sul placcaggio. Domani vorrei vedere in campo più determinazione sui placcaggi. L’Inghilterra è un una macchina ben organizzata, fisicamente fortissima. Più che il risultato mi aspetto una prestazione orgogliosa da parte nostra”.

La squadra dopo l’analisi video in hotel di questa mattina, è tornata sul campo per l’allenamento di rifinitura.

ITALIA
15. Manuela FURLAN (Benetton Treviso)
14. Diletta VERONESE (Valsugana R. Padova)
13. Elisa ROCHAS (Rugby Monza)
12. Paola ZANGIROLAMI, cap. (Valsugana R. Padova)
11. Maria Grazia CIOFFI (Rugby Benevento)
10. Veronica SCHIAVON (Sitam Riviera del Brenta)
9. Sara BARATTIN (Rugby Casale)
8 Silvia GAUDINO (Rugby Monza)
7. Giovanna BADO (Benetton Treviso)
6. Michela ESTE (Benetton Treviso)
5. Sara PETTINELLI  (CUS Roma)
4. Flavia SEVERIN (Benetton Treviso)
3. Lucia GAI (Mustang R. Pesaro)
2. Sara ZANON (Benetton Treviso)
1. Elisa CUCCHIELLA (Red&Blu Rugby)
A disposizione:
16. Silvia PERON (Sitam Riviera del Brenta)
17. Eleonora VAGHI (Sitam Riviera del Brenta)
18. Martina BARBINI (Sitam Riviera del Brenta)
19. Giuliana CAMPANELLA (Red&Blu Rugby)
20. Cecilia ZUBLENA (R. Sassenage Isere)
21. Michela TONDINELLI (Benetton Treviso)
22. Chiara CASTELLARIN (Rugby Colorno)
6 NAZIONI FEMINILE
I TURNO
Francia v Scozia, 53 -3
Galles v Inghilterra,  0 – 19
Italia v Irlanda,  5 – 26

II TURNO
Venerdì 11 febbraio
ore 19.30 Irlanda v Francia Ashbourne FRC, Meath
Sabato 12 febbraio
ore 16.30 Inghilterra v Italia Esher, Twickenham
Domenica  13 febbraio
ore 14.00 Scozia v Galles West of Scotland, Glasgow


GIULIANA CAMPANELLA: VERSO IL TRAGUARDO DEI 50 CAPS

Londra – Partirà dalla panchina azzurra domani Giuliana Campanella, l’atlete messinese di 35 anni, che per amore del Rugby fa la spola tra Nuova Zelanda e l’Italia. Per amore del marito, Bevan, neozelandese, che conobbe sui campi da Rugby, dei suoi due bambini, per amore della pallovale e della maglia Azzurra per la quale è pronta a rimpatriare.

Giuliana, pioniera nella sua Sicilia (ha iniziato a giocare a Rugby a 17 anni “perché a Castanea”, frazione di Messina, dove viveva, “non c’era molto altro da fare…”), domenica scorsa ha raggiunto i 49 caps e potrebbe con l’Inghilterra tagliare il prestigioso traguardo delle cinquanta presenze in Azzurro, sesta atleta nella storia della Nazionale.

 

Sei Nazioni: tutte le statistiche prima della seconda giornata

Malati di numeri, cifre e dati di ogni tipo? Pensate che il rugby si possa a ridurre (anche) a questo?
Bene, a questo link c’è pane per i vostri denti: tutte le statistiche di squadre, atleti e partite prima del secondo turno del Sei Nazioni 2011.

 

Spine azzurre: che fine ha fatto Benvenuti?

Insieme a Gori è stato il volto nuovo azzurro a novembre per i test-match. Partito titolare quasi sempre anche se impiegato come ala, lui che nasce ed è un centro. Poi la convocazione per il Sei Nazioni, ma di Tommaso Benvenuti non c’è traccia nella lista dei giocatori che tra campo e panchina il ct Mallett ha portato al Flaminio per l’Irlanda e non c’è nemmeno tra quelli che stanno prendendo parte alla trasferta inglese.
E’ infortunato? Non risulta. Magari non sta attraversando un momento di grande brillantezza dopo una prima parte di stagione davvero sorprendente. E il coach azzurro avrà le sue buone ragioni: il torneo è ancora lungo e Tommaso avrà le sue opportunità. Oppure: Masi, Garcia, Sgarbi e Canale garantiscono una quantità di placcaggi maggiore di quella che può offrire Benvenuti.
Tutto vero. Però il rischio è quello di sempre, e cioè di limitarsi a un tipo di gioco conservativo, che pensa soprattutto a non prenderle. Non si dice di farlo partire titolare, ma un uomo con le caratteristiche di Benvenuti negli ultimi venti minuti della partita con l’Irlanda avrebbe fatto comodissimo. E, secondo me, pure a Londra.

Tra Twickenham e Buckingham Palace: la favola di Mike e della principessa Zara Anne

Massimo Calandri per La Repubblica

Aristocratica per tradizione, l’Inghilterra ovale ha deciso addirittura di affidare i gradi di capitano ad un prossimo membro della famiglia reale. Domani a lanciare la carica contro la squadra azzurra sarà Mike Tindall, massiccio trequarti dei bianchi della Rosa e futuro sposo di Zara Anne Elisabeth, figlia della principessa Anna e del capitano dei Dragoni Mark Phillips. Mike e Zara, una coppia di sportivi accomunati da un amore sconfinato come il numero di cartelle mediche e di radiografie che li riguardano. Tindall, trentunenne centro del Gloucester e campione del mondo nel 2003, è un bestione dal cranio rasato e pieno di cicatrici, con un naso storto come un arrivo in salita del Giro. Laprincipessina Zara, 29 anni, dodicesima in linea di successione, è un’amazzone biondina ed elegante, campionessa europea di salto nel 2005 e argento mondiale a squadrenel2006: due annifa ai Giochi olimpici di Pechino si era rotta la clavicola in una caduta che aveva costretto all’abbattimento del suo cavallo. I due stanno insieme da almeno cinque anni: si erano conosciuti durante i Mondiali di rugby australiani, al termine dei quali Mike – smaltita una sbornia portentosa – si era presentato a Buckingham Palace insieme al resto della squadra per il tè pomeridiano offerto ai campioni dalla nonna della ragazza, l’anziana signora che regna da quasi sessant’anni. Il fidanzamento ufficiale è stato pubblicato il 21 dicembre nella rubrica Engagements, le nozze seguiranno di qualche mese l’altro matrimonio della Casa reale, quello tra William e Kate Middleton. «Adesso voglio concentramisolo sull’Italia, lasciamo stare le mie questioni private», ha tagliato corto ieri pomeriggio il capitano inglese di questo Sei Nazioni. Per una volta a Twickenham l’Italia non parte sfavorita, almeno in linea dinastica. Perché un nobile ce lo abbiamo anche noi, e per discendenza diretta. È Andrea Lo Cicero, il Barone. Parte dalla panchina, e giura che non farà riverenze.