Zamparini e il rugby: una questione di querele

Acque molto agitate tra il patron del Palermo calcio e Fabio Rubino, presidente del Palermo Rugby. La discussione sul nuovo impianto sportivo allo Zen 2 finisce a colpi di querele. Ecco come la notizia ci viene presentata da SiciliaInformazioni

Il presidente del Palermo Rugby, Fabio Rubino, ha dato mandato ai suoi legali di querelare Maurizio Zamparini, proprietario del Palermo Calcio. Secondo Rubino, la settimana scorsa durante la visita del patron allo Zen 2 per un dibattito, Zamparini gli avrebbe rivolto “frasi incresciose, additandogli di essere uno degli artefici della situazione attuale di degrado del Velodromo”. “Cercavo un dialogo sereno – ha detto Rubino – la visita di Zamparini è una situazione più unica che rara. Nutriamo dei dubbi sulla realizzazione di questo stadio in quella zona. Proprio perché esistono già tre impianti importanti, come il palazzetto dello sport, il velodromo e il diamante”. Ma ci sono anche altre ragioni. “Al velodromo e a volte al diamante ci alleniamo noi, anche con i bambini delle scuole, che si ritroveranno senza spazi dove andare a giocare e fare sport in maniera seria e controllata – prosegue – E infine, perché il comune ha dato a Zamparini un’area alternativa, come la Bandita, dove costruire il nuovo impianto sportivo, che non è stata nemmeno presa in considerazione. Questo dimostra che il patron rosanero realizzerà lo stadio solo per i suoi interessi personali, com’é giusto che sia, dato che è un imprenditore”. “Non sopporto di essere apostrofato con parole che non voglio ripetere, perché con Zamparini non c’é alcun rapporto di confidenza – ha spiegato – E non desidero che Zamparini venga qui ad insegnarmi come gestire i bambini dei quartieri difficili. Perché il Palermo Rugby lo fa da anni. Con i progetti portati avanti a nostre spese. Ora è necessaria la querela. Chiederò i danni a Zamparini”.

 

Gli Aironi e il sondaggio del tifoso

Simone Sirtori ha un blog, tutto dedicato agli Aironi.
Ora propone un sondaggio “per decretare il miglior giocatore degli Aironi della prima metà di stagione, tenendo conto sia delle partite di Magners Celtic League che di Heineken Cup“.
Sette i candidati: Nick Williams, Toniolatti, Totò Perugini, Geldenhuys, Rodd Penney, Gilberto Pavan, Tito Tebaldi.
Non resta che votare: cliccate qui

Challenge Cup: la fotogallery di Crociati-Leeds

Sul campo è finita 6 a 46, ovviamente per gli inglesi. Qui ce la racconta – per scatti fotografici – Francesca Olivetti.
Per vedere tutte le immagini cliccate qui

 

 

 

La corsa del gambero di Marcato. Un passo indietro per tornare in alto

Ivan Malfatto è uno dei giornalisti più attenti alle cose che riguardano il rugby. Per Il Gazzettino ha intervistato Andrea Marcato, giocatore-simbolo di alcune storture del nostro movimento. Ecco un estratto

Tre partite per decidere il proprio destino. Continuare la stagione in Eccellenza o provare a riacciuffare il grande rugby di Celtic League. Il tutto, ovviamente, in prospettiva azzurra.È la sfida raccolta da Andrea Marcato. Ex enfant prodige del rugby italiano ritrovatosi a quasi 28 anni, li compie in aprile, senza ruolo (apertura o estremo?) ma soprattutto senza minuti sulle gambe, a causa di una lunga serie di infortuni. Così ha accettato a inizio mese di passare dal Benetton Treviso al Petrarca Padova, il club dove si è formato. Con la possibilità di rientrare dal prestito entro il 31 gennaio, se dimostrerà miglioramento sufficiente per affrontare i più duri impegni di Celtic, rispetto all’Eccellenza. Un percorso tortuoso, ma obbligato, visto che l’Italia non prevede l’interscambio dei giocatori Magners-campionato come gli altri Paesi. Marcato, Petrarca fino a maggio o di nuovo Treviso a febbraio? «Sono un giocatore del Petrarca, non so nulla di questa possibilità di rientro». Soddisfatto del ritorno a Padova e in campionato? «Sì, ho potuto finalmente giocare 80′ contro il GranDucato, dopo aver fatto il rientro dalla lunga inattività a novembre in Italia A-Tonga. Il 9 e 30 gennaio, ultima d’andata e prima di ritorno, contro Roma e Lazio spero di disputare altri due match interi». Poche tre partite in due mesi. «Sempre meglio di nessuna. In tutta la stagione precedente causa infortuni alla spalla e alla schiena ho giocato solo sei volte fra marzo e maggio». Potevano essere sette partite, se Padova l’avesse inserita nella lista di Amlin Cup al posto del pilone Santiago Sodini. «Sapevo dell’esclusione e ho accettato lo stesso. Erano quattro partite in più (El Salvador 2, Brive, Sale), ma ho aspettato tanto e posso aspettare ancora. Il Petrarca con due piloni infortunati non aveva altra possibilità. Senza piloni non si può giocare, ne conquistare palloni per i trequarti». Ha accettato anche di ridursi del 60% l’ingaggio, la quota del contributo Celtic che la vo assolutamente dimostrare Fir ovviamente non versa al quanto valgo. Non posso farlo Petrarca. in panchina o tribuna».

Challenge Cup: finalmente finisce Prato-Bayonne. O forse no?

A Livorno, dopo una telenovela interminabile e piuttosto ricca di colpi di scena si è giocata finalmente Cavalieri Prato-Bayonne. Vittoria finale dei francesi 31 a 7, ma interverrà il giudice sportivo? L’articolo seguente è di Christian Marchetti di solorugby

Dopo i capricci transalpini del week end, l’obiettivo dei Cavalieri Prato era quello di mettere i bastoni tra le ruote al Bayonne. Rendergli la vita complicata, facendogli sudare più del dovuto la vittoria con bonus. Missione compiuta sebbene perdere non piaccia a nessuno: al “Montano” di Livorno è finita 7-31 con i francesi a siglare la quarta meta soltanto al 79′ con Peyras.
Si chiude così la sfida-farsa resa possibile soltanto al terzo rinvio. Prima quello per neve, poi quello dovuto allo smarrimento di bagagli e attrezzature da parte degli ospiti (ma in campo non bisognerebbe presentarsi ugualmente?), infine il match di oggi con un Prato largamente rimaneggiato per via di alcuni giocatori già partiti per le vacanze natalizie.
Bayonne in vantaggio 10-0 all’intervallo grazie ad una meta di Haare trasformata da Boyet autore anche di un piazzato, e Prato a reggere in difesa nonostante un giallo a Bocca. Ad inizio ripresa 5 punti ancora da Peyras, con i toscani a recriminare per una partenza in anticipo rispetto al calcio d’avvio, a cui risponde poco dopo la segnatura di Wakarua per il momentaneo 7-17. Poi 7-24 per una meta tecnica, prima dell’affondo finale firmato dallo scatenato trequarti ala del Bayonne che, a 5′ dal termine, commetteva un clamoroso in avanti nell’area di meta dei padroni di casa.