Tra passerelle, mischie e sogni azzurri: parla Toniolatti

da Rugby 1823

La Francia del calcio copia un po’ quella ovale

Presentate a Parigi le nuove maglie della nazionale transalpina di calcio, che assomigliano parecchio a quelle – bellissime – indossate dal XV francese che l’anno scorso ha stravinto il Sei Nazioni. Solo la tonalità di blu è un po’ più tenue…

Un nuovo pilone per L’Aquila

Dal sito ufficiale de L’Aquila Rugby

Un nuovo arrivo tra gli avanti neroverdi che già nell’allenamento di domani si unirà al gruppo aquilano: si tratta del pilone Mirko Rapone. Cresciuto nel vivaio del Rugby Segni, si è poi distinto tra le fila del Parma prima e del Noceto poi. 188 cm per 121 kg, 20 anni (è nato a Colleferro il 16 dicembre del ‘91), ha indossato la maglia azzurra delle selezioni under 16, 17, 18 e 19 prima di essere chiamato da coach Cavinato per giocare contro Galles e Francia nel 6 Nazioni under 20 del 2010. Insomma, giovanissimo ma di ottime capacità.

Sei Nazioni: quasi sold-out e un pizzico di amarezza

Roberto Parretta, sulle pagine romane de La Gazzetta dello Sport di oggi

A poco più di una settimana dal lancio ufficiale del 6 Nazioni, con la presentazione del Torneo in programma giovedì 27 al Salone d’Onore del Coni, a meno di due settimane
dall’esordio dell’Italia contro l’Irlanda (sabato 5 febbraio alle ore 15.30), lo stadio Flaminio
è diretto verso il tutto esaurito. Sono solo 3.000 (circa) i biglietti rimasti ancora a disposizione (aquistabili su http://www.listicket.it. e http://www.federugby.it) per la sfida a O’Driscoll
e compagni, stessa cifra, più o meno, per i tagliandi delle altre due partite interne, quelle contro Galles (26 febbraio) e Francia (5 marzo).
Stadio Flaminio che sarà in settimana oggetto di una riunione fra il Comune di Roma e la Federazione, visto che si potrebbero finalmente forse definire i tempi per la riconsegna
dell’impianto da parte del Coni all’amministrazione e quindi alla Fir. Passaggio necessario
per poter parlare di ampliamento (ricordando che si è sempre in attesa dei pareri delle
sopraintendenze dei beni archeologici e culturali).
II Comune ha intanto approvato il progetto e bandito la gara per la ristrutturazione
dell’interno dello stadio, zona hospitality e uffici federali. Si confida che i lavori (a carico
dell’amministrazione cittadina per la somma di quasi 3 milioni di euro) possano cominciare
subito dopo la fine del 6 Nazioni, per poterli vedere conclusi prima del Torneo del 2012. Intanto ieri il ct Nick Mallett ha reso nota la lista dei 24 giocatori convocati in vista del raduno del 27: fra gli azzurri non c’è nessun romano, nessun rappresentante delle squadre romane. Come mai accaduto prima in undici anni di 6 Nazioni. Pesa l’esclusione di Roma dal circuito della Celtic League a vantaggio di Treviso e Viadana, con la Futura Park e la Mantovani Lazio protagoniste «solo» del campionato d’Eccellenza. Ma anche la gestione
dei tanti romani presenti nelle rose delle due franchigie di Celtic: a Treviso, Nitoglia
gioca tantissimo, ma lui, come noto, alla Nazionale ha rinunciato da tempo; Bernabò
gioca abbastanza, ma in seconda linea la concorrenza in azzurro è fortissima; a Picone
(ora infortunato) vengono preferiti come mediani di mischia Botes e Semenzato (poi
in Nazionale a giocare va Gori, una sola presenza da titolare al Benetton…); Sepe ha
messo assieme meno di 80 minuti; Andrea Pratichetti qualche briciola in più. Agli Aironi,
invece, giocano tanto Toniolatti (che però ha saltato le ultime 3 settimane per squalifica)
e Matteo Pratichetti, mentre non gioca (praticamente) mai Bocchino.
Il discorso cambia completamente quando si leggono le convocazioni della Nazionale A del ct Gianluca Guidi, che in tour in Gran Bretagna affronterà gli England Saxons (la nazionale inglese «di scorta») il 29 gennaio e la Scozia «A» il 4 febbraio: nella lista riemergono infatti Bernabò, Bocchino, i Pratichetti, Sepe e Toniolatti. Oltre alla bella sorpresa di D’Apice, il tallonatore campano della Rugby Roma. Un piccolo senso di amaro però resta, visto che la prima storica meta dell’Italia nel 6 Nazioni, nel vittorioso esordio contro la Scozia il 5 febbraio del 2000, fu segnata dal romano Giampiero De Carli.

Caso Brunel: una “lettura” della vicenda

Da Right rugby

E’ ufficiale, almeno dal lato del prestatore d’opera se non ancora da quello del datore di lavoro: Jacques Brunel ieri ha approfittato di un impegno pubblicitario del suo Perpignan a Barcellona coi campioni di calcio allenati da Guardiola, per annunciare ai giocatori e poi ai giornalisti presenti che lascerà la squadra a fine stagione, confermando inoltre la sua nuova destinazione, la Nazionale Azzurra post Mondiale al termine della gestione Mallett. Il tecnico s’è “giustificato” così coi giornalisti conterranei: “Ci ho riflettuto a lungo, ma era difficile lasciar passare una opportunità come questa. Guidare una équipe nazionale è sempre stato il mio sogno. Con la Francia (durante la gestione Laporte, ndr) non ero che un aiutante“.
Era noto da tempo che Brunel volesse lasciare Perpignan a fine anno; s’era parlato di contatti col Biarritz poi, rivelava a suo tempo Midi Olympique, in un blitz coi Federali italiani a novembre veniva trovato un accordo in linea di principio. L’annuncio di ieri, dopo il rientro da Treviso dove s’era significativamente negato a ogni intervista, indica che il tecnico ha sistemato le cose lato datore di lavoro uscente (il contratto che lo legava alla squadra franco catalana si prolungava fino a 2012 inoltrato); lato “entrante”, per salvare la forma – Mallett ha un contratto in corso con scadenza a ottobre – ha ribadito che non ci sarebbe ancora nulla di scritto con la Fir, solo un gentleman’s agreement per un quadriennale traguardato ai Mondiali di Londra 2015. E noi ai gentiluomini crediamo sempre.
Se l’uscita di Barcellona chiude una querelle, rischia però di aprirne subito un’altra. Vedremo infatti come reagirà la Federazione Italiana, quella che secondo alcuni commentatori starebbe gestendo la fine Mallett con piglio decisionista. Ora che Brunel novello Napoleòn s’è nominato da solo – esattamente come Mallett s’era chiamato fuori per primo e in modo”netto”, per usare un eufemismo – ora i vertici Fir si trovano a decidere tra due opzioni, entrambe fastidiosamente reattive: o negare l’esistenza di ogni formalizzazione, derubricando tutto a mero pour parler come fatto sinora, trovandosi a dover reggere un imbarazzante segreto di Pulcinella fino ai Mondiali; oppure confermare l’annuncio, magari asserendo che trattasi di impavido e spavaldo coming out concordato …. alle porte del Sei Nazioni e non alla sua fine, magari poco gloriosa – com’era nei piani, se conosciamo i “nostri polli”.

Jacques Brunel è nato il 14 gennaio 1956 nel dipartimento del Gers che ha Auch capoluogo, nella regione del Midi-Pyrenèes (un tempo si diceva Guascogna); ha giocato a Grenoble, Carcassonne e Auch stessa per dodici anni dal 1988 al 1995, prima di diventare allenatore del Colomiers per tre stagioni, poi del Pau e allenatore degli avanti della nazionale francese gestita da Laporte fino al 2007. A Perpignan dopo il Mondiale come direttore tecnico, ha portato il team a due finali e a un titolo Top14 (2009) che mancava da decenni. E’ un tostissimo Capricorno Guascone poco loquace e attento ai dettagli che prende tutto maledettamente sul serio: sempre installato a bordo campo, braccia incrociate, mai sorridente; esperto di avanti ma ha giocato trequarti. A giudicare dal suo Perpinyà, la sua squadra ideale è impostata su una prima linea devastante ma anche dinamica (Freshwater-Guirado-Mas) supportata dal resto del pack, su un calciatore precisissimo in fondo (Porical) e trequarti guizzanti e potenti (Marty, Mermoz, Fritz, Candelon), senza “primedonne” alla Parra in mediana ma con la capacità all’occorrenza di gestire e inserire talenti come Dan Carter. Una squadra attenta in difesa, chiusa, a volte reattiva ma sempre pronta alle ripartenze. Sulla carta, mancanza di phisque du role e carattere chiuso a parte, sembrerebbe quanto serve per far sognare i tifosi; ma l’allenatore non gioca, può solo aggiungere valore a un potenziale di base che dev’essere messo a disposizione dal cosiddetto “movimento”. E a tal proposito forse ne vedremo delle belle, tra Accademici Federali e … Celtic League, che si avvia a divenire un ingombrante lascito, a questo punto forse non troppo gradito, di Nick Mallett.