Fotogallery: bagno di folla azzuro

La “gita” di domenica di un gruppo azzurro al Fashion District Valmontone Outlet.
Qui trovate gli altri scatti

Sei Nazioni femminile: Rovigo freme

di Alice Sponton

Mancano ormai pochi giorni al debutto della Nazionale Italiana di Rugby Femminile che domenica prossima, allo stadio “Battaglini” alle ore 14.30, scenderà in campo per affrontare l’Irlanda nella prima gara del Sei Nazioni 2011.

Prosegue la caccia al biglietto: oltre un centinaio i tickets già venduti al Caffè Nazionale, in Corso del Popolo a Rovigo dove è possibile fino a sabato acquistare i tagliandi senza nessun sovrapprezzo; diverse centinaia le prenotazioni tramite internet da tutta Italia: Prato, Padova, Monza, Benevento. I sostenitori dell’Italdonne arrivano proprio dappertutto e attendono di mischiarsi al numeroso pubblico rodigino in sostegno alle nostre ragazze. Domenica i biglietti si potranno comprare anche allo stadio. Il costo è di 5 euro, mentre i ragazzi sotto i 16 anni non pagano. Non è valido l’abbonamento alle partite della Femi Cz Rugby Rovigo Delta.

Il sostegno della città si sta facendo sentire: sul gruppo Facebook, quasi 700 iscritti, le Posse Rossoblù, la Junior Rugby Badia e la Junior Rugby Rovigo hanno aderito con entusiasmo e saranno sulle tribune a tifare le azzurre. Si invitano quindi tutti i club che prenderanno parte all’evento di presenziare con la loro divisa societaria per colorare il più possibile il “Battaglini”.

Rovigo è stata tappezzata da centinaia di manifesti: quattro i maxi cartelloni posti agli ingressi della città, 150 le locandine delle misure di 50 X 70 affisse alle plance del centro e delle frazioni rodigine, 100 le locandine appese nei bar, ristoranti ed esercizi commerciali.

In questi giorni, inoltre, sempre negli stessi luoghi del centro storico saranno distribuiti un migliaio di programmi sulla manifestazioni – 5mila in totale quelli pubblicati che saranno poi distribuiti allo stadio domenica – si potranno leggere i saluti delle autorità, articoli delle più prestigiose firme del giornalismo ovale, la presentazione delle squadre e le foto delle azzurre e dalle giocatrici irlandesi.

Amarcord Sei Nazioni: De Carli e quella prima meta…

Christian Marchetti per Il Messaggero

Undici anni? Una vita fa. Il 5 febbraio 2000, giorno dell’Italia-Scozia che segna il debutto assoluto degli azzurri al Sei Nazioni, Giampiero “Ciccio” De Carli siede tra le riserve. È emozionato, soffre, ma sente il sapore dell’impresa. Ad un quarto d’ora dal termine l’allora ct Johnstone gli spalanca le porte della leggenda: entra in campo e al minuto 79 segna la meta del 34-13. È la prima meta italiana nel torneo, la segna un romano. De Carli ha 30 anni, gioca pilone nella Rugby Roma e all’80’ non crede a ciò che dice il tabellone: Italia-Scozia 34-20. «Se qualcuno volesse scrivere un libro dovrebbe iniziare da lì», sorride oggi “Ciccio” ricordando le emozioni provate al Flaminio. Sensazioni che sabato prossimo (5 febbraio…) vuole rivivere l’Italrugby di Nick Mallett affrontando la forte seppur rimaneggiata Irlanda per il primo turno del Sei Nazioni 2011. Come al solito si prevede il tutto esaurito. Non moltissimi i tifosi ospiti, colpa della crisi. De Carli oggi ha 41 anni ed  ^assieme a Gianluca Gnidi è il tecnico dell’Italia “A”, il serbatoio della Nazionale maggiore. Quanto è difficile dimenticare il Flaminio? «Difficilissimo. È uno stadio particolare, hai il pubblico vicino e senti un calore incredibile. Ai nostri tempi non si registrava ancora il boom mediatico della pallovale e i sostenitori stranieri sembravano in maggioranza. Di lì a poco, però, sugli spalti sarebbe nata l’onda azzurra». E se le dicono Italia-Scozia, 5 febbraio 2000? «Per quanto mi riguarda in quella partita giocai 18 minuti, segnai sì la meta, ma fu merito di tutta la squadra e ci rendemmo conto che gli scozzesi non ci avrebbero più ripreso». Matteo Pratichetti degli Aironi e Valerio Bernabò della Benetton Treviso gli unici due romani che in questi giorni, al raduno della Borghesiana, stanno preparando il difficile debutto al Sei Nazioni 2011. Sono arrivati da poco, nelle convocazioni iniziali non c’erano giocatori della Capitale… «Non discuto le scelte di Mallett che trovo anzi oculate. Nella Nazionale “A” tutt’ora impegnata nel tour in Gran Bretagna (venerdì la sfida alla Scozia “A” dopo la dura battuta d’arresto con i Saxons inglesi per 45-17, ndc) abbiamo comunque molti romani che potranno essere chiamati per il Sei Nazioni». Saranno da traino per il rugby capitolino? «Forse lo sono già. Il problema è che la mia città ha un vivaio importante ma quasi tutti i talenti che esprime vanno a giocare in altre zone d’Italia. Ai miei tempi riuscivamo invece a restare». Cambiati anche gli spettatori? «Sono tantissimi al Flaminio, pochi nelle gare di campionato. Solito discorso: a livello sportivo Roma ha tanto da offrire ma sono convinto che anche il rugby riuscirà a ritagliarsi il suo spazio

Dahlia: una pausa di “copertura”?

Da “Terzo Tempo”, il blog di Flavia Carletti

A quanto scrive il Corriere della Sera, Dahlia ancora non chiude. Secondo un articolo firmato da Federico De Rosa, ieri l’assemblea del canale tv a pagamento sul digitale terrestre, che trasmette le partite della Celtic League di rugby di Aironi e Benetton Treviso, ha rinviato la decisione sulla liquidazione in attesa di sapere se la Lega Calcio, che oggi riunisce la sua assemblea, intende partecipare al progetto di salvataggio. In ballo, in particolare, ci sono i diritti di otto squadre di calcio. In attesa di sviluppi, i soci hanno confermato il proprio sostegno, ognuno per la sua parte.

Forse, visto che c’è il calcio di mezzo, si troverà una soluzione!

Verso Italia-Irlanda: problemi azzurri in terza linea

di Roberto Parretta per La Gazzetta dello Sport

Nick Mallett fa la conta e a quarantotto ore dall’annuncio del XV per l’esordio nel Sei Nazioni 2011 contro l’Irlanda (sabato alle 15.30 al Flaminio), è alle prese con i problemi fisici di almeno quattro tra possibili giocatori titolari e panchinari. Anche ieri, infatti, la terza linea Robert Barbieri (definitivamente out almeno per questa partita) e la seconda Santiago Dellapé hanno seguito solo da bordo campo le due sessioni di allenamento alla Borghesiana, mentre il centro Gonzalo Garcia ha svolto del lavoro differenziato. Così come il numero 8 e capitano Sergio Parisse, che però ha già ripreso in mano il pallone e svolto diversi esercizi, nonostante la vistosa ferita al mignolo della mano sinistra. Giovedì il ct azzurro annuncerà la formazione di partenza, ma per avere certezze si dovrà aspettare il captain’s run di venerdì mattina al Flaminio, in teoria, per la terza linea, abili e arruolati ci sono al momento solo Josh Sole e Alessandro Zanni, con Parisse sulla via del recupero e Valerio Bernabò spendibile in panchina anche in seconda, inevitabile che a qualcuno verrà chiesto di stringere i denti. Tra i trequarti, invece, le alternative (per fortuna) non mancano. Per amore intanto Martin Castrogiovanni nega (scherzosamente) di avere rinnovato per altre tre stagioni con i Leicester Tigers solo per poter finalmente guadagnare più dell’amico Parisse. «Avrei guadagnato molto di più di lui allo Stade Francais, ma la mia è stata una scelta di cuore», ha detto il pilone azzurro. «A Leicester c’è gente che ha fatto tantissimo per me, cose che non si vedono tutti i giorni e che ti porti fino alla tomba. La città e il club mi hanno regalato tanto amore. Non si tratta di un bene materiale, ma spirituale». Pare che Castro, negli ultimi tempi, sia persino diventato amico degli irlandesi Ronan O’Gara e Brian O’Driscoll, non esattamente due simpaticoni. «Ma in campo le cose appaiono solo in un certo modo, anche io lì credo di stare antipatico a molti. Invece, nella vita di tutti i giorni, le persone sono diverse». Il merito di questa «conversione», confessa l’azzurro, «è di GeordanMurphy», suo compagno di club. Adesso ci racconterà che s’è anche messo a dieta.