E Totò divenne papà!

La FIR informa che oggi è nata Dora Black, figlia di Totò Perugini. Complimenti al papà e a mamma Paola dal Grillotalpa. E benvenuta a Dora!

Questo il comunicatp FIR:
Alla vigilia della partenza per l’Inghilterra, la Nazionale Italiana Rugby ha festeggiato la nascita della secondogenita del pilone Salvatore Perugini e della moglie Paola: la piccola Dora Black è nata questa notte all’Ospedale di Avellino, gode di ottima salute come la mamma e pesa 3.2kg.

A Salvatore – che ha assistito alla nascita della piccola prima di riaggregarsi in serata ai compagni – a Paola ed a tutta la famiglia Perugini vanno le felicitazioni del Presidente Giancarlo Dondi, del Consiglio, di tutta la FIR, dello staff e degli atleti della Squadra Nazionale.

 

Presidenza ERC: Lux in carica per altri tre anni

Jean-Pierre Lux è stato rieletto per altri tre anni alla Presidenza dell’ERC, organizzatore dei tornei della Heineken Cup e dell’Amlin Challenge Cup.

Lux, a capo dell’organizzazione dal 1999, è stato rieletto durante una riunione del Comitato Direttivo tenuta oggi (Mercoledi 9 febbraio 2011) a Dublino mediante una votazione da parte dei direttori dell’ERC provenienti dall’Inghilterra, Francia, Irlanda, Italia, Scozia e Galles.

Lux – che conta 47 selezioni con la Nazionale francese tra il 1967 e il 1975 – e uno dei direttori dell’ERC, Peter Wheeler,  erano candidati alla Presidenza.

Sei Nazioni: il XV irlandese per la Francia

Si gioca domenica, alle ore 15, all’Aviva Stadium di Dublino. Questi gli uomoni che Kidney manderà in campo con la maglia verde

15 – Luke Fitzgerald (Blackrock College/Leinster)
14 – Fergus McFadden (Old Belvedere/Leinster)
13 – Brian O’Driscoll (UCD/Leinster) (capt)
12 – Gordon D’Arcy (Lansdowne/Leinster)
11 – Keith Earls (Thomond/Munster)
10 – Jonathan Sexton (St. Mary’s College/Leinster)
9 – Tomas O’Leary (Dolphin/Munster)
1 – Cian Healy (Clontarf/Leinster)
2 – Rory Best (Banbridge/Ulster)
3 – Mike Ross (Clontarf/Leinster)
4 – Donncha O’Callaghan (Cork Constitution/Munster)
5 – Paul O’Connell (Young Munster/Munster)
6 – Sean O’Brien (Clontarf/Leinster)
7 – David Wallace (Garryowen/Munster)
8 – Jamie Heaslip (Naas/Leinster)

Replacements:

16 – Sean Cronin (Buccaneers/Connacht)
17 – Tom Court (Malone/Ulster)
18 – Leo Cullen (Blackrock College/Leinster)
19 – Denis Leamy (Cork Constitution/Munster)
20 – Eoin Reddan (Lansdowne/Leinster)
21 – Ronan O’Gara (Cork Constitution/Munster)
22 – Paddy Wallace (Ballymena/Ulster)

Il Cuore Ovale del rugby. E della Lega Pro di calcio..

Chi bazzica il web più legato al mondo del rugby da qualche settimana si è probabilmente imbattuto in questo comunicato-annuncio:

“Ciao,
cuoreovale ha un sogno in parte in fase di realizzazione.
Una sorta di favola in stile Cenerentola: portare sullo stesso campo di sfida la Nazionale Rugby Italiana con-tro una delle ultime squadre militanti in serie C.
Un incontro simbolico, divertente, senza pretese o sorprese di risultato.
Un confronto che in altri sport sarebbe altrimenti impossibile.
Un modo di riconoscere che lo spirito del rugby non risiede solo nel livello di gioco o nella categoria di appartenenza.
Serve, come in tutte le iniziative, una partecipazione corale, l’adesione di più possibili supporter nella richiesta di sfida.
La Nazionale Rugby difficilmente declinerà l’invito se mosso e sostenuto da migliaia di curiosi, fan, amici…
Aderire a cuoreovale rappresenta una scommessa senza rischio alcuno per vedere se l’unione fa veramente la forza.
Ecco perché l’estensione ai tuoi amici-contatti di facebook dell’invito a registrarsi a cuoreovale è importante”.

Il Grillotalpa sostiene la “causa” di Cuore Ovale (qui la pagina facebook ufficiale) e si “scusa” con Rugby 1823, che proprio in queste ore ha rilanciato la stessa iniziativa. Nulla di concordato, ma evidentemente il sottoscritto e Duccio Fumero (l’anima e il corpo di quel blog: ma si potrà dire?) su molte cose la vedono alla stessa maniera.
E dimenticavo: forza Cuore Ovale!

verso Italia-Inghilterra: Corbisiero, chi era costui?

La Gazzetta dello Sport, articolo di Simone Battaggia

Se Martin Johnson dovesse decidere di schierarlo, sabato a Twickenham, gli azzurri dovranno stare attenti a chiamare le giocate in italiano. Perché per quanto sia cresciuto in
Inghilterra, Alex Corbisiero conosce bene la nostra lingua. Pilone di 23 anni, titolare dei London Irish in Premiership, Corbisiero è figlio di padre italiano e madre inglese ed è cresciuto a Wimbledon. Ma è nato a New York, dove il nonno Riccardo arrivò negli anni Cinquanta per gestire un ristorante. «Sogno di segnare contro l’Italia, quel Paese fa parte delle mie origini — ha detto, dopo la convocazione in prima squadra —. A fine partita scambierò la maglia con un azzurro, per poterla dare a mio nonno».
In realtà, i legami di Corbisiero con l’Italia non vanno al di là del sangue. «È un po’ l’opposto di Paul Derbyshire — racconta Gianluca Guidi, tecnico dell’Italia A che l’ha affrontato due settimane fa contro gli England Saxons —. Ha il cognome italiano, ma si sente in tutto e per tutto inglese, essendo cresciuto a Londra. Da quanto mi risulta, non sono stati fatti dei tentativi per portarlo in Italia: d’altronde Alex fa parte del sistema accademico inglese da quando era in under 16».
Pilone destro, ma all’occorrenza anche sinistro, Corbisiero ha giocato il Mondiale under 19 con l’Inghilterra; l’anno successivo è stato titolare in tutte le partite del Sei Nazioni under 20, segnando anche due mete, una delle quali all’Italia. Al 2008-09 risalgono le sue prime
apparizioni in prima squadra con i London Irish, venti partite giocate e tre mete segnate;
nella scorsa Premiership ha giocato otto volte, quest’anno è già a 13 presenze. Nel frattempo, questo ragazzo che ama le bistecche, ha come idoli sportivi Hulk Hogan e il
compagno di squadra Tonga Lea’aetoa, conosce a memoria tutti i film della saga di Rocky
e sogna la Florida, ha percorso tutta la trafila della nazionali della Rosa, e ora è pronto a debuttare a Twickenham. Se non da titolare — meglio l’esperienza di Sheridan e Cole,
per due come Castrogiovanni e Perugini —, almeno dalla panchina. «È uno dei prospetti
europei più interessanti — chiude Guidi —, deve crescere in mischia chiusa, come tutti i
giovani, ma nel gioco aperto è già scafato. Palla in mano, e in difesa, vale un terza linea».