Da noi, qualche anno fa, c’era stato “Campioni”, un reality-show ambientato nel mondo del calcio. In Sudafrica non poteva invece che avere il rugby come mondo attorno a cui ruotare. Si chiama “Tussen Die Lyne” e lo si può vedere su Kyknet, dallo scorso 7 febbraio. Racconta le vicende di un gruppo di ragazzi – 36 per l’esattezza – che provano a diventare professionisti dell’ovale. ad allenarli e a dare consigli grandi nomi del gotha sudafricano: Ian Macintosh, Dick Muir o Ian Macdonald. Il vincitore, oltre alla possibilità di avere un contratto, sarà nella rosa della nazionale impegnata in una partita in Nuova Zelanda.
Questo il link dove vedere un estratto della prima puntata
Nuova maglia (e sponsor) per gli Springboks
La maglia verde, i bordini gialli, l’antilope e il fiore di protea. Questa è la maglia degli springboks, la nazionale sudafricana campione del mondo in carica. A caratterizzare quella divisa c’è poi lo sponsor, con la scritta Sasol, ormai presente da anni.
Ma da ieri a campeggiare su quelle celebri divise c’è una nuova scritta: ABSA, nuovo sponsor ufficiale della federazione di Johannesburg. Si tratta di una banca, che va così a prendere il posto della compagnia leader dell’estrazione mineraria, dell’energia e della chimica. Nella foto le nuove divise.
Il tormento di Wilko
Stare in panchina è brutto, ma per Jonny Wilkinson non essere titolare con l’Inghilterra al Sei Nazioni è anche peggio. Lo dice lo stesso Wilkinson in un’intervista riportata dal Sun. L’eroe della Coppa del Mondo del 2003 che col suo drop in finale portò il titolo in Inghilterra, nel match d’esordio col Galles è rimasto in panchina fino al 67′, una situazione del tutto inusuale per lui.
‘Con Toby Flood che gioca giocare così bene come mediano d’apertura, ora sono in un ruolo dove posso contribuire in maniera diversa, ma stare in panchina è un inferno’, dice Wilkinson alle prese con un ruolo difficile da gestire, quello del panchinaro di lusso. ‘Allo stesso tempo è però molto importante. Stare in panchina mi dà nuove lezioni, la disciplina di continuare a lavorare sodo come sempre per essere pronto, come è successo col Galles. È per questo che ti alleni’, sottolinea, anche se il suo malessere è difficile da nascondere.
‘I miei desideri non sono cambiati, continuo a lavorare per star meglio e, quando ho l’occasione, per scendere in campo’, continua rimarcando come il giocare in Francia l’abbia cambiato in meglio (milita nel Tolone ndr), ma che la continuità è fondamentale anche per tornare al 100% dopo i tanti infortuni che hanno costellato la sua carriera da record.
Per l’uomo che con la maglia dell’Inghilterra ha segnato 1.114 punti in 81 match dalla data del suo esordio (1998), battuto a livello internazionale solo da Dan Carter (1.118 punti per gli All Blacks in 79 gare), ora il futuro è fatto di obiettivi a breve termine. ‘Il mio desiderio è giocare per rendere di nuovo grande l’Inghilterra. Il prossimo? Battere l’Italia naturalmente’, conclude anche se a danno dei colori azzurri, prossimi sfidanti al Sei Nazioni.
Verso Inghilterra-Italia: il rispetto di Cole per Castro
Da Virgilio Sport
“Castrogiovanni è il numero uno, io posso tranquillamente continuare a rappresentare un’alternativa”. Ad esaltare ed incoronare il pilone destro della Nazionale italiana di rugby è Dan Cole, sabato a Twickenham avversario dell’azzurro ma dal lato opposto della mischia chiusa, ovviamente, in Inghilterra-Italia (ore 15.30), seconda giornata del 6 Nazioni. Cole ha 23 anni, è nativo di Leicester e ai Tigers gioca con Castro, che recentemente ha firmato il prolungamento per altre 3 stagioni. “Nella mia testa la gerarchia è assolutamente chiara: non sono io il numero uno e per diventarlo devo fare meglio di lui”, dice Cole. “A Leicester l’anno scorso abbiamo vinto la Premiership e anche quest’anno le cose funzionano bene. Ci mettiamo l’uno a disposizione dell’altro, perché non si possono giocare 80′ tutte le settimane. Spingiamo tutti e due verso la stessa direzione e questo non fa che alzare il livello di qualità della squadra”. Cole non trova però “nessuna motivazione speciale”, però, in vista della sfida a Castro e all’Italia. “Ogni gara si affronta con la medesima mentalità”, dice il pilone inglese. L’Inghilterra riconosce il valore del pacchetto di mischia azzurro, guidato da Castrogiovanni e dal numero 8 e capitano Sergio Parisse. “Da quel punto di vista, l’Italia è fra le prime 2-3 squadre al mondo”, sostiene Cole. “Gli azzurri per tradizione basano il loro gioco attorno al pacchetto. Anche sabato sarà così. Negli ultimi tempi hanno fatto progressi e muovono di più il pallone, ma il cuore del loro gioco è la mischia, è nella loro mentalità”. Cole ha esordito con la nazionale inglese nella prima giornata del 6 Nazioni 2010 contro il Galles a Twickenham (30-17) ed ha giocato la prima da titolare la settimana dopo contro l’Italia al Flaminio (17-12 per gli inglesi). “Agli azzurri piace ingaggiare una mischia dai tempi lunghi e lenti, poi aspettano che tu crolli”, spiega Cole. “E’ una sfida enorme e nel 6 Nazioni solo la Francia è ad un livello simile di gioco nelle fasi statiche”.
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