A Milano un fine settimana tra rugby e libri

Fine settimana in Lombardia per Antonio Falda che sarà venerdì 18 Febbraio alle ore 22.00 ospite della Club House del “Rugby Rho” in compagnia di Enrico Pessina e Marco Pastonesi, dove incontrerà gli atleti del Rugby Rho e il pubblico rugbysta.

Il giorno seguente 19 Febbraio alle ore 11.00  leggerà le sue novelle presso il negozio “Rugby e Ping Pong” in via Bassini 45 a Milano con Armanda AusendaIrmano Baraggia.

A concludere questo week-end milanese, domenica 20 Febbraio alle ore 16.00, sarà con Flavia CarlettiGiacomo Serreli presso la Sala Paesaggi “Villa Ghirlanda Silva”  in Via Frova 10 a Cinisello Balsamo durante l’incontro con i lettori organizzato dal Comune di Cinisello Balsamo e dal Circolo A.M.I.S “Emilio Lussu”.

Domenica pomeriggio interverranno:  Francesco DessìAssessore allo Sport del Comune di Capoterra; Giuseppe CalanniAssessore allo Sport, Tempo Libero e Progetto Prevenzione e Salute del Comune di Cinisello Balsamo; Tonino MulasPresidente Federazione delle Associazioni Sarde in Italia ; Carla Cividini RoccaPresidente Circolo A.M.I.S “Emilio Lussu” di Cinisello Balsamo, le letture saranno a cura del personale della Biblioteca Civica di Cinisello Balsamo

 

Video: quando i rugbisti travolgono un arbitro

Il video a questo link

Video: Tirrenia vs Rugby, scuole a confronto

Una lotta impari, soprattutto per via della tradizione e del mito che avvolgono quella inglese…
Tutte e due le clip sono di La7

Clicca qui per vedere la Rugby School di Rugby

Qui invece l’anteprima del video sull’Accademia di Tirrenia

Mallett, colpe e limiti di un ko che fa male

Lo stralcio di un bell’articolo di Pasquale Giordano su Giornalettismo

COSA IMPUTARE A MALLETT? Forse la scelta di utilizzare un mediano di apertura meno muscolare in un match dove tutti potevano aspettarsi una sorta di assalto continuo alla fortezza? Cavilosso. Occorre tener presente che la faretra di Mallett è fornita di una quantità esigua di frecce e le sue scelte ricadono su un numero limitato di opzioni. Forse gli si può imputare di non aver calcolato per tempo e in maniera debita la straripante baldanza propria degli inglesi? E’ già più plausibile, dato che dalle dichiarazioni di fine partita traspaiono sorpresa e stupore. Nessuno tra gli azzurri si aspettava un’Inghilterra così forte. “Non pensavamo di poter perdere in questo modo” ha detto a caldo Mallett. “Abbiamo consentito all’Inghilterra di sfruttare i propri punti forti, concesso troppi offload, non siamo stati avanzanti nei placcaggi. Abbiamo sofferto molto negli uno contro uno, mancato molti placcaggi, era inevitabile che finisse così. In touche – ha proseguito il ct – abbiamo sbagliato alcuni blocchi, alcune chiamate, alcuni lanci: con questa Inghilterra non è possibile concedere tanto senza pagare. Volevamo fare bene, sapevamo di affrontare un grande avversario non ci aspettavamo una sconfitta di queste proporzioni”.

LIMITI E COLPE – E’ pur vero che se Orquera, giornata nerissima per lui, fosse riuscito ad interpretare meglio la partita, forse non ci sarebbero tutti questi processi alle intenzioni. Allo stesso tempo se la touche avesse funzionato a dovere i danni sarebbero stati limitati. Occorre accordarsi su cosa si è sbagliato e su cosa invece è un limite. In sostanza: dove finisce la colpa e dove comincia la manifesta superiorità tecnica degli inglesi? E’ un interrogativo pressante che va interpretato, soprattutto, in funzione della preoccupante involuzione difensiva che rischia di minare nelle fondamenta il progetto mallettiano, che su una difesa ordinata si regge.

Quanta Treviso guarda all’azzurro. E Van Zyl…

Antonio Liviero per Il Gazzettino di Treviso

Il giorno dopo l’impresa sul Munster il Treviso si guarda dentro. E trova nuove certezze. In sei mesi ha sconfitto tutta l’alta classifica della Celtic (Scarlets, Leinster, Munster). E ciò
non fa che alzare la temperatura in vista dell’arrivo degli Ospreys (sabato alle 17,30). «Vogliamo fare uno scherzetto anche ai gallesi – confida il capitano Antonio Pavanello -. Ci siamo parlati, ci crediamo. Se domenica abbiamo dato il 110%, ora non possiamo tornare
al 90. Ci proviamo». I primi cinque uomini del pack sono il maggior punto di forza della squadra e la base dei successi: mischie dominate, touche rubate, maul penetranti,
distribuzione offensiva efficace su tutta la larghezza del terreno. «Il nostro segreto è la coesione – spiega Pavanello -. Individualmente ci sono giocatori più forti in Celtic, ma noi
facciamo la differenza nel rendimento collettivo». Tanto che da più parti si invoca un ricorso al blocco Benetton da parte dell’Italia specie per risolvere i problemi della touche. Van Zyl
con i suoi 2,01 metri per 110 chili da quest’anno è eleggibile per la Nazionale non avendo presenze con il Sudafrica. Una candidatura considerata interessante in vista della Coppa del
Mondo visti anche il carisma e le doti di regista della rimessa laterale. «Per me sarebbe un grande onore potermi misurare ad alto livello internazionale con la maglia azzurra» dice Cornie, che a 32 anni continua a farsi apprezzare per mobilità e presenza difensiva oltre che nelle battaglie aere. Ma il discorso azzurro vale per Cittadini (gran match domenica), Rouyet, lo stesso Sbaraglini, finora quasi ignorati da Mallett. «Se ci chiamano siamo
prontissimi, già in questo Sei Nazioni – assicura Pavanello-. La maglia azzurra è il sogno di tutti noi e non temiano certo il confronto con avversari che ormai conosciamo benissimo grazie alla Celtic League». Van Zyl intanto si concentra sulla sfida gli Ospreys. «Sarà una partita più dura di quella col Munster – avverte – non solo per l’ampiezza e la qualità dell’organico gallese, ma perchè loro adesso ci temono di più e ci studieranno per bene». Ma assicura: «Noi come sempre cambieremo parte del nostro gioco, a cominciare dalle touche. Non ci piace essere prevedibili».