Premiership, risultati e classifica del 17° turno

Aviva Premiership – Risultati 17a giornata
Newcastle – Harlequins 33-18
Gloucester – Bath 34-22
Leicester – Saracens 14-15
Exeter – Northampton 30-9
Leeds – London Irish 27-19
Wasps – Sale 33-26

Classifica
Leicester 57, Saracens 55, Gloucester 49, Bath 40, Harlequins 39, London Irish 39, Northampton 39, Wasps 38, Exeter 36, Sale 22, Newcastle 20, Leeds 13.

 

Una partita dei Crusaders a Twickenham?

L’Ami Stadium di Christchurch è purtroppo inutilizzabile per tutto il Super Rugby (e chissà per il Mondiale…). L’Australia si è offerta di ospitare le partite dei Crusaders, ma non sia mai! Insomma, almeno un briciolo di campanilismo anche da queste parti. Il Trafalgar Park di Nelson è un po’ troppo piccolo.
Bisogna muoversi? E allora facciamo le cose in grande: Twickenham, Londra. Una boutade? Forse, ma pare che in casa Crusaders ci stiano pensando seriamente a giocare laggiù – anzi, lassù! – almeno una partita della regular season del Super Rugby. Una enorme opportunità commerciale, così l’ha definita Hamish Riach, amministratore delegato della franchigia neozelandese, una opportunità che potrà essere estesa all’eventuale e fortunato avversario. Certo che dargli torto è difficile. E poi diciamolo: un po’ egoisticamente a noi europei questa cosa piacerebbe un sacco….

 

 

 

 

 

 

 

Celtic League: quello che frena Treviso

Da La Tribuna di Treviso

Il settimo posto, teoricamente, è ancora raggiungibile, in questa Celtic spezzata da tempo in due tronconi. Certo l’occasione di vincere con la diretta concorrente Connacht era ghiotta (a domicilio, per giunta), e la sconfitta brucia. Consola poco Treviso aver rotto il ghiaccio conquistando il primo punto di bonus, dopo 16 partite: i «leoni» vedono ora quanto preziosi siano questi punti supplementari. Connacht ha vinto solo 5 partite, ma si è rifatta una dote extra di 8 punti (oh yes) grazie alla competitività. E l’Edinburgh? Ha un match in più dei «leoni», una vittoria in meno, ma grazie ai 5 extra è lì, appaiato. I bonus non arrivano a caso: e infatti, al cinodromo di Galway, per la prima volta in trasferta, Treviso è rimasta nel match fino in fondo. Chissà che sia un punto di svolta, nel rettilineo finale del torneo. La classifica, a 6 giornate dal termine, illumina però impietosamente anche le carenze del Benetton. Alcune cifre sono dolorose, per quanto coperte a lungo dal rendimento casalingo della squadra, decisamente doublé face, come nessun’altra in questo torneo celtico. E dal pragmatismo perso per strada dopo un avvio in cui all’entusiasmo i «leoni» esibivano una sapiente capitalizzazione dell’occupazione di territorio. In particolare le mete segnate: grazie alle tre marcature di Galway, i «leoni» sono giunti a 21. Poche, pochissime, soprattutto considerando la costruzione di gioco: meno di 1,5 mete a partita. Sono penultimi, davanti ai soli Aironi (13), preceduti anche dai Warriors (23). Connacht ne ha fatte 25, dunque solo 4 in più (ma ha un match in meno di Treviso): in due occasioni, però, gli irlandesi hanno centrato il bonus. L’attacco è un problema? Certo. Manca la freddezza per concludere, soprattutto nelle fasi calde. Questione di esperienza, di lucidità, di istinto, soprattutto quando si creano opportunità. A livello di punti, ad esempio, i 272 marcati sin qui (17 a partita) sono inferiori ai 284 dei Dragons, ai 292 dei Warriors, le altre sotto quota 300 (appena sopra Connacht ed Edinburgh). Certo, gli Aironi volano basso: 167. Ma anche la difesa non scherza. Per mete incassate, Treviso è ultima in graduatoria: 44, quasi 3 a partita. Dietro anche agli Aironi (42), distanti da Warriors e Scarlets (34). Molte sono state prese negli avvìi di «bambola», vedi Galway? 0 in inferiorità per i cartellini? Già, ma non sposta i termini del problema. Guadagna una posizione, il XV di Smith, se guardiamo alla voce «punti subiti» (371, 23 di media): fanno peggio Aironi (412) e Warriors (394).

Italdonne, Maria Grazia ci crede

Ad una settimana dalla partita Italia-Francia del Torneo 6 Nazioni, in programma a Benevento il 13 marzo alle 14,30, la sannita Maria Grazia Cioffi, ala della Nazionale e del Benevento Rugby femminile, ci apre le porte del rinnovato campo Pacevecchia che domenica, per la prima volta nella sua storia, ospiterà una Nazionale seniores.

Maria Grazia Cioffi (classe ’89), è figlia di papà Franco, storico capitano biancoceleste, e vanta già 15 caps con le Azzurre con cui ha partecipato al Torneo VI Nazioni (edizioni 2009–2010–2011), ai Campionati Europei (Stoccolma 2009 e Strasburgo 2010), ai Mondiali Seven (Dubai 2009), ai Campionati Europei Seven (Hannover 2009), al Torneo FIRA Seven (Mosca 2010), ed ai Mondiali universitari (Oporto 2010).

Maria Grazia, qual è il tuo stato d’animo a pochi giorni dall’esordio nella tua città?
“Quella della Nazionale, inutile ripeterlo, è sicuramente un’esperienza di grande valore. Non nascondo però che giocare in casa non è un fattore che riesce a tranquillizzarmi. Sicuramente tutti i tifosi biancocelesti ed il fatto stesso di essere sul campo in cui sono cresciuta, mi trasmetterà una grande carica ma allo stesso tempo anche un po’ d’ansia”.

L’Italia può battere questa Francia?

“Nella partita contro il Galles abbiamo cercato di dimostrare di essere comunque una squadra che ha voglia di vincere e credo che domenica scenderemo in campo con la stessa determinazione. Allo stesso tempo, so che la Francia non sarà un’avversaria facile da battere. Sta facendo un gran bel Sei Nazioni ed è sempre stata una squadra temibile”.

Cosa significa indossare la maglietta della Nazionale?

“E’ stata un’emozione che mi sono vista arrivare da un giorno all’altro. Il rugby era il mio sogno nel cassetto, quello che speri di realizzare ma che vedi sempre lontano. Vivere la Nazionale mi ha permesso di andare davvero oltre al sogno. Non posso di certo valutarmi tecnicamente, non mi compete, ma posso dire che solo adesso sto realizzando quello che ho conquistato. E’ stato significativo integrarsi con una realtà già molto solida e con delle compagne che hanno tanta esperienza. Spero solo che tutto possa continuare a migliorare”.

Da dove nasce la passione per il rugby?

“La mia passione per il rugby nasce da una scommessa alla quale poi non mi sono più saputa tirare dietro. Un ruolo importante lo hanno avuto, di sicuro, la testardaggine e la volontà che hanno accompagnato me e le altre ragazze del Benevento Rugby in questa bella avventura. Inutile dire che tutto il progetto del rugby femminile a Benevento è stato merito di un gruppo affiatato e di tutte le persone che hanno creduto in noi. A coronare questa avventura, poi, la convocazione in Nazionale che mi auguro possa arrivare anche a tante altre ragazze che, come me, credono in questo sport meraviglioso”.

 

Video: Ulster-Aironi, tutto il match

Per le note – e tristi – vicende legate al “caso Dahlia” la partita degli Aironi a Belfast non è stata trasmessa in tv. Qui potete vederla per intero: