Sei Nazioni, il team ideale del terzo turno. Ovviamente senza azzurri

Le scelte di Planet Rugby

15 Rob Kearney (Ireland)
14 Tommy Bowe (Ireland)
13 Manu Tuilagi (England)
12 Wesley Fofana (France)
11 Stuart Hogg (Scotland)

10 Owen Farrell (England)
9 Mike Blair (Scotland)
8 Ross Rennie (Scotland)
7 Sam Warburton (Wales)
6 Thierry Dusautoir (France)
5 Paul O’Connell (Ireland)

4 Geoff Parling (England)
3 Adam Jones (Wales)
2 Ross Ford (Scotland)
1 Gethin Jenkins (Wales)

Sei Nazioni: per Galles e Scozia ci sono Castro e BergaMirco

dall’ufficio stampa FIR

Jacques Brunel, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Rugby, ha convocato trentuno giocatori in vista dei test-match contro il Galles (Cardiff, 10 marzo) e la Scozia (Roma, 17 marzo), ultime due giornate dell’RBS 6 Nazioni 2012.

Quattro le novità rispetto alla rosa di atleti che ha preparato la trasferta di Dublino contro l’Irlanda di sabato scorso: tra i piloni rientra Martin Castrogiovanni, non ancora pienamente recuperato dalla frattura costale subita contro l’Inghilterra, che proseguirà con lo staff medico azzurro il percorso di recupero in vista di un eventuale utilizzo contro la Scozia; in seconda linea Antonio Pavanello, fermato da un problema al legamento collaterale nel match di Dublino, lascia il posto al rientrante Carlo Del Fava. Assente per squalifica Mauro Bergamasco, Brunel chiama in terza linea il trevigiano Manoa Vosawai mentre, tra i trequarti, Mirco Bergamasco torna in azzurro dopo l’operazione alla spalla successiva alla Rugby World Cup, con Angelo Esposito convocato con l’Italia U20.

Confermato, per il resto, il blocco di atleti della scorsa settimana con Minto confermato tra i flanker al posto dell’infortunato Derbyshire.

La Nazionale si radunerà a Roma, presso il Centro CONI “Giulio Onesti”, a partire da domenica 4 marzo. Mercoledì 7 marzo il CT Brunel annuncerà i ventiquattro convocati per la trasferta di Cardiff, l’indomani gli Azzurri voleranno dall’aeroporto di Ciampino alla volta della capitale gallese per sfidare la capolista del Torneo che sabato, vincendo a Twickenham, si è già aggiudicata la Triple Crown.

Questi i convocati dell’Italia per le ultime due giornate dell’RBS 6 Nazioni:

Piloni

Martin CASTROGIOVANNI (Leicester Tigers, 84 caps)

Lorenzo CITTADINI (Benetton Treviso, 11 caps)

Andrea LO CICERO (Racing-Metro Paris, 93 caps)

Michele RIZZO (Benetton Treviso, 3 caps)

Fabio STAIBANO (Aironi Rugby, 10 caps)


 

Tallonatori

Tommaso D’APICE (Aironi Rugby, 6 caps)*

Leonardo GHIRALDINI (Benetton Treviso, 44 caps)


 

Seconde linee

Marco BORTOLAMI (Aironi Rugby, 91 caps)

Carlo Antonio DEL FAVA (AironI Rugby, 54 caps)

Quintin GELDENHUYS (Aironi Rugby, 28 caps)

Cornelius VAN ZYL (Benetton Treviso, 7 caps)


 

Flanker/n.8

Robert BARBIERI (Benetton Treviso, 19 caps)

Simone FAVARO (Aironi Rugby, 8 caps)*

Francesco MINTO (Benetton Treviso, esordiente)

Sergio PARISSE (Stade Francais, 86 caps) – capitano

Manoa VOSAWAI (Benetton Treviso, 8 caps)

Alessandro ZANNI (Benetton Treviso, 61 caps)


 

Mediano di mischia

Edoardo GORI (Benetton Treviso, 12 caps)*

Fabio SEMENZATO (Benetton Treviso, 11 caps)


 

Mediani d’apertura

Kristopher BURTON (Benetton Treviso, 12 caps)

Tobias BOTES (Benetton Treviso, 3 caps)


 

Centri

Tommaso BENVENUTI (Benetton Treviso, 15 caps)*

Gonzalo CANALE (Clermont-Auvergne, 75 caps)

Luca MORISI (Banca Monte Parma Crociati, 1 cap)*

Alberto SGARBI (Benetton Treviso, 16 caps)


 

Ali

Mirco BERGAMASCO (Racing Metro Paris, 85 caps)

Roberto QUARTAROLI (Aironi Rugby, 3 caps)*

Giulio TONIOLATTI (Aironi Rugby, 8 caps)

Giovambattista VENDITTI (Aironi Rugby, 3 caps)*


 

Estremi

Andrea MASI (Aironi Rugby, 67 caps)

Luke MCLEAN (Benetton Treviso, 36 caps)

*è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato”

Verso Francia-Inghilterra, Stuart Lancaster chiama un gruppone di 32 atleti

Lunedì sera alla Loughborough University. Queston luogo e orario di inizio del ritiro della nazionale inglese che inizia a preparare la partita con la  Francia valida per la quarta giornata del Sei Nazioni e in programma a Parigi l’11 di marzo.
Questi i 32 giocatori chiamati dal ct Stuart Lancaster

FORWARDS (18)
Mouritz Botha (Saracens)
Calum Clark (Northampton Saints)
Alex Corbisiero (London Irish)
Dan Cole (Leicester Tigers)
Tom Croft (Leicester Tigers)
Paul Doran Jones (Northampton Saints)
Phil Dowson (Northampton Saints)
Dylan Hartley (Northampton Saints)
Courtney Lawes (Northampton Saints)
Joe Marler (Harlequins)
Lee Mears (Bath Rugby)
Ben Morgan (Scarlets)
Tom Palmer (Stade Francais)
Geoff Parling (Leicester Tigers)
Chris Robshaw (Harlequins)
Matt Stevens (Saracens)
Thomas Waldrom (Leicester Tigers)
Rob Webber (London Wasps)

BACKS (14)
Chris Ashton (Northampton Saints)
Brad Barritt (Saracens)
Mike Brown (Harlequins)
Lee Dickson (Northampton Saints)
Owen Farrell (Saracens)
Toby Flood (Leicester Tigers)
Ben Foden (Northampton Saints)
Charlie Hodgson (Saracens)
Joe Simpson (London Wasps)
Charlie Sharples (Gloucester Rugby)
David Strettle (Saracens)
Manusamoa Tuilagi (Leicester Tigers)
Jordan Turner-Hall (Harlequins)
Ben Youngs (Leicester Tigers)

Dopo Irlanda-Italia: Mafia, Vaticano, medaglie a una sola faccia e le isole britanniche che ci sbeffeggiano

Un attacco sguaiato. E’ questa la prima cosa che mi è venuta in mente dopo aver letto l’articolo “Italian outhalves will be Ireland’s greatest assets” (lo trovate qui) a firma di Matt Williams e pubblicato sabato mattina sull’Irish Times, prima di Irlanda-Italia.
D’altronde, quando uno paragona la FIR alla mafia e al Vaticano… Ora, la nostra federazione avrà anche mille colpe, ma la mafia direi che è una roba troppo seria e drammatica. Tra l’altro, a dirla tutta, trovo davvero curioso l’accostamento tra mafia e Chiesa.
Ed è un peccato, perché la sguaiatezza dei paragoni leva l’attenzione da un fondo di verità che nell’articolo in questione comunque c’è. Iniziamo intanto da qualche stralcio:
“…i dirigenti italiani sono convinti della loro infallibilità. Hanno modellato il programma d’allenamento come la missione di Gesù. Viene richiesto di trasformare l’acqua in Chianti, di fare, insomma, miracoli. E se qualcosa va storto, come la Chiesa, non si prendono mai le loro responsabilità”.
Oppure: “Come la Mafia, puntano spesso una pistola carica alla testa degli allenatori per motivarli. Minacce di licenziamento se non vincevano match del Sei Nazioni, e alla fine i tecnici si sono presi le colpe e il proiettile”.
Altro giro di giostra: “Ora abbiamo Burton e Botes. Cercare di vincere un match internazionale senza delle aperture di qualità è come lanciarsi dall’aereo senza paracadute. Non conta quanto provi, il risultato sarà sempre lo stesso. E anche se Brunel è sulla panchina da poche settimane, i Padrini del rugby italiano daranno la colpa a lui. La Federazione italiana, invece, è colpevole di non avere avuto una strategia per sviluppare apertura di alta qualità. E la cosa assurda è che lo sanno da un decennio”.
Chiudiamo qui: “Un piano di sviluppo di elite player dovrebbe venir fatto su tutto il globo, trovando giocatori di qualità, eleggibili e imporli a Treviso e Aironi. E obbligare gli altri club italiani ad avere solo aperture italiane”.

Eppure a me è piaciuta molto di più la “parabola” delle tre letterine che apriva l’articolo. La storiella è questa: all’arrivo di un nuovo coach la società fa trovare sulla sua scrivania tre lettere, con scritto rispettivamente “da aprire dopo 5 sconfitte”, “da aprire dopo 10 sconfitte” e “da aprire dopo 15 ko”. Nella prima c’è scritto di dare la colpa al vecchio allenatore, nella seconda ai giocatori e nella terza si ordina all’allenatore di scrivere tre letterine…
Comunque, dicevamo delle verità descritte nell’articolo dell’Irish Times.
Beh, è oggettivo che in questi anni il ricambio nello staff dirigenziale FIR è stato piuttosto limitato e tolto alcuni soggetti davvero capaci – come l’attuale team manager della nazionale, Luigi Troiani, ad esempio (ma non è certo l’unico) – si è spesso trattato di figure che hanno dimostrato di non essere all’altezza del compito. Capita, succede, l’importante è che si rimedi, ma questo non sempre è stato fatto. Molti di questi soggetti poi non sono stati lasciati a casa ma hanno trovato altre posizioni sempre all’interno della FIR.
E’ oggettivo che dopo Dominguez non abbiamo più avuto un’apertura davvero degna di questo nome. Colpa che in questo caso la federazione condivide però con club e società.

Non è bello cercare “untori” e distribuire colpe. Però non sarebbe così brutto se il vertice FIR ogni tanto facesse pubblica ammenda. Non sempre ovviamente, ma quando appare evidente che la federazione qualche responsabilità le ha. D’altronde nessuno – e giustamente! – dice nulla quando si dice che “questa gestione ha portato l’Italia nel Sei Nazioni”. Tutto vero, e questo è un enorme merito del presidente Dondi, ma ogni medaglia ha il suo rovescio. E conta pure quello, anche se ha una faccia che non ci piace tanto. Se ne sono accorti pure all’estero.

ps: a proposito, sapete come chiudeva la cronaca di Irlanda-Italia sul Sunday Telegraph di ieri? Così: “Ireland now travel to France for that rearranged match next weekend. Italy? They’re going nowhere.”

Jamie Roberts ko, salta Galles-Italia

Tra due a settimane a Cardiff non ci sarà. Jamie Roberts ha un ginocchio malmesso e salterà di sicuro il match contro l’Italia nel quarto turno del Sei Nazioni.
Il trequarti è stato costretto a uscire nel corso della vittoriosa trasferta del Galles a Twickenham per il ripresentarsi di un problema ai legamenti.
Non si conosce ancora esattamente l’entità del problema, ma Roberts potrebbe farcela per l’ultima partita del 17 marzo contro la Francia.