I Blues di Kirwan prendono forma: ecco lo staff tecnico. E Graham Henry c’è

Rumors confermati: Graham Henry entra ufficialmente a far parte dello staff tecnico degli Auckland Blues. La franchigia neozelandese di Super Rugby è reduce da una stagione disastrosa e ha deciso un netto cambio di rotta rispetto al recentissimo passato.
Ad affiancare il nuovissimo head coach John Kirwan ci saranno perciò Mick Byrne, Grant Doorey (con Kirwan anche quando l’ex ala dei tuttineri allenava Italia e Giappone) e appunto Graham Henry, che torna in pianta stabile in un club dopo l’avventura con la nazionale neozelandese culminata con la vittoria all’ultimo mondiale.
Un collaboratore importante quindi per Kirwan, anche se non sono pochi quelli che vedono in Henry più un tutor che non un assistente. Ecco lo staff completo:
Kirwan – head coach
Henry – technical advisor/defence
Byrne – forwards/kicking
Doorey – skills/backline

Sonny Bill Williams torna sul ring: il 17 novembre a Durban contro Botha

Dunque, c’è il Giappone. Però prima dello sbarco nella terra del Sol Levante ci sono le due gare contro l’Australia con la maglia degli All Blacks. Dopo ci sarà pure la Rugby League, proprio a Sydney, ma questa è un’altra storia.
Bene, il calendario di Sonny Bill Williams per i prossimi mesi è fatto. Anzi, no: manca il pugilato. Presto fatto, il 17 novembre l’attuale campione dei pesi massimi neozelandesi – appunto SBW – affronterà a Durban (Sudafrica) Francois Botha, uno che sul ring è già salito per affrontare tra gli altri anche Mike Tyson ed Evander Holyfield.
Ad annunciarlo è stato Thinus Strydom, di professione promoter di boxe. Una sola domanda: i giapponesi lo sanno?

Per Kirwan un assistente d’eccezione (o troppo ingombrante?): Sir Graham Henry

L’allenatore c’è – John Kirwan – ma ora a Auckland stanno pensando allo staff tecnico. E uno dei nomi che circola è di quelli davvero ingombranti: Graham Henry. L’ex ct campione del mondo è uno di casa ai Blues e secondo i rumors riportati dalla stampa neozelandese potrebbe andare a ricoprire la carica di “technical advisor”.
La franchigia da parte sua tace e fa solo sapere che lo staff verrà annunciato nel giro di 7-10 giorni: si attende infatti che il nuovo head coach faccia il suo definitivo ritorno a Auckland.

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Graham Henry e quel Francia-Nuova Zelanda del 2007 al retrogusto (per lui) di combine

Il ko è tra quelli che hanno fatto davvero male, tanto è vero che a distanza di quasi 5 anni se ne parla ancora. In Nuova Zelanda il ko subito con la Francia a Cardiff nei quarti di finale del Mondiale del 2007 non è stato ancora digerito, un 18-20 di cui ancora non ci si capacita un granché. Quel 6 ottobre andò infatti in scena una mezza tragedia nazionale a Auckland e dintorni. Succede nello sport, basta farsene una ragione.
Poi arrivano le recriminazioni, anche a distanza di 5 anni. E alcune lasciano francamente stupiti. Come quella a cui si aggrappa il ct neozelandese dell’epoca, quel Graham Henry che nel 2011 riportò il titolo iridato agli All Blacks, guarda caso proprio contro la Francia: secondo Henry quella partita fu sostanzialmente venduta. E l’allenatore non lo ha detto in una intervista ma lo lascia intendere (usando abili giri di parole, “It wasn’t politically correct to even suggest the match officials might have favoured one team”) nella sua autobiografia in uscita, Graham Henry Final Word, lavoro a quattro mani con Bob Howitt.
Principale colpevole è la terna arbitrale: Wayne Barnes, Jonathan Kaplan e Tony Spreadbury. Henry si è visto e rivisto la partita per decine di volte e ha deciso che la Francia avrebbe dovuto essere penalizzata dagli arbitri una quarantina di volte ma sul campo la Nuova Zelanda potè godere solo di due punizioni a favore. Senza dimenticare il passaggio in avanti che avrebbe viziato la meta francese decisiva.
Le statistiche della rilettura del match fatte da Henry parlano di una squadra – gli All Blacks – che pur dominando sono usciti incredibilmente sconfitti e la risposta che si è dato è che le cose non sono andate in maniera regolare e che l’IRB avrebbe dovuto aprire un’approfondita inchiesta, cosa che però non è mai stata fatta.
Henry nel libro dice che rivedendo le immagini della partita è dovuto correre in bagno a vomitare e si chiede come mai l’International Borad non fece nulla per una cosa che in altri sport avrebbe destato scandalo.

Nel libro Henry rivela anche che Richie McCaw nella finale della RWC 2011 smise di seguire gli indirizzi che arrivavano dalla panchina e che nell’ultima mezz’ora fece sostanzialmente di testa sua. Chissà cosa sarebbe successo se la Francia avesse vinto… (e mi chiedo nel giro di quanti anni vedremo McCaw nel ruolo di ct tuttonero).