Nessun appello per la squalifica di Ghiraldini

dall’ufficio stampa FIR

Auckland (Nuova Zelanda) – Leonardo Ghiraldini, tallonatore e vice-capitano dell’Italia, ha rilasciato la seguente dichiarazione in merito alla sospensione di quindici settimane inflittagli in seguito ad un’infrazione alla regola di gioco 10.4(m) nel corso del match contro l’Irlanda del 2 ottobre a Dunedin: “Accetto la sanzione e non ricorrerò in appello, ma sono contrariato. Il mio percorso agonistico si è sempre basato sulla sportività e sul fair-play e sono profondamente amareggiato per quanto è accaduto. Voglio ribadire, come peraltro fatto in udienza, la totale involontarietà del mio fallo ed ho già avuto modo di estendere le mie scuse al collega irlandese coinvolto nell’episodio”.

Video: il fallo che costa 15 settimane di squalifica a Ghiraldini

15 settimane di squalifica per Ghiraldini!

Lo scontro con Cian Healy durante Italia-Irlanda di domenica a Dunedin costa carissimo al tallonatore di Treviso. la commissione disciplinare ha deciso una maxi-squalifica per il tentativo dell’azzurro di toccare l’occhio dell’avversario. Ghiraldini ha ammesso l’accaduto davanti ai giudici ed è stato giudicato colpevole di violazione della Law 10.4(m), ovvero “acts contrary to good sportsmanship; in this case contact with the eyes or the eye area”.
Ghiraldini non potrà tornare in campo prima del 17 gennaio, ma può presentare ricorso entro le prossime 48 ore.

 

Italia-Irlanda, i dati tv

Questo il dato ufficiale:
Italia-Irlanda, in onda dalle 9.30 su Sky Sport 2 e Sky Mondiale (entrambi in Standard Definition e in High Definition), tra dirette e riproposizioni, è stata vista nel complesso da 258.969 spettatori medi (765.074 i contatti unici).

Dondi e Mallett, qualche straccio vola. Civile, ma sempre straccio…

Una intervista rilasciata a massimo Calandri e pubblicata da Repubblica.it
Eccone uno stralcio

Giancarlo Dondi se lo sentiva. Il presidente della Federazione italiana rugby, ammette di aver avuto un brutto presentimento già prima della disfatta azzurra contro l’Irlanda, che è costata all’Italia l’eliminazione dal mondiale in nuova Zelanda. “Non siamo arrivati ai Mondiali nelle migliori condizioni tecniche e mentali”.

E gli azzurri: così grossi, così fragili.
“Nello sport si può vincere o perdere. Ma nel rugby, se scendi in campo pensando solo a difenderti, allora finisce che perdi di sicuro”.

Due vittorie contro due squadre da terza fascia, due sconfitte pesanti con chi conta davvero.
“S’era già visto con il Giappone, che qualcosa non funzionava. Tanti errori in attacco, la difesa che non avanzava”.

Con Australia ed Irlanda ci siamo illusi per un tempo.
“Per crollare appena siamo andati sotto nel punteggio. Troppo deboli mentalmente. Questo è uno disciplina di combattimento: c’è modo e modo di perdere”.

Il bilancio s’appesantisce guardando il ranking mondiale: siamo scivolati al dodicesimo posto, altro che andare ai quarti e scrivere la storia.
“Bisogna mettere rimedio subito. Non possiamo più aspettare”. (…)

Se ne va Nick Mallett, che non le è mai piaciuto.
“Credo di averlo messo nelle condizioni di lavorare al meglio”.

E’ arrivato Jacques Brunel. Lei gli dava la caccia dai Mondiali del 2003.
“Brunel saprà cosa fare. Io non ci metto becco. Penso solo che i giocatori di qualità ce li abbiamo. E che per andare avanti non basta sperare. Bisogna crederci, agire”. (…)

Appunto. Che succede?
“Succede che anche con l’Under 20 abbiamo voluto fare un gioco diverso da tutti gli altri. Ed è finita che ci siamo salvati per un pelo, nonostante giocassimo i mondiali in Italia. Succede che bisogna cambiare programma. Subito”.

Tira aria di rivoluzione.
“Adesso lasciamo lavorare Brunel. Lavoriamo sui giovani dell’Accademia e con le franchigie. Il rugby si gioca tutti insieme. Mi aspetto un bel Sei Nazioni. Ma questa volta attaccando l’avversario. Il catenaccio lasciamolo agli altri”.

PER LEGGERE TUTTA L’INTERVISTA CLICCATE QUI