Mondiali, le classifiche dei gironi al 27 settembre

Nation 2011 Rugby World Cup Standings Pool A
Games Points
P W D L PF PA PD BP Ttl
New Zealand 3 3 0 0 161 34 127 3 15
France 3 2 0 1 110 77 33 2 10
Tonga 3 1 0 2 61 84 -23 1 5
Canada 3 1 1 1 67 89 122 0 6
Japan 4 0 1 3 69 184 -115 0 2
Nation 2011 Rugby World Cup Standings Pool B
Games Points
P W D L PF PA PD BP Ttl
England 3 3 0 0 121 22 99 2 14
Argentina 3 2 0 1 65 33 32 2 10
Scotland 3 2 0 1 61 43 18 1 10
Georgia 2 0 0 2 16 56 -40 0 0
Romania 3 0 0 3 35 144 -109 0 0
Nation 2011 Rugby World Cup Standings Pool C
Games Points
P W D L PF PA PD BP Ttl
Ireland 3 3 0 0 99 28 71 1 13
Australia 3 2 0 1 105 26 79 2 10
Italy 3 2 0 1 86 59 27 2 10
USA 4 1 0 3 38 122 -84 0 4
Russia 3 0 0 3 35 128 -93 1 1
Nation 2011 Rugby World Cup Standings Pool D
Games Points
P W D L PF PA PD BP Ttl
South Africa 3 3 0 0 153 19 20 2 14
Wales 3 2 0 1 114 80 6 1 10
Samoa 3 2 0 1 86 36 50 2 10
Fiji 3 1 0 2 59 101 -42 1 5
Namibia 4 0 0 4 44 266 -222 0 0

Fotogallery: una giornata tra Italia, USA, Giappone e Canada

Qui le altre immagini

Video: il diario Mondiale del 27 settembra

L’Italia, l’Irlanda, gli Stati uniti e quel bicchiere che per qualcuno è sempre mezzo vuoto

Lo scorso 11 di settembre l’Irlanda in quel di New Plymouth batte con grande fatica gli Stati Uniti 22-10, senza prendere il bonus.
Un paio di settimane più in là è l’Italia a battere gli USA: anche gli azzurri fanno fatica – non come gli irlandesi – ma vincono e si conquistano un punto di bonus diventato necessario dopo l’inaspettata vittoria degli uomini in maglia verde sull’Australia.
Però sembra non contare, perché il vizio italico della critica a prescindere si percepiva già ad appena 20 minuti dall’inizio della partita con gli Stati Uniti.
“Ma dove vogliamo andare giocando così?”. “L’Irlanda ci massacra” e così via… questo il mood dei commenti di tifosi e appassionati.
Ora, che quello che stava avvenendo sul campo di Nelson non fosse una roba da stropicciarsi gli occhi, non c’è alcun dubbio al riguardo. Però con gli Stati Uniti non si doveva fare filosofia, ma solo portarsi a casa una vittoria con quattro mete. Nulla di più, nulla di meno. Dopo la marcatura di Parisse abbiamo tutti pensato che il più era fatto: una meta dopo due minuti che spalancava le porte a una “goleada”. Che probabilmente sarebbe puntualmente arrivata se Benvenuti fosse riuscito a controllare la palla e schiacciarla oltre la linea nemmeno dieci minuti dopo.
L’errore azzurro è stato quello di considerare la partita già ben indirizzata. Può succedere. Una leggerezza che ci ha fatto soffrire non poco, ma l’hanno saputa risistemare, questo è quello che conta.

Il Mondiale dell’Italia finora è andato esattamente come doveva andare: ko con gli irraggiungibili Wallabies (che però per 50 minuti non hanno saputo che pesci pigliare…), due vittorie con bonus con Russia e USA. Il gruppo di Mallett si presenterà a Dunedin la prossima domenica con un solo risultato utile per passare il turno: vincere, anche di un solo punto. Missione compiuta. Si poteva fare meglio? Certo che sì (non nei risultati, ma nel modo in cui li abbiamo ottenuti), ma pure molto – moltissimo – peggio. La tenuta mentale non è stata finora ottimale? No, e comunque non nell’arco degli 80 minuti. A volerla dire tutta nemmeno quella degli irlandesi lo è stata.
Già, l’Irlanda. Perché ora siamo qui a spellarci le mani davanti all’Irlanda vista con l’Australia. Però quella squadra lì, partite del genere negli ultimi due anni abbondanti quante ne ha fatte? Un paio, forse tre? Non più tardi di 5-6 mesi fa è arrivata a un passo dal capitolare al Flaminio, salvata solo da un drop dell’ultimo minuto. La squadra di Kidney si è presentata con quattro-sconfitte-quattro consecutive nei test match. Poi la vittoria zoppicante con gli USA e quindi l’exploit australiano. La partita successiva con la Russia si è messa subito sui binari giusti e non è che faccia un gran testo. Come la nostra partita con quegli stessi avversari.
Eppure è tutto un coro di “Non ce la possiamo fare” e consimili. Io mi chiedo perché mai. Che i favoriti siano loro è ineccepibile, ma proprio per questo hanno anche tutto da perdere. Noi invece no, solo da guadagnare. E in una gara dentro-fuori può pesare tantissimo. Dice: se si gioca come contro gli USA non ci sono speranze. Sì, o meglio, forse. Perché l’altra faccia della medaglia è che l’Irlanda giochi come contro l’Australia, cosa possibile ma assolutamente non certa. Siamo così sicuri che l’Italia vista con gli USA non possa battere l’Irlanda vista con gli Stati Uniti? Io dico che può succedere.
Dovremo essere umili e concentrati, senza svolazzi e ghirigori che non ci competono. Dovremo essere tignosi e schiacciarli con la nostra mischia. Disciplina ferrea, che concedere calci a Sexton e O’Gara è una pazzia. E poi placcare, placcare, placcare e ancora placcare. Ce la possiamo e ce la dobbiamo giocare.
Ricordo infine che secondo il 99% dei suddetti critici questa spedizione doveva naufragare nel breve volgere di poche ore dopo la scelta di non confermare Mallett alla guida della panchina dopo il torneo. Vi ricordate? Ma come si fa, ora il gruppo si disunirà, andrà come Francia 2007, siamo sempre pronti a farci del male…
Non so se ve ne siete accorti, ma non è successo nulla di tutto questo. Anzi.

Dopo Italia-Stati Uniti: voci azzurre da Dunedin

Nelson (Nuova Zelanda) – Il CT dell’Italia Nick Mallett, il capitano Sergio Parisse ed il pilone Martin Castrogiovanni hanno incontrato la stampa oggi al Trafalgar Park di Nelson a margine della vittoria per 27-10 sugli Stati Uniti nella terza giornata della Rugby World Cup “Nuova Zelanda 2011”. Di seguito le principali dichiarazioni:

Nick Mallett, CT Italia: “Non ci sono problemi fisici dopo la partita con gli USA e questa è la cosa più importante: abbiamo cinque giorni per recuperare in vista della partita con l’Irlanda che deciderà le nostre sorti in questo Mondiale”.

Nick Mallett, CT Italia: “I giorni di avvicinamento a questa gara sono stati molto intensi, abbiamo molto rispetto per quello che gli USA hanno fatto in questo Mondiale. Hanno giocato molto bene con l’Irlanda anche se sono stati sconfitti 22-10 ed hanno difeso molto bene. Hanno giocato molto la palla, fatto vedere un buon rugby”.

Nick Mallett, CT Italia: “In mischia abbiamo dominato nettamente gli americano, sapevamo che questo sarebbe stato un nostro punto di forza e chiaramente lo abbiamo sfruttato il più possibile. In prima linea è andato tutto per il meglio e la meta tecnica è stata più che meritata e forse poteva non essere l’unica”.

Nick Mallett, CT Italia: “L’Irlanda ha giocato molto bene contro l’Australia, hanno battuti i Wallabies sul piano fisico. Abbiamo una prima linea migliore di quella irlandese e andremo a Dunedin per dimostrarlo e per rendere loro la vita il più difficile possibile”.

Sergio Parisse, capitano Italia: “Siamo contenti perché abbiamo portato a casa i cinque punti. Era la cosa importante per noi. Gli Stati Uniti sono stati un avversario duro, ma abbiamo segnato le quattro mete e questa è la cosa importante. Adesso approcciamo la gara finale contro l’Irlanda con molta fiducia”.

Sergio Parisse, capitano Italia: “L’America ha fatto vedere in questo torneo di avere una grandissima fisicità, di essere un avversario ostico per chiunque che ha fatto tanti progressi. E’ stato una gara difficile ma abbiamo fatto il bonus e ora siamo pronti ad affrontare l’Irlanda”.

Sergio Parisse, capitano Italia: “Sarà una partita difficile, anche perché abbiamo solo cinque giorni per recuperare e vogliamo presentarci al meglio. Ma abbiamo tanta fiducia in vista di questa partita con gli irlandesi”

Martin Castrogiovanni, pilone Italia, man of the match: “Non pensavo di segnare una meta ma sono contento di averlo fatto. E’ stata una partita molto fisica e forse non siamo contentissimi di come abbiamo giocato ma abbiamo fatto quello che dovevamo fare, cioè conquistare i cinque punti. Forse abbiamo pensato un po’ troppo alla gara con l’Irlanda e questo ci ha condizionato parzialmente”.

Martin Castrogiovanni, pilone Italia, man of the match: “Abbiamo dominato fisicamente in mischia, ora continuiamo a lavorare su questo aspetto perché con l’Irlanda in mischia sarà ancora più dura”.