Come mettere assieme i quarti di finale di TUTTI i Mondiali in una infografica…

Bellissima. Al solito, da ruggerblogger

Uenuku – Il sogno mondiale di Dan Carter si è strappato

di Stefania Mattana

Strappo e lesione di quadrucipite e tendine inguinale. Il mondiale di Dan Carter finisce così, con urlo di dolore che squarcia le silenziose fotografie presenti su ogni quotidiano e pagina di sport.
Questo era l’anno di Carter, lo dicevano tutti. Il suo terzo mondiale, quello della maturità, quello che lo avrebbe potuto portare sulla cima del mondo ovale, il meritato coronamento – che vincesse o meno – di un’intera carriera passata a sfidare i pali, a prendere a calci un pallone da una piazzola, a esercitarsi ogni giorno, da quando aveva sei anni.
E invece il mondiale neozelandese di Dan Carter termina stampelle alla mano, davanti a un nugolo di giornalisti attraverso cui proprio lui, l’uomo da consolare, rassicura una nazione che sembra quasi in lutto, incitandola ad “andare avanti”.
“Qui è come che sia morto”, mi scrivono dalla Nuova Zelanda gli amici. E qua e là si legge qualche kiwi spazientito da tutto il polverone e il melodramma alzatosi per un ragazzo di ventinove anni che di certo non è morto, e che di sicuro non terminerà qui la sua carriera di stella del rugby.

Sebbene la tragedia consumata in casa All Blacks vada oltre il senso comune della realtà e oltre gli schemi di gioco che ora traballano (e se è vero che DC era il timoniere e l’ago della bilancia dei tuttineri, questo è il momento buono per gli All Blacks di meritarsi ancora di più l’agognata Ellis Cup), basta guardare il personale dramma dell’uomo per capirne la sua effettiva rilevanza. Una gravità che Carter ha gestito con la solita compostezza. E con il sorriso.

Mi piace citare questo bell’articolo di Martin Devlin, che racconta con grande empatia di come i sogni di Carter si siano spezzati in pochi secondi. “Ho il sospetto che Dan Carter abbia trascorso gran parte della sua vita sportiva sognando di vincere una Coppa del Mondo per la Nuova Zelanda. – scrive Devlin – I sogni sono gratis, ovviamente. Sono anche il modo grazie al quale molti di noi continuano ad essere ispirati nella vita. Il sogno di Carter è finito.”

Il giornalista di TvNz ha ragione. Dimenticate per un momento lo status di cui gode Carter, un talento straordinario e un giocatore di caratura mondiale con fortuna, bellezza, fama e soldi. Pensate invece a quel ragazzino che dopo la scuola tornava a casa per allenarsi, provare e provare e provare. Calciare, passare, calciare e calciare.
Il mio personale pensiero va a quel ragazzino, perché credo che chi ha vissuto un po’ di sport capisca molto bene quale delusione si nasconda dietro a quella dignità dimostrata alla stampa, non importa a quale livello di grandezza sportiva si sia giunti.
É brutto trovarsi davanti a una corsia libera da correre, ai blocchi di partenza, lanciati verso il proprio obiettivo finale, e sentire d’improvviso che qualcosa non va. Un dolore che ti lacera, impossibile da descrivere. Un dolore che solo chi si è strappato un muscolo può ricordare e immaginare. Un dolore che strappa tutti i sogni che avevi costruito passo dopo passo, con pazienza e tenacia, e che arriva proprio quando il traguardo non ti era sembrato mai così vicino come allora. E non ci puoi fare niente. “Gli infortuni fanno parte del rugby, e questo fa parte della mia vita” ha concluso Carter prima di riunirsi con la squadra.
Ancora non si sa cosa aspetta al numero 10 All Blacks: 10 o 12 settimane di riposo assoluto, forse anche un’operazione per ricucire le fibre.
La strada è di nuovo in salita per Dan-the-man, ma i campioni – sul campo e nella vita – non si fanno spaventare dai ruzzoloni. E non hanno paura delle chine, nemmeno di quelle più ripide.

15 settimane di squalifica per Ghiraldini!

Lo scontro con Cian Healy durante Italia-Irlanda di domenica a Dunedin costa carissimo al tallonatore di Treviso. la commissione disciplinare ha deciso una maxi-squalifica per il tentativo dell’azzurro di toccare l’occhio dell’avversario. Ghiraldini ha ammesso l’accaduto davanti ai giudici ed è stato giudicato colpevole di violazione della Law 10.4(m), ovvero “acts contrary to good sportsmanship; in this case contact with the eyes or the eye area”.
Ghiraldini non potrà tornare in campo prima del 17 gennaio, ma può presentare ricorso entro le prossime 48 ore.

 

Uenuku – I separati alla nascita del mondiale – parte due

di Stefania Mattana

Ci hanno fatto prima quelli del Nzherald, con la loro galleria di sosia famosi dei giocatori di questo mondiale. I colleghi down under sono stati attenti, bravi e simpatici nel trovare rugbisti non a caso nei volti dei loro più celebri separati alla nascita.
Hanno pescato tra la musica e il cinema, tra i personaggi dei film e quelli dei cartoni, ma gli è sfuggito qualcuno. E allora ci pensiamo noi di Uenuku a integrare la loro gallery – e state tranquilli che manderemo una mail anche al Nzherald.
Se anche voi avete trovato qualche gemello spaiato tra gli eroi di questa RWC, fatecelo sapere!
PS: per vedere la versione ingrandita delle immagini, cliccateci sopra!

Iniziamo con i cartoon, uno di quelli che dalla mia generazione in su è impossibile non dimenticare. Vi ricordate il cane chiamato Scooby-Doo? Bene, allora vi ricorderete anche di Schalk Burger… pardon, di Shaggy, il padrone un po’ pusillanime di Scooby. Tale e quale al flanker Springbok, insomma, soprattutto per coraggio e temperamento!

Se vi siete ricordati di Scooby e Shaggy, non potete non riconoscere Obelix. Qui lo vedete a fianco al suo fratello umano, Martin Castrogiovanni. Lui, Castro, è il fratellino piccolo, quello che deve mangiare ancora tanti cinghiali per diventare grande come il Gallo. É certo invece che anche Castro da piccolo sia caduto dentro un pentolone di pozione magica, quella della forza. Voci dicono che abbia lasciato a Leicester la versione di Idefix (il cagnolino di Obelix).

Dai vecchi cartoon a quelli di nuova generazione: direttamente da “Shaun the Sheep”, ecco a voi la versione canina di capitan Parisse. Blitzer è un simpaticissimo cane pastore che bada a un gregge scatenato e sgangherato, capitanato dalla folle pecora Shaun. Stavolta niente fascia per lui, e speriamo che Sergio non se la prenda troppo; se lo può consolare, però, sappia che Blitzer è uno dei personaggi più noti e amati dal giovanissimo popolo irlandese, dato che il cartone è proprio ambientato in Irlanda.

Dal disegno alla realtà il passo non è molto lungo: per sfortuna per lui – o per lei – Ma’a Nonu ha una gemella bizogote e sudafricana. Si tratta dell’ex campionessa mondiale degli 800m Caster Semenya, salita agli onori della cronaca più per la sua torbida identità sessuale che per gli ori conquistati. A parte le treccine, davvero molto somiglianti, i due.

Si cambia sport, ma non lineamenti e colori sociali: non sapevo che a Sam Whitelock piacessero le Ferrari. Ah, no, scusate, quello a sinistra è Fernando Alonso, l’altro è Whitelock, quello con la maglia dei Crusaders – che comunque ha tanto rosso, poteva ingannare chiunque. Effettivamente, il capello spettinato ce l’hanno speculare.
Adesso ho capito perché il ferrarista non si lascia più crescere la barba: nelle ruck non dev’essere poi tanto bravo, figuriamoci nelle touche… guai se lo confondono e lo buttano nella mischia!

Ultima, ma solo perché è il pezzo forte, è la coppia di gemelli monozigoti più uguali e separati alla nascita della storia della RWC. Ecco a voi Richie McCaw e Clemente Russo, pugile italiano pluri medagliato e argento olimpico a Pechino. Adesso indovinate qual è Richie e qual è Clemente. Se indovinate, siete dei campioni di “Aguzza la vista”, e potrei seriamente pensare di regalarvi un abbonamento annuale a La Settimana Enigmistica.

Fatta la Francia per i quarti di finale: con l’Inghilterra gara senza appello

Finora ha deluso, parecchio. Ma la Francia è squadra capace di imprese inaspettatte. Lievremont ha annunciato con largo anticipo (si gioca sabato a Auckland), come sua abitudine, il XV titolare.

France: 15 Maxime Médard, 14 Vincent Clerc, 13 Aurélien Rougerie, 12 Maxime Mermoz, 11 Alexis Palisson, 10 Morgan Parra, 9 Dimitri Yachvili, 8 Imanol Harinordoquy, 7 Julien Bonnaire, 6 Thierry Dusautoir (c), 5 Lionel Nallet, 4 Pascal Pape, 3 Nicolas Mas, 2 William Servat, 1 Jean-Baptiste Poux.
Replacements: 16 Dimitri Szarzewski, 17 Fabien Barcella, 18 Julien Pierre, 19 Louis Picamoles, 20 Francois Trinh-Duc, 21 David Marty, 22 Cédric Heymans