Numeri, numeri e numeri: la fotografia più nitida della RWC 2011. E l’Italia…

La IRB Game Analysis Unit ha passato al setaccio il torneo iridato appena concluso e ha stilato un approfondito report statistico con tutti i numeri e i dati possibili e immaginabili. Ma non si è fermata qui e ha comparato queste cifre con quelle delle edizioni precedenti.
Qualche spunto: mischie e calci sono diminuiti rispetto al 2007, mentre sono aumentate le fasi di corsa e i passaggi. In quasi l’80% delle partite chi ha segnato più mete ha vinto. Diminuiti i margini di differenza tra le squadre di Tier 1 e 2, dimezzati i cartellini gialli.
Interessanti i trend sul lungo termine: rispetto al Mondiale del 1995 i passaggi sono aumentati del 50%, la palla in gioco del 33%, le ruck e le maul sono più che raddoppiate, diminuiti invece quasi del 50% i calci.
Riassumere tutto è impossibile, ma è possibile scaricare interamente il report:

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E l’Italia? Numeri in chiaroscuro. Per quanto riguarda la media dei punti fatti/concessi gli azzurri sono i primi tra le squadre non ammesse ai quarti di finale, lo stesso dicasi per il numero di mete, calci e drop segnati.
Le nostre mete sono quasi equamente divise tra trequarti e avanti (7 a 6), scopriamo che dalla mischia  nascono la maggior parte delle nostre segnature (insieme ai lineout) e che però dai pacchetti avversari ci difendiamo benissimo: solo una meta subita nata da una mischia. Che non sappiamo partire da lontano: oltre la metà delle nostre segnature nasce negli ultimi 22 metri, nemmeno una dalla nostra metà campo. Che abbiamo segnato soprattutto nel primo tempo ma abbiamo altrettanto subito nel secondo. Che uno dei problemi principali da risolvere è quello del calciatore: nei piazzati peggio di noi in Nuova Zelanda sono andati soltanto Russia, Stati Uniti, Fiji e Namibia.
Che teniamo poco la palla in gioco: meno di 16 minuti, meglio di noi anche la Georgia, Tonga e gli USA. Che siamo arrivati quartultimi per numero di passaggi medi a partita (101).
Insomma, scaricate e leggete. Ce n’è per tutti.

Video: quando al drop ci pensa il robot

Fotogallery: quelli che al Mondiale sono finiti dietro alla lavagna

Bella idea del Telegraph. Una veloce gallery dei “bad boy” del recente torneo iridato, con tanto di accuse e punizioni subite. Indovinate un po’? Stravince l’Inghilterra…
A questo link tutta le immagini

Fotogallery: un Mondiale all blacks, ma in bianco e nero

Samoa e quella multa da 100 maiali

Una multa di quelle che non ti aspetti e che hanno pochi confronti. Il manager di Samoa ai Mondiali, Mathew Vaea, è stato multato di 100… maiali. Lo ha stabilito il consiglio del suo villaggio natale, Leauva’a.
Samoa non ha raggiunto i quarti di finale della pool D in cui era inserita (a passare sono stati Sudafrica e Galles. Insomma, ci può stare di essere eliminati…) e questo ha portato “una cattiva pubblicità a Samoa a causa delle mancanze di Mathew Vaea”. A dirlo è stato il capovillaggio Vaifale Iose. Ad aggravare il tutto, almeno dal punto di vista samoano, il fatto che il manager ha dato cattiva pubblicità al titolo di “Tuala” di cui è insignito, un titolo onorifico molto importante e rispettato e sul quale Vaea avrebbe gettato discredito proprio con le sue mancanze.
Il manager samoano è stato così sanzionato a fornire il suo villaggio di 100 maiali o di pagare duemila Tala samoani (840 dollari circa), il corrispettivo in denaro per acquistare quella quantità di suini.
Ad essere sanzionato non sono stati però solo i risultati sul campo ma anche i comportamenti poco professionali tenuti al di fuori del ristretto ambito agonistico.