Gli Aironi attaccano, la FIR risponde

dall’ufficio stampa FIR il comunicato che “risponde” a quello diffuso dagli Aironi

La Federazione Italiana Rugby ha preso atto con sorpresa del comunicato stampa pubblicato in data odierna dalla Società Aironi Rugby.
La FIR sottolinea che la ponderata decisione di revocare la licenza per la partecipazione al Rabodirect PRO12 al termine della stagione sportiva in corso è stata assunta in considerazione di una situazione economico-finanziaria di dichiarata criticità e della richiesta di un consistente intervento economico a carico della FIR in favore degli Aironi.

Tale intervento economico avrebbe dovuto essere ulteriore rispetto ai contributi stanziati da FIR e sarebbe stato necessario a garantire la prosecuzione della partecipazione della Società al campionato Rabodirect PRO12.  La FIR osserva che gli Aironi Rugby, per loro esplicita ammissione, oltre ad indicare le esposizioni maturate nelle stagioni sportive 2010/2011 e 2011/2012, hanno evidenziato che la richiesta di intervento economico era diretta a colmare un perdurante disavanzo derivante da minori entrate.

La FIR conferma pertanto la correttezza e la scrupolosità del processo che ha portato alla revoca della licenza per la partecipazione al Rabodirect PRO12 al termine della stagione sportiva in corso, ribadendo altresì di essere l’unico soggetto titolare della partecipazione al Rabodirect PRO12 e del relativo potere di designazione.

Gianni Amore, il deferimento diventa un pastrocchio fantozziano

Venerdì pomeriggio il presidente del Comitato Siciliano e unico candidato – finora – contro l’attuale presidente FIR Giancarlo Dondi era stato convocato dalla Commisione Disciplinare federale per difendersi dalle “accuse” di abuso di potere, di non aver tenuto l’assemblea regionale in maniera corretta e di non essere stato leale verso al stessa. Richia una sospensione fino a tre anni e mezzo, con conseguente decadimento della sua candidatura.

Bene, Gianni Amore si è presentato, ma la Commissione non era quella competente…
Una vicenda incredibile e fantozziana. Ora Amore è stato rinviato a una nuova Commissione in data da destinarsi, probabilmente il 2 di maggio. Sperando che sia quella buona, ovviamente…

Gli Aironi allargano le ali e diffidano la FIR: ufficiale il ricorso per restare in Pro12

Nessuna ricandidatura per il Pro12, ma la diffida alla FIR di dar seguito al bando e conseguente ricorso alla giustizia sportiva. Lo ha deciso il consiglio d’amministrazione degli Aironi

dall’ufficio stampa Aironi

Con riferimento alla deliberazione assunta dalla FIR in data 6 aprile u.s., con cui la medesima FIR ha ritenuto di revocare la designazione degli Aironi quale franchigia partecipante alla Celtic League, la Società Aironi comunica quanto segue.

Gli Aironi hanno deciso di contestare il provvedimento federale nelle competenti sedi giudiziarie, onde ottenerne l’annullamento con ogni statuizione conseguente anche in tema risarcitorio. Ciò anche allo scopo di tutelare i rilevanti investimenti fatti da tutti i soggetti, pubblici e privati, per supportare un’iniziativa sportiva che è stata accolta dal territorio e dal pubblico con grande entusiasmo, passione e partecipazione, ribadendo l’impegno di sostenere questa esperienza quanto meno sino alla stagione 2013-2014.

Nel merito, si osserva che la Federazione, con il provvedimento adottato, non ha tenuto nel minimo conto la articolata situazione di fatto esposta a più riprese dagli Aironi, limitandosi, senza sostanzialmente darne giustificazione, a ritenere che fosse venuta meno la affidabilità economica degli Aironi. Trattasi di affermazione contraria alla realtà, che si confida verrà smentita in sede giudiziaria, quando occhi obiettivi e non di parte esamineranno la vicenda.

Convinti come sono del loro buon diritto a continuare a partecipare alla Celtic League in conformità agli impegni contrattuali assunti, gli Aironi precisano che non presenteranno una nuova candidatura per la prossima stagione e diffideranno la FIR dal dare seguito alla manifestata volontà di indire un nuovo bando per la candidatura di una nuova franchigia.

Gli Aironi rivendicano con forza il loro diritto a partecipare alla Celtic League, quanto meno sino alla stagione 2013-2014; ringraziano particolarmente la Regione Lombardia, il Comune di Viadana, la Provincia di Mantova,  le Autorità, gli Sponsor, i Sostenitori e gli innumerevoli tifosi  per il grandissimo sostegno sino ad oggi manifestato anche in questa vicenda, che si confida si risolverà nel modo migliore.

Bilanci federali e glasnost, una piccola storia italiana

Ieri ho pubblicato una puntata della rubrica de L’Angolo del Vile che aveva per tema una questione delicatissima, quella dei bilanci federali. Provateci anche voi , ma in una ventina di minuti è davvero possibile raggiungere e/o scaricare i bilanci di Inghilterra, Francia, Irlanda, Galles, Scozia, Australia, Sudafrica, Nuova Zelanda, Fiji (non Samoa e Tonga, scusate), Canada e Stati Uniti.
Praticamente il gotha del rugby mondiale con l’esclusione di Italia e Argentina.
Una situazione, la nostra, inoppugnabile in punta di diritto, a oggi cioè si può fare, ma ammetterete non il massimo della trasparenza per svariati motivi che vorrei elencarvi. Ma prima un po’ di storia.

Delibera della Giunta Nazionale del CONI n.396 del 12 ottobre 2004. Lo so, è noiosa anche solo a leggerla così, però è una delibera importantissima perché è quella che ha approvato lo statuto vigente della FIR. Le regole, insomma. Tutto bene, o quasi. Perché in realtà dal 2007 (delibere del CONI N. 1352 e n. 1353 del 28 febbraio) lo statuto in questione non è conforme ai “Principi Fondamentali ed ai Principi di Giustizia” emanati successivamente alla sua approvazione dal Consiglio Nazionale del CONI.
Cioè, nel 2004 quello statuto era ok, poi il Coni ha cambiato le sue regole e ha chiesto le conseguenti modifiche a tutte le federazioni affiliate. Con la FIR lo ha fatto nel 2007, lo ha ribadito nel marzo 2009 (delibera n. 1391) per poi ripetersi il 19 maggio 2010 (delibere N. 1410 e 1412).
La FIR però non si è mai mossa e il 19 gennaio 2011 con il protocollo 00066, il Segretario Generale del CONI ha intimato alla federugby di convocare un’Assemblea Straordinaria per l’adeguamento dello statuto, con la specifica che se ciò non fosse avvenuto entro il 30 giugno 2011 lo stesso Comitato Olimpico avrebbe adottato provvedimenti straordinari. La FIR ha convocato l’Assemblea il 25 giugno, ma è andata deserta, anche perché – secondo alcuni osservatori – era stata “anestetizzata” dalla scelta della presidenza di blindare il testo, al quale non era quindi possibile presentare alcuna modifica: da qui la richiesta al CONI da parte del presidente Dondi della nomina di un commissario ad acta, per l’approvazione del nuovo Statuto (scelta, va detto non obbligata: la federazione poteva riconvocare una nuova Assemblea).
Da allora non è ancora avvenuto nulla, anche perché il CONI alla fine del novembre scorso ha approvato una ulteriore definizione di “Principi Fondamentali degli Statuti delle Federazioni Sportive Nazionali e delle Discipline Sportive Associate”, cosa che ha allungato ulteriormente i tempi. La Federugby comunque a oggi è una delle pochissime federazioni (l’unica?) a non aver ancora recepito il nuovo indirizzo stabilito dal CONI.
Ora dovremmo esserci, anche se non si sa quando questo recepimento da parte della FIR avverrà: tra una settimana? Un mese? Nessuno fuori dal palazzo lo sa, almeno al momento.

Perché questa premessa storico/burocratica? Perché lo Statuto attualmente vigente non prevede la consegna dei Bilanci Consuntivi annuali della FIR alle società, mentre le modifiche richieste dal CONI la impongono. Non solo, il Bilancio non viene “dibattuto” in Consiglio Federale: l’ultima volta che è stato fatto era l’ottobre del 2004. Da allora niente.
A quanto ammonta il bilancio della FIR? Quanti soldi entrano e quanti escono? Come vengono ripartiti e utilizzati? Quali sono le voci che lo compongono? Contributi ERC, contributi IRB, quelli “celtici”? Quanti soldi vanno al rugby giovanile, al movimento di base, eccetera? Non si sa, dal 2004. Voci e rumors parlano di un bilancio da una quarantina di milioni di euro l’anno. Voci non confermate da nessuno, ma comunque sappiamo tutti che la FIR è una delle federazioni più ricche dopo quella del calcio. Cifra plausibile.

Qualcuno dirà che però consiglieri e affiliati possono richiedere e ottenere il bilancio. Sì… e no. Ho avuto la possibilità di vedere il carteggio tra il rappresentante di una importante realtà rugbistica di un’area ad alto tasso ovale e la federazione. Le lettere facevano seguito a una serie di incontri personali e telefonici in cui il nostro Mister X chiedeva di accedere ai bilanci. Dopo una serie di mancate risposte, di “ti faremo sapere” senza giungere mai a una qualche concretizzazione e le conseguenti lamentele del nostro (orali e scritte), il Segretario Federale – e avvocato – Michele Signorini risponde che sì, volendo i Bilanci possono essere visionati presso la sede della FIR previo appuntamento, ma che “si rileva che i bilanci della Federazione non sono considerabili pubblici” e che “si deve evidenziare come la giurisprudenza del Consiglio di Stato (segue elenco di sentenze, ndr) in presenza di posizioni giuridiche soggettive analoghe al caso in esame, sia addirittura più restrittiva rispetto alla possibilità di poter anche solo visionare i bilanci, possibilità invero concessa alla Società da Lei rappresentata”.
Se traduco in un “sì, potresti vederli perché sono magnanimo, ma accontentati e non mi fare perdere la pazienza” vado molto lontano? Va da sé che il bilancio non è mai stato visionato.

Due le conclusioni di questa storia: la mancanza di trasparenza da parte della FIR in primis. Quali siano i perché non è dato saperlo e non credo stia a me dirlo, ma eventualmente al diretto interessato. Alla federazione, tra l’altro, in punta di diritto non si possono muovere grandi critiche. Tutto quello che è stato fatto e deciso era ed è conforme alle norme vigenti (che però devono essere cambiate già da qualche anno, lo ha stabilito il CONI). Ma la trasparenza è oggettivamente un’altra cosa, e non mi richiamo a questa glasnost per criticare l’operato federale ma per meglio comprenderlo. Il senso è “non voglio farti le pulci a prescindere, solo per rompere le scatole, ma capire e meglio giudicare quello che fai”. Siamo in una fase di pre-campagna elettorale? La trasparenza è una ricchezza per chi chiede di essere riconfermato nella sua carica e una necessità per chi invece ambisce ad arrivarci. Mi metto nei panni di Gianni Amore – oggi unico sfidante ufficiale di Dondi – e mi chiedo: come posso presentare un programma serio e concreto se non so su quali forze economiche posso contare?
La seconda conclusione è la mancanza generale di preparazione della gran parte dei dirigenti del movimento italiano. Questo Mister X mi diceva che non era a conoscenza di altre richieste simili alla sua. Magari qualcuna ce n’è stata, ma evidentemente non molte. Che quella in atto non sia una prassi da sbandierare – ancorché, mi ripeto, oggi assolutamente legale – mi pare evidente, ma che nessun dirigente di club o consigliere abbia avuto spalle abbastanza larghe da battere i pugni sul tavolo o da denunciare questa mancanza di trasparenza… Oggi il movimento rugbistico ha pochi dirigenti preparati e all’altezza delle sfide presentate dal professionismo e dalla complessità del mondo in cui viviamo. Paura, inesperienza, un comprensibile e umano tirare a campare? Non lo so, ma come ho scritto qualche giorno fa, “un movimento anche economicamente maturo senza una leadership “politica” professionale a tutti i livelli è destinato a un fallimento progettuale inevitabile. Detto in stampatello: non si va da nessuna parte”.

PS IMPORTANTISSIMO: chiudo questo lungo articolo con una preghiera e un avvertimento. Non mi passa neanche per l’anticamera del cervello di pensare che la mancanza di trasparenza di cui parlo sia legata a un qualunque tipo di malversazione da parte federale. Che nessuno provi a “usarmi” in questa maniera. Se ne siete così sicuri e ne avete una qualche prova fate un esposto, ma non utilizzate questo blog per lanciare accuse infamanti verso chicchessia. Grazie.

PS/2, meno importante (insomma…): sul sito del CONI, la “madre” di tutte le federazioni sportive italiane, è possibile scaricare il bilancio del Comitato Olimpico…

Caso Aironi e la Regione Lombardia: l’assessore Maccari parla a Il Grillotalpa

La Regione Lombardia ha investito 4 milioni di euro nella ristrutturazione dello “Zaffanella”, l’impianto di gioco degli Aironi. E’ diventata così – suo malgrado – parte in causa della vicenda che sta interessando la franchigia lombardo-emiliana.
Un investimento che al Pirellone non vogliono vedere depauperato nell’arco di nemmeno 24 mesi. Prima di Pasqua, subito dopo il Consiglio Federale che ha estromesso  gli Aironi dalla prossima stagione di Pro12 (per il momento…) si è esposto anche il presidente della Regione Roberto Formigoni con una presa di posizione ufficiale.
Il Grillotalpa ha sentito Carlo Maccari, assessore alla Semplificazione e Digitalizzazione della Regione Lombardia, mantovano di nascita e quindi molto vicino alla questione Viadana. Attivissimo nella vicenda. Ecco quello che mi ha detto.

“La posizione della Regione Lombardia è chiara, molto chiara, ed è quella resa nota qualche giorno fa dal presidente Formigoni con una lettera. Abbiamo investito 4 milioni di euro e vogliamo sapere che fine faranno i nostri soldi. Ho sentito personalmente al telefono il presidente Dondi e ho chiesto la convocazione al più presto di un tavolo a cui vadano a sedersi tutte le parti coinvolte: Aironi, Fir, Regione Lombardia e tutti gli enti locali che hanno una qualche voce in capitolo”.

Poi una stoccata: “Noi abbiamo saputo tutto dalla stampa, ma avremmo gradito che la FIR ci avesse informato in maniera tempestiva. Ciò non è accaduto e ce ne rammarichiamo, visto che alla fine abbiamo investito, mi ripeto, 4 milioni. Non voglio trovare il Gabibbo che mi aspetta sotto casa per aver buttato via soldi pubblici”.
Non si ferma: “Cosa ci aspettiamo? Una soluzione che salvi investimenti e impianti. Ovviamente la nostra opzione principale rimangono gli Aironi, per quello che hanno comunque fatto e costruito negli ultimi due anni. Non si può buttare via tutto così”.

Da qualche parte si è letto di una opzione Calvisano/Parma, una soluzione che al di là delle opinioni e della “correttezza” delle scelte preserverebbe gli investimenti della Regione Lombardia: “Vero, lo Zaffanella sarebbe comunque utilizzato in quel caso. Però devo dire la verità: ogni opzione che salvi i nostri investimenti sarebbe applaudita, ma in subordine alla scelta Aironi”.