L’Accademia di Mogliano e un conto da 91mila euro che nessuno vuol pagare

L’audio del servizio di Striscia la Notizia andato in onda venerdì 8 giugno. Nei guai il Comune della cittadina veneta…

Corsa alla presidenza FIR, c’è un nuovo candidato?

Fulvio Lorigiola, ve lo ricordate? Ex presidente del Petrarca Padova, nel 2004 contestò i dati dell’elezione di Giancarlo Dondi alla presidenza federale rivolgendosi alla giustizia ordinaria. Così facendo violò la clausola compromissoria e venne squalificato.
Ora dal Veneto cresce il rumors che lo vedrebbe fortemente intenzionato a candidarsi alle prossime elezioni federali… Sta per scendere in campo un nuovo concorrente dopo Gianni Amore?

Le Zebre, la FIR, Bollesan e Ferrari: la terza e ultima puntata

Mancate comunicazioni. O comunicazioni travagliate, forse volutamente travagliate.
Ieri ho intervistato Marco Bollesan che ha mi ha espresso la sua sorpresa e la sua contrarietà all’utilizzo di quel nome per la nuova franchigia federale. Poi la ricostruzione di come sono andate le cose, con il via libera all’uso del nome Zebre dato alla FIR da Renato Tullio Ferrari, co-fondatore della vecchia squadra a inviti.
Ora sono finalmente riuscito a parlare direttamente con Ferrari, che mi ha confermato che il via libera al presidente Dondi l’ha dato lui di persona. Con un però: la “via” con cui  si è arrivata a quel sì è un po’ più tortuosa di quanto si pensi.
L’idea di usare Zebre nasce in ambiti FIR: il consigliere federale Giavazzi contatta Lorenzo Bonomi, altra ex-Zebra, per sondare il terreno. Bonomi chiama Ferrari spiegandogli la situazione e dicendo che Bollesan è d’accordo. Ferrari a quel punto dà il via libera e chiama Dondi. L’inghippo sta nella versione di Bonomi, perché come ben sappiamo Bollesan è contrario. La mancata comunicazione/telefonata tra Ferrari e Marco completa l’opera.
Buona fede da parte di Ferrari, quindi, meno da parte di Bonomi che racconta una storia non vera.
La domanda di base rimane la stessa: perché questo giro bizantino di comunicazioni allungate a dismisura? Non bastava far partire dalla FIR tre-telefonate-tre ai diretti interessati? Oppure si è cercato di by-passare qualche (presumibilmente flebile) opposizione?

Saccà bacchetta Rovigo e avverte: “Regole? Ce ne sono troppe…”

Ivan Malfatto su Il Gazzettino

«La federugby e il movimento italiano hanno la necessità che i migliori giocatori vadano a misurarsi con l’alto livello. Non capisco perciò la presa di posizione del Rovigo. Anche se mi sembra più una reazione, uno sfogo, che una protesta. E ritengo sia già stato superato».
Fa sentire la sua voce il numero due della Fir, il vice presidente vicario Nino Saccà. Colpito negativamente dal duro comunicato emesso dalla Rugby Rovigo lunedì in merito alle «pressioni e prevaricazioni» messe in atto dalla franchigia federale di Pro12 (ufficializzata, si chiamerà Zebre) per portarsi via Andrea Bacchetti e Filippo Cristiano, dopo Davide Giazzon. La presa di posizione ha colpito tutto il mondo federale, perchè siamo nell’anno elettorale e viene da un importante club d’Eccellenza ritenuto politicamente allineato. Anche perciò sarebbe in programma un vertice fra i presidenti Francesco Zambelli (FemiCz Vea) e Giancarlo Dondi (Fir).
Intanto il vice Dondi “bacchetta” (gioco di parole visto il nodo del contendere) Rovigo.
«Ricordo che l’88% del bilancio della federazione direttamente o come indotto deriva dall’attività internazionale – spiega Sacca – Dei fondi di tale bilancio beneficiano anche i club d’Eccellenza come Rovigo. Ad esempio con i soldi girati dalla Fir per le coppe europee (circa
400mila euro, ndr), cosa che in altre union affiliate all’Erc non avviene. Non ci può essere
quindi concorrenza fra federazione e club. C’è il perseguimento di un obiettivo comune. Consiste nell’alimentare le due franchigie di Pro12, che a loro volta alimentano la nazionale.
Non si può pensare che se c’è un atleta di interesse nazionale non debba salire di livello. È un bene di tutti che ciò avvenga».
Quello che chiede Rovigo, però, è che ciò avvenga con regole, tempi e modalità precise. Non attraverso pressioni. Regole invocate dallo stesso Benetton Treviso, che ha dimostrato di pensarla come i rossoblu. «Non sono d’accordo perchè le regole ci sono, anzi forse ce ne sono troppe – contesta Sacca – Non bisogna sempre e solo invocarle, ma essere concreti. E sono dispiaciuto che tale critica venga anche da Treviso, partner della Fir come
franchigia, col quale i rapporti sembravano normalizzati».

Melegari a Il Grillotalpa: “Viadana in Eccellenza? Stasera la decisione. E io…”

“Il cda che deve decidere l’iscrizione all’Eccellenza del Viadana rugby è stato rinviato a questa sera e io confermo che con il rugby di alto livello e questa FIR non voglio avere più nulla a che fare”
Presidente, ma l’iscrizione è quasi certa come si dice?
“Beh, sì, molti soci vogliono andare avanti. Aironi e Treviso come sapete sono in una sorta di situazione sospesa. E il Viadana vuole approfittare di questa possibilità”.
La sua posizione di contrarietà presuppone una sua fuoriuscita dal club, le sue dimissioni?
“No, non necessariamente. Poi deciderà il cda. Io – mi ripeto – non voglio avere più a che fare con una federazione che mi ha preso a pesci in faccia in mille modi in questi mesi. Solo questo”.

Resoconto della breve telefonata che ho avuto in mettinata con Silvano Melegari, ex presidente degli Aironi e attuale presidente del Viadana Rugby